Torna indietro   Hardware Upgrade Forum > Off Topic > Discussioni Off Topic > Storia, politica e attualità (forum chiuso)

Roborock Qrevo Curv 2 Flow: ora lava con un rullo
Roborock Qrevo Curv 2 Flow: ora lava con un rullo
Qrevo Curv 2 Flow è l'ultima novità di casa Roborock per la pulizia di casa: un robot completo, forte di un sistema di lavaggio dei pavimenti basato su rullo che si estende a seguire il profilo delle pareti abbinato ad un potente motore di aspirazione con doppia spazzola laterale
Alpine A290 alla prova: un'auto bella che ti fa innamorare, con qualche limite
Alpine A290 alla prova: un'auto bella che ti fa innamorare, con qualche limite
Abbiamo guidato per diversi giorni la Alpine A290, la prima elettrica del nuovo corso della marca. Non è solo una Renault 5 sotto steroidi, ha una sua identità e vuole farsi guidare
Recensione HONOR Magic 8 Lite: lo smartphone indistruttibile e instancabile
Recensione HONOR Magic 8 Lite: lo smartphone indistruttibile e instancabile
Abbiamo provato a fondo il nuovo Magic 8 Lite di HONOR, e per farlo siamo volati fino a Marrakech , dove abbiamo testato la resistenza di questo smartphone in ogni condizione possibile ed immaginabile. Il risultato? Uno smartphone praticamente indistruttibile e con un'autonomia davvero ottima. Ma c'è molto altro da sapere su Magic 8 Lite, ve lo raccontiamo in questa recensione completa.
Tutti gli articoli Tutte le news

Vai al Forum
Rispondi
 
Strumenti
Old 25-03-2009, 09:02   #881
zappy
Senior Member
 
L'Avatar di zappy
 
Iscritto dal: Oct 2001
Messaggi: 20531
Quote:
Originariamente inviato da GianoM Guarda i messaggi
O spieghi il perchè, o veramente vale la pena sentire solo l'opinione di zappy.
Peraltro -nella fattispecie- molto più realistica. Si parla di impianti industriali, non di vendita al dettaglio di frullatori o aspirapolvere. A me 2 anni di garanzia per un'impianto energetico sembrano già un'eternità, visto che chi compra sono delle ditte che fanno quello di lavoro e si suppone abbiano dei tecnici che valutano il prodotto e le fasi di costruzione.
__________________
Mai discutere con un idiota. Ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza (O.W.)
zappy è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 25-03-2009, 21:30   #882
jumpermax
Senior Member
 
L'Avatar di jumpermax
 
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
Quote:
Originariamente inviato da Solertes Guarda i messaggi
Eja, de orticu!
Nascere in Sardegna non rende Sardi.
Torro a ripetere:"Sardignia no est Italia".
Ignorare la storia e la cultura del posto dove si è nati è a mio modo di vedere una mancanza grave....dimostrare di non conoscere i veri bisogni della Sardegna, di non essere capace di avere una visione in prospettiva di quello che potrebbe essere un modello di sviluppo, di vedere le cose in una maniera settoriale e miope, non capire che con la progressiva chiusura del comparto industriale Sardo (che è il responsabile della gran parte dei consumi energetici) l'esubero di produzione energetica è destinato a crescere ulteriormente, sostenere una classe politica che mira alla conservazione delle diseguaglianze sociali nell'isola...diseguaglianze che gli permettono in periodo elettorale di prendere un voto con 20 euro di buono spesa....la verità è che della Sardegna non sai granchè....e questa per uno che ci è nato è una mancanza ancora più grave....essere favorevoli alla costruzione di una centrale nucleare in Sardegna posso capirlo da un colonialista, non dà lavoro ai residenti e produce un bene per quelli che li han sempre trattati malissimo ma da parte di un Sardo lo trovo masochismo(inoltre sarebbe necessario costruire un nuovo elettrodotto)...ecco perchè fai parte degli ascari....eccovi a capo chino come vi raffigura il Marghinotti:



Della considerazione che avrai dei miei post sono cavoli tuoi, io continuerò a leggere tutti e valutare il contenuto non l'autore...
Colonialismo un paio di balle. La sardegna è una regione pari alle altre, non ci sono distinguo tra sardi, veneti e toscani, siamo tutti italiani, stop. Essere fieri ed orgogliosi delle proprie origini è un bene. Fare discriminazioni etniche in base al luogo di nascita è razzismo della peggior specie.
jumpermax è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 31-03-2009, 08:52   #883
GianoM
Senior Member
 
L'Avatar di GianoM
 
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Trentino
Messaggi: 1084
http://www.gennarocarotenuto.it/6738...-grande-bugia/




[...]

