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Old 13-04-2006, 11:54   #1
Dona*
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"Meglio essere governato da un mafioso che da Prodi"

Affermazione di un mio conoscente di Catania, inutile aggiungere elettore del partito italiano che ha raccolto più voti.

Anche a rischio di rovinare i miei rapporti con lui, gli ho risposto che le sue parole generavano conati di vomito in me...
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E’ un crimine caricare la propria tavola della carne degli animali, quando si ha un giardino che produce tutti i frutti della terra…. Ovidio, Metamorfosi, XV - MyTube
Dona* è offline  
Old 13-04-2006, 11:58   #2
Korn
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forse lo è pure lui mafioso, ritengo la mafia e le altre grandi organizzazioni criminali responsabili delle pietose condizioni del sud italia, affermazioni del genere mi fanno pensare che qualcuno preferisce rimanere quelle condizioni
Korn è offline  
Old 13-04-2006, 12:01   #3
dantes76
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Originariamente inviato da Dona*
Affermazione di un mio conoscente di Catania, inutile aggiungere elettore del partito italiano che ha raccolto più voti.

Anche a rischio di rovinare i miei rapporti con lui, gli ho risposto che le sue parole generavano conati di vomito in me...
La mafia ha fatto cose buone, almeno cosi pensano
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Old 13-04-2006, 12:11   #4
Lucio Virzì
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Originariamente inviato da Dona*
Affermazione di un mio conoscente di Catania, inutile aggiungere elettore del partito italiano che ha raccolto più voti.

Anche a rischio di rovinare i miei rapporti con lui, gli ho risposto che le sue parole generavano conati di vomito in me...
Gli potevi vomitare direttamente in faccia anche da parte mia.



LuVi
Lucio Virzì è offline  
Old 13-04-2006, 12:14   #5
eraser
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rispondo con il mini articolo pubblicato in un giornalino studentesco di un liceo tempo fa:

Quote:
“1984” DELL’OMINO
Ogni popolo ha il capo che si merita

Venghino lorsignori ad ammirare il nostro museo. Signori, il museo "1984" vi presenta un omino...
Lorsignori lo hanno visto in tutto il suo splendore davanti all'Europa a dare del kapò ad un politico tedesco o a dare ordini dalla lontana Bulgaria per eliminare i suoi pericolosissimi rivali: Santoro, Biagi e Luttazzi.
Pericolosi più del centrosssssinistra, e quasi quanto i suoi arcinemici: le famose toghe rosse. Sì, perché i giornalisti "comunisti" sono un pericolo per la democrazia. Sì, perché i Luttazzi, i Grillo, i Guzzanti sono criminosi per la loro volgarità, più dei "grande Fratello", dei "Buona Domenica", dei "TG4".
Sì, perché i Fini, i Montanelli, i Biagi, i Santoro, i Luttazzi, i Rossi, i Guzzanti sono pericolosi perché non hanno peli sulla lingua o perché parlano di quello di cui non si può parlare: i processi all'omino, i fatturati delle aziende dell'omino, il modo in cui ha fatto i soldi l'omino, gli amici dell'omino.
Questi sono argomenti tabù! Perché siamo in Italia, il 74° paese al mondo per libertà d'informazione. Un esempio sbagliato per le giovani democrazie secondo l'unione europea.
L'Italia, paese dove si salva il calcio, dove chi falsifica una smart card può andare in galera per più anni di chi falsifica il fatturato della propria azienda...siamo in Italia, dove c'è quest'omino che sta solo curando il suo giardino, ed è un piccolo particolare che il suo giardino comprende uno stivale e due isole (soprattutto la mia d'isola, soprattutto).
Venghino signori, venghino in Italia, dove sei reti televisive su sette sono di proprietà dell'omino e la settima è stata rilevata dal suo amico (con forti aiuti dal governo, a quanto si vocifera, e pochi mesi dopo venne comprata una società del figlio dell'omino ad un prezzo esorbitante dallo stesso amico).
Venghino signori, venghino in Italia signori, dove non si può più arrestare un omino.
Venghino in Italia signori, venghino, ma ricordino che quello che volete sentire in Italia non esiste, ma esiste solo ciò che vi vogliono far sentire.
Venghino signori in Italia. Venghino signori nel "1984", venghino...ma ricordino che chi è qui vuole andarsene.

