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Il comandante D'Arrigo parla dell'A330 di Air France scomparso e dei precedenti incidenti
"Aereo molto affidabile, con dei sistemi di sicurezza elettronici tra i più avanzati" Il pilota e il giallo dell'Airbus "Esplosione o equipaggio svenuto" "I francesi hanno aspettato tanto per dare la notizia. E perché tanta riservatezza sui nomi?" Il giudice Priore: "Vicenda misteriosa che per ora ricorda quanto accadde al Dc 9 di Ustica" di GIOVANNI GAGLIARDI ROMA - "Impossibile che i piloti non abbiano fatto in tempo a lanciare il mayday. Penso possa esserci stata una esplosione a bordo o un improvviso malore dei piloti. Escluso il guasto. Quello è un aereo assolutamente affidabile, con dei sistemi di sicurezza elettronici tra i più avanzati". Così definisce l'A330 e tutta la famiglia degli Airbus, il comandante Francesco D'Arrigo, pilota di lungo corso dell'Alitalia, da dodici anni alla cloche di un Airbus, che si interroga sui "silenzi e ritardi", da parte dei francesi nel dare notizie. "Una vicenda misteriosa, almeno fino ad ora, che rassomiglia moltissimo a quanto accadde al Dc 9 dell'Itavia", dice il giudice Rosario Priore che ha indagato sulla strage di Ustica. Il comandante D'Arrigo parla di un aereo molto avanzato, con comandi digitali e spiega che qualche problema c'è stato in passato, quando lui e i suoi colleghi in tutto il mondo, si sono ritrovati a passare dalla vecchia strumentazione meccanica a questa modernissima, sperimentata sugli F-15 dell'aeronautica militare Usa. L'Airbus A330, oltre al sistema di volo Fly-by-wire (volo tramite cavi elettrici), ha tutta l'elettronica di bordo che viene gestita e controllata principalmente attraverso sei schermi presenti nella cabina di pilotaggio, sui quali appaiono i dati di volo e di funzionamento di tutto l'aereo. L'intero sistema è monitorato dall'Ecam, (Electronic centralized aircraft monitor) al quale fanno capo una serie di sensori che attraversano l'intero aereo. Se un parametro in una qualsiasi parte del sistema finisce fuori scala, il pilota viene automaticamente avvertito. L'Ecam, secondo i costruttori, può anche individuare la causa di un guasto, anche se si verificano diversi problemi contemporaneamente. "Ha sicuramente salvato molte vite - sottolinea il comandante D'Arrigo - poiché è impossibile effettuare manovre errate: questo tipo di tecnologia non lo permette". E anche il passaggio all'interno di una imprevedibile "turbolenza severa in aria chiara", ossia una zona di turbolenza chiara e perciò non visibile a occhio nudo, non spiega la sciagura. Così come l'ipotesi fornita in un primo momento da Air France di un fulmine. Eppure qualche problema, anche serio, in passato c'è stato. Nel 1994 un Airbus A330 si schiantò durante un volo di prova nei pressi dell'aeroporto di Tolosa, nel sud della Francia. Era il prototipo dell'A330-300 del quale l'A330-200 di cui si sono perse le tracce da alcune ore è una versione ''accorciata''. A bordo c'erano soltanto i 7 membri dell'equipaggio di cui due italiani. "Ma quell'incidente avvenne perché il pilota, per effettuare una manovra particolare aveva disinserito i sistemi di sicurezza". spiega D'Arrigo. Il sette ottobre dello scorso anno, un Airbus A330-300 della Qantas, in volo da Singapore a Perth con 313 persone a bordo, aveva avuto un improvviso calo di altitudine di 2000 metri, mentre si trovava 11.500 metri. La discesa improvvisa aveva scagliato verso il soffitto i passeggeri che non indossavano la cintura causando decine di feriti. Un incidente simile era capitato il 28 marzo del 2005 ad un A330-200 delle linee aeree taiwanesi diretto in Giappone. Cinquantaquattro le persone ferite. Nonostante l'emergenza, i piloti del volo Qantas, prima di effettuare l'atterraggio di emergenza, lanciarono immediatamente il 'mayday'. "Ci viene spontaneo, quando c'è un problema siamo addestrati a compiere una serie di gesti", spiega ancora il comandante D'Arrigo. E anche nel campo delle comunicazioni l'A330 è concepito con dei sistemi all'avanguardia. I velivoli costruiti dopo il 1998 sono dotati del sistema di trasmissione dati Acars/Atsu ad alta potenza, che oltre alle frequenze Vhf utilizza le HF ed è collegato al sistema satellitare Inmarsat. Secondo il comandante D'Arrigo, un blackout totale ed improvviso dell'impianto elettrico potrebbe aver provocato una depressurizzazione immediata dell'aereo: "In una simile eventualità il pilota ha circa 40-50 secondi per indossare la maschera ad ossigeno prima di perdere conoscenza", un tempo sufficiente, a meno che la depressurizzazione "non si avvenuta all'insaputa dei piloti stessi". L'A330, infatti, è costruito in modo tale da non rimanere mai completamente senza energia elettrica. E la radio, ed altri sistemi base, rimangono sempre in funzione. L'Airbus è dotato di tre generatori, con tre livelli di funzionamento che si attivano in successione, al venir meno del precedente. Se nonostante tutto venisse a mancare la corrente elettrica, sotto la pancia dell'aereo uscirebbe un'elica del diametro di un metro per fornire corrente ed energia eolica. C'è