Il fatto che il nucleare sia oggi riproposto con le stesse motivazioni di 22 anni fa significa che il movimento antinuclearista non è riuscito a produrre un nuovo modello energetico, ammette Bersani. Ma quelle dei nuclearisti erano e restano «bugie», che il relatore provvede a confutare.

Prima bugia: il futuro è nucleare. È uno strano concetto, se si considera che stiamo parlando di una tecnologia vecchia di 50 anni. Ma è la stessa Agenzia internazionale per l’Energia nucleare (Aiea) a dire che il contributo del nucleare alla produzione di energia nel mondo è appena il 16%. Nel 2030, secondo l’Agenzia, tale apporto scenderà al 13%, perché le centrali durano in media 25 anni (stanno cercando di prolungarne la vita fino ai 40 anni, ma è chiaro che ogni anno in più le renderà più pericolose). Il nucleare, infine, serve a produrre energia elettrica e, di conseguenza, non può in alcun modo sostituire l’energia prodotta attraverso i combustibili fossili. Il nucleare non contribuirebbe dunque granché a ridurre le emissioni di anidride carbonica, responsabili del riscaldamento globale, anche perché, se il nucleare non emette CO2 in fase di produzione, non si può dire lo stesso riguardo alla costruzione e alla dismissione delle centrali, strutture che costituiscono l’esito di una filiera che prevede la produzione e l’uso di materiali quali gli acciai speciali e lo zirconio, tutta roba da smaltire dopo 25-40 anni.

Seconda bugia: il nucleare è economicamente competitivo. Ovvero costerebbe poco e in più permetterebbe una diminuzione della dipendenza dall’estero. Il patto fra Berlusconi e Sarkozy prevede la costruzione di centrali Epr, un modello che non è ancora attivo in nessun Paese del mondo. In Francia, attualmente, le centrali Epr in costruzione sono due. I costi sono lievitati enormemente perché i cantieri sono stati bloccati molte volte, a causa di numerosissime infrazioni alle procedure di sicurezza. La spesa per centrale, in Francia, è già di 4,5 miliardi di euro. In Finlandia la centrale Epr in costruzione ha accumulato per ora 3 anni di ritardo (e costi di più di 5 miliardi) perché i lavori sono stati fermati per circa 2100 infrazioni alle procedure di sicurezza. Le due società coinvolte si stanno imputando reciprocamente la responsabilità delle violazioni in tribunale. Il nucleare italiano costerebbe 28 miliardi per 4 centrali (14 li metterebbe la Francia e 14 l’Italia), vale a dire 7 miliardi a centrale! Si tratta, già in partenza (senza considerare cioè eventuali rallentamenti) di una cifra più alta di quelle pagate da francesi e finlandesi.

Per quanto riguarda la dipendenza dall’estero, essa diminuirebbe, in effetti, se fosse stato scoperto l’uranio in Italia. Nella realtà, la dipendenza dall’estero non diminuisce, ma cambia: dipenderemo da Canada e Australia, Paesi “ricchi” di uranio. Ma quanto uranio c’è nel mondo? Si stima che nel 2035 sarà finito. Anche ammettendo di poter scoprire nuovi giacimenti, rischiamo comunque di investire in una tecnologia che alla metà di questo secolo sarà già finita. Siamo dentro una follia.

Qualcuno dice: ma

già oggi importiamo energia a basso costo dalle centrali nucleari francesi. L’energia nucleare, tuttavia, non è conveniente per il cittadino. La bolletta energetica è infatti più o meno la stessa in Francia (58 centrali nucleari), in Germania (19 centrali) e in Spagna (4 centrali), ciò che significa che la quantità di energia nucleare prodotta non incide in maniera significativa sul prezzo della corrente. La Francia vende energia a basso costo perché l’energia nucleare non è modulabile: una centrale nucleare funziona continuamente a pieno ritmo, indipendentemente dalle esigenze “orarie” del Paese. 12 delle 58 centrali francesi producono energia in più e devono smaltirla. La vendono a basso costo per non disperderla.

