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#101 | |
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Utente sospeso
Iscritto dal: Jan 2005
Città: Utopia
Messaggi: 68
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#102 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
Messaggi: 7458
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#103 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2004
Città: Napoli
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#104 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Città: Napoli
Messaggi: 432
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#105 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
Messaggi: 7458
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Ora non ho tempo per rispondere al resto, semmai oggi pomeriggio...
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#106 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: a casa mia
Messaggi: 900
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La differenza fra terroristi e resistenti è netta, però alla nostra tv fa comodo far passare tutti per terroristi, e dedicare al massimo poche parole alla morte di soldati della coalizione, sempre definiti colpiti in attentato. Se ne parlò tempo addietro anche qui. Io riportai anche articoli di riviste quali RID, dove alcuni analisti facevano notare che alcuni attacchi contro le truppe USA denotassero una accurata preparazione militare, comprese tecniche di esfiltrazione. Mentre gli attentati kamikaze invece seguono sempre uno stesso copione, si fa affidamento solo nella sorpresa e nei tempi rapidi di esecuzione. E spesso si cerca l'obiettivo più morbido (soft) che comunque porti insicurezza e terrore. Il primo punto da tenere a mente è proprio questo: in un paese allo sbando sono entrati molti terroristi internazionali, che non si curano affatto dei danni che provocano nella popolazione civile, e che anzi cercano sempre di massimizzare gli effetti delle loro azioni. Questi non sono resistenti. Sono assassini. Sul fatto che gli attentati contro gli USA siano diminuiti, credo che tu debba leggerti qualcosa di più aggiornato. Ti vorrei infine far notare che anche nella zona di nostra competenza, considerata sempre tranquilla, i nostri soldati in pattugliamento NON entrano mai in città, ma se ne stanno nelle rotabili esterne. Ciao Federico Ultima modifica di flisi71 : 16-05-2005 alle 08:53. |
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#107 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: Torino
Messaggi: 11769
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5 giorni di sospensione. E sono anche pochi.
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Eroi da non dimenticare: Nicola Calipari (04/03/2005) e Vittorio Arrigoni (14/04/2011) e Bradley Manning. Sono certo che anche i francesi si indignarono per il fatto che i tedeschi, piuttosto che veder dissolvere la loro nazione, preferirono il nazismo. Chi non impara la storia... |
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#108 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
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#109 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 1999
Città: Varie ed Eventuali
Messaggi: 1155
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posso portare il mio modestissimo contributo al 3d???
Come ben sapete io ero contrario all'intervento in Iraq, ma ho un carissimo amico Colonnello dell'esercito, fascista quasi dichiarato (ehhh, gli opposti si attraggono, ma a parte questo LIEVE difetto è una persona amabilissima!), che non solo era favorevole, bensì proprio entusiasta. Ha fatto laggiù quasi 4 mesi, nella base italiana, e al rientro mi ha confidato che è tutto diverso da come sembra. Che gli Iracheni tutti vedono gli Usa in primis, ma anche noi e tutte le altre nazioni, come degli invasori e degli occupanti. La maggior parte voleva la cacciata di Saddam, ma ora vuole ringraziare ed essere lasciata in pace, a sbucciarsi una probabile guerra civile (a cui sono perltro abituati) da soli secondo i loro usi. Ha detto anche che sono cazzate il mito che il soldato italiano è benvoluto dalla popolazione, secondo i falsi vecchi miti dell'italiano amabile. Gli stiamo sul cazzo, e ogni giorno che passava, ringraziava il signore di non essere rimasto secco. Questo è quanto. |
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#110 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Città: Lariano (RM)
Messaggi: 1372
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P.S.: Ma non è contro il regolamento il tuo avatar?
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Careful With That Axe |
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#111 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
Città: Reggio Calabria -> London
Messaggi: 12112
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mi suddio veramente a leggere tutto .... sempre gli stessi discorsi senza senso......