poi l'ipotesi dell'esplosione a bordo. Il giudice Rosario Priore parla di "impressionante analogia" tra Ustica e il mistero dell'Airbus: "Anche quell'aereo sparì nel nulla improvvisamente". "Ciò che lascia perplessi - dice il magistrato - è il fatto che nessun mayday, è stato lanciato dai piloti". Ma non si deve per forza pensare all'atto terroristico o ad un attacco esterno. Il 25 luglio del 2008, ad esempio, un 747-400 della Qantas fu costretto ad un atterraggio di emergenza a Manila di un 747-400 a causa di un buco nella fusoliera provocato dall'esplosione di una bombola di ossigeno, con una conseguente pericolosa caduta di pressione in cabina. "La verità è che in alcuni Paesi le procedure di imbarco sono molto rigide, mentre in altri c'è più lassismo", aggiunge D'Arrigo, che conclude esprimendo due dubbi: "I francesi hanno subito parlato di un problema elettrico, ma come mai hanno aspettato tante ore prima di dare la notizia? E perché tanta riservatezza sulla lista dei nomi?". Domande, per ora, senza risposta. (2 giugno 2009)
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"La struttura alare del calabrone, in relazione al suo peso, non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso". (Igor Sikorsky) MyAnobii |
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Iscritto dal: Feb 2004
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con la depressurizzazione in cabina sarebbe stato il modo più fortunato, svenendo in caduta prima dell'impatto
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#283 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
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Scusa ma l'unico incidente fin'ora fatale (ma anche di mintori) capitato ad un A330 è stato in un volo non commerciale ma di test, e fu causato da un errore umano (troppe operazioni da eseguire in manualità in un tempo molto breve).
In particolare nel test si stava simulando una condizione estrema (take-off in sbilanciamento baricentro di massa, spegnimento di un motore ed avaria simulata di uno dei due sistemi idraulici principali)... il pilota tolse tutti gli automatismi, la protezione automatica dell'attitudine andò a farsi benedire e l'areo perse il controllo nel giro di pochi istanti.
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#284 | |
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Iscritto dal: Nov 2001
Città: Padova
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Nel caso di questo incidente è ben presto per fare considerazioni sulla sicurezza del velivolo... e nel caso ci penseranno la FAA, l'EASA e le altre agenzie a richiedere modifiche o revisioni.
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#286 | |
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Iscritto dal: Dec 2003
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#288 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
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Ecco ricordavo 35 km ma pensavo fosse il wimax....
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w paris hilton "La gioia piu grande è rialzarsi dopo una caduta" Confucio "Il mondo non è dei furbi, ma degli svelti" Io |
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#289 | |
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Iscritto dal: Jul 2006
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Per cui codesta asserzione in mancanza di dati statistici è da ritenersi una leggenda metropolitana un meme che si propaga di citazione in citazione senza fondamento razionale. |
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#290 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
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#291 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
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ovvero? che significa un "dato statistico normalizzato"? vorrei capire meglio ciò che intendi dire io so che quella "statistica" è stata fatta prendendo in considerazione il numero di persone trasportate e il numero di incidenti in una media di un determinato periodo ovvero: ci sono tot incidenti ogni tot persone trasportate in un mese il che teoricamente renderebbe vera l'affermazione che "statisticamente è meno probabile morire su un aereo che su un'automobile" |
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#292 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: Milano
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![]() a meno che l'aereo non abbia un collegamento satellitare per consentire le telecomunicazioni e un mini-ripetitore gsm all'interno per consentire ai cellulari di chiamare... questa possibilità è stata implementata su pochi aerei e se non ricordo male le chiamate hanno anche prezzi proibitivi
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#293 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Città: Trento
Messaggi: 40877
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ah per la cronaca, per chi fosse interessato alla "ventola alternativa" che esce dalla fusoliera per alimentare l'aereo nel caso non funzionano i motori...