Terza bugia: il nucleare è sicuro. Secondo Berlusconi, l’Epr francese appartiene alle centrali nucleari di quarta generazione, quelle intrinsecamente sicure. Si tratta in realtà d’impianti di terza generazione, fatti sul modello di quelli di prima e seconda generazione. Sono meno a rischio? Sì, naturalmente, perché rispetto a qualche anno fa la tecnologia è andata avanti. Ma, in caso d’incidente, sono dalle 4 alle 7 volte più pericolose, perché sono molto più grosse. Il che, tra l’altro, impedisce di riattivare le “vecchie” centrali italiane, che dovranno essere smaltite, perché troppo piccole.

Nel 2005 la Commissione europea ha messo in piedi un gruppo di scienziati per sviluppare centrali nucleari intrinsecamente sicure. Un rapporto del 2007 dice che si potrà realisticamente parlare di centrali di quel tipo solo nel 2040, quando l’uranio sarà già pochissimo. Per di più, gli scienziati stanno ancora studiando 7 modelli diversi, segno che non hanno ancora ben chiaro da che parte cominciare.

Manca, oltretutto, la necessaria trasparenza delle informazioni. In appena 55 anni d’esistenza delle centrali nucleari gli incidenti conosciuti d’intensità media o grave sono già 135 e si sono verificati a tutte le latitudini: negli Stati uniti, nell’ex Unione sovietica, in Gran Bretagna, in Francia, in Giappone. Qualche incidente c’è stato anche in Italia. Un accordo del 1959 tra l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e l’Aiea, la Risoluzione WHA, sottopone qualunque intervento dell’Oms in materia di effetti sulla salute delle radiazioni ionizzanti al veto dell’Aiea e prevede che in caso di incidenti lievi o anche gravi l’Aiea possa concordare con l’Oms misure per mantenere confidenziale il carattere delle informazioni. Il rapporto finale dell’Oms sul disastro di Chernobyl parlava di 50 morti e 4 mila tumori. Ci sarebbero invece un milione e 600 mila contaminati, 200 mila dei quali sarebbero già morti.

Quarta bugia: non ci sono alternative. Il nucleare costituirebbe un’energia cui non sarebbe pensabile rinunciare in tempi di riscaldamento climatico. Ma il nucleare non è un’alternativa e non può essere una soluzione all’emergenza: il primo kw/h prodotto dalle centrali nucleari italiane dovrebbe vedere la luce nel 2020, mentre il Paese ha ben altri obiettivi da raggiungere per quella data, come previsto dall’Unione europea.

Quinta bugia. La grande rimozione: storie di scorie. I nativi indiani avevano inventato il principio per cui non si potevano prendere decisioni se non si conoscevano gli effetti che queste avrebbero prodotto fino alla settima generazione. Il tempo di dimezzamento del plutonio è di 24.400 anni. 25 mila anni fa la Francia e la Gran Bretagna erano attaccate. Se il ministro Scajola dice che in un anno troverà un deposito sicuro perché dovremmo starlo a sentire? Dovremo spendere tantissime risorse per mettere in sicurezza le 300 mila tonnellate di scorie esistenti: è criminale pensare di produrre anche solo un grammo in più. Il movimento italiano che nel 1987 ha vinto contro il nucleare era uno fra i più forti del mondo. Oggi il nucleare viene riproposto con gli stessi argomenti: è segno che, nel frattempo, non siamo stati capaci di elaborare e di “imporre” un altro modello energetico. Nel frattempo, l’energia è stata liberalizzata e ridotta a una merce come tutte le altre, cosicché oggi non possiamo rivendicare un piano energetico nazionale.

L’Italia non ha fame di energia. Il nostro Paese ne produce 88 mila MW/anno, a fronte di una domanda di 56 mila. Se importiamo energia dall’estero è perché il nostro sistema produttivo funziona al 50%. A questo proposito, la liberalizzazione dell’energia costituisce un guaio: perché un privato dovrebbe aver interesse a efficientare gli impianti, quando guadagna sul massimo consumo? La posta in gioco è, in effetti, più ampia del semplice rifiuto del nucleare. Si tratta infatti del modello sociale che abbiamo in mente: a un modello termico di produzione dell’energia, centralizzato, fondato sui grandi impianti e che comporta una militarizzazione della società, dobbiamo contrapporre un’idea alternativa. Le nuove centrali saranno protette dall’esercito e le nuove regole prevedono dai 5 ai 15 anni di detenzione per chi realizza un blocco stradale durante i lavori. Anche le aree militari, inoltre, potranno essere «valorizzate» economicamente, dotandole di centrali. A questa visione della società bisogna reagire riflettendo sulla natura dei beni comuni primari, dei quali dobbiamo riappropriarci. L’uso delle fonti rinnovabili permette di democratizzare il processo. Il sole sta dappertutto, il petrolio e l’uranio no.