Mi spiegate una cosa semplicissima???? se gli americani sono tnt buoni e vogliono solo esportare la democrazia xkè nn vanno in quegli sfigatissimi paesi africani in piena guerra civile a portarla?????? forse xkè nn hanno il petrolio loro e qwdi nn lo meritano??? ah no dimenticavo.... xkè loro nn hanno armi di distruzioni di massa mentre saddham le aveva.... e passiamo avanti ancora x l'ennesima volta su ki è stato il popolo primo sostenitore di saddam e dei talebani in afghanistan........
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#112 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Roma
Messaggi: 373
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GPC io invece dico, ma questa giornalista che fino a quando non l'avevano rapita in Iraq contava, giornalisticamente parlando, come il 2 di coppe quando regna spade, perchè oggi qualsiasi cosa dica debba essere presa come voce della sinistra? Qualsiasi altro giornalista del manifesto dice le stesse cose che dice lei ma non lo caga nessuno.
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#113 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
Messaggi: 7458
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Io non ho detto che sia un problema il giornalista che spara balle e non viene cagato (anche se dovrebbe essere un problema della sua etica professionale), è un problema che la Sgrena abbia una cassa di risonanza nazionale...
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#114 | ||||
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: Torino
Messaggi: 11769
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Dunque esaminiamo le affermazioni, tanto scandalose, della Sgrena.
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Dopo di che viene messo sul piatto un dato: nonostante la formazione di un governo "eletto", in Iraq continua ad esserci una situazione di guerra aperta, con degenerazioni di scontro etnico come, temo, testimoniano i ritrovamenti di queste ore. Su questo dato, che è un DATO MATERIALE, Giuliana Sgrena esprime una sua conclusione: "Credo questa sia la dimostrazione che tutto il processo che si e' messo in atto con l'intervento in Iraq e' assolutamente fallimentare, sta degenerando di giorno in giorno. Penso che non si possa parlare di intervento per aiutare la democratizzazione di un paese, anzi, l'intervento militare provoca sempre esattamente il contrario". Si può essere in feroce disaccordo con un'affermazione del genere, ma non penso la si possa criticare con il dato che a causare questi morti sono, sempre di più frange terroriste, in quanto ANZI, così facendo semplicemente si conferma la constatazione di Giuliana Sgrena: Penso che non si possa parlare di intervento per aiutare la democratizzazione di un paese, anzi, l'intervento militare provoca sempre esattamente il contrario. SE NON CI FOSSE STATO questo intervento militare UNILATERALE non vi sarebbe stata un'infiltrazione terroristica di TALE E TANTA portata. L'onere della prova, visti gli studi strategici precedenti all'intervento e la semplice consecuzione temporale, spetta A CHI RITIENE IL CONTRARIO (e che normalmente, di fronte a questa osservazione, si defila). Seconda parte: Quote:
Gli strateghi navigati dovrebbero spiegare in che modo la permanenza delle truppe abbia contribuito e contribuirà a qualsivoglia miglioramento. Tenendo SOPRATTUTTO conto che il paragone usato, per quanto divertente, è sbagliato: Quote:
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Eroi da non dimenticare: Nicola Calipari (04/03/2005) e Vittorio Arrigoni (14/04/2011) e Bradley Manning. Sono certo che anche i francesi si indignarono per il fatto che i tedeschi, piuttosto che veder dissolvere la loro nazione, preferirono il nazismo. Chi non impara la storia... Ultima modifica di cerbert : 16-05-2005 alle 17:10. |
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#115 | ||||||||
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: UK
Messaggi: 7458
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C'è un dato di fatto, ossia il tentativo di normalizzare la situazione, e una reazione, ossia quella di fare sempre più attentati per impedire la normalizzazione. Di chi è la colpa? Come al solito, vien da dire, è di chi cerca di normalizzare la situazione: se lui non ci fosse, si pensa, non ci sarebbe chi lo combatte, e di conseguenza non ci sarebbero i problemi. Mi pare che i limiti di questa idea non ci sia bisogno di evidenziarli... Quote:
Partiamo dal presupposto che ognuno fa i suoi interessi, americani, iraqueni e terroristi. Gli interessi degli americani, per venire incontro alle posizioni della sinistra, sono che vogliono il petrolio. Benissimo, di conseguenza gli fa comodo una situazione pacifica nella zona, no? Ok. Gli iraqueni, possiamo presumere che gli interessi smettere di saltare in aria, e di conseguenza dovrebbero lavorare in questa direzione, e nei loro limiti lo fanno: le percentuali alle votazioni l'hanno dimostrato. Veniamo al terzo gruppo operante, i terroristi: anche loro fanno i loro interessi, e li fanno combattendo gli altri due in gioco. Di chi è la colpa di questo? Dell'intervento militare? In maniera parziale e semplicistica sì, è ovvio, ma ragionandoci un minimo e usando un pelo di obiettività ci si arriva subito a capire che non è così. La colpa è indiscutibilmente di chi vuole combattere la normalizzazione della vita in Iraq, e lo fa perchè ritiene che sia un suo interesse farlo, e l'occasione gli è stata data dall'intervento (e, diciamocelo, dalla cassa di risonanza della stampa occidentale in buona parte antiamericana e antioccidentale). Quote:
Ci sarebbero state, secondo lo sgrena-pensiero, più stati servi degli usa... e secondo i fondamentalisti islamici, sarebbe stata comunque una crociata contro l'islam. Per cui, non sarebbe cambiato nulla, per loro. Quote:
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Tutto questo con un esercito in campo che cerca di combattere una vera e propria guerriglia... se non ci fosse, non sarebbero solo i giornalisti italiani invitati ad andarsene, ma anche tutti gli iraqueni che non vogliono essere coinvolti in autobombe (che comunque sono dirette quotidianamente verso la popolazione civile). A questo proposito, faccio notare che nessuna delle tesi che hai sopra esposto dà una ragione logica o tattica al fatto che vengano fatti saltare in aria o giustiziati quotidianamente decine di iraqueni. Quote:
Qualunque impegno a combattere un fenomeno, qualunque sia, porta ad una reazione dello stesso. Istinto di sopravvivenza, se vuoi chiamarlo così. Se l'azione smette, anche la reazione smette, ma il problema non si risolve. Ecco quello che volevo dire... Quote:
La spiegazione è che, chi continua a colpire in Iraq, non sono persone che vogliono liberare lo stato dagli invasori, ma gente che non vuole che la situazione diventi normale e colpisce gli iraqueni e le istituzioni che potrebbero garantire l'indipendenza. E questo non lo dico io, lo dice ogni morto civile iraqueno ammazzato al mercato, in moschea, mentre cerca lavoro, mentre fa il poliziotto...
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#116 | |||||||||
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Bannato
Iscritto dal: May 2004
Città: Cagliari
Messaggi: 704
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inutile anche discuterne, per la sinistra radicale che rappresentate, gli americani non hanno mai fatto, fanno o farranno nulla di buono, eccezion fatta forse per la coca-cola, qualche film o qualche tecnologia informatica Quote:
infatti non si capisce di che storia e quali sarebbero le migliaia di elezioni di cui parli, visto che la moderna democrazia con le sue libertà di associazione, di espressione, di pensiero, oltre che naturalmente col suffragio universale, un uomo e una donna, un voto, è un portato degli ultimi 50 anni e solo in alcuni paesi del mondo in caso contrario, se non si fanno queste elementari, anzi direi lapalissiane, distinzioni, si potrebbe dire che in corea del nord al pari chessò dell'australia, vige la democrazia, visto che in entrambi i paesi si vota non si capisce inoltre i supposti esempi da te citati di migliaia di "elezioni", cosa c'entrino con le elezioni iraqene, che fanno storia a sè, caso a sè Quote:
visto che ci sono difficoltà, che queste difficoltà a dispetto degli sforzi (che ci sono e sono tangibili, n.d.r.) continuano a perdurare, allora si desume che questi sforzi per avviare un processo di "democratizzazione" della società iraqena nel senso che dicevo prima (libertà di associazione, di pensiero, di espressione, suffragio universale ecc.) sono non inutili, ma addirittura sbagliati allora che si fa? si lascia campo libero a una minoranza violenta che cerca di farsi largo a suon di kamikaze e di esecuzioni sommarie oltre che di taglio di teste? oppure si richiama saddam e gli si ridanno le chiavi dell'iraq, con tanto di scuse, perchè quando c'era lui con i suoi "metodi", in iraq c'era più "ordine"? fermo restando che naturalmente sei in errore quando parli di scontro etnico riferendoti verosimilmente ai morti sciiti di questi giorni lo scontro in questo caso non è etnico, bensì politico-religioso causato da frangie estremiste, religiose e politiche sunnite, che non vogliono sapere di cedere il potere che in iraq hanno avuto sin dalla sua formazione come stato, a dispetto di essere una minoranza che goernava una maggioranza diversa erano scontri etnici quando saddam gassava i curdi a migliaia...... Quote:
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da questo punto di vista del ragionamento, non si capisce perchè vi furono italiani chge nel biennio 43-45 andarono a ingrossare le file della resistenza in fondo causarono un numero di morti e distruzioni (non tanto per mano loro o che ne fossero responsabili, ma perchè misero in opera un azione di contrasto che spesso ebbe quelle consewguenze), una guerra civile, in misura superiore a quella odierna in iraq sbagliò dunque per te e la sgrena chi 60 anni fa combatteva nelle file della resistenza? una cosa è certa, che tutti gli sforzi attualmente in iraq, sono tesi a stabilizzare un processo democratico già avviato dal precedente governatore, l'americano Bremer, il mite laureato di Hrward che non appena nominato da Bush, radunò i notabili e i capoclan iraqeni meno compromessi col vecchio regime e alcuni esuli che si erano battuti contro il regime di saddam e gli chiese: "ditemi cosa volete" a detta di tutti gli osservatori infatti, le elezioni tenutesi a gennaio sono state "democratiche" in quanto libere, cioè multipartitiche, multiculturali senza brogli e con una discreta partecipazione alle urne certo si sono tenute in una situazione difficilissima con una parte dell'elettorato, i sunniti (ma non tutti i sunniti n.b.), che le ha boicottate, vuoi per scelta politica, vuoi per un clima generale che mal si adattava a una loro partecipazione, soprattutto nelle enclave del c.d. "triangolo sunnita", anche per via delle ripetute minacce degli oltranzisti verso chi si fosse recato a votare ma che questo, la scarsa partecipazione dei sunniti nel nuovo corso iraqeno. rappresenti un problema, se ne sono accorti un po' tutti a cominciare dagli americani, che infatti per bocca della Rice hanno chiesto al neoeletto governo iraqeno una maggior partecipazione di questa frangia della popolazione, che in parte si è autoesclusa Quote:
si lascia campo libero a questa infiltrazione terroristicao invece viceversa la si contrasta? quanto al concetto di onere della prova, detto da te suona un po' strano, visto che spesso a supporto delle tue affermazioni dette con forbita noncuranza, non ne hai mai portato alcuna (di prova/e intendo) come dimenticare affermazioni come: il piano marshall in europa, applicazione del fordismo (per il giappone facevi un discorso analogo, seppur più contorto) o telekom serbia affare per molti aspetti deleterio, concluso a tuo dire per volontà degli americani, con un singolare ribaltamento dei fatti e della verità (nonostante io reiteratamente ti postavo articoli in senso contrario)? Quote:
ah naturalmente i primi a eclissarsi sono state quelle come emergency o come un ponte per, che per anni hanno strizzato l'occhiolino ai talebani o ai saddamisti prima e adesso ai "resistenti" addirittura decretando prima ancora che avvenissero la "non democraticità" delle elezioni iraqene, ricevendone una sonora smerdata ad elezioni avvenute (come non ricordare la memorabile intervista di una delle due simone, la pari, rilasciata in tal senso al corriere della sera e come non essere d'accordo con Oriana Fallaci, che ha definito le due simone, due cafone?) queste "ONG" cui pesa il sospetto (mio e di altri) di aver speculato cinicamente sulle disgrazie di quei popoli, hanno perso visibilità, centralità e importanza vuoi perchè la maggioranza di quelle popolazioni non le ha seguite nelle loro basse speculazioni, vuoi perchè è risultato evidente che non sono le uniche "ONG" al mondo e soprattutto non sono le più credibili per il discorso dei giornalisti invitati a lasciare l'iraq, come sovente ti capita, fai finta di non sapere il perchè sono stati invitati a farlo (con l'aggravante che mi sembra di avertelo già fatto presente, ma si sa, quello che gli altri ti dicono, spesso ti entra in un orecchio e ti esce dall'altro) perchè invece dei piagnistei sceneggiate della sig.ra sgrena sulle cluster bomb che avrebbero colpito i bambini iraqeni da lei immortalati (perchè altre bombe, chessò quelle a guida laser non esistono? e poi la sig.ra sgrena è in grado di distingure una cluster-bomb da una supposta?), i suoi rapitori erano molto più interessati ai, come si dice dalle nostre parti, "piccioli" e visto la propensione del nostro governo a pagare qualunque riscatto (nel senso di qualunque cifra) a qualunque rapitore purchè sia, ecco trasformato ogni italiano in quei luoghi in un poteziale sequestrato da parte di chiunque voglia arrichirsi facilmente vero? Quote:
ma so già che non lo farai, mi rendo conto di chiederti troppo quando t'invito a superare i tuoi steccati ideologici per trattare le cose dal punto di vista pratico Quote:
1) perchè nessuno ha mai affermato che in iraq c'è la democrazia, al massimo c'è un processo democratico che tuttavia rappresenta un unicum in tutto il medioriente, eccezion fatta per israele e adesso il libano 2) perchè nonostante tutto la violena non ha travolto ancora nessuno al massimo ha causato morti, ma l'iraq nel suo insieme continua ada andare avanti 3) non so chi fa più informazione, però so per certo chi la fa meno, giornali come il manifesto o liberazione e so anche chi è che fa più propaganda almeno in questo forum: tu |
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#117 | |||||||||||||||
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: Torino
Messaggi: 11769
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Fabio, Fabio... ma addirittura pur di contestarmi vai a prendermi una risposta vecchia di 10 giorni...
Ho fatto mente locale per vedere se alle elementari avevo un compagno di nome Fabio che maltrattavo... ma anche trascurando il fatto che alle elementari VENIVO maltrattato, non mi risulta. Non capisco quindi il motivo di tanto accanimento... Vabbeh, lascio la mia risposta di rito. Quote:
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"Le elezioni di per se' non sono la democrazia ma devono avvenire al termine di un processo democratico". Che è la cosa che io ho ribadito e TU ripetuto... praticamente fai "effetto eco" nel tentativo di contraddirmi. Quote:
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Rispettando il "contesto"? Quote:
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Sarò sincero: Francia e Germania mi ripugnano allo stesso modo degli Alleati in quanto, esattamente come i secondi, sull'Iraq hanno deciso unicamente badando al loro portafoglio ed ai loro interessi strategici e fottendosene dei civili. Purtuttavia mi pare di capire che questa è la via della "nuova sicurezza" e quindi non ci posso fare molto. Quote:
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Ah... scusa se non cito tutte le volte che hai glissato tu... Quote:
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