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Bannato
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GIORGIO ALBERTAZZI: fucilava i partigiani. Ma lui tace.
Tre prigionieri inglesi fucilati sul Grappa in un feroce rastrellamento antipartigiano ANTICIPAZIONE *** Carte inedite in un saggio sul nuovo numero di «MicroMega» Anticipiamo un estratto da un saggio su Albertazzi e la Rsi contenuto nel numero in uscita della rivista «MicroMega». «Il torbido mi attrae, perché sono solare e non ho alcun pregiudizio moralistico né etico-cattolico. Sono introvabile e scompaio sempre, chiunque può fare di me quello che vuole, ma se stringe il pugno sono svanito: sono aria e inconsistenza»: così Giorgio Albertazzi nella sua autobiografia del 1988. Ma di recente, lavorando sulle carte dell' Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e Vercelli, una studiosa vicentina - Sonia Residori, che sta ultimando un' ampia ricerca sulla violenza fascista nel Veneto centrale - lo ha pur trovato, il «sottotenente Albertazzi Giorgio». E ha potuto riscontrare quanto poco i pregiudizi della morale cattolica abbiano frenato lui e gli altri legionari di Salò che contribuirono ai fasti dell' «operazione Piave» (il grande rastrellamento antipartigiano sul Monte Grappa del settembre 1944, ndr). Il documento d' archivio è contenuto nella busta Tagliamento, che contiene copia degli atti del processo contro una quindicina di legionari celebrato dopo la Liberazione dal Tribunale militare territoriale di Milano, e giunto a sentenza nel 1952. Datato da Staro (presso Recoaro) il 28 settembre 1944, consiste nel diario delle operazioni compiute dalla terza compagnia del 63° battaglione M durante gli otto giorni compresi fra il 20 e il 27 del mese. Più esattamente, si tratta di una Relazione sull' azione «Piave» firmata dal responsabile della compagnia, il tenente Giorgio Pucci, e da lui inoltrata al comando di battaglione. Appena due pagine dattiloscritte, che permettono tuttavia di ricostruire con precisione - giorno per giorno, e quasi ora per ora - i movimenti degli ottantanove legionari agli ordini di tre ufficiali: lo stesso tenente Pucci e i sottotenenti Prezioso e Albertazzi, rispettivamente a capo del primo e del secondo plotone fucilieri. Da Solagna, gli uomini della terza compagnia avevano risalito i contrafforti del Grappa attraverso la valle di santa Felicita, attestandosi al limite del bosco di Monte Oro. Nel secondo giorno di operazioni, avevano fatto prigionieri «n. 3 inglesi e n. 3 italiani». Il primo scontro a fuoco era avvenuto il 22 settembre: intercettata una «pattuglia di banditi», i legionari avevano prontamente reagito, «uccide(ndo) un bandito e costringe(ndo) la pattuglia nemica a scendere precipitosamente in basso». Ore dopo, un secondo scontro a fuoco si era facilmente concluso a loro vantaggio («poche raffiche bastarono per uccidere n. 4 banditi»). Alla fine dell' intensa giornata, la compagnia si era disposta a sbarramento della valle delle Foglie: ma non prima di avere fatto altri prigionieri, «n. 5 individui nascosti nel bosco». La marcia di ritorno verso Solagna era cominciata il 24, «su tre direttrici per il rastrellamento di uomini e degli armenti». Cinque i «renitenti alla leva» catturati quel giorno, in cui fra l' altro si era provveduto a fucilare i tre prigionieri inglesi; sette gli ostaggi dell' indomani («n. 6 renitenti alla leva ed un disertore dell' esercito repubblicano»). La terza compagnia era rientrata a Solagna nella mattinata del 26, mentre già il tenente Pucci si preparava ad accompagnare la sua Relazione sull' «azione Piave» con un fiero «riepilogo dei banditi messi fuori combattimento». Il contenuto del diario del 63° battaglione M non va preso per oro colato. Forse più di ogni altro reparto della Guardia nazionale repubblicana, la legione Tagliamento risentì infatti il peso della retorica che la Bildung fascista trasmise alla generazione dei balilla. Lo ha detto bene Carlo Mazzantini nella sua propria testimonianza autobiografica, il libro di memorie - tanto più sincere che quelle di Albertazzi - intitolato A cercar la bella morte: i legionari di Salò vivevano di fanfare, e di miti falsi vissuti come veri. Sul versante non già della memorialistica, ma della storiografia, gli studiosi della Resistenza nel Novarese e nel Vercellese hanno sottolineato essi pure il carico di luoghi comuni che zavorravano il discorso del 63° battaglione. Un linguaggio standardizzato e iperbolico, dove l' attività dei plotoni veniva immancabilmente presentata come «intensa», e la reazione agli attacchi partigiani come «immediata e potente». Una sottovalutazione sistematica dei «banditi» partigiani, dei quali neppure si intendeva la tattica consistente nel sottrarsi allo scontro frontale, ogni volta definendone lo sganciamento come una «fuga precipitosa» Stando così le cose, il documento ritrovato in archivio da Sonia Residori va maneggiato con cautela. Ma quando lo si sfrondi della sua retorica e dei suoi stereotipi, è una fonte che parla chiaro allo storico. Dal 20 al 27 settembre 1944, un reparto fra i più sperimentati e agguerriti della Guardia nazionale repubblicana, il 63° battaglione M, collaborò con l' esercito tedesco a una gigantesca operazione di rastrellamento, che