Il movimento contro il nucleare dovrà dunque collegarsi a quelli per la riduzione dei rifiuti, a quelli per l’acqua. Il nucleare ha bisogno di enormi quantità di acqua per raffreddare gli impianti. La Francia usa allo scopo il 40% delle sue risorse idriche. Ma acqua e rifiuti sono beni che possono essere gestiti territorialmente in forma partecipativa e immediata. Non così l’energia, finché si tratta di gas e petrolio, o magari uranio; sì, se diventa acqua, sole, vento.

Dobbiamo evitare di commettere l’errore di lasciare che la battaglia contro il nucleare sia appannaggio delle popolazioni presso cui le centrali saranno costruite. Dobbiamo rendere inutili i modelli energetici che non siano basati sulle energie rinnovabili e sul risparmio energetico. Dobbiamo informarci e diventare piccoli nuclei di consapevolezza.
GianoM è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 31-03-2009, 20:27   #884
MaxArt
Senior Member
 
L'Avatar di MaxArt
 
Iscritto dal: Apr 2004
Città: Livorno
Messaggi: 6659
Mi chiedo se veramente valga rispondere ad argomentazioni così banali, errate e superficiali... Mah, vediamo un po'.

Quote:
Originariamente inviato da GianoM Guarda i messaggi
Prima bugia: il futuro è nucleare. È uno strano concetto, se si considera che stiamo parlando di una tecnologia vecchia di 50 anni.
Giusto. Il futuro, in realtà, è di tecnologie ancora più vecchie...

Quote:
Ma è la stessa Agenzia internazionale per l’Energia nucleare (Aiea) a dire che il contributo del nucleare alla produzione di energia nel mondo è appena il 16%.
"Appena", quando si includono Paesi che il nucleare non lo vedono neanche col binocolo, per scelta o necessità, mi pare una parola senza molto senso.

Quote:
Nel 2030, secondo l’Agenzia, tale apporto scenderà al 13%, perché le centrali durano in media 25 anni (stanno cercando di prolungarne la vita fino ai 40 anni, ma è chiaro che ogni anno in più le renderà più pericolose).
Queste sono sciocchezze. Se tale apporto scenderà al 13% sarà perché la richiesta mondiale di energia elettrica sarà aumentata più dello sviluppo del nucleare. Tanti Paesi cresceranno, nei prossimi 20 anni, ma molti continueranno a non disporre della tecnologia nucleare. Vediamo come sarà la percentuale dei Paesi che invece l'hanno o l'avranno.
La stima che le centrali durino 25 anni può essere basata unicamente sulla vita media delle centrali finora costruite, che non include le centrali di nuova generazione che verranno costruite, ma include invece quelle di prima generazione.
La questione della sicurezza, infine, non è un fatto di azzardi: ci sono rapporti sulla sicurezza ed in base ad essi si dà il via libera ad allungare o meno l'operatività non solo di una centrale nucleare, ma di un qualsiasi impianto industriale.

In ogni caso, dubito molto che l'AIEA possa fare previsioni con assoluta certezza su argomenti del genere, che sono grandemente variabili a seconda degli scenari geopolitici ed economici.

Quote:
Il nucleare, infine, serve a produrre energia elettrica e, di conseguenza, non può in alcun modo sostituire l’energia prodotta attraverso i combustibili fossili.
O bella, i combustibili fossili non vengono usati per produrre energia elettrica? Mi giunge nuova.

Quote:
se il nucleare non emette CO2 in fase di produzione, non si può dire lo stesso riguardo alla costruzione e alla dismissione delle centrali
Questo discorso, ovviamente, non si applica a tutti gli altri metodi di generazione elettrica...

Quote:
Il nucleare italiano costerebbe 28 miliardi per 4 centrali (14 li metterebbe la Francia e 14 l’Italia), vale a dire 7 miliardi a centrale!
Mi piacerebbe sapere da dove il Carotenuto abbia trovato quei dati che non ho trovato altrove in rete, il che è ovvio visto che i dettagli del memorandum of understanding tra Berlusconi e Sarkhozy non sono stati divulgati. L'autore, o racconta balle, o prende fischi per fiaschi.

