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Old 02-09-2009, 11:24   #161
lowenz
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Il vero problema è l'impressionante erotizzazione della fascia pre-puberale che è in atto da qualche anno a questa parte, si sta praticamente annullando il divario fra sviluppo fisico (11/12 anni -> mestruazione / eiaculazione) e propensione mentale e culturale (leggasi "abitudine consolidata e che passa per osmosi ovunque") al sesso, con la conseguente mancanza di maturità per gestirlo, passando per le varie "fasi": in pratica si passa dalla fantasia alla realizzazione completa senza passi intermedi (e i baci che fine fanno? )

Il problema sta tutto qui.

Ultima modifica di lowenz : 02-09-2009 alle 11:34.
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Old 02-09-2009, 11:32   #162
lowenz
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Addirittura più piccoli, attorno ai dieci anni, quelli trovati da una maestra intenti a scambiarsi immagini di rapporti sessuali con animali.
Qui voglio proprio il parere del nostro psicologo Kharonte85

Secondo te nel caso quotato è più questione di sghignazzante curiosità (che è quello che immagino io, e che poi viene fatta passare poi giornalisticamente per altro, apposta per indignare) o già di reale interesse sessuale con inerente ricerca dell'eccitazione?
A 10 anni la vedo dura per un maschio avere un orgasmo e quindi mettersi alla ricerca disperata del "nuovo" per eccitarsi
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Old 02-09-2009, 11:34   #163
ilguercio
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Qui voglio proprio il parere del nostro psicologo Kharonte85

Secondo te nel caso quotato è più questione di sghignazzante curiosità (che è quello che immagino io, e che poi viene fatta passare poi giornalisticamente per altro, apposta per indignare) o già di reale interesse sessuale con inerente ricerca dell'eccitazione?
A 10 anni la vedo dura per un maschio avere un orgasmo e quindi mettersi alla ricerca disperata del "nuovo" per eccitarsi
A 10 anni pare assurdo pure a me,che io ricordi le prime pulsioni sono arrivate a 12 anni ma forse ricordo male...
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Old 02-09-2009, 11:37   #164
lowenz
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A 10 anni pare assurdo pure a me,che io ricordi le prime pulsioni sono arrivate a 12 anni ma forse ricordo male...
Attenzione, io non parlo di pulsioni (io a 10 anni impazzivo per la tipa della Bilboa con conseguente movimento al livello inferiore ), ma di orgasmo....nel mio caso ho dovuto aspettare un bel po' (=anni) per passare dalle prime al resto
Se ora qualcuno viene a dirmi che il gap è diventato "0 secondi" effettivamente resto un po' attonito dalla cosa

