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Old 18-03-2011, 10:27   #2021
dibe
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Originariamente inviato da X360X Guarda i messaggi
c'è chi lo dava a 5 da tempo, anzi credo che qualcuno abbia ipotizzato di essere quasi arrivati a 6 (contro i 7 di Chernobyl se mi ricordo bene)
Francia e UE han detto grado 6.
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Old 18-03-2011, 10:28   #2022
Ziosilvio
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Originariamente inviato da misthral Guarda i messaggi
Piu' rileggo questa risposta, piu' mi rendo conto di avere qualche problema di comunicazione, in quanto in 30 righe di commento mi pare si voglia insinuare una polemica politica di qualche tipo che non c'è, forzando il significato di quanto scritto, complimenti. La formula "spot di qualche tipo" la lascerei per le offerte di detersivo 2x1.

Ammettendo di essere andato un po' fuori dal seminato (ma non come se avessi tirato un pippone sull'agraria dell Agro Pontino) dai commenti che ho letto in generale l'aspetto tecnico-scientifico (poi qualcuno mi dovrà spiegare quale è quello tecnico e quale invece quello trattino scientifico) è abbastanza diluito. Non sia mai che tra un bodycount e l'altro salti fuori qualche spunto di riflessione.

Questa è una critica alla moderazione pressapochista, se le mie osservazioni come quelle di una decina di utenti non sono pertinenti possono essere spostate in una discussione appropriata, la prossima mossa qual'è? Cancellazione dei post e ban per divulgazione tecnico trattino scientifica, o per aver osato rispondere?

Meno caffè e piu' succo d'arancio la mattina allunga la vita e mantiene lucidi, vediamo di tenerlo a mente.
Toh, polemica pubblica esplicita e dichiarata sull'operato dello staff.
È una cosa che non vedevo dai tempi di SPA.
E che è vietata dal regolamento.
Di solito ammonirei, ma visto che sapevi benissimo cosa stavi facendo, dò direttamente i tre giorni.
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Old 18-03-2011, 10:35   #2023
HYPERR
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c'è chi lo dava a 5 da tempo, anzi credo che qualcuno abbia ipotizzato di essere quasi arrivati a 6 (contro i 7 di Chernobyl se mi ricordo bene)
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Francia e UE han detto grado 6.
Esattamente, anche se continuo a non spiegarmi questa disparità di giudizi/stime. Mi sembra di capire che non ci siano dei parametri precisi di valutazione ma soprattutto che tutt'ora siano ancora tutti lontani da capire come possa evolvere la situazione.
Se la Francia fin da subito ha classificato l'incidente di grado 6 vuol dire che o hanno previsto con anticipo che andrà peggio di come si pensa oppure che hanno qualche dato in più sulla centrale in questione; da notare che parliamo della Francia che è uno dei paesi "più avanti" nella ricerca e sviluppo del nucleare, nonchè lo stato che ha fornito il mox alla centrale giapponese (da quanto ho letto).
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Old 18-03-2011, 10:44   #2024
ConteZero
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Esattamente, anche se continuo a non spiegarmi questa disparità di giudizi/stime. Mi sembra di capire che non ci siano dei parametri precisi di valutazione ma soprattutto che tutt'ora siano ancora tutti lontani da capire come possa evolvere la situazione.
Se la Francia fin da subito ha classificato l'incidente di grado 6 vuol dire che o hanno previsto con anticipo che andrà peggio di come si pensa oppure che hanno qualche dato in più sulla centrale in questione; da notare che parliamo della Francia che è uno dei paesi "più avanti" nella ricerca e sviluppo del nucleare, nonchè lo stato che ha fornito il mox alla centrale giapponese (da quanto ho letto).
I parametri ci sono e sono abbastanza stringenti, il problema è fare le rilevazioni per poter vedere qual'è l'effettivo livello INES.

"Il mondo" ha basato le sue ipotesi sull'effettivo livello INES da quel che s'è saputo (a partire dalle fughe di cesio) mentre la Tepco è andata sempre di sottovalutazione profonda e l'ente di controllo giapponese c'ha messo una settimana per scoprire che deve controllare e non fare da passacarte.

(mi sembra d'essere un alieno solo per aver detto, ma già diverse pagine addietro, che i giapponesi su queste cose sono tutto fuorché affidabili... a quanto pare il grosso della gente lo stà scoprendo solo ora)
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Old 18-03-2011, 10:48   #2025
HYPERR
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I parametri ci sono e sono abbastanza stringenti, il problema è fare le rilevazioni per poter vedere qual'è l'effettivo livello INES.