per le formazioni partigiane si risolse in una gravissima disfatta. Il battaglione era composto di varie compagnie, una delle quali, la terza, aveva per ufficiale il sottotenente Giorgio Albertazzi. Senza riuscire straordinario, il bottino militare conseguito dalla sola terza compagnia nel breve volgere di una settimana fu comunque degno di nota: oltre ai tre soldati inglesi passati per le armi, cinque i «banditi» italiani uccisi negli scontri a fuoco (tra cui il comandante della brigata Italia Libera Campocroce, Vico Todesco), venti quelli catturati (in gran parte deportati a Dachau, e mai più ritornati). Diversamente da quanto avrebbe scritto nelle sue memorie, Albertazzi non li ha visti soltanto «scappare», i partigiani, le «poche volte» che li ha visti. Li ha visti in catene, dopo averli fatti prigionieri. E li ha visti cadaveri, dopo avere loro sparato. «Andai a Salò da ribelle e ho visto solo scappare chi faceva la Resistenza» «Forse non dovrei dirlo - non sta bene! - ma io i partigiani li ho sempre visti scappare, le poche volte che li ho visti». È questo il passo dell' autobiografia di Giorgio Albertazzi Un perdente di successo (Rizzoli, 1988) che Sergio Luzzatto contesta sulla base di un documento d' archivio. L' attore, che si riserva di replicare alle critiche dopo aver letto l' articolo che lo chiama in causa, già in passato è stato oggetto di polemiche per il suo passato di ufficiale della Rsi, specie in riferimento al caso di Ferruccio Manini, un disertore dell' esercito di Salò fucilato a Sestino, in provincia di Arezzo, il 28 luglio 1944. Albertazzi, da ultimo nell' intervista uscita sul Corriere il 4 marzo scorso, ha sempre negato di aver comandato il plotone di esecuzione. Però alcuni abitanti del paese lo smentiscono e anche il tribunale militare di Milano, nell' immediato dopoguerra, giunse alla conclusione che fosse stato lui a ordinare il fuoco, ma lo assolse ritenendo che avesse agito «in stato di necessità». Quanto alle ragioni che lo portarono a Salò, l' artista non si richiama tanto all' assassinio di suo zio Alfio, fascista pestato a morte da avversari politici dopo la caduta di Mussolini, quanto a un moto di ribellione destato in lui dalla viltà di chi aveva appoggiato il regime e ora pensava solo a salvare la pelle: «Scelsi - scrive nell' autobiografia - non coloro che si erano già arresi, che disprezzavo, bensì la causa perduta (alla fine del ' 43 gli alleati e l' Urss avevano già vinto) contro il conformismo piccolo borghese, che già si preparava ad acquattarsi nelle pieghe della Resistenza». E nell' intervista al Corriere dichiarava di aver aderito alla Rsi spinto dallo stesso istinto anarchico che più tardi lo avrebbe «indirizzato a sinistra». Va aggiunto che nelle sue memorie Albertazzi non ripercorre passo per passo la sua esperienza di guerra, ma ne rievoca gli episodi da lui ritenuti significativi, spesso soffermandosi più sulle vicende sentimentali che sugli scontri armati. Non manca di ricordare le atrocità del nemico: i cadaveri di soldati fascisti ritrovati con la M di Mussolini, che portavano sulle mostrine, infilata negli occhi; le fucilazioni indiscriminate dopo la resa, cui lui stesso sfuggì per un soffio. Molto scarse invece le notizie sul periodo tra il passaggio del suo reparto da Sestino alla Val Camonica (estate 1944) e i giorni a ridosso del 25 aprile. Manca ogni accenno, come nota Luzzatto, al rastrellamento sul Grappa. da Corsera |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2006
Messaggi: 3728
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E allora? Perchè non le atrocità dei romani duemila anni fa? O i barbari?
Che pizza! I comunisti non hanno mai fucilato nessuno, vero? Santi subito. Ma fammi il piacere. Luca Pitta
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
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“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -
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Bannato
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Milano
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Segnati questa parolona e quando vai al Bar Sport di Borgoratto Mormorolo a giocare la schedina il sabato pomeriggio fra un crodino e un "bella gnokka" gridato all'amprendista parrucchiera dall'altra parte della strada, tirala fuori e usala in mezzo a tutti, farai un figurone fra i bestemmiatori. Se qualcuni ti dicesse : guarda il barbiere ha ucciso 15 persone, tu puoi sempre rispondergli " Mbè? Pol pot ne uccise molti di più, e allora?". Sei un grande. Nel tuo piccolo. fg |
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#5 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2003
Città: ABANO TERME (Padova) paninaro inside
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#6 |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2001
Messaggi: 3918
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Bè la guerra è guerra. Fucilazioni ce ne sono state da entrambe le parti. Ora, a meno che uno non sia stato un vero aguzzino, che abbia fucilato civili o roba del genere, non vedo perchè debba essere chiamato ora in causa per delle infauste operazioni militari fatte in passato. Con tutto che odio la guerra e soprattutto quello che è venuto dalla parte nazifascista.