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Old 02-09-2009, 11:40   #165
ilguercio
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Attenzione, io non parlo di pulsioni (io a 10 anni impazzivo per la tipa della Bilboa con conseguente movimento al livello inferioe ), ma di orgasmo....nel mio caso ho dovuto aspettare un bel po' (=anni) per passare dalle prime al resto
Se ora qualcuno viene a dirmi che il gap è diventato "0 secondi" effettivamente resto un po' attonito dalla cosa
Ma non credo sia solo un fatto "mentale",il fisico deve starti dietro sennò nisba.
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Old 02-09-2009, 11:43   #166
lowenz
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Ma non credo sia solo un fatto "mentale",il fisico deve starti dietro sennò nisba.
Appunto, è quello che vorrei sapere....un maschio "sessualmente attivo" - a livello reale e non fantasmatico - a 10 anni è qualcosa di praticamente impossibile
Per questo mi chiedevo come fosse possibile legare l'evento che ho quotato con il resto dell'articolo.....mi pare un trucchetto per indignare il lettore.
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Old 02-09-2009, 12:18   #167
LucaTortuga
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Quindi, come ho già chiesto 3 o 4 post fa, la scuola non dovrebbe insegnare (anche) la solidarietà, il rispetto per il diverso, l'amore per lambiente etc? (Intendendo ovviamente tutto ciò che nel contrario negativo esula da quanto penalmente rilevante, valori che rientrerebbero semplicemente nella "morale" di ogni buon cittadino, nè comunista, nè cattolico, nè guelfo nè ghibellino. Solo buon cittadino).
Esattamente.
Per fare un esempio: la scuola deve insegnare che la costituzione ed altre leggi vigenti vietano di discriminare in base a razza, religione, orientamento sessuale, ecc..
Poi, se una famiglia vuole educare il figlio ad essere razzista nel privato, per quanto la cosa mi disgusti, dev'essere libera di farlo.
L'importante è che quel ragazzo sappia che coloro che è libero di considerare "inferiori" nel proprio intimo (negri, froci, ebrei, ecc..) godono dei suoi stessi identici diritti civili (non possono essere insultati, picchiati, discriminati sul lavoro, ecc.. a causa della loro "diversità").
Stessa cosa per quanto riguarda la "solidarietà": un conto è quella imposta ad ogni cittadino (pagare le tasse, contribuire alle spese per la sanità pubblica, ecc..), ed è giusto che la scuola spieghi l'utilità "sociale" che sta alla base di questa scelta legislativa.
Tutt'altra cosa è quella lasciata alla libera iniziativa del singolo: se vai agli Scout imparerai a far attraversare la strada alle vecchiette, ma non è compito della scuola pubblica condizionare in tal senso.
__________________
"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960).
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Old 02-09-2009, 12:21   #168
LucaTortuga
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Attenzione, io non parlo di pulsioni (io a 10 anni impazzivo per la tipa della Bilboa con conseguente movimento al livello inferiore ), ma di orgasmo....nel mio caso ho dovuto aspettare un bel po' (=anni) per passare dalle prime al resto
Se consideri anche l'orgasmo "autoprovocato", mi ricordo bene di aver cominciato proprio intorno a quell'età (5a elementare), con le prime erezioni (prima ancora di iniziare ad eiaculare normalmente).
E il passaggio dalla mia mano a quella dell'amichetta è stato piuttosto veloce..
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Old 02-09-2009, 12:52   #169
zerothehero
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L'hai ricaricata col cellulare?
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Old 02-09-2009, 13:01   #170
LucaTortuga
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L'hai ricaricata col cellulare?
Non esistevano ancora...
E, comunque, se c'è una cosa per la quale non ho mai e mai tirerei fuori un centesimo è proprio quella.
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"Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità" (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960).
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Old 02-09-2009, 13:25   #171
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Esattamente.
Per fare un esempio: la scuola deve insegnare che la costituzione ed altre leggi vigenti vietano di discriminare in base a razza, religione, orientamento sessuale, ecc..
Poi, se una famiglia vuole educare il figlio ad essere razzista nel privato, per quanto la cosa mi disgusti, dev'essere libera di farlo.
L'importante è che quel ragazzo sappia che coloro che è libero di considerare "inferiori" nel proprio intimo (negri, froci, ebrei, ecc..) godono dei suoi stessi identici diritti civili (non possono essere insultati, picchiati, discriminati sul lavoro, ecc.. a causa della loro "diversità").
Stessa cosa per quanto riguarda la "solidarietà": un conto è quella imposta ad ogni cittadino (pagare le tasse, contribuire alle spese per la sanità pubblica, ecc..), ed è giusto che la scuola spieghi l'utilità "sociale" che sta alla base di questa scelta legislativa.
Tutt'altra cosa è quella lasciata alla libera iniziativa del singolo: se vai agli Scout imparerai a far attraversare la strada alle vecchiette, ma non è compito della scuola pubblica condizionare in tal senso.
Rispetto ma non condivido la tua opinione. Che deriva dal fatto che, come già detto, non abbiamo un nucleo di valori condivisi. Cioè ci sono valori che dovrebbero far parte del bagaglio culturale di chiunque. La scuola dovrebbe dare un'indirizzo in questo senso, insieme alle famiglie. Alle seconde spetta l'educazione vera e propria, alle prime saper dare gli strumenti intellettuali di discernimento tra le varie opzioni che la vita offre ad ognuno e faciltiare la capacità di rapportarsi agli altri: non è la scuola una dei primi gruppi umani in cui bambini e adolescenti imparano a convivere?