"Il mondo" ha basato le sue ipotesi sull'effettivo livello INES da quel che s'è saputo (a partire dalle fughe di cesio) mentre la Tepco è andata sempre di sottovalutazione profonda e l'ente di controllo giapponese c'ha messo una settimana per scoprire che deve controllare e non fare da passacarte.

(mi sembra d'essere un alieno solo per aver detto, ma già diverse pagine addietro, che i giapponesi su queste cose sono tutto fuorché affidabili... a quanto pare il grosso della gente lo stà scoprendo solo ora)
I droni americani per le rilevazioni in situ non hanno ancora portato dati certi o non sono ancora partiti?
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Old 18-03-2011, 10:51   #2026
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beh fondamentalmente è vero che tutto il green risprmo energetico che ci propongono ora è un risparmio, ma non è una soluzione al problema dell' energia, sai quanti apparecchi in standby che hanno la lucina rossa servono per alimentare una fonderia?
qualcuno vuole far credee che usando in modo intelligente a casa l'energia e evitando gli sprechi, con qualche pannello sui tetti si può evitare di fare altre centrali e siamo apposto, inutile dire che è una boiata.
non è vero... i sprechi si possono limitare usando lampade a led che consumano il 30 % in meno e hanno la stessa luminosità...alcuni luoghi pubblici come ad esempio le università,le scuola, quando non servono le luci si possono spegnere....inoltre la tecnologia va avanti anche sul risparmio energetico (vedi i pc che consumano sempre meno e vengono ottimizzati sia via hardware che via software)

ci sono tante piccole cose su cui possiamo risparmiare utilizzo di energia, però questo insieme di cose messo insieme può portare a risparmi non dico grandi ma consistenti...
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Old 18-03-2011, 10:51   #2027
HYPERR
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Fukushima, l'ora delle domande
di Pio D'Emilia da Kesennuma
Chi ha voluto così tante centrali in una terra sismica? Tutto iniziò gli negli anni Cinquanta, quando gli Stati Uniti volevano vendere tecnologia e reattori a Tokyo. Da allora nessun governo ha avuto il coraggio di cancellare una scelta a cui la maggioranza della popolazione è stata sempre contraria
(17 marzo 2011)

Il nuovo nome che scuote il mondo è Fukushima e, per conoscerlo meglio, meriterà ricordare che è la capitale dell'omonima prefettura sull'isola di Honshu, regione di Tohoku, nord del Giappone. Aveva 290 mila abitanti e una centrale nucleare con sei reattori. Gli abitanti se ne sono andati, dei sei reattori quattro sono stati seriamente danneggiati dal combinato disposto di terremoto e successivo maremoto (tsunami) dell'11 marzo scorso. E' fuoriuscito del materiale radioattivo e in tre (numeri 1, 3 e 4) ci sono state delle esplosioni. Si rischia la fusione del nocciolo. Si rischia una catastrofe nucleare. Se sarà una nuova Chernobyl è impossibile dirlo. Cinquanta tecnici, a rischio della vita, stanno cercando di limitare i danni, lavorando alacremente per raffreddare gli impianti. Pompano acqua dal mare: l'uomo torna a strumenti antichi quando la tecnologia avanzata gli sfugge di mano. La centrale è di seconda generazione, dunque già superata da "figlie" più sicure. Ma nemmeno questa "doveva" cedere secondo i parametri di scienziati colti alla sprovvista da un sisma che in quell'area ha raggiunto il grado 8,9 della scala Richter (la centrale era testata per un evento catastrofico di poco inferiore).

Succede in Giappone, Paese all'avanguardia delle conoscenze tecniche e scientifiche, abituato a convivere coi terremoti. Ed è proprio questo dettaglio che determina l'incubo in cui il mondo è precipitato. La radioattività non si arresta alle frontiere, vaga nell'aria trasportata dalle correnti. La paura ancestrale di un nemico invisibile diventa terrore collettivo. E dappertutto (tranne che per il governo italiano) si ripensano, almeno, scelte a favore di un nucleare che chi lo difende promette sicuro. Fino a prova contraria.

