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#1 |
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www.hwupgrade.it
Iscritto dal: Jul 2001
Messaggi: 75166
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Link alla notizia: https://www.hwupgrade.it/news/server...si_154780.html
L'opposizione ai datacenter negli Stati Uniti raggiunge livelli record. Nel primo trimestre del 2026 sono stati bloccati o rinviati 75 progetti per circa 130 miliardi di dollari. Tra proteste locali, iniziative legislative e richieste di maggiori tutele ambientali, l'industria prova a difendere i benefici economici e occupazionali. Click sul link per visualizzare la notizia. |
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2008
Messaggi: 14291
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75 progetti di mega data center.. ma ci si è mai domandato quanto in più scaldano questi aggeggi e quante risorse dobbiamo drenare dalla terra per costruirli e mantenerli ? Forse sarebbe ora di valutare, come si fa per le case dove ti rompono i maroni per portare la casa in classe A++++++++ anche per i data center.. data center a impatto zero.. quindi zero emissioni termiche e zero consumo di risorse.. why not ? .. a casa vogliono che tagliamo i consumi, le auto devono tagliare l’inquinamento, le industrie devono tagliare i consumi.. perchè non anche i datacenter ? Tagliare le emissioni di calore..
una casa in classe A deve consumare in un anno meno di 40 kWh/m2.. Facciamo che un datacenter deve scaldare meno di 20 kWh/m2 per anno ? (Che già è tanta roba visto le dimensioni ma perchè non iniziare a dare delle norme etiche ed ecologiche anche ai datacenter ? Forse questo ridurrebbe gli investimenti ma anche l’astio nei loro confronti visto che sono mostri che drenano risorse per fare soldi senza ricadute locali vere P.s. in merito all’uso dell’acqua, dovrebbero vietarlo e basta.. in Europa si fanno centrali elettriche a ciclo chiuso con raffreddamento ad aria per non usare l’acqua nelle torri evaporative, anche i data center possono fare uguale.. ecologia per tutti non solo per noi
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https://www.ansa.it/sito/notizie/cro...46d9c33ec.html |
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#3 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Valdagno
Messaggi: 7034
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Basta applicare un po' di maccartismo a chi protesta ed il gioco è fatto!
Anzi,gli accusati verranno messi ai lavori forzati per creare i datacenter prima di essere messi come rinforzo dentro il cemento armato . Sono sarcastico
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#4 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2005
Messaggi: 21020
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Samsung ed Hitachi, su percorsi diversi, stanno lavorando alla riconversione delle navi mercantili, in datacenter galleggianti, che possono essere alimentanti dalla terraferma, o "autonomi".
Più semplice e pratico di farli in orbita nello spazio e con meno problemi di "scartoffie". Un assalto dei pirati del mare ad un rack di Vera Rubin, sarebbe un gran bel bottino
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Wer nicht lösungsorientiert handelt bleibt Bestandteil des Problem |
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#5 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Città: Sicilia(Da Qualche Parte)
Messaggi: 2672
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I data center li dovrebbero fare direttamente al Polo Sud
Raffreddamento gratis e molti meno problemi logistici che farli nello spazio come qualche pazzoide ha suggerito ![]() (Se poi si scioglie il Polo Sud ed il livello dei mari si alza di 200 metri non date la colpa a me eh)
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#6 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Messaggi: 1641
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I im"prenditori" ammmericani hanno dimenticato un piccolo particolare dei loro connazionali USA: che guardano intensamente al loro orticello, sbattendosene dell'internazionale. Se gli si tocca i LORO interessi si mobilitano in massa, e poichè QUELLO stanno facendo (risorse REALI del territorio, aumenti indiscriminati dei costi dell'indispensabile, etc etc) la rivolta cresce ED E' BIPARTISAN. Ottimo, ottimo ......