(Matiaco)
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:: Il miglior argomento contro la democrazia è una conversazione di cinque minuti con l'elettore medio ::
eraser è offline  
Old 13-04-2006, 12:26   #6
sider
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Ammesso che prodi non mi piace neanche un pò, mi sembra comunque improponibile il paragone. Il masochismo poi di votare al sud un partito in coalizione con la lega nord non lo capisco proprio.
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Old 13-04-2006, 12:27   #7
Gogeta ss4
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Originariamente inviato da Dona*
Affermazione di un mio conoscente di Catania, inutile aggiungere elettore del partito italiano che ha raccolto più voti.

Anche a rischio di rovinare i miei rapporti con lui, gli ho risposto che le sue parole generavano conati di vomito in me...
Senza parole.
Gogeta ss4 è offline  
Old 13-04-2006, 12:28   #8
Aleres
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Città: era una bella città,ma uora ie bellissima.Il sole,il mare, i fichi d'india,le empedocle,li archimedi....
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Originariamente inviato da Dona*
Affermazione di un mio conoscente di Catania, inutile aggiungere elettore del partito italiano che ha raccolto più voti.

Anche a rischio di rovinare i miei rapporti con lui, gli ho risposto che le sue parole generavano conati di vomito in me...
Picciotti questa e' la mentalita' mafiosa, il cancro della mia terra..
Quello che ti fa dire frasi del genere e che mi fa pensare alle volte che e' giusto esser trattati come terroni, perche' ahimè se su 100 persone 50 o 60 la pensano come il tuo amico di catania, siam messi molto male.
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Old 13-04-2006, 12:29   #9
Aleres
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Originariamente inviato da sider
Ammesso che prodi non mi piace neanche un pò, mi sembra comunque improponibile il paragone. Il masochismo poi di votare al sud un partito in coalizione con la lega nord non lo capisco proprio.
Io purtroppo si... se vuoi via pm ti spiego il perche' di tanti voti...
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Old 13-04-2006, 12:33   #10
sider
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Io purtroppo si... se vuoi via pm ti spiego il perche' di tanti voti...
Se sei così gentile da aiutarmi a capire ti ringrazio
sider è offline  
Old 13-04-2006, 12:41   #11
dantes76
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Da “Sicilia libera” a Forza Italia
Il progetto della mafia. Il ruolo di Dell’Utri alla luce della recente condanna del tribunale di Palermo.

L’esperienza di “Sicilia Libera” cominciò a traballare pochi mesi dopo la sua nascita. Nel febbraio 1994 la situazione era cosi fluida che il club del San Paolo Palace, creato dall’imprenditore Gianni Ienna, prestanome dei boss di Brancaccio, era stato ribattezzato “Forza Italia Sicilia Libera”. Per i leader che si erano impegnati, da Cintola e Platania, si provò a trovare spazio direttamente in Forza Italia. A giugno, la scelta autonomista era già tramontata.

Se però Cagarella e Cannella si muovevano da neofiti della politica, c’era chi aveva già previsto tutto. Anche la fine di “Sicilia Libera” e l’adesione a una formazione ben più stabile.

A spiegarlo a Cannella fu don Vito Ciancimino, durante un periodo di comune detenzione nel carcere romano di Rebibbia, nell’estate del ’95: << Mi disse- ha raccontato l’imprenditore- che il progetto di Sicilia Libera costituiva l’attuazione di una strategia politica che lui, tramite l’appoggio e l’apporto ideativi di Bernardo Provenzano, aveva portato avanti negli anni precedenti, tramite la Lega Meridionale o qualcosa di simile, Aggiunse che a questo progetto aveva collaborato fortemente la’ndrangheta calabrese. Specificò al riguardo: “ devi sapere che la vera massoneria è in Calabria e che lì gode di appoggi a livello di servizi segreti” >>.

