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Dal Velino apprendiamo che la Cosentino e' indagata per associazione a delinquere e corruzione.
E' in atto la procedura per farla dimettere, ma non essendosi dimessa volontariamente ci vorra' del tempo.
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=892684
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CRO - Inchiesta Bari: associazione a delinquere per ex manager Asl
Roma, 3 lug (Velino) - L’ex manager della Asl di Bari, Lea Cosentino, è accusata anche di associazione per delinquere e corruzione. L’ex direttrice generale dell’azienda sanitaria è stata infatti interrogata oggi dal pm Desirè Digeronimo, titolare della seconda inchiesta sulla sanità, diversa rispetto a quella condotta dal pm Pino Scelsi. Il pm Digeronimo infatti coordina un’inchiesta della direzione distrettuale antimafia del capoluogo pugliese. L’ex direttrice della Asl, indagata per turbativa d’asta nell’indagine condotta da Scelsi, è stata invece interrogata oggi dall’altro magistrato inquirente che le ha contestato i reati di associazione per delinquere e corruzione. Sospesa dal servizio nei giorni scorsi in seguito alle iniziative avviate dal presidente della giunta regionale Nichi Vendola per “arginare” le conseguenze politiche dell’inchiesta su appalti e forniture nel settore della sanità pugliese, nei confronti di Lea Cosentino la regione ha avviato un procedimento di decadenza dall’incarico.
Nei giorni scorsi i due pubblici ministeri, Scelsi e Digeronimo, in seguito ad una riunione operativa con il procuratore capo Emilio Marzano, hanno avviato la procedura di coordinamento tra le rispettive inchieste, come previsto dall’ordinamento giudiziario in caso di indagini collegate. Nell’inchiesta condotta da Scelsi, i reati ipotizzati nei confronti di Lea Cosentino si riferiscono ad appalti assegnati ai fratelli Gianpaolo e Claudio Tarantini, anche loro indagati, tra il 2008 e il 2009. Gli inquirenti, in particolare, contestano all’ex direttrice generale Asl la conoscenza e la frequentazione dei fratelli Tarantini. Gli investigatori hanno accertato che la Cosentino ha anche soggiornato, per un periodo, in Sardegna dove i Tarantini avevano preso in affitto una villa. A questo proposito però i legali della direttrice generale hanno precisato che il soggiorno in Sardegna è avvenuto interamente a spese della dirigente.
Mentre l’inchiesta della Dda riguarda la Techno Hospital e la Global System Hospital, due società dei fratelli Tarantini che secondo il pm Digeronimo sarebbero coinvolte in un giro di tangenti in cambio di appalti per forniture sanitarie a diverse strutture pubbliche, il pm Scelsi, dal canto suo, ha invece interrogato l’imprenditore Enrico Intini, anch’egli indagato per turbativa d’asta in “concorso” con l’ex manager Lea Cosentino. Secondo l’accusa Intini avrebbe tentato di “pilotare” un appalto per il servizio di pulizia nell’azienda sanitaria. Un appalto poi mai affidato. Per questa vicenda sono indagati inoltre, per lo stesso reato, uno dei due fratelli Tarantini, Gianpaolo, e il titolare di un’azienda si servizi, Cosimo Catalano. Ma questo troncone d’inchiesta coinvolge anche, per vicende diverse, il primario della seconda cilinca ortopedica del Policlinico di Bari Vittorio Patella e la direttrice del centro di riabilitazione “Corbero”, Ilaria Tatò.
Infine, c’è da registrare una “new entry” nell’inchiesta della Dda, quella del pm Digeronimo, che conta complessivamente 15 indagati tra i quali l’ex assessore regionale alla Salute, Alberto Tedesco, dimessosi a febbraio scorso in seguito al suo coinvolgimento. Proprio in riferimento alla posizione dell’ex assessore è stato iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di false dichiarazioni al pm, il direttore generale del Policlinico di Bari Vitangelo Dattoli. Secondo il pm avrebbe rivelato, nei mesi scorsi, all’allora assessore Tedesco l’esistenza di un’indagine nei suoi confronti. La circostanza sarebbe emersa nel corso di una telefonata intercettata dagli investigatori. Convocato dal pm Digeronimo come testimone su tale circostanza, avrebbe reso dichiarazioni false e perciò la sua posizione si è “trasferita” nel registro degli indagati.
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L'ex assessore alla sanita' Tedesco e' indagato solo per falsa testimonianza in quanto l'hanno avvisato dell'inchiesta in corso e davanti ai PM ha negato.