si chiama RAT (Ram Air Turbine) e la hanno moltissimi aerei http://en.wikipedia.org/wiki/Ram_air_turbine per chi vuole qualche foto questa è di un A320 ![]() ![]() http://cdn-www.airliners.net/aviatio.../3/0958381.jpg Ultima modifica di Leron : 02-06-2009 alle 23:22. |
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#294 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
Città: Hamburg/Torino
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AEREO SPARITO: I ROTTAMI TROVATI SONO DELL'AIRBUS
I rottami trovati oggi nell'Oceano Atlantico sono ''senza alcun dubbio'' quelli dell'Airbus dell'Air France scomparso ieri con 228 passeggeri a bordo: lo ha detto il ministro brasiliano della difesa, Nelson Jobim. Nell'area dell'Oceano Atlantico dove si sono concentrate le ricerche dell'Airbus c'e' ''una scia lunga 5 chilometri'' con rottami dell'aereo, tra i quali ''fili elettrici, elementi metallici, un sedile, oggetti di colore bianco e arancione'', ha precisato Jobim. Il ministro si trova nell'Hotel Windsor Barra di Rio de Janeiro, da dove era partito l'aereo e dove sta incontrando alcuni dei familiari dei 228 passeggeri che si trovavano a bordo dell'aereo. http://ansa.it/opencms/export/site/v...985861341.html |
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#295 |
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Iscritto dal: Apr 2004
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quindi è esploso in volo no se ha lasciato 5km di scia?
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#296 |
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Iscritto dal: Mar 2004
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#297 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
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Bè, credo di sì Cmq se dicono che c'è anche una larga macchia di carburante vuol dire che non ha preso fuoco, possibile? O forse è solo una parte? http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/8080290.stm |
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#298 |
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Iscritto dal: Dec 2003
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If it is confirmed that all 228 people on Flight AF 447 are dead, it will be the worst loss of life in Air France's history.
Credo che se ci fossero stati superstiti sarebbero stati insieme a quel che rimaneva dell'aereo..
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elect86 TAV: le ragioni liberali del no PARTECIPA AI PROGETTI DI CALCOLO DISTRIBUITO CON BOINC.Italy! Ultima modifica di elect : 03-06-2009 alle 00:22. |
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#300 | |
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Iscritto dal: Jul 2006
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Da più parti ho letto di una statistica americana sui chilometri percorsi fatta forse venti anni fa di cui non sono riuscito a reperire nè la fonte, nè chi era il committente e nè perchè era stato utilizzato il parametro dei chilometri che chiaramente per la specificità del trasporto aereo diluisce non poco le statistiche di mortalità. Infatti basti pensare che pochi voli producono alti volumi di chilometraggio mentre poche uscite in veicoli a motore producono modesti volumi di chilometraggio ed allora se io stingo la mortalità sul chilometraggio l'aereo ovviamente fa la sua porca figura, ma le statistiche dovrebbero essere basate su indici che non risentano delle peculiarità del particolare mezzo di trasporto. A mio avviso invece un indice più attendibile e decisamente più comparabile è rappresentato dal numero di morti per milioni di partenze fonte: http://www.airdisaster.com/statistics/yearly.shtml Possiamo vedere dei giganteschi progressi fatti dall'aviazione civile che passa dai 375 morti per milioni di partenze ai 24 del 2004 anche se sono più di 25 anni che io sento dire che l'aereo è il mezzo più sicuro anche quando i morti erano 200 per milioni di partenze. Ovviamente la media negli ultimi dieci anni sarà sui 40-45 morti per milioni di partenze. Ora se prendiamo anche l'ultimo dato di 24 nel 2004 per 23 milioni di partenze fanno una produzione di circa 550 morti annuale. Ma quante volte l'umanità intera prende un qualsiasi veicolo a motore per effettuare un qualsiasi spostamento nell'arco di un anno ? e per il treno ? e la nave ? Non sono riuscito ancora a trovare nulla sul volume non chilometrico degli spostamenti mondiali annuali per i singoli vettori ma vorrei fare un conto spannometrico che lascia il tempo che trova ma è solo un invito a non dare per scontate affermazioni che devono essere invece verificate con forti argomentazioni basate su dati comparabili solidi. Su http://www.nationmaster.com ho letto che il numero medio di veicoli ogni mille abitanti è di 164 su 6 miliardi sono pari a circa un miliardo. Se in media facciamo due spostamenti al giorno avremo 700 miliardi di spostamenti all'anno ed ora se applichiamo il rateo di mortalità del mezzo di trasporto più sicuro del 2004 pari a 24 per miloni di partenza allora la motorizzazione civile umana dovrebbe produrre 17 milioni di morti l'anno avendo lo stesso rango di sicurezza dell'aereo. E' chiaramente un gioco il mio forse un pò paradossale ma neanche tanto ma solo per dire che in mancanza di statistiche comparabili certe affermazioni sono perlomeno un pò azzardate e quantomeno dovrebbe essere verificate con maggiore solidità e non protette da inopportune ma comode levate di scudi. Magari l'aereo è veramente il mezzo più sicuro anche se secondo me lo è il treno o forse la nave ma le affermazioni riguardanti la sicurezza dei trasporti non possono essere fondate in ogni caso sull'ipse dixit. |
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