Dunque Provenzano aveva già vagliato la scelta autonomista. Adesso il progetto era ben altro. E’ ancora Cannella , con un quadro più chiaro, a darne conto. Interrogato dai magistrati delle Procure di Palermo, Caltanisetta, e Firenze, il 23 luglio 1997, ha messo a verbale la sua analisi finale: << Sin dal 1990/91 c’era un interesse di Cosa Nostra a creare movimenti separatisti, erano sorti in tutto il meridione con varie denominazioni.

Erano caratterizzati da una contrapposizione con la Lega Nord, ma nella sostanza ne condividevano gli obiettivi.

“Sicilia Libera” era nata essenzialmente per la volontà dell’organizzazione mafiosa di punire i politici che una volta erano amici, preparando il terreno a movimenti che prevedessero il coinvolgimento diretto di uomini della criminalità organizzata o meglio, legati alla criminalità ma presentabili.

Nel corso dell’evoluzione di queste iniziative di tipo autonomistico-separatista, erano poi venute maturando le premesse per la creazione di un movimento politico unitario, che avrebbe assicurato gli stesi obiettivi che avevamo iniziato a perseguire con i movimenti separatisti.

Pertanto, come ho dichiarato, quando nell’ottobre ’93, su incarico di Cagarella, costituii a Palermo “Sicilia Libera”, le due strategie già coesistevano, e lo stesso Cagarella, tuttavia, non intendeva rinunciare al programma separatista, perché non voleva ripetere” l’errore” di suo cognato, cioè dare troppa fiducia ai politici. Voleva conservare la carta di un movimento in cui Cosa Nostra fosse presente in prima persona>>.

Fra i due esperimenti politici- ed era la cosa più importante- sembrava dunque esserci una unicità di progetti: << Si pensi- spiega Tullio Cannella- al progetto di fare della Sicilia un porto franco, che era un impegno dei movimenti separatisti ed un impegno dei siciliani aderenti a Forza Italia.

Si pensi poi che, all’inizio del ’94, esponenti della Lega Nord ( Tempesta, Marchioni ed il principe Orsini), con i quali avevo avuto contatti diretti, mi avevano parlato dell’esistenza di trattative fra Bossi e Berlusconi per un orientamento elettorale e un futuro accordo di governo che prevedeva, fra l’altro, il federalismo.

Questo era per noi un primo obiettivo immediato di non scarsa rilevanza nell’ambito del progetto separatista>>.

Ben presto, pero, tutte le energie furono concentrate su Forza Italia. <<Verso la fine del ’93 –racconta ancora Cannella – Filippo Giroviano mi disse testualmente: “ Ti sei messo in politica, ma perché non lasci stare, visto che c’è chi si cura i politici? Ci sono io che ho rapporti ad alti livelli e ben presto verranno risolti i problemi che ci danno i pentiti” >>.

Cannella, imprenditore e provetto uomo della politica, si dava comunque parecchio da fare. Ed il suo cellulare era rovente. Così. Più di ogni confessione, i tabulati delle sue telefonate hanno rilevato la rete di contatti che si dipanava dalle ceneri di “ Sicilia Libera” verso la macchina elettorale di Forza Italia. A districarli è stato il consulente informatico della Procura di Palermo, Gioacchino Genchi, su incarico dei PM Domenico Gozzo e Antonio Ingoia, che sostengono l’accusa nei confronti di Marcello Dell’Utri.

Uno degli interlocutori di Cannella è il principe Domenico Napoleone Orsini. Il 4 febbraio ’94. alle 15,55, il nobile chiama l’imprenditore al cellulare, probabilmente non lo trova; la telefonata dura solo 8 secondi. Alle 16,14, Orsini richiama Cannella, ma questa volta alla sede palermitana dI “ Sicilia Libera”, in via Niccolò Gallo 14; la conversazione dura 372 secondi. Alle 18,43, Orsini chiama l’abitazione di Silvio Berlusconi, ad Arcore, il cui numero è stato trovato in tre agende di Orsini e in una agenda di Dell’Utri, con l’annotazione” Berlusconi Silvio-Arcore”. Quindi alle 18,44. il principe chiama Dell’Utri allo 02/21023159. Nei giorni successivi, seguono altri contatti con Tullio Cannella, Stefano Tempesta, Marcello Dell’Utri, Vittorio Sgarbi e Cesare Previti. Le successione cronologica delle chiamate, gli spostamenti di Orsini fra il Lazio. La Sicilia, la Calabria e la Lombardia rappresentano per i magistrati di Palermo la prova che esisteva pieno accordo tra i protagonisti di “Sicilia Libera”, il movimento di Cagarella, e la nascente Forza Italia.