Si va a scuola perchè questa dà dei surplus umani rispetto allo studio nudo e crudo. Sennò tanto varrebbe che ognuno studiasse da se sui libri o al massimo seguisse un'asettica lezione in streaming fatta da un luminare della materia e uguale per tutti.

Se ad un bambino inculchi, senza contaddittori, che un "negro" è inferiore e dovrebbe vivere a casa sua nella savana, quante probabilità ci sono secondo te che da grande prenda a sprangate le persone di colore?

L'argomento è delicato, lo so. L'istruzione di un minore, così come la libertà di pensiero sono aspetti fondamentali della nostra civiltà e trovare un giusto equilibrio non è affatto facile.
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Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!
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Old 02-09-2009, 13:30   #172
zesto
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la [cut] mancanza di maturità per gestirlo [il sesso], passando per le varie "fasi": in pratica si passa dalla fantasia alla realizzazione completa senza passi intermedi (e i baci che fine fanno? )
Vero. Quoto. Intendiamoci: non è che tutti debbano seguire uno stesso percorso o avere gli stessi tempi, ma è l' eccessivo appiattimento dei ragazzi (non per colpa loro) sul mondo degli adulti che andrebbe seriamente valutato.
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Old 02-09-2009, 13:57   #173
Picarus
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La prostituzione minorile non c'entra una mazza nè con la secolarizzazione, nè con l'assenza/presenza della morale cattolica.
Se vai in Cambogia la prostituzione minorile è a livelli di massa, visto l'alta domanda di turisti sessuali e l'altrettanto alta offerta da parte delle bambine e dei loro sfruttatori.
Che ci sia anche in Italia questo fenomeno è aberrante, visto che bene o male in Italia il benessere è diffuso.
Confondere poi la libertà sessuale con la prostituzione è a mio avviso sbagliato...non c'entrano nulla.
Ti sbagli. Nelle culture connotate in senso fortemente religioso,la minaccia della riprovazione morale è un deterrente efficacissimo, tanto più rispetto a quegli strati della popolazione scarsamente istruiti. In certi contesti,naturalmente retrivi, il timore del biasimo sociale controlla ed orienta i comportamenti tanto quanto quello della sanzione giuridica. Considera la sicilia di pochi decenni fa : fuori da casi limite,una ragazzina non avrebbe mai potuto concepire l'eventualità di prostituirsi, per la stringente combinazione di due fattori,ontologicamente interdipendenti: quello educativo, in quanto la sua formazione le avrebbe provocato repulsione al solo pensiero della dazione lucrosa del proprio corpo; e quello relazionale, sussistente nella consapevolezza che una simile scelleratezza avrebbe costituito un'onta infamante per sè, ed anche per la propria famiglia.
Poi mi rendo conto che l'indigenza può indurre anche alle azioni più censurabili , ma questo è vero fin dalla notte dei tempi, e lo sarà sempre.
Per questo sostengo che la secolarizzazione è la chiave per spiegare certi fenomeni. Se non c'è più la religione ad inquadrare e disciplinare comportamenti umani giuridicamenti irrilevanti, allora viene a mancare ogni scala di valori attraverso cui valutarne la correttezza; potremmo invocare una morale religiosamente neutra, costituita dall'insieme dei valori tendenzialmente condivisi dalla maggioranza di un corpo sociale in un determinato momento storico,ma soffrirebbe di un ineludibile difetto di legittimazione che ne inficerebbe la forza di persuasione : un precetto religioso è difeso dal timore di dio; quello giuridico, dal timore della sanzione;ma quello di una morale astratta non avrebbe,e di fatti non ha, mordente.