Quote:
Per quanto riguarda la dipendenza dall’estero, essa diminuirebbe, in effetti, se fosse stato scoperto l’uranio in Italia. Nella realtà, la dipendenza dall’estero non diminuisce, ma cambia: dipenderemo da Canada e Australia, Paesi “ricchi” di uranio.
E dipendere da Canada ed Australia, ovviamente, è peggio che dipendere da Libia, Iran, Russia e Nigeria...
Comunque, no: dipenderemo dalla Francia, che ci rifornirà di uranio arricchito. Come la Francia ottenga il minerale d'uranio, sono affari suoi.
Ed in ogni caso si sbaglia il bersaglio: la dipendenza è un problema se pesa sulla bilancia economica, ed in alcuni casi anche politica, come per il gas ed il petrolio. Bisogna invece considerare che, a parità di energia prodotta, l'uranio costa pochissimo.

Quote:
Ma quanto uranio c’è nel mondo? Si stima che nel 2035 sarà finito.
Ma stima di chi? Degli stessi che stimavano che il petrolio sarebbe finito nel 1990?
L'uranio, nel mondo, è "tantissimo": 3 miliardi di tonnellate. Ma sono in mare. Quello, noto, nei giacimenti (da cui è convieniente estrarlo) è di circa 5 milioni di tonnellate.
Vedo comunque che si glissa sulla questione del torio. Forse perché è ben più abbondante?

Quote:
L’energia nucleare, tuttavia, non è conveniente per il cittadino. La bolletta energetica è infatti più o meno la stessa in Francia (58 centrali nucleari), in Germania (19 centrali) e in Spagna (4 centrali)
Ma anche no... Si riveda i suoi dati.
Se è vero che in Germania si paga poco meno che da noi (nota: la Germania, così come la Danimarca, ha speso una valanga di soldi per la sua industria eolica. Ci sarà mica una correlazione?), in Francia ed in Spagna la bolletta elettrica dei privati e soprattutto delle industria è nettamente inferiore.

Quote:
Terza bugia: il nucleare è sicuro. Secondo Berlusconi, l’Epr francese appartiene alle centrali nucleari di quarta generazione, quelle intrinsecamente sicure. Si tratta in realtà d’impianti di terza generazione, fatti sul modello di quelli di prima e seconda generazione.
E perché, quelli di quarta generazione li tirano fuori dal cilindro?
Comunque, se Berlusconi sbaglia a dire che sono di quarta, si deve precisare che gli EPR sono di generazione III+.

Quote:
Sono meno a rischio? Sì, naturalmente, perché rispetto a qualche anno fa la tecnologia è andata avanti. Ma, in caso d’incidente, sono dalle 4 alle 7 volte più pericolose, perché sono molto più grosse.
Apprendo ora che i più grossi reattori nucleari costruiti finora non hanno mai superato i 400 MWe, e che il rischio è unicamente dipendente alla dimensione dell'impianto.

Quote:
Il che, tra l’altro, impedisce di riattivare le “vecchie” centrali italiane, che dovranno essere smaltite, perché troppo piccole.
???
Le vecchie centrali rimarranno ferme perché sono vecchie e non conviene riadattarle agli standard attuali per riattivarle, punto e basta.

Quote:
Per di più, gli scienziati stanno ancora studiando 7 modelli diversi, segno che non hanno ancora ben chiaro da che parte cominciare.
Giusto: si sa mai che qualcuno si confonda...
Meglio un modello unico, un'idea unica, un Partito unico...

Quote:
Manca, oltretutto, la necessaria trasparenza delle informazioni.
Ma non diciamo cretinate, delle centrali nucleari si sa anche quando cade per terra il rotolo della carta igienica del bagno...

Quote:
Il rapporto finale dell’Oms sul disastro di Chernobyl parlava di 50 morti e 4 mila tumori. Ci sarebbero invece un milione e 600 mila contaminati, 200 mila dei quali sarebbero già morti.
Secondo chi? Greenpeace, per caso?

Quote:
Quarta bugia: non ci sono alternative. Il nucleare costituirebbe un’energia cui non sarebbe pensabile rinunciare in tempi di riscaldamento climatico. Ma il nucleare non è un’alternativa e non può essere una soluzione all’emergenza: il primo kw/h prodotto dalle centrali nucleari italiane dovrebbe vedere la luce nel 2020, mentre il Paese ha ben altri obiettivi da raggiungere per quella data, come previsto dall’Unione europea.
Mentre è accettabile dire che il nucleare non può essere una soluzione all'"emergenza" (non si sa perché la si chiami così, visto che in realtà è da sempre che siamo in passivo con la bilancia energetica), qual è l'argomento per cui si conclude senza ombra di dubbio che "il nucleare non è un’alternativa"? Il riscaldamento climatico si fermerà forse nel 2020?
(Oddio, forse sì, ma per ben altri motivi.)