Il consulente informatico della Procura di Palermo ha cercato fra 600.000 telefonate, tutte quelle passate dal ’90 al ’96 dai centralini della Fininvest e dalle utenze di Dell’Utri. E sono emersi altri contatti interessanti per le indagini.

Da un cellulare intestato alla Polisisten, azienda milanese di Natale Sartori, coinvolto in una inchiesta di droga insieme a Enrico Di Grusa, genero di Vittorio Mangano ( l’ex fattore di casa Arcore) partono varie chiamate dirette a Dell’Utri. E’ l’estate del’ 94, segno- secondo la Procura di Palermo- che i rapporti tra il manager di Publitalia e l’entourage del boss sono proseguiti anche in tempi molto recenti.

E’ un’utenza che scotta quella. Il 9 giugno ’94 chiama un numero riservato della Fininvest, utilizzato solo da Dell’Utri. Poi, dopo una telefonata all’avvocato Oreste Dominioni, del collegio di difesa del gruppo, un altro contatto con la residenza privata di Dell’Utri.

Sono queste le ultime indagini sui presunti nuovi referenti politici di Cosa Nostra, così come si sarebbero sviluppati all’inizio degli anni Novanta.

E mentre Cannella e il resto di Cosa Nostra tesseva le sue relazioni, era a Milano che altri mafiosi cercavano la svolta. Non è un caso che i boss di Brancaccio, Filippo e Giuseppe Giroviano, vennero arrestati dai carabinieri, nel ’94, proprio nel capoluogo lombardo. Nel processo che vede imputato Marcello Dell’Utri davanti al Tribunale di Palermo, c’è la figura di un favoreggiatore dei boss palermitani, pure lui finito in manette a Milano, quel Giuseppe D’Agostino che poi decise di collaborare con la giustizia.

Ha raccontato che il Melo Barone segnato nelle agende di Dell’Utri ( “Barone Melo via Lincoln 1- calcio interessa (Pacinotti)- ragazzo 10 anni in ritiro pulcini del Milan interessati D’Agostino Gaetano”) conosceva bene il manager di Publitalia. Il Gaetano D’Agostino è il figlio di Giuseppe.

L’ex picciotto di Brancaccio parlò di tutto questo con Giuseppe Graviano, si sentì rispondere che anche lui aveva amicizie non da meno. << Mi disse- questo il racconto di D’Agostino- che in generale non c’erano problemi per far entrare mio figlio al Milan e trovarmi un lavoro. In particolare, mi parlò della possibilità di trovare. Tramite le sue conoscenze, un posto in un grosso centro commerciale, se ben ricordo denominato Eurocommerciale>>.

Dell’Utri ha sempre negato queste conoscenze. Così come le circostanza che Eurocommerciale potesse riferirsi all’Euromercato del gruppo Fininvest.

La pista dei Graviano è però rimasta cruciale, soprattutto per le indagini della Procura di Firenze sulle stragi del’ 93.I protagonisti di quella nuova stagione di morte erano proprio loro, i fratelli terribili di Brancaccio, insieme a Matteo Messina Denaro, figlio di Francesco, il campiere della famiglia di Antonio D’Alì, parlamentare azzurro e sottosegretario all’Interno del secondo governo Berlusconi.

Da Falcone-Borsellino: Mistero di Stato Avvenimenti Italiani La memoria non si archivia

edit by mod nolink di partito

usa questo link che è identico http://www.uonna.it/dellutri-sicilia...rza-italia.htm
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Ultima modifica di zerothehero : 13-04-2006 alle 12:43. Motivo: nolinkdipartito
dantes76 è offline  
Old 13-04-2006, 12:45   #12
sider
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Io purtroppo si... se vuoi via pm ti spiego il perche' di tanti voti...

