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#1 |
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Junior Member
Iscritto dal: Oct 2010
Messaggi: 0
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Entanglement e comunicazione istantanea?
Ho letto dell'esperimento di Alain Aspect sulla correlazione quantistica delle particelle (http://it.wikipedia.org/wiki/Alain_Aspect). Ho letto anche che l'entanglement non può essere sfruttato per la comunicazione istantanea. Ma immaginiamo di estendere l'esperimento di Aspect.
Immaginiamo che Bob stia sulla Terra e che voglia comunicare con Alice che sta su Marte (a mezz'ora luce di distanza) [N.B.: per questo esperimento mentale eliminiamo il moto di rivoluzione dei pianeti e immaginiamo che restino esattamente fermi l'uno rispetto all'altro]. Tra i due, al centro, è posta una sorgente continua di fotoni entangled attiva da dieci anni. Bob ogni minuto toglie o interpone al tragitto dei fotoni un filtro semi-riflettente (esattamente come nell'esperimento di Aspect) a seconda che voglia trasmettere il bit 0 o il bit 1. I fotoni su cui lui agisce sono partiti quindici minuti prima. Anche i fotoni che riceve Alice sono partiti quindici minuti prima e sono esattamente i fotoni accoppiati a quelli che sta ricevendo Bob nello stesso istante. Alice verifica per ogni minuto se i fotoni che deviano spontaneamente (vedi esperimento di Aspect) sono lo 0% o il 50%. Nel primo caso registrerà 0, nel secondo 1. Non si tratta di comunicazione istantanea? Ovviamente l'unica condizione sarebbe che la sorgente di luce entangled fosse posta a metà distanza e fosse attiva da almeno la metà del tempo che impiega la luce per percorrerla. Ad esempio per comunicare con Proxima Centauri che dista 4 anni luce dovremmo installare una sorgente di luce entagled a due anni luce di distanza e potremmo iniziare a comunicare solo due anni dopo la sua accensione. Da quel momento però la comunicazione sarebbe istantanea, perché i fotoni che la Terra e Proxima Centauri ricevono attimo per attimo sarebbero correlati. Dove sta l'errore?? |
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#2 |
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Member
Iscritto dal: Oct 2003
Città: Vermezzo - Fiorenza
Messaggi: 208
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dovrebbero esserci discussioni simili, prova a cercare, probabilmente troverai la risposta
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#3 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Città: Londra, UK
Messaggi: 538
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Non funziona perché quando Bob interagisce con i fotoni su Marte rompe l'entaglement, visto che il sistema quantistico dei fotoni interagisce con un sistema classico.
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#4 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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l'esperimento e' spiegato male.
L'apparente paradosso dell'entanglement in quell'esperienza si spiega come segue: Mettiamo la sorgente di fotoni in mezzo ai due osservatori, anche a distanza di anni luce. L'osservatore A misura uno stato di uno dei fotoni qui, su A. Non appena lo fa, sa anche istantantaneamente con precisione arbitraria, lo stato del fotone B lontano anni luce, e sa anche che se l'osservatore B compiesse la stessa misura otterrebbe il risultato corrispondente. Il paradosso sta nell'istantaneamente e nella precisione arbitraria. Secondo la meccanica quantistica non posso conoscere determinate coppie di stati di una particella con precisione arbitraria, perche' nella misurazione della prima grandezza andrei ad inficiare la seconda. Ad esempio non posso conoscere contemporaneamente con precisione arbitraria posizione e velocita'. Se voglio conoscere la posizione con grande precisione mi dovro' accontentare di una conoscenza scarsa della velocita' e viceversa. Ma nel caso del nostro esperimento, posso conoscere con precisione arbitraria la posizone della mia particella qui su A, e concludere che anche su B la posizione sara' desumibile con analoga precisione ed anche istantaneamente, senza peraltro che io abbia in alcun modo influenzato l'altra grandezza (la velocita') perche' l'altra particella non l'ho proprio toccata. Ecco il paradosso, spiegabile considerando le due particelle non come 2 sistemi distinti, ma come lo stesso sistema, come se fossero una particella sola, almeno fino al momento della misurazione (dopodiche' lo stato entanglement si dissipa) Uno stato non localizzato. Che non piaceva ad Einstein ma piaceva a Bell. Ma non c'e' modo di far passare questa informazione sul canale in modo istantaneo. L'osservatore B potrebbe quindi venire a conoscenza anche lui della posizione della sua particella, senza misurarla. Posso dirglielo io osservatore A. E per dirglielo lo potro' fare al massimo alla velocita' della luce.
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Se pensi che il tuo codice sia troppo complesso da capire senza commenti, e' segno che molto probabilmente il tuo codice e' semplicemente mal scritto. E se pensi di avere bisogno di un nuovo commento, significa che ti manca almeno un test. |
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#5 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Oct 2010
Messaggi: 0
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Forse non mi sono spiegato. A me non interessa trasmettere uno stato quantico o l'informazione su una misurazione, ma utilizzare gli effetti di un'interferenza su un sistema entangled per trasmettere un'informazione ordinaria. Cito da Wikipedia:
Quote:
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#6 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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No, l'esperimento non funziona cosi'.