I "kami", gli dei dai quali discende e dovrebbe essere protetto il Giappone, hanno colpito duro. La mattina dell'11 marzo il terremoto nella zona nord-orientale del Paese. All'inizio, nessuno si è preoccupato più di tanto. Giapponesi e stranieri da molto tempo residenti (come chi scrive), consapevoli della tenuta degli edifici e della grande opera di prevenzione, hanno pensato all'ennesima scossa dell'anno (oltre 20 mila in media). Solo un po' più forte. I primi bilanci lo confermavano. Due morti, una manciata di feriti, qualche danno alle strutture. Ordinaria amministrazione. Terremoti di intensità molto minore, altrove, hanno provocato migliaia di vittime. Poi però è arrivato lo tsunami. Gigantesco, mostruoso, inarrestabile. Otto, nove, dieci metri. Ha travolto tutto. E questa volta pochi hanno creduto ai primi bilanci ufficiali: venti, trenta, sessanta vittime.
Impossibile.


Le prime immagini erano terribili e strazianti. E lasciavano senza dubbi. A una settimana dalla catastrofe, siamo a ventimila, ufficialmente, ma i dispersi sono oltre centomila. E la terra continua, ogni giorno, a tremare. Gli dèi non si sono fermati qui. Si sono scatenati. Dopo terremoto e tsunami, incendi, tempeste di neve, venti micidiali, per complicare ulteriormente i soccorsi. Un po' lenti, per la verità, come non ci si aspetterebbe dal Giappone, ma come è regolarmente avvenuto in passato, dal Grande Terremoto di Kobe, nel 1995 (dove la mancanza di coordinamento delle autorità venne superata dall'efficace mobilitazione della yakuza, la mafia locale) a quello di Nigata, 5 anni fa. Dove l'allora premier Koizumi venne fischiato per i ritardi dei soccorsi e Makiko, figlia dell'ex premier Kakuei Tanaka, "padrino" della regione, si fece fotografare, in tuta e stivali, mentre dava una mano assieme al suo personale esercito di volontari/elettori.

Il governo democratico di Naoto Kan, il premier "ulivista" costretto ad affrontare la più grande crisi politica, sociale e ambientale del dopoguerra, stavolta ha agito con più saggezza e senso pratico. Almeno all'inizio. Catena di comando ben organizzata e via libera, senza tante storie, a tutti i soccorsi offerti da oltre trenta Paesi, Italia compresa (ai tempi di Kobe i cani lupo svizzeri vennero parcheggiati in dogana, perché privi delle vaccinazioni prescritte, e i medici senza frontiere rispediti indietro perché si rifiutavano di firmare che non avrebbero mai operato, neanche in emergenza).

Finché, a complicare il tutto, ecco Fukushima e l'allarme atomico. Che, almeno sinora, non ha fatto cambiare idea sulla futura vocazione nucleare della nazione. In Giappone, contro il parere della stragrande maggioranza della popolazione che in tutti i referendum consultivi (non esistono quelli abrogativi) si è sempre dichiarata contraria alle centrali, hanno costruito e operano, con l'intenzione di raddoppiarle, ben 54 centrali. La maggior parte delle quali edificate, come Fukushima, sulle zone a più alto rischio sismico del pianeta. Arroganza? Irresponsabilità? "La scelta risale agli anni Cinquanta e fu praticamente imposta dagli Stati Uniti che avevano profondi interessi a vendere tecnologia e reattori", spiega Satoshi Kamata, giornalista e scrittore, esperto di questione nucleari. "Poi nessuno ha più avuto il coraggio di rimettere in discussione la faccenda, neanche dopo la serie incredibile di incidenti, una ventina, tra i quali quattro molto gravi. E dubito che anche ora ci sia qualcuno che ci stia pensando".

Non ci stanno certo pensando Naoto Kan e il suo governo. Che, al di là di una sofferta e a volte inconcludente ricerca di mostrare maggiore efficienza e trasparenza rispetto ai passati governi (nel caso di Tokaimura, l'ultimo grave incidente avvenuto nel 1999, si dovette aspettare oltre una settimana per avere conferma ufficiale che un incidente c'era stato e che aveva provocato una fuoruscita di liquido radioattivo) non sta nemmeno prendendo in considerazione l'ipotesi. Nelle ormai quotidiane apparizioni in tv, Kan si è limitato a chiedere ai cittadini di usare meno il cellulare, per risparmiare energia.