Grazie, ma ora sono + triste
sider è offline  
Old 13-04-2006, 12:59   #13
Marlex
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Ammesso che prodi non mi piace neanche un pò, mi sembra comunque improponibile il paragone. Il masochismo poi di votare al sud un partito in coalizione con la lega nord non lo capisco proprio.
ti consiglio di leggerti questo "riassunto" di storia italiana... è un po' lungo ma molto "illuminante"

http://www.societacivile.it/primopiano/articoli_pp/berlusconi/dell'utri.html

in particolare:

Quote:
In questo periodo [1991...], segnala l’accusa, il gruppo Berlusconi acquisisce "appalti in Sicilia senza conflitti con la locale imprenditoria mafiosa, anzi entrando in società con alcuni imprenditori che sono risultati legati a Cosa nostra": è il caso della società di costruzioni Coge, riconducibile a Paolo Berlusconi, che realizza lavori, per esempio, nell’isola di Favignana.

In questi stessi anni accade anche un fatto che, secondo l’accusa, mette bene in rilievo i metodi professionali di Dell’Utri e i suoi rapporti siciliani. Nel 1990 il dirigente di Publitalia stringe un contratto di sponsorizzazione con la squadra femminile della Pallacanestro Trapani. Lo sponsor è la Birra Messina, che s’impegna per circa 1 miliardo e mezzo di lire. Ma Dell’Utri pretende che metà della cifra versata dallo sponsor gli sia restituita, in contanti e in nero, a titolo di intermediazione. Il proprietario della squadra, Vincenzo Garraffa, si rifiuta e a quel punto Dell’Utri dapprima lo minaccia ("Ci pensi, perché abbiamo uomini e mezzi per convincerla a pagare") e poi gli manda, a fare un convincente “recupero crediti”, il boss di Cosa nostra di Trapani, Vincenzo Virga. Per questo fatto Dell’Utri è già stato condannato nel 2004 a Milano a due anni di reclusione, in primo grado, per tentata estorsione.

Anche i Graviano, boss di Brancaccio, mandanti dell’assassinio di padre Pino Puglisi e protagonisti nel 1992-93 della strategia stragista di Cosa nostra, hanno contatti con Dell’Utri. L’accusa individua rapporti tra il manager di Publitalia e tre siciliani, Giuseppe D’Agostino, Francesco Piacenti e Carmelo Barone. Il primo viene arrestato il 27 gennaio 1994 in un ristorante di Milano, Gigi il Cacciatore, insieme ai capifamiglia, i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano.

5.
Intanto l’Italia è arrivata a una svolta. Dopo Mani pulite, il sistema dei partiti si sgretola. Contemporaneamente, Cosa nostra in Sicilia rompe definitivamente con i suoi tradizionali referenti politici (Salvo Lima e gli andreottiani) e, dopo la conferma in Cassazione delle condanne del maxiprocesso di Palermo, dichiara guerra allo Stato. Inizia la stagione delle stragi: nel 1992 sono uccisi i democristiani Salvo Lima e Ignazio Salvo, considerati “traditori”, e i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. L’anno seguente l’attacco si trasferisce sul continente: un’autobomba tenta d’uccidere il giornalista Maurizio Costanzo, poi seguono gli attentati di Firenze, Roma, Milano.
È in questo clima drammatico che Silvio Berlusconi, preoccupato per la sorte delle sue aziende rimaste senza sostegno politico, decide di "scendere in campo", di buttare nella mischia la potenza delle sue tv e di fondare Forza Italia. Ma è Dell’Utri, che fino a quel momento non si è mai occupato di politica, il primo a pensare a un impegno diretto, a spingere il suo capo in questa direzione e poi a costruire il partito, usando la struttura organizzativa di Publitalia. Non solo precede Berlusconi, ma è anche il solo dirigente del gruppo a non avere dubbi, anzi a lottare contro le cautele e le resistenze degli altri consiglieri del presidente (Gianni Letta, Fedele Confalonieri, Maurizio Costanzo, Enrico Mentana...). Lo testimonia un consulente di Dell’Utri, Ezio Cartotto, ingaggiato in segreto per studiare nuove modalità d’intervento politico della Fininvest in previsione del crollo dei partiti amici.