Io metto un filtro, che fa passare i fotoni polarizzati in una determinata direzione. Quando misuro un fotone polarizzato con direzione 0, allora so con certezza e istantaneamente che nel punto B verra' rilevato un fotone con direzione 1. Viceversa se misuro il passaggio di un fotone con direzione 1, allora so con certezza e istantaneamente che nel punto B sara' stato rilevato un fotone con direzione 0. Ma poiche' non sono io a decidere se i fotoni che mi arrivano avranno direzione 0 o 1, allora di conseguenza non potro' pilotare un passaggio di informazione dall'altra parte, e men che meno istantaneamente. E' come se "in mezzo" qualcuno avesse inscatolato 2 guanti, uno sinistro e uno destro, in 2 scatole diverse, e li avesse spediti nelle sue direzioni opposte. Io aprendo la scatola e scoprendo un sinistro, so immediatamente che ad anni luce di distanza si sara' misurato un destro, ma non ho deciso io cosa far misurare dall'altra parte. Quote:
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#7 |
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Junior Member
Iscritto dal: Oct 2010
Messaggi: 0
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Allora è sbagliato il resoconto dell'esperimento di Aspect riportato Wikipedia. Se leggi quanto è scritto, la deviazione del primo fotone da parte dello specchio fa deviare anche il secondo in un percorso a V. Esso viene quindi rivelato, nel 50% dei casi e del tutto casualmente, in un punto in cui non sarebbe mai stato rivelato se non fosse stato interposto uno specchio al percorso del primo fotone. Ho quindi l'informazione sul fatto che è stato interposto uno specchio semi-riflettente dall'altra parte se la metà dei fotoni che mi arrivano deviano spontaneamente e "inspiegabilmente" davanti a me, se cioè devo aggiungere un'altro rivelatore, ad esempio alla mia destra, per catturarli tutti. Quando al rivelatore alla mia destra non arriva nessun fotone, so che dall'altra parte non è stato interposto nessuno specchio.
Quello che ho capito è che in ogni caso gli esperimenti di Aspect hanno seppellito una volta per tutte l'interpretazione "a variabili nascoste" (Einstein, Rosen, etc.; tu con l'esempio dei guanti...) della meccanica quantistica, stabilendo che viene esercitata un'azione istantanea a distanza nel momento in cui si interferisce con una delle due componenti del sistema entangled. Ultima modifica di martingala : 14-10-2010 alle 00:40. |
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#8 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Si', esatto e' sbagliato.
Anche perche' un qualsiasi intervento o misurazione rompe lo stato di entaglement. Quote:
Non e' vero affatto che la singola particella in un determinato istante ha una sua vera e precisa posizione ed una sua vera e precisa velocita', nascoste, e rilevabili da noi con i limiti di precisione calcolati da Heisenberg. Non e' vero. Non sono precisi affatto loro stessi, non c'e' alcuna variabile nascosta. Quindi nel caso entanglement poiche' quando misuriamo invece abbiamo un valore ben preciso di una delle 2 grandezze, per poter permettere loro il sincronismo che si rivela anche nell'analoga misurazione dall'altra parte, e' come se ci fosse stato una comunicazione istantanea di quella informazione, dell'informazione sullo stato che la particella ci ha mostrato (ma impilotabile e inusabile per nostri scopi)
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#9 |
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Junior Member
Iscritto dal: Oct 2010
Messaggi: 0
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Dunque, fammi capire, così ci mettiamo una pietra sopra. Nell'esperimento di Aspect quando viene deviato il primo fotone, il secondo non devia spontaneamente per cui, osservando solo quest'ultimo, non è possibile dedurre che il tragitto del primo fotone sia stato ostacolato. È così, dico bene?
Ma allora mi puoi spiegare in maniera elementare in che cosa è consistito l'esperimento di Aspect?? E che cosa diavolo succede al secondo fotone quando il primo viene deviato??? P.S.: magari, se ti va, potresti anche correggere la pagina di Wikipedia, onde evitare che si scatenino ulteriori discussioni su quest'argomento... |
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#10 | |
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Member
Iscritto dal: Oct 2003
Città: Vermezzo - Fiorenza
Messaggi: 208
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peraltro lo stesso bell non era contrario ad una teoria a variabili nascoste
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#11 |
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Registered User
Iscritto dal: Aug 2002
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No ti sbagli, è una ipotesi ontologica sulla meccanica quantistica, non su alcune sue interpretazioni.
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#12 |
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Member
Iscritto dal: Oct 2003
Città: Vermezzo - Fiorenza
Messaggi: 208
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non intendevo dire che è una ipotesi sulle interpretazioni, ma che è un'interpretazione a sua volta contrapposta a quelle proabilistiche come quella di copenhagen ad esempio
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#13 | |
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Iscritto dal: Aug 2002
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Quote:
La verità però è che, ad oggi, non c'è motivo di credere nell'esistenza di variabili nascoste che non sia la speranza dei fisici più meccanicisti.. |
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