Stesse informazioni sul messaggero.
http://www.ilmessaggero.it/articolo....=HOME_INITALIA
Interessante l'audizione di Cosimo Catalano proprietario di Supernova di Lecce una cooperativa della LegaCoop. (Gazzetta del Mezzogiorno).
La vicenza riguarda un piccolo appalto di pulizie che pero' non risulta assegnato. (Modalita' poco chiare? Ma se non e' stato assegnato dov'e' il reato? Forse turbativa d'asta?)
http://www.lagazzettadelmezzogiorno....Notizia=248589
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BARI - Spunta anche la Lega delle cooperative nell’indagine che riguarda Lea Cosentino in uno dei quattro fascicoli sul sistema degli appalti sanitari nelle Asl pugliesi e che martedì ha portato al dimissionamento della manager vicina al Pd. Cosimo Catalano, il quarto uomo coinvolto nell’indagine insieme a Gianpaolo Tarantini, all’imprenditore Enrico Intini e alla stessa Cosentino, è infatti il direttore generale della Supernova di Lecce, che si occupa di servizi e che aderisce a Legacoop.
Supernova, 750 dipendenti, è un’importante azienda che si occupa tra l’altro di pulizia, facchinaggio e manutenzione degli impianti in molti ospedali del Salento tra cui anche il «Fazzi» di Lecce. Nella vicenda che riguarda la Cosentino e Catalano la guardia di finanza si sarebbe concentrata su un piccolo appalto di pulizie (55mila euro) che l’Asl Bari non avrebbe però mai avviato. Gli inquirenti ipotizzano i reati di turbativa d’asta, corruzione in atti d’ufficio e associazione per delinquere: ritengono, evidentemente, che Cosentino stesse in qualche modo cercando di favorire Catalano così come avrebbe fatto nei confronti dell’imprenditore barese Enrico Intini. Il tutto sarebbe avvenuto con i buoni uffici di Gianpaolo Tarantini, il vero perno di tutto il Barigate, l’uomo che si trova al centro di tutte le indagini portate avanti in queste settimane dalla procura di Bari.
Quello dei servizi di ausiliariato rappresenta una fetta molto ricca degli appalti sanitari. Un mercato nel quale i soggetti collegati a Legacoop sono molto presenti, soprattutto in Puglia: negli ospedali baresi lavora ad esempio un’azienda collegata a Manutencoop, il colosso del global service «rosso». È lo stesso mercato in cui, qualche mese fa, era scoppiato il caso Romeo, l’imprenditore napoletano al centro di un’intricata tela di rapporti trasversali con il potere politico.
Il sistema delle cooperative è del resto molto presente in Puglia, sia negli appalti sanitari sia nella grande distribuzione organizzata. E non è un mistero che il principale referente delle Coop all’interno della giunta regionale sia il vicepresidente e assessore alle Attività produttive Sandro Frisullo, anche lui salentino come Cosentino e Catalano e anche lui tirato in ballo in questa vicenda per alcune telefonate con Tarantini. Nei confronti di Frisullo, come ha chiarito anche il procuratore Emilio Marzano, non ci sono comunque da parte degli inquirenti accuse di alcun genere. Il rimpasto nella giunta regionale deciso dal fgovernatore Nichi Vendola porterà comunque l’assessore dalemiano a lasciare l’incarico
Ieri pomeriggio il pm Giuseppe Scelsi ha interrogato Intini sia sulla questione che riguarda i rapporti con la Asl di Bari, sia per i suoi contatti con la Protezione Civile: sarebbe stato Tarantini in particolare a presentare l’imprenditore di Noci al sottosegretario Guido Bertolaso. «Riteniamo - dice l’avvocato di Intini, Federico Massa - che la sua posizione sia stata sufficientemente chiarita, abbiamo la certezza della tranquillità. Abbiamo anche portato elementi che, secondo noi, dimostrano l’estraneità ai fatti contestati».
La Cosentino invece attende ancora di essere ascoltata. «Nei prossimi giorni - si limita a dire il suo legale, l’avvocato Francesca Conte - mi recherò dal dottor Scelsi per chiarire i contorni della vicenda». Ma nel frattempo è giallo sulla posizione della manager: l’altro giorno l’assessore Tommaso Fiore aveva annunciato la «sospensione cautelativa» della Cosentino dall’incarico di direttore generale. La delibera approvata mercoledì e resa nota ieri racconta invece una storia totalmente diversa: il provvedimento (che secondo la difesa della manager non è ancora stato notificato) sembra costituire infatti l’avvio di una procedura di licenziamento che sarà concluso entro 30 giorni. La Cosentino ha già annunciato ricorso al Tar.
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