Poi, tra il 1993 e il 1994, si consuma un drammatico contrappunto Milano-Palermo. Mentre il sistema politico implode e le stragi prostrano l’Italia, Cosa nostra, che come dice Riina ha "fatto la guerra per fare la pace", è alla ricerca di nuovi referenti politici. Anche in questo tesissimo momento, Dell’Utri ha un compito delicato: garantire ancora una volta il rapporto tra Milano e Palermo, mediare tra le richieste di Cosa nostra e le disponibilità del nascente partito di Forza Italia.

Alcuni tra i boss, dopo aver fondato il movimento Sicilia libera, si stavano avviando a sostenere una Lega del Sud, un movimento che avrebbe dovuto nascere, con appoggi massonici, dalla federazione delle diverse leghe sorte nelle regioni meridionali: avrebbe dovuto contrapporsi alla Lega Nord, ma di fatto concorrere insieme ad essa alla spartizione del Paese; e soprattutto avrebbe dovuto essere sensibile alle esigenze “politiche” di Cosa nostra. Dentro l’organizzazione criminale si svolge, allora, un’ampia consultazione, qualcosa di simile alle elezioni primarie, in cui le famiglie mafiose sono chiamate a esprimere la loro preferenza tra il progetto “sudista” e indipendentista di Sicilia libera e quello “milanese” e nazionale di Marcello Dell’Utri. Prevale quest’ultimo, giudicato più serio ed efficace.

Il capo di Cosa nostra dopo l’arresto di Riina, Bernardo Provenzano, si assume la responsabilità di dare il proprio appoggio al nuovo soggetto politico, a proposito del quale vi erano stati contatti con Dell’Utri: "Finalmente, si prospetta un discorso serio e che possiamo andare avanti". La lunga stagione delle stragi s’interrompe e inizia la fase dell’inabissamento di Cosa nostra.

...

Dell’Utri costruisce in pochi mesi il partito di Forza Italia che nel 1994 ottiene un clamoroso successo e porta Berlusconi per la prima volta al governo. Naturalmente i magistrati di Palermo non pretendono di spiegare con i rapporti siciliani tutto il successo di Forza Italia, che è spiegabile solamente con una complessa somma di concause politiche, economiche e sociali. Ma aggiungono a queste gli elementi emersi nelle indagini su Dell’Utri e i suoi rapporti con Cosa nostra. Concludendo che "Dell’Utri interviene come sa, secondo il suo stile, “alla grande”, senza mezzi termini, facendosi in prima persona protagonista e artefice di un progetto politico, quello che poi sfocerà nella nascita del movimento Forza Italia. Movimento rispetto al quale, intendiamo ribadirlo una volta per tutte (...), il pubblico ministero ha il massimo rispetto, così come ha il massimo rispetto nei confronti dei suoi militanti e dei suoi elettori. (...) La condotta e le finalità di Dell’Utri sono assai meno commendevoli di quelle degli altri fondatori del movimento politico; anzi, è provato che quelle di Dell’Utri furono direttamente condizionate da Cosa nostra, e dalla precipua finalità di agevolare la realizzazione degli interessi di Cosa nostra. Ed è per via di Dell’Utri soprattutto, e del ruolo da lui esercitato, che il movimento politico di Forza Italia fin dal suo sorgere costituì un punto di “interesse politico” per Cosa nostra: non certo perché Forza Italia fosse il partito della mafia, ma perché Forza Italia era il partito di Dell’Utri e quello a Cosa nostra bastava".