In questo contesto, tutto si riduce ad un problema di coscienza.Per il resto, quoto LucaTortuga e ilguercio.
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Old 02-09-2009, 13:59   #174
ilguercio
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Ti sbagli. Nelle culture connotate in senso fortemente religioso,la minaccia della riprovazione morale è un deterrente efficacissimo, tanto più rispetto a quegli strati della popolazione scarsamente istruiti. In certi contesti,naturalmente retrivi, il timore del biasimo sociale controlla ed orienta i comportamenti tanto quanto quello della sanzione giuridica. Considera la sicilia di pochi decenni fa : fuori da casi limite,una ragazzina non avrebbe mai potuto concepire l'eventualità di prostituirsi, per la stringente combinazione di due fattori,ontologicamente interdipendenti: quello educativo, in quanto la sua formazione le avrebbe provocato repulsione al solo pensiero della dazione lucrosa del proprio corpo; e quello relazionale, sussistente nella consapevolezza che una simile scelleratezza avrebbe costituito un'onta infamante per sè, ed anche per la propria famiglia.
Poi mi rendo conto che l'indigenza può indurre anche alle azioni più censurabili , ma questo è vero fin dalla notte dei tempi, e lo sarà sempre.
Per questo sostengo che la secolarizzazione è la chiave per spiegare certi fenomeni. Se non c'è più la religione ad inquadrare e disciplinare comportamenti umani giuridicamenti irrilevanti, allora viene a mancare ogni scala di valori attraverso cui valutarne la correttezza; potremmo invocare una morale religiosamente neutra, costituita dall'insieme dei valori tendenzialmente condivisi dalla maggioranza di un corpo sociale in un determinato momento storico,ma soffrirebbe di un ineludibile difetto di legittimazione che ne inficerebbe la forza di persuasione : un precetto religioso è difeso dal timore di dio; quello giuridico, dal timore della sanzione;ma quello di una morale astratta non avrebbe,e di fatti non ha, mordente.

In questo contesto, tutto si riduce ad un problema di coscienza.Per il resto, quoto LucaTortuga e ilguercio.
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Old 02-09-2009, 14:14   #175
zesto
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Ti sbagli. Nelle culture connotate in senso fortemente religioso,la minaccia della riprovazione morale è un deterrente efficacissimo, tanto più rispetto a quegli strati della popolazione scarsamente istruiti. In certi contesti,naturalmente retrivi, il timore del biasimo sociale controlla ed orienta i comportamenti tanto quanto quello della sanzione giuridica. Considera la sicilia di pochi decenni fa : fuori da casi limite,una ragazzina non avrebbe mai potuto concepire l'eventualità di prostituirsi, per la stringente combinazione di due fattori,ontologicamente interdipendenti: quello educativo, in quanto la sua formazione le avrebbe provocato repulsione al solo pensiero della dazione lucrosa del proprio corpo; e quello relazionale, sussistente nella consapevolezza che una simile scelleratezza avrebbe costituito un'onta infamante per sè, ed anche per la propria famiglia.
Poi mi rendo conto che l'indigenza può indurre anche alle azioni più censurabili , ma questo è vero fin dalla notte dei tempi, e lo sarà sempre.
Per questo sostengo che la secolarizzazione è la chiave per spiegare certi fenomeni. Se non c'è più la religione ad inquadrare e disciplinare comportamenti umani giuridicamenti irrilevanti, allora viene a mancare ogni scala di valori attraverso cui valutarne la correttezza; potremmo invocare una morale religiosamente neutra, costituita dall'insieme dei valori tendenzialmente condivisi dalla maggioranza di un corpo sociale in un determinato momento storico,ma soffrirebbe di un ineludibile difetto di legittimazione che ne inficerebbe la forza di persuasione : un precetto religioso è difeso dal timore di dio; quello giuridico, dal timore della sanzione;ma quello di una morale astratta non avrebbe,e di fatti non ha, mordente.

In questo contesto, tutto si riduce ad un problema di coscienza.Per il resto, quoto LucaTortuga e ilguercio.

Il tuo discorso è molto interessante. Però la riprovazione morale non è esclusiva delle società in cui la religione ha un ruolo molto rilevante. Prendiamo le culture classiche (con le pinze) o il Giappone moderno: in quest'ultimo pur vigendo una libertà sessuale non paragonabile a quella dell'occidente, anche in assenza di una forte morale religiosa esiste una morale civica che porta l'individuo a rispettare i suoi doveri nei confronti della società.