Dice Hirotami Murakoshi, membro della commissione etica della Camera, giovane speranza del partito democratico: "Concordo sulla mancanza di informazioni reali e credibili, e sul fatto che molte centrali non vengono gestite in maniera corretta e trasparente, ma l'uscita dal nucleare non solo è impossibile, non è neanche saggia". La posizione più in voga tra i filonucleari "critici", ai quali Murakoshi dichiara di appartenere, è che la tecnologia moderna ha portato il settore a livelli tali da essere, tra le tante fonti, la più "sicura". Cita dati, conteggi, proiezioni. Teoria. La realtà è fatta anche di valori umani, di passioni, emozioni. La realtà è fatta di milioni di giapponesi che in questi giorni vivono, con composto terrore, l'incubo di una contaminazione. Lo fanno in silenzio, rispettando le regole, acquistando (ma senza esagerare, per rispetto degli altri) i generi di prima necessità, tenendo pronto il loro zainetto di emergenza (il cui contenuto è rigorosamente regolato dalle autorità) e tenendosi pronti alla catastrofe. Ma senza panico, senza prendersela, come forse dovrebbero, con il governo o altre autorità. A parte il Nord, ormai di fatto separato dal Centro-sud (strade bloccate, treni fermi, aerei a singhiozzo, servizi postali interrotti), a Tokyo e nel resto dell'arcipelago la vita scorre identica. Scuole e uffici funzionano, bar e ristoranti lavorano a pieno ritmo, grandi magazzini aperti, o quasi. Nel centro di Tokyo, a Shibuya, molti tengono chiuso, o aprono solo certi settori. Alimentari e casalinghi, soprattutto.

Insomma, quanto meno al momento di scrivere non è l'Apocalisse. E stando alle ultime valutazioni degli esperti inglesi e francesi, che di nucleare se ne intendono e nelle cui centrali non si sono mai verificati disastri come negli Usa, in Russia e in Giappone, la situazione è meno pericolosa del previsto. Anche nel "peggior ragionevolmente prevedibile scenario" (cioè il meltdown di uno o più reattori) si legge in un documento interno ottenuto da "l'Espresso", una zona di sicurezza tra i 30 e i 50 chilometri dovrebbe bastare ad evitare qualsiasi ulteriore conseguenza. Tokyo dista oltre 300 chilometri. Neanche i venti, dalla cui direzione molti dicono dipenda l'intensità dell'irradiamento, costituirebbero un elemento decisivo. E il Giappone non è la Russia. Rigorosi, continui controlli sono già in corso su tutti i cibi, dal latte alle verdure. Non esiste che, come avvenne a Chernobyl, la gente continui a mangiare cibo contaminato. Insomma, alla fine potrebbero pagare, e gravemente, solo gli "eroi" di Fukushima, una cinquantina di operai e ingegneri che lavorano notte e giorno per evitare che quello che è ormai diventato un colabrodo faccia l'ultimo, disastroso botto. Un passo avanti, comunque. Nel 1999, a Tokaimura, la centrale fece fare il lavoro sporco ai precari, senza informarli del rischio. Alcuni, erano a mani nude.
Da l'Espresso
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Old 18-03-2011, 11:03   #2028
ConteZero
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non è vero... i sprechi si possono limitare usando lampade a led che consumano il 30 % in meno e hanno la stessa luminosità...alcuni luoghi pubblici come ad esempio le università,le scuola, quando non servono le luci si possono spegnere....inoltre la tecnologia va avanti anche sul risparmio energetico (vedi i pc che consumano sempre meno e vengono ottimizzati sia via hardware che via software)

ci sono tante piccole cose su cui possiamo risparmiare utilizzo di energia, però questo insieme di cose messo insieme può portare a risparmi non dico grandi ma consistenti...
In Giappone ad esempio potrebbero smettere di usare riscaldamenti e cucine elettriche ed iniziare ad usare il metano come il resto del mondo.
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Old 18-03-2011, 11:05   #2029
]Rik`[
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ma infatti prima di pensare come produrre si dovrebbe pensare come ridurre i consumi e gli sprechi..
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Old 18-03-2011, 11:11   #2030
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In Giappone ad esempio potrebbero smettere di usare riscaldamenti e cucine elettriche ed iniziare ad usare il metano come il resto del mondo.
L'uso dell'elettricita` al posto del metano in una zona sismica come il Giappone e` anche una sicurezza in piu` contro fughe ed esplosioni. Ed a proposito, con il graduale passaggio verso le auto elettriche a sfavore dei combustibili fossili, i consumi di elettricita` non possono fare altro che aumentare nel tempo.
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Old 18-03-2011, 11:13   #2031
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L'uso dell'elettricita` al posto del metano in una zona sismica come il Giappone e` anche una sicurezza in piu` contro fughe ed esplosioni. Ed a proposito, con il graduale passaggio verso le auto elettriche a sfavore dei combustibili fossili, i consumi di elettricita` non possono fare altro che aumentare nel tempo.
Se sono riusciti a rendere sicuro il nucleare ( ) possono rendere sicuro anche il gas metano.