Quote:
25 mila anni fa la Francia e la Gran Bretagna erano attaccate. Se il ministro Scajola dice che in un anno troverà un deposito sicuro perché dovremmo starlo a sentire?
E 25 mila anni fa la Sardegna era ancora lì, nella stessa posizione, praticamente uguale a quella odierna.
Perché non tutto il mondo è Francia e Gran Bretagna, e la geologia ci dice ben di più.
Quella di Carotenuto è cacainformazione.

Quote:
Dovremo spendere tantissime risorse per mettere in sicurezza le 300 mila tonnellate di scorie esistenti: è criminale pensare di produrre anche solo un grammo in più.
Eh, qualcuno dica a questo baldo signore che stiamo già producendo altre scorie...
Con ospedali e laboratori di ricerca, in primis.

Quote:
L’Italia non ha fame di energia. Il nostro Paese ne produce 88 mila MW/anno, a fronte di una domanda di 56 mila.
Argh, ma che cacchio dice!!!
A parte il fatto che "MW/anno", una potenza fratto un tempo, non è un'unità di misura che ci possa minimamente servire, anche ipotizzando che voglia dire che la nostra richiesta elettrica media annua è di 56 GW (falso: secondo i dati del 2007 è meno di 39 GW, mentre 56 è all'incirca la richiesta di picco) a fronte di una potenza installata che 88 GW (che non possono andare sempre a pieno regime), l'autore sembra improvvisamente dimenticare che l'obiettivo non è produrre più energia e basta, ma produrla in maniera conveniente.

Quote:
A questo proposito, la liberalizzazione dell’energia costituisce un guaio: perché un privato dovrebbe aver interesse a efficientare gli impianti, quando guadagna sul massimo consumo?
Perché, se non lo fa, sono multe a fiotti...

Quote:
Il nucleare ha bisogno di enormi quantità di acqua per raffreddare gli impianti. La Francia usa allo scopo il 40% delle sue risorse idriche.
La Francia muore di sete? Non me n'ero accorto.
Si noti: SOLO il nucleare, eh, ha bisogno di così tanta acqua

Basta così, le ultime sono tutte considerazioni sparate un po' a caso, di puro spirito noglobalista, radical chic e ambientalista choc.

Quote:
Originariamente inviato da GianoM Guarda i messaggi
Qualcuno dice: ma
Lo dico io: "Ma questi sono ragli!"
__________________
HWU Rugby Group :'( - FAQ Processori - Aurea Sectio - CogitoWeb: idee varie sviluppando nel web
MaxArt è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 01-04-2009, 00:16   #885
GianoM
Senior Member
 
L'Avatar di GianoM
 
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Trentino
Messaggi: 1084
Come al solito aspetto anche l'opinione di zappy
GianoM è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 01-04-2009, 01:10   #886
Solertes
Senior Member
 
L'Avatar di Solertes
 
Iscritto dal: Sep 2001
Città: Sardinia - TrollKillah user
Messaggi: 3773
Quote:
Originariamente inviato da jumpermax Guarda i messaggi
Colonialismo un paio di balle. La sardegna è una regione pari alle altre, non ci sono distinguo tra sardi, veneti e toscani, siamo tutti italiani, stop. Essere fieri ed orgogliosi delle proprie origini è un bene. Fare discriminazioni etniche in base al luogo di nascita è razzismo della peggior specie.
Pensala come ti pare, italiano ci sarai tu.....io i distinguo li faccio e non mi considero tuo connazionale, puoi tacciarmi di razzismo quanto ti pare ma la cosa non mi tange minimamente, non apparteniamo allo stesso popolo questo è quanto....siamo tutti umani, che è l'unica razza in cui sono abituato a catalogare le persone.
__________________
"Il silenzio è la più perfetta espressione del disprezzo." - « Tancas serradas a muru Fattas a s'afferra afferra Si su chelu fit in terra L'aiant serradu puru » - vedere avvinazzati darsi arie da sommelier non ha prezzo -
Solertes è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 01-04-2009, 09:51   #887
zappy
Senior Member
 
L'Avatar di zappy
 
Iscritto dal: Oct 2001
Messaggi: 20531
Quote:
Originariamente inviato da GianoM Guarda i messaggi
Come al solito aspetto anche l'opinione di zappy
Grazie

Sicuramente l'articolo contiene qualche inesattezza, per esempio parla di MW/anno quando l'unità di misura giusta è MW (potenza)

viceversa è verissimo che -a differenza della francia-, l'italia ha già più centrali di quelle che servirebbero cioè la potenza installata è molto superiore sia alla richiesta di base (notturna) che a quella di picco (diurna estiva).