Una morale "astratta" come la chiami tu non ha mordente A) perchè i nostri fermenti culturali sono talmente vari che è difficile trovare valori condivisi; B) perchè non abbiamo grandi personalità (umanamente parlando) in grado di impersonare il ruolo di guida morale riconosciuta dai più.
__________________
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Old 02-09-2009, 14:49   #176
blamecanada
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Senza poi dover parlare del fatto che se il fenomeno della prostituzione minorile fosse di massa, saremmo di fronte al fallimento educativo da parte della scuola e delle famiglie, sconfitte dall'altro modello educativo cioè "fai soldi, non importa come..va bene anche la prostituzione per comprarti l'ultima borsettina firmata".
Beh, a dire il vero il capitalismo si basa sul fare i soldi, quindi a me sembra ovvio che si sviluppino comportamenti simili. Ed anche facendo educazione in senso opposto non credo che le cose cambierebbero.

Tutto sommato non è che un'ennesimo caso che mostra il predominio del valore di scambio sul valore d'uso nella nostra società.

Io consideravo delle imbecilli le mie colleghe del liceo che andavano a lavorare per poi comprarsi i vestiti di marca, ma alla fine se si fossero prostituite sarebbe cambiato solo il tipo di “lavoro”. È solo la nostra cultura che ci fa sembrare la prostituzione un lavoro meno dignitoso di altri.

Ovviamente è fondamentale che vi sia informazione per evitare problemi di salute, questo indubbiamente, ma se una ragazza si vuole prostituire, poco ci si può fare, ed in fin dei conti rientra nella sua libertà.

Se non erro la legge pone solo una limitazione alla prostituzione minorile: ossia che sia tra minorenni. Una persona di diciassette anni e 11 mesi non può prostituirsi con una persona di diciotto anni.
__________________
Trattative concHIuse: 1, 2, 3, 3, 4
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Old 02-09-2009, 15:36   #177
Titanium555
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Beh, a dire il vero il capitalismo si basa sul fare i soldi, quindi a me sembra ovvio che si sviluppino comportamenti simili. Ed anche facendo educazione in senso opposto non credo che le cose cambierebbero.

Tutto sommato non è che un'ennesimo caso che mostra il predominio del valore di scambio sul valore d'uso nella nostra società.

Io consideravo delle imbecilli le mie colleghe del liceo che andavano a lavorare per poi comprarsi i vestiti di marca, ma alla fine se si fossero prostituite sarebbe cambiato solo il tipo di “lavoro”. È solo la nostra cultura che ci fa sembrare la prostituzione un lavoro meno dignitoso di altri.

Ovviamente è fondamentale che vi sia informazione per evitare problemi di salute, questo indubbiamente, ma se una ragazza si vuole prostituire, poco ci si può fare, ed in fin dei conti rientra nella sua libertà.

Se non erro la legge pone solo una limitazione alla prostituzione minorile: ossia che sia tra minorenni. Una persona di diciassette anni e 11 mesi non può prostituirsi con una persona di diciotto anni.
Secondo me è penoso vedere le ragazzine prostituirsi per delle ricariche, per il semplice fatto che non lo fai per pura necessita ma semplicemente per comprarti degli oggetti che alla fine non ti servono per vivere......ben lontano dal discorso della prostituzione in strada dove ci stanno ben altri interessi.........e dimentico è anche squallido, non trovo piacere a stare con una donna che ha sopra l'odore di altre persone........poi ognuno la pensa come vuole.....
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Old 02-09-2009, 22:30   #178
lowenz
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Old 02-09-2009, 23:18   #179
zerothehero
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Non esistevano ancora...
E, comunque, se c'è una cosa per la quale non ho mai e mai tirerei fuori un centesimo è proprio quella.
Sei pure tirchio, quindi.
Chai tttutti i difetti.
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Old 02-09-2009, 23:20   #180
zerothehero
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In questo contesto, tutto si riduce ad un problema di coscienza.Per il resto, quoto LucaTortuga e ilguercio.
E' un problema di educazione o meglio di mancanza di educazione.
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