I rapporti con la mafia proseguono anche negli anni successivi. Nel 1999, per le elezioni europee, Cosa nostra fa circolare tra i suoi uomini l’ordine di sostenere e votare proprio Dell’Utri, che dev’essere aiutato anche in relazione ai guai giudiziari che gli sono piovuti addosso (nel 1997 è iniziato il processo palermitano per collusioni con la mafia). Nella nuova Cosa nostra di Provenzano, Dell’Utri gode di un’inedita autorevolezza: "Una straordinaria conferma", sostengono i magistrati di Palermo, "dell’attuale vigenza dei “patti” stipulati a suo tempo, fin dal 1994".
ah, queste non sono "calunnie", "illazioni", o "persecuzioni"... QUESTI SONO ATTI PROCESSUALI !!!
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“Oggi ci vogliono due qualità: l’onestà e il coraggio. Quindi l’appello che faccio ai giovani è questo: cercate di essere onesti prima di tutto. La politica dev’essere fatta con le mani pulite! Se c’è qualche scandalo, se c’è qualcuno che dà scandalo, se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato” ... Sandro Pertini.
Marlex è offline  
Old 13-04-2006, 13:01   #14
Ser21
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Originariamente inviato da Lucio Virzì
Gli potevi vomitare direttamente in faccia anche da parte mia.



LuVi
Anche da parte mia

11 Aprile giorno della liberazione....due capi mafia spazzati via in poco più di 24H.
Ser21 è offline  
Old 13-04-2006, 13:02   #15
Marlex
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a proposito, mi piacerebbe tanto, ma taaaanto, sapere cosa ne pensano di tutto ciò i vari "berluscones" che imperversano il forum con le loro denunce di "VENDETTA", "BROGLI", "PERSECUZIONE", "COMPLOTTO", e quant'altro...
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Marlex è offline  
Old 13-04-2006, 13:03   #16
Alessandro Bordin
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a proposito, mi piacerebbe tanto, ma taaaanto, sapere cosa ne pensano di tutto ciò i vari "berluscones" che imperversano il forum con le loro denunce di "VENDETTA", "BROGLI", "PERSECUZIONE", "COMPLOTTO", e quant'altro...

Di certo questo tono e questi modi non sono le premesse giuste per cercare il dialogo.
Alessandro Bordin è offline  
Old 13-04-2006, 13:06   #17
roverello
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Anche a rischio di rovinare i miei rapporti con lui, gli ho risposto che le sue parole generavano conati di vomito in me...
Avrà esposto il lutto, visto che lo stesso giorno sono cascati berlusca e provenzano...
roverello è offline  
Old 13-04-2006, 13:09   #18
Hitman47
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Originariamente inviato da Marlex
ah, queste non sono "calunnie", "illazioni", o "persecuzioni"... QUESTI SONO ATTI PROCESSUALI !!!
Toga Rossaa!
BLUARGH! GHRAA!










(questo emoticon che ho trovato è fenomenale...penso lo userà molto spesso)
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Questa situazione è tutta colpa dei governi passati, dell'euro, dell'11 Settembre, del recesso e poi AVEVO UNA GOMMA A TERRA, AVEVO FINITO LA BENZINA, NON AVEVO I SOLDI PER IL TAXI, C'ERA IL FUNERALE DI MIA MADRE, L'INONDAZIONE, LE CAVALLETTE, LE CAVALLETTE....

Ultima modifica di Hitman47 : 13-04-2006 alle 13:17.
Hitman47 è offline  
Old 13-04-2006, 13:11   #19
Ser21
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L'Avatar di Ser21
 
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Io vorrei solo che giustizia fosse fatta e che tutte le leggi ad Persona che sn entrate in vigore siano tolte,successivamente che la magistratura faccia il suo corso ed eventualmente condanni chi di dovere...

Un eventuale Berlusconi rifugiato politico alle Bahamas stile Craxi ce lo vedrei benissimo...che fa opposizione dal suo lettino di mare,che grida ad un paese rosso che lo ha costretto a scappare...
Ser21 è offline  
Old 13-04-2006, 13:18   #20
Dona*
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Originariamente inviato da eraser
e la settima è stata rilevata dal suo amico (con forti aiuti dal governo, a quanto si vocifera, e pochi mesi dopo venne comprata una società del figlio dell'omino ad un prezzo esorbitante dallo stesso amico).
faccio ammenda di ignoranza e chiedo lumi su questo punto...
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E’ un crimine caricare la propria tavola della carne degli animali, quando si ha un giardino che produce tutti i frutti della terra…. Ovidio, Metamorfosi, XV - MyTube
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