Quanto alle auto elettriche c'è da vedere, perché il carburante che usi nelle auto a benzina probabilmente lo puoi equiparare ad un tot di greggio che, bruciato più efficientemente in una termoelettrica, produrrebbe un energia anche maggiore a quel che occorre per fornire la stessa mobilità.

...se la scelta fosse fra bruciarlo "nel motore" o "in una centrale".
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Old 18-03-2011, 11:16   #2032
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In Giappone ad esempio potrebbero smettere di usare riscaldamenti e cucine elettriche ed iniziare ad usare il metano come il resto del mondo.
mi sa che anche il metano inquina...quanto ai riscaldamenti qualcuno mi disse che le stufe a muro in un particolare metallo che non ricordo ,riscaldava tantissimo e consumavano di meno e la corrente mentre il condizionatore oltre creare meno calore devi tenerlo sempre acceso....

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ma infatti prima di pensare come produrre si dovrebbe pensare come ridurre i consumi e gli sprechi..
già...
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Old 18-03-2011, 11:17   #2033
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il metano non inquina semmai produce co2 nella combustione cmq è considerata energia pulita
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Old 18-03-2011, 11:19   #2034
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L'uso dell'elettricita` al posto del metano in una zona sismica come il Giappone e` anche una sicurezza in piu` contro fughe ed esplosioni. Ed a proposito, con il graduale passaggio verso le auto elettriche a sfavore dei combustibili fossili, i consumi di elettricita` non possono fare altro che aumentare nel tempo.
infatti è l' altra cosa che non mi spiego...nel momento in cui hai visto chernobyl, nel momento in cui sei perfettamente consapevole che il giappone si trova in una zona sismica e che lo spegnimento di una centrale non avviene tramite un pulsante, è pura follia creare una centrale nucleare...
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Old 18-03-2011, 11:22   #2035
ConteZero
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Diciamo che l'industria pesante giapponese aveva bisogno d'energia e che il resto della popolazione s'è abituata fin troppo bene ad avere corrente elettrica a prezzi abbastanza bassi.
Da lì in poi c'è stato un aumento incontrollato del numero dei reattori nucleari tesi a contenere un fabbisogno sempre maggiore, un circolo vizioso che ha provocato una situazione dalla quale non c'è uscita.

Per i giapponesi oggi vivere con l'energia con cui vive un italiano sarebbe follia.

Link : http://en.wikipedia.org/wiki/List_of...ion_per_capita
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Old 18-03-2011, 11:27   #2036
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In Giappone ad esempio potrebbero smettere di usare riscaldamenti e cucine elettriche ed iniziare ad usare il metano come il resto del mondo.
Probabilmente hai ragione ma non so perchè io penso che bisognerebbe rivedere tutto dall'inizio... il metano cmq è qualcosa di retrogrado

Dall'idrogeno non si riesce a ricavare elettricità in qualche modo?
Prima che mi scuoiate vi dico che fisica e chimica le ho viste solo alle superiori (geometri) 20 anni fa
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Non so se sia gia stato postato o meno ma ho trovato questo video che parla dell'HAARP, uno strumento degli USA in grado di cambiare il clima e creare terremoti sparando energia nella Ionosfera

http://www.youtube.com/watch?v=Ak5Wj_eDo38


Cosa ne pensate? Io lo trovo piuttosto inquietante
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Old 18-03-2011, 11:32   #2038
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al posto della benzina si può usare il bioetanolo, che è oltretutto compatibile con i motori benzina, ed è ecologico...e costa meno

in Svezia lo usano tranquillamente...
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Old 18-03-2011, 11:32   #2039
Charonte
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quelli contro il nucleare, che vogliono togliere tutto per metterci i pannellini solari e cazzate eoliche perchè pensano che basti questo a soddisfare i bisogni elettrici del mondo, sono poi gli stessi e i primi che, quando succede un blackout perché non c'è il sole o vento, si incazzano come iene eh.
occhio a questa gente.

Ultima modifica di Charonte : 18-03-2011 alle 11:37.
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Old 18-03-2011, 11:35   #2040
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quelli contro il nucleare, che vogliono togliere tutto per metterci i pannellini solari e cazzate eoliche perchè pensano che basti questo a soddisfare i bisogni elettrici del mondo, sono poi gli stessi e i primi che, quando succederà un blackout perché non c'è il sole o vento, si incazzano come iene eh.
occhio a questa gente.
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al posto della benzina si può usare il bioetanolo, che è oltretutto compatibile con i motori benzina, ed è ecologico...e costa meno

in Svezia lo usano tranquillamente...
Siamo bellamente OT.
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