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#7 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Milano
Messaggi: 146
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andata? fg |
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#8 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2000
Città: Roma
Messaggi: 1786
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Francamente non me ne può fregar di meno della vicenda. Se la giustizia ha da contestar qualcosa, faccia quello che deve fare...
Il tirar fuori le vicende solo per ricondurle alla politica attuale invece lascia il tempo che trova...
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La mia config: Asus Z170 Pro gaming, Intel i5 6600k @4.5Ghz, cooler master 212x, corsair vengeance 8Gb ddr4 2133, SSD sandisk ultra II 480Gb, Gainward GTX960 4Gb, Soundblaster Z, DVD-RW, ali Corsair CX750M, Case Thermaltake Suppressor F31 |
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#9 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: May 2005
Messaggi: 3460
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Comunque mi tengo stretto il post, quando ucciderò qualcuno avrò modo di far notare che esattamente come i romani, i barbari, Albertazzi, i comunisti, Pacciani, i cristiani e i carabinieri, anche io ho ucciso "en passant" e quindi non mi si stiano a rompere le palle con certe polemiche. * Stava con i fascisti, le sue presunte uccisioni non possono che essere state barbare in quanto frutto di un sistema di oppressione e non di una rivolta per liberare un paese. Ovviamente.
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[supportare ufficialmente il software non-libero? (2)(3)] [trusted computing] [software libero: i video] [il sito del debian clan] [guida all'installazione di debian] [slax, l'indispensabile] [faq per nuovi utenti] Ultima modifica di Zorcan : 06-07-2006 alle 13:15. |
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#10 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Milano
Messaggi: 146
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Se daniela Fini fa affari aiutata dall'amico ministro Storace è strumentalizzazione politica. Se il fratello di Fini si è arricchito con i favori degli amici è tutto da vedere. Se Albertazzi fucilava partigiani ma non lo ammette è trascurabile. Se Storace spiava e regalava autorizzazioni chi se ne frega, tanto lo dice un giornale di sx, cioè la feccia del paese. Se il Milan è colpevole è tutta da vedere, come fai a credere a Borrelli dai... Ma se cazzo, trovo D'Alema in giro con la barca tiro giù le cataratte dal cielo e vivaddio vivo solo per urlarlo al mondo. Funziona così dalle vs parti? Wow, è molto funky il garantismo delle destre! fg |
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#11 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Città: Pelican Bay
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"A pessimist is someone who is waiting for it to rain. But I'm already soaked to the skin." L. Cohen. |
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#12 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Milano
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Bellissima risposta. Grazie. fg |
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#13 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2000
Città: Roma
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Se Albertazzi è colpevole di qualche crimine la magistratura se ne occuperà...
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#14 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2003
Città: ABANO TERME (Padova) paninaro inside
Messaggi: 3821
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uhm, si direi di si.
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#15 | |
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Bannato
Iscritto dal: Oct 2003
Messaggi: 112
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Ma di quello non si puo' parlare, pena il "pubblico ludibrio" |
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#16 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2000
Città: Roma
Messaggi: 1786
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#17 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2006
Messaggi: 3728
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Come la metti giù tu sembra accaduta ieri. Non frega a nessuno se non a te e qualche altro compagno di avventure presenti su questo e altri forum. Guarda che Mussuloni è morto ed Hitler pure. La guerra è finita da un pezzo. Gli alleati hanno vinto. minchia basta con ste freggniacce. Luca Pitta
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#18 | |
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Bannato
Iscritto dal: Oct 2003
Messaggi: 112
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Ma ora verrà a dirti che sei banale, che non argomenti, che di te possiamo farne a meno, che ti lascia al giudizio del forum.. che ci vuoi fare, lui è cosi
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#19 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Milano
Messaggi: 146
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Il dramma è che tu vivi ancora negli anni 90. Riguardo al merito, è proprio per colpa di quelli come te che in Italia il fascismo è stato banalizzato e anzi "equiparato" a controparte. Un popolo che vede il Hitler e Mussolini sono due cadaveri da dimenticare, è esso stesso cadavere. Da dimenticare. I crimini di guerra non sono depenalizzati. Laddove un vivente si sia macchiato di crimini, può ancora essere messo sotto processo. Chiamare fregnacce le fucilazioni di persone che lottavano per la libertà di cui tu ( pourtroppo) usufruisci e che morirono per permettere a te di sparare le prime cazzate che ti passano per la testa senza che nessuno fiati, non ti fa onore. Tanto non l'ha capita. fg |
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#20 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2001
Messaggi: 2776
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Qualcuno ti ha commissionato l'infangamento degli artisti che non stanno a sinistra?
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Tutti gli orari sono GMT +1. Ora sono le: 11:55.











uhm, si direi di si.








