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Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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Se Berlino vende l'anima al populismo
Pochi tedeschi, di questi tempi, concordano con il sommo Goethe che definiva i greci il popolo che ha saputo «sognare il sogno della vita nel modo migliore». Il debito di Atene fuori controllo è diventato ossessione e capro espiatorio di un'opinione pubblica germanica poco incline a perdonare le debolezze, specie dei partner del Sud. E la cancelliera Angela Merkel si è fatta portatrice di quel teutonico rigore espresso dall'84% dei tedeschi, ponendosi di traverso fino all'ultimo all'ipotesi di allargare i cordoni della borsa e organizzare un salvataggio concordato dai paesi dell'eurozona, per rifinanziare i circa 20 miliardi di euro di bond greci in scadenza entro maggio.
Con tutta probabilità il summit europeo che si apre oggi a Bruxelles si chiuderà con un'intesa all'insegna del doppio binario per Atene. Ovvero prospettando un intervento del Fondo monetario internazionale - si parla di circa 10 miliardi - supportato da finanziamenti degli stati dell'area euro. Dopo settimane di diatribe sulla nascita di un Fondo monetario europeo e sull'esigenza di gestire la crisi nella casa di Eurolandia, prevarrà invece un'opzione di compromesso. La Grecia non verrà lasciata da sola a bussare alle porte di Washington del Fmi, né saranno i paesi dell'euro a fissare tutte le condizioni. Si delinea l'ipotesi preferita dal ministro italiano dell'Economia, Giulio Tremonti, di un'Europa che organizza l'intervento, usando anche il Fondo monetario come banca e know how, ma «facendo in modo che l'Fmi non vada in una landa desolata». Di per sè la soluzione può apparire sensata. È pessimo però il modo in cui vi si è arrivati. Attraverso risse, divisioni e recriminazioni tra Berlino, Parigi e i principali paesi europei, senza un briciolo di coordinamento e strategia. Un triste spettacolo che l'impietoso termometro dei mercati ha punito, affossando ieri l'euro a quota 1,3321 contro il dollaro, ai mimimi di dieci mesi. Anche l'indebolimento dell'euro può, in fin dei conti, non essere considerato una iattura, se si guarda all'esigenza di carburare l'export europeo in una fase congiunturale tuttora asfittica. Ma un giudizio sulla vicenda greca, sulla sua probabile soluzione e gli effetti, non può prescindere dalla mesta presa di coscienza dell'esplosione degli egoismi nazionali di corto respiro cui ha dato la stura. Complice la crisi economica e l'esigenza di vincere nelle elezioni regionali in Nord-Reno Vestfalia di inizio maggio, Merkel non ha saputo - al contrario di quanto fece Helmut Kohl ai tempi della riunificazione e della nascita dell'euro - forzare la mano all'opinione pubblica tedesca, ma ne è diventata schiava. E non ha avuto il coraggio di cogliere l'occasione della crisi greca per far fare un salto di qualità al processo di integrazione europea, con un passo avanti verso un Governo economico dell'eurozona o perlomeno la progettazione di nuovi strumenti. È così apparsa avventurista e poco comprensibile anche la proposta del ministro delle Finanze, Wolfgang Schäuble, di creare un Fondo monetario europeo, prontamente corredata da rafforzamento delle sanzioni e addirittura dalla possibilità di espellere dall'euro il paese reprobo. Lo stesso Schäuble ha dimostrato subliminalmente scarsa dedizione al progetto di integrazione europea, quando ha parlato di un Bayern Monaco messo in difficoltà dall'Olympique Lione e ha detto di non aver comunque sperato che la squadra francese giocasse meno bene. La sua metafora calcistica è rimasta comunque nell'ottica dei club nazionali; non lo ha sfiorato nemmeno l'idea di pensare a un unico team europeo in cui tutti debbano fare la propria parte con umiltà. E che quindi anche il colosso tedesco debba fare la sua, stimolando la domanda interna e diminuendo quel surplus commerciale che certo non aiuta il risanamento dei conti di Grecia e Spagna. Ai conoscitori del bon ton dell'asse franco-tedesco, non è sfuggita poi l'indelicatezza di Berlino di far partire dalle colonne del Financial Times la proposta di Schäuble di creare un Fme. Sgarbo al quale Parigi ha prontamente replicato affidando alle stesse colonne del quotidiano della City il severo rimprovero del ministro dell'Economia Christine Lagarde alla Germania, per non aver azionato la leva dello stimolo fiscale. Nicolas Sarkozy, fresco di delusione elettorale, si è poi adoperato con José Luis Zapatero per un pre-vertice dell'eurozona, per mettere sotto ulteriore pressione la Merkel. Sembrano passati anni luce non solo da quando Kohl e François Mitterand si accordavano sulla moneta unica, ma anche da quando Gerard Schröder e Jacques Chirac si incontravano nel 2002 privatamente al Conrad Hotel di Bruxelles alla vigilia di un summit e condizionavano la decisione dell'Unione europea su sette anni di prospettive finanziarie future. Ma non è solo il motore franco-tedesco a essere finito fuori giri e a non essere più in grado di dare il "la" a un'Europa cacofonica. Ad apparire parcellizzato è un intero sistema, in cui le elezioni in Westfalia o la popolarità di un giorno vale più di un disegno comune di stabilità economica. In cui un punto di popolarità nei sondaggi nazionali merita più attenzione di una strategia finanziaria continentale. Non ci si può meravigliare se poi la gente appare sempre più distratta e meno propensa a capire perché dovrebbe mai sognare il sogno europeo. Il Sole 24 Ore |
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#2 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2008
Messaggi: 376
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#3 | |
