Tre astronauti rientrano dalla ISS: la Soyuz MS-28 tocca terra in Kazakistan

Tre astronauti rientrano dalla ISS: la Soyuz MS-28 tocca terra in Kazakistan

Completati 241 giorni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale dopo l'aggancio del 27 novembre: la capsula è toccata a terra nella steppa kazaka

di pubblicata il , alle 15:01 nel canale Scienza e tecnologia
 

La capsula Soyuz MS-28 ha completato con successo il rientro atmosferico ed è atterrata nella steppa del Kazakistan grazie all'apertura del paracadute di frenata. L'equipaggio composto da tre membri ha così terminato una missione a bordo della Stazione Spaziale Internazionale durata complessivamente 241 giorni.

Dal momento dell'aggancio alla struttura orbitante, eseguito il 27 novembre, il veicolo spaziale ha completato 3.856 orbite attorno al nostro pianeta, coprendo una distanza complessiva superiore a 102 milioni di miglia (pari a oltre 164 milioni di chilometri). Le operazioni di discesa si sono svolte secondo i parametri previsti dalle procedure di sicurezza.

A bordo della navetta erano presenti l'astronauta statunitense Chris Williams, al suo primo volo operativo nello spazio, insieme ai due cosmonauti russi Sergei Mikaev, anch'egli all'esordio orbitale, e Sergey Kud-Sverchkov, che ha invece portato a termine la sua seconda missione spaziale.

Subito dopo il contatto con il suolo, le squadre di soccorso e recupero si sono avvicinate al modulo di rientro per assistere i tre occupanti ed effettuare le verifiche sanitarie preliminari di routine. Una volta accertate le condizioni fisiche generali dell'equipaggio, le procedure prevedono il trasporto in elicottero verso la città di Karaganda, in Kazakistan.

Da quel punto di snodo logistico si separeranno le traiettorie dell'equipaggio. L'astronauta Chris Williams salirà a bordo di un velivolo fornito dalla NASA per volare direttamente verso il Johnson Space Center di Houston, in Texas, dove proseguirà il ciclo di esami medici approfonditi e la prevista riabilitazione motoria post-permanenza in microgravità.

I trasporti spaziali verso il laboratorio orbitante continuano ad avvalersi dell'integrazione tra le navette russe e i sistemi statunitensi. La presenza mista degli equipaggi a bordo dei diversi vettori risponde all'esigenza di garantire la massima ridondanza operativa e la sicurezza della stazione spaziale stessa, mantenendo sempre pronte le capacità di evacuazione rapida in caso di emergenza.

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