è anche vero che il nucleare NON può ridurre significativamente il consumo di fonti fossili: questo perchè gran parte di petrolio/gas sono usati per usi in cui il nucleare è inutilizzabile (automobili, riscaldamento, chimica tanto x fare esempi). Addirittura la Francia consuma pro-capite più petrolio di noi.

Anche la dipendenza dall'estero resta uguale o peggiora: come detto petrolio/gas continuerebbero ad usarsi massicciamente, ed in più bisogna importare uranio dalla Francia. Ma allora non si fa prima ad importre l'energia elettrica direttamente, lasciano a loro tutti i problemi di uranio-scorie-centrali? la risposta è SI, anzichè importare uranio costa complessivamente molto meno importare elettricità.

Il discorso della centrale + grossa = più rischio è anche vero: in caso di incidente il materiale nucleare che si trova in pericolo è ovviamente maggiore tanto più è grande la centrale. Chernobil aveva 4 reattori da 1000 MWe ciascuno e ne è saltato uno, sparando le sue schifezze in giro. Se fosse stato un singolo mega-reattore da 4000 MW avrebbe contenuto il quadruplo di merda e sarebbe stata sparata x aria 4 volte tanto (e tralascio i rischi molto superiori in termini di criticità, che peggiorano ulteriormente). Ci sarebbe anche da dire che la maggior (cosiddetta) "efficienza" di bruciamento degli EPR (1600 MW) comporta maggiori scorie e maggiori rischi in caso di incidente.

Infine, a proposito del consumo d'acqua, Maxart forse ignora che nelle estati siccitose la francia ha dovuto fermare alcuni reattori per insufficiente raffreddamento. I dati ufficiali dello stato francese parlano non del 40% ma di ben il 60% di acqua usata dalle centrali di cui il 20-25% viene emesso sotto forma di vapore e quindi non restituito ai fiumi.

Insomma, nel complesso l'articolo http://www.gennarocarotenuto.it/6738...-grande-bugia/ è sostanzialmente corretto e pone problemi reali.
__________________
Mai discutere con un idiota. Ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza (O.W.)
zappy è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 01-04-2009, 10:05   #888
GianoM
Senior Member
 
L'Avatar di GianoM
 
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Trentino
Messaggi: 1084
L'articolo è comunque preso da un libro (Nucleare: se lo conosci lo eviti, di un certo Marco Bersani), e lo stesso Carotenuto avvisa che avrebbe potuto fare degli errori nella "trascrizione".

Grazie zappy, as usual
GianoM è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 01-04-2009, 11:13   #889
MaxArt
Senior Member
 
L'Avatar di MaxArt
 
Iscritto dal: Apr 2004
Città: Livorno
Messaggi: 6659
Quote:
Originariamente inviato da zappy Guarda i messaggi
è anche vero che il nucleare NON può ridurre significativamente il consumo di fonti fossili: questo perchè gran parte di petrolio/gas sono usati per usi in cui il nucleare è inutilizzabile (automobili, riscaldamento, chimica tanto x fare esempi). Addirittura la Francia consuma pro-capite più petrolio di noi.
Sillogismo del cavolo. Il fatto che la Francia consumi più petrolio di noi dipende da ben altri fattori, in primis che consumano più benzina, e non è difficile capirne il perché. Del resto, il petrolio non è più significativamente usato da noi per la produzione di energia elettrica.
Ma per caso i Francesi consumano anche più gas di noi?

Quote:
Anche la dipendenza dall'estero resta uguale o peggiora
QUello che ho scritto non l'hai manco letto?

Quote:
Il discorso della centrale + grossa = più rischio è anche vero: in caso di incidente il materiale nucleare che si trova in pericolo è ovviamente maggiore tanto più è grande la centrale.
Questo è vero ma non è il punto dell'articolo, dove si è detto esplicitamente che i nuovi EPR sarebbero "da 4 a 7 volte" più pericolosi delle vecchie centrali "perché più grossi". È una fesseria colossale, sia come sillogismo, sia per il fatto che di reattori da più di 1600 MWe in passato ne sono stati già costruiti.
E lasciamo perdere Chernobyl, per favore.