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Iscritto dal: Dec 1999
Città: Mestre
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Diablo III |
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#4 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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Se la popolazione non diventa piú colta, è inevitabile che l'abbia vinta la demagogia. |
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Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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I singoli partiti soddisfano le esigenze del proprio elettorato di riferimento,per cui se ad esempio ad un contadino non gli sta bene un provvedimento legislativo,vota di conseguenza. Nella fattispecie se ai tedeschi non gli sta bene pagare di tasca propria la gestione "disinvolta" delle finanze greche,non è che abbiano tutti i torti far valere questo legittimo senso di giustizia rispetto ad un disegno più ampio colto solo da una minoranza. Altrimenti qua scivoliamo verso un dominio elitario garantito da pochi..come piacerebbe a certi comunisti,nevvero? |
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#6 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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No, io vorrei che le persone fossero piú colte e piú informate, non cambiare l'impianto democratico.
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#7 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 1999
Città: Mestre
Messaggi: 3282
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Se poi non vogliono farlo allora che non ci si lamenti se all'Europa non ci crede più nessuno e se l'Euro ci trascinerà così nel baratro della deflazione perché non lo vorrà più nessuno.
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Diablo III |
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#8 | |
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Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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In ogni caso tu usi una parola grossa:la Germania ha l'obbligo di costruire. No,la Germania ha il diritto sacrosanto di sostenere la sua economia senza lasciarsi trascinare a fondo da paesi che non rispettano le norme sui bilanci comunitari,questo è il suo primo obbligo e dovere verso se stessa. Gli altri paesi è bene che imparino il concetto di rigore,perchè sebbene qui in Italia metà paese si è abituato a sostenere una situazione di bancarotta verso l'altra metà,a livello comunitario soprattutto per i paesi al di la delle Alpi questa tipo di sciattoneria e assistenzialismo imperituro non sono affatto accettati,e con ragione. |
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#9 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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#10 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
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#11 |
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Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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Ok,obblighiamo gli imprenditori agricoli (contadini ndr) a laurearsi in scienze politiche e "agricole".
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#12 | |
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Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
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#13 | |
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Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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#14 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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#15 | |
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Iscritto dal: Feb 2008
Città: dire paesino sarebbe essere generosi :asd:
Messaggi: 470
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Sampdoria o Lazio,ditemi voi chi ha bruciato di piu,la sconfitta diretta o la sconfitta morale? |
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#16 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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#17 | |
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Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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#18 |
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Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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No no è Blamecanada che dice che dobbiamo tutti essere più acculturati,per lui risulta una cosa facile evidentemente,allora già che siamo perchè non puntare direttamente alla laurea?
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#19 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
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#20 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Città: Vercelli
Messaggi: 1874
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Un elettorato più colto, molto semplicemente, è in grado di riconoscere meglio i propri reali interessi nonchè di giudicare criticamente le proposte politiche senza farsi illudere da promesse di breve respiro. Più cultura sarebbe un vantaggio per tutti, in primis per coloro che oggi ne difettano. E' un obiettivo difficile? Senz'altro. Bisogna abbandonarlo per questo motivo? No, bisogna soltanto impegnarsi di più per raggiungerlo, e vincere le resistenze di chi, ovviamente, preferisce continuare ad avere a che fare con masse tanto più controllabili e raggirabili quanto più incolte.
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"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960). |
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