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Ryzen 5900x - MB ASROCK X570 - 32 GB DDR4 3600 - SSD 500GB BOOT - RAID 5 6TB - GTX 1070 |
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#7 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2008
Messaggi: 14291
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Oggi leggevo della dimensione assurda raggiunta dall’isola di plastica nell’oceano grazie a tutta la plastica che l’Asia, India in testa, sversa regolarmente ogni giorno in mare sbattendosene la ciolla di quello che succede e noi facciamo mille mila raccolte differenziate e togliamo di tutto quando poi c’è un’isola più grande della Francia fatta di plastiche e microplastiche che fluttua nell’oceano grazie al fatto che qualche miliardo di persone non è molto interessata a quello che qualche cento milioni di persone fa finta di fare per salvare il pianeta. Data Center e IA ? Speculazioni.. soldi.. etc.. a qualche persona ogni tanto da fastidio ma dargli dei soldi e saranno felici..li farà xIA se gli altri non ce la fanno.. a lui lasciano fare tutto
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https://www.ansa.it/sito/notizie/cro...46d9c33ec.html |
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#8 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2007
Messaggi: 5377
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Negli USA il Governo Federale si mette raramente in mezzo a queste questioni, per cui normative condivise come in Europa non ci saranno, ma i singoli Stati le leggi le fanno però. |
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#9 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2007
Messaggi: 5377
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#10 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: May 2008
Messaggi: 14291
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Quando tu incidi per meno dell’1% se veramente pensi “non è inutile il mio 0,5%” beh.. grande autostima visto che è praticamente niente.. se poi guardi l’inquinamento e vedi che il tuo 0,5% non fa neanche rallentare la curva dell’inquinamento che continua a salire allora per continuare a dire “non è inutile” ci vuole un coraggio che io non ho.. È totalmente inutile SE non lo fanno anche gli altri.. per una bottiglia che io riciclo in India ne cestinano migliaia.. dire che la mia bottiglia ha fatto la differenza dopo quello che si vede in Asia è ipocrisia.. è far finta che si possa tenere il proprio giardino pulito mentre il mondo viene devastato e si fa finta che avendo fatto qualcosa qui si abbia la coscienza pulita .. per me è solo ipocrisia Questo non vuol dire che farò l’indiano anche io ma che so che è tutto inutile e costoso quello che facciamo qui e non porta beneficio alcuno al pianeta perchè non è di interesse per oltre il 50% del pianeta e soprattutto è più facile inquinare che pulire
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https://www.ansa.it/sito/notizie/cro...46d9c33ec.html |
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#11 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2007
Messaggi: 5377
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Fino a pochi anni fa non fregava nulla a nessuno dei datacenter, malgrado questo Google sono 20 anni che è carbon neutral, che studia sistemi di raffreddamento efficiente, finanzia direttamente parchi eolici, ecc... Sono aziende con il green nel DNA, perché servono miliardi di persone per cui è fondamentale che passino per i buoni. Non sono produttori di bulloni che tutti usano, ma che nessuno sa da dove arrivano. https://sustainability.google/ Dal 2024, però, le cose sono un po' cambiate per tutti, perché la gente ha iniziato ad accorgersi dell'espansione esponenziale dell'AI, sono partiti progetti faraonici che fino a questo momento nessuno aveva mai neppure immaginato, così è partita la corsa a fare di più e meglio, perché anche così sanno che è difficile farli accettare all'opinione pubblica. Stiamo commentando su un articolo che dice esattamente questo. Quote:
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#12 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2005
Messaggi: 21020
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https://theoceancleanup.com/updates/...tch-come-from/
...This comprehensive analysis revealed that roughly a third of the items were unidentifiable fragments. The other two-thirds was dominated by objects typically used in fishing, such as floats, buoys, crates, buckets, baskets, containers, drums, jerry cans, fish boxes, and eel traps. Composition of hard plastic debris larger than 5 cm (excluding nets and ropes) harvested from the GPGP by System 001/B both (a) by mass and (b) by count. Composition of hard plastic debris larger than 5 cm (excluding nets and ropes) harvested from the GPGP by System 001/B both (a) by mass and (b) by count. Composition of hard plastic debris larger than 5 cm (excluding nets and ropes) harvested from the GPGP by System 001/B both (a) by mass and (b) by count. Nearly half (49%) of plastic objects which could be dated were produced in the 20th century, with the oldest identified item being a buoy dating from 1966." The primary countries/regions of origin identified on the items were Japan (34%), China (32%), the Korean peninsula (10%), and the USA (7%). Perhaps contrary to expectations, however, other countries at the rim of the North Pacific Ocean with high predicted riverine plastic emissions (such as the Philippines, for example) were not well represented in the plastic items collected from the GPGP. ...The presence of high quantities of plastic from China, Japan, the Korean peninsula and the USA in the GPGP may not be entirely intuitive; most of these places are not recognized as major sources for riverine plastic emissions into the ocean. However, they do carry out the majority of industrialized fishing activities in the GPGP region....
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#13 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2004
Messaggi: 12626
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Ci sono voluti legge specifiche per vietarlo. Poi i paesi asiatici che citi producono tantissimo per i nostri mercati, basterebbe smettere di produrre li per ridurre notevolmente tutti questi inquinamento. A te piace farla semplice scaricando sempre la colpa sugli altri ma rimaniamo noi i principali colpevoli. Facevamo il caxxo che volevamo qui, poi quando finalmente sono arrivate leggi severe contro l'inquinamento abbiamo iniziato a spostare la produzione in asia per continuare a fregarsene dell'ambiente e guadagnare il più possibile. Ora facciamo i verginelli e diamo sempre la colpa agli altri considerandoci dei cojoni perché noi pensiamo all'ambiente e loro no, come se la soluzione fosse continuare ad inquinare anche noi senza remore. Per quanto riguarda il consumo d'acqua dei data center il problema non è durante il funzionamento dove vengono utilizzati sistemi a circolo chiuso, il problema è in fase di costruzione, è lì che se ne spreca una grossa quantità che va presa, ma vale per qualsiasi grande costruzione. Secondo questi principio non si dovrebbero neanche costruire nuove centrali elettriche.