Quote:
Ci sarebbe anche da dire che la maggior (cosiddetta) "efficienza" di bruciamento degli EPR (1600 MW) comporta maggiori scorie

Ma di che parli?

Quote:
Infine, a proposito del consumo d'acqua, Maxart forse ignora che nelle estati siccitose la francia ha dovuto fermare alcuni reattori per insufficiente raffreddamento.
Quel che volevo dire io, fatto che a te costantemente sfugge, che se al posto delle centrali nucleari ci fossero state centrali a carbone il consumo d'acqua non sarebbe cambiato di una virgola.
L'argomento acqua non è significativo se l'obiettivo è quello di usare centrali nucleari al posto di quelle termoelettriche.

Quote:
Originariamente inviato da GianoM Guarda i messaggi
L'articolo è comunque preso da un libro (Nucleare: se lo conosci lo eviti, di un certo Marco Bersani)
Beh, adesso si sa a quale politico non dare ascolto quando si parla di nucleare. Peccato, perché lo ritenevo uno dei pochi preparati in materia di tecnologie, ma vedo che anche lui parla a vanvera quando si tratta di rendiconto politico.
__________________
HWU Rugby Group :'( - FAQ Processori - Aurea Sectio - CogitoWeb: idee varie sviluppando nel web
MaxArt è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 01-04-2009, 11:56   #890
GianoM
Senior Member
 
L'Avatar di GianoM
 
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Trentino
Messaggi: 1084
Quote:
Originariamente inviato da MaxArt Guarda i messaggi
Beh, adesso si sa a quale politico non dare ascolto quando si parla di nucleare. Peccato, perché lo ritenevo uno dei pochi preparati in materia di tecnologie, ma vedo che anche lui parla a vanvera quando si tratta di rendiconto politico.
Marco Bersani, il giornalista (?), non Pier Luigi Bersani, il politico.

Comunque Bersani era quello a favore del carbone, se non erro, quindi tecnicamente avresti anche ragione (a non ascoltarlo).
GianoM è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 01-04-2009, 12:51   #891
Pancho Villa
Senior Member
 
L'Avatar di Pancho Villa
 
Iscritto dal: Sep 2006
Messaggi: 3398
Quote:
Originariamente inviato da zappy Guarda i messaggi
è anche vero che il nucleare NON può ridurre significativamente il consumo di fonti fossili: questo perchè gran parte di petrolio/gas sono usati per usi in cui il nucleare è inutilizzabile (automobili, riscaldamento, chimica tanto x fare esempi). Addirittura la Francia consuma pro-capite più petrolio di noi.
Dalli...






TOTALE FONTI FOSSILI

Francia: 14,2% + 32,7% + 4,7% = 51,6%

Italia: 45% + 38,4% + 9,2% = 92,6%


La Francia ha un consumo TOTALE di energia molto maggiore del nostro (273 Mtoe contro 184), ecco perché il consumo di petrolio pro capite è maggiore pur se percentualmente incide meno che in Italia, infatti come giustamente hai ricordato l'uso del nucleare non incide sul consumo di petrolio che non viene quasi più usato nel settore elettrico; se hanno auto più grandi e che consumano di più non dipende certo dall'avere centrali nucleari.


Ma ti ricordo che i fossili sono anche il carbone (poco usato sia in Italia che in Francia) e il gas (verso il quale noi oggi abbiamo una dipendenza preoccupante); vogliamo vedere i consumi assoluti di fonti fossili (petrolio + gas + carbone)?

In Francia il 51,6% di 273 Mtoe = 140 Mtoe
In Italia il 92,6% di 184 Mtoe = 170 Mtoe


Troppo comodo citare un solo dato decontestualizzato (il consumo di petrolio pro capite), vedi che pur consumando quasi il 50% più di noi (relativamente al consumo TOTALE) consumano quasi il 20% in meno di combustibili fossili. Quindi cosa stai dicendo?

Quote:
Infine, a proposito del consumo d'acqua, Maxart forse ignora che nelle estati siccitose la francia ha dovuto fermare alcuni reattori per insufficiente raffreddamento. I dati ufficiali dello stato francese parlano non del 40% ma di ben il 60% di acqua usata dalle centrali di cui il 20-25% viene emesso sotto forma di vapore e quindi non restituito ai fiumi.
E al solito ti viene ricordato che il problema del raffreddamento (che