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"Non capisco quelli che dicono che per avere successo devono soffrire. Ma che so', scemi?" Intel Core 2 Quad Q9450 @ 2.66 Ghz, Asus P5K-VM, Ram 4 GB A-Data + 2 GB Kingmax 800 Mhz, Gigabyte GeForce GT 710 2 GB GDDR5 passiva (GV-N710D5SL-2GL), SSD Crucial BX500 CT120BX500SSD1 120 GB, Monitor LCD Samsung S22C300 21.5'', router D-Link DVA-5592 |
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#14 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2007
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#15 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2008
Messaggi: 14291
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ok.. beneamato qualunquismo di sinistra credo.. detto questo.. tempo fa ho detto, e ripeto anche ora, sarebbe corretto mettere una tassa sui prodotti che entrano in europa in modo che paghino l'inquinamento prodotto nelle nazioni in cui lo hanno generato ed in modo da disincentivare questa insulsa pratica di sporcare dove non si vede.. ma lo dico da tipo 10-15 anni.. a differenza di molte fesserie che leggo io ci terrei che la legge sia uguale per tutti e non diversa alla bisogna e che il mondo sia preservato e non la coscienza di qualche ebete qua e la.. fare leggi locali non serve a niente.. ma proprio a niente e l'inquinamento galoppante lo dimostra, ma se l'europa avesse il coraggio di mettere queste border tax ecologiche sui beni importati la cosa si propagherebbe anche alle nazioni che inquinano "per noi".. o almeno alla piccola parte che inquinano per noi... i consumi civili resteranno il disastro che c'è oggi da quello che ho visto in India (faccio questo esempio perchè ho esperienze dirette in merito) ma facciamo qualunquismo.. visto che il mio nonno ha inquinato molto qua in Italia allora è giusto che gli altri inquinino altrettanto in XXXXXX per pareggiare l'inquinamento generato.. ottimo esempio di civiltà direi e disprezzo per il pianeta ma anche questo è un modo di ragionare.. aberrante ma sempre un modo di ragionare.. e qua la chiudo che tanto è inutile parlare con chi giustifica l'inquinamento a prescindere dal motivo e non cerca soluzioni se non di facciata
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Senior Member
Iscritto dal: May 2008
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boh.. resto basito.. quindi visto che in alcune nazione la vendita di schiavi è ancora permessa lo facciamo anche qui ? l'infibulazione anche ? o certe leggi le facciamo rispettare e altre no ? non ho capito ? non sono civiltà irrecuperabili sono persone che hanno scelto di venire in Italia ma non di rispettare le nostre leggi, se non le vogliono rispettare dobbiamo fare qualcosa o "chiudere un occhio" come si faceva negli anni '80 con le bustarelle ? non dovremmo essere migliori e far rispettare la legge in modo giusto ed uguale per tutti ? e anche con questo ho chiuso perchè mi pare di capire che non sia giusto far rispettare a tutti la medesima legge ma che si devono usare giustificazioni e tolleranze differenti
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2004
Messaggi: 12626
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Intanto non abbiamo smesso di inquinare, ma stiamo cercando di ridurlo che è diverso poi ci sono gli USA che continuano a conservare il prrimato per inquinamento pro capite. Fortuna che non solo loro la nazione più popolosa per pianeta. Le tasse o meglio dazi, perché di questo in realtà stai parlando, non risolvono il problema. Se si vuole che quei paesi rispettino i nostri stessi standard si devono vietare i prodotti realizzati in maniera non consona. E non vale solo per l'Asia e i prodotti manifatturieri ma anche per il cibo. È assurdo che i Europa non si possano utilizzare determinate sostanze e poi si importa frutta e verdura coltivate con l'utilizzo di quelle sostanze. Ma se non viene fatto è perché le nostre aziende guadagnano tantissimo a produrre dall'estero quindi si oppongono. Qui l'unico che giustifica l'inquinamento sei tu, visto che in Asia inquinano tantissimo siamo stupidi noi ad avere norme rigide a riguardo, proprio classico benaltrismo.
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#18 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2007
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No, perché dovremmo giustificare chi fa cose sbagliate? E' un ossimoro per altro, le cose sono giuste o sbagliate, si può giustificare solo una cosa giusta che è stata giudicata erroneamente sbagliata, non una cosa sbagliata. Ti vedo sempre tendere verso quel paradigma per cui gli errori degli altri possono in qualche modo sdoganare nostri, ma non funziona così, né per te né per me. Quello che sto dicendo non è smettere di perseguire chi sbaglia, che sia Italiano o straniero non cambia nulla e non vedo come potrebbe fare differenza, sto dicendo di smetterla di ergesi a modelli di civiltà, quando solo pochi decenni fa eravamo molto simili a chi critichiamo su tanti aspetti. Evolvere in società sempre più civili è un dovere, come lo è correggere le deviazioni verso questo percorso, ma serve tempo, pazienza e volontà di capire quali metodi concilino etica con efficacia, perché neppure noi siamo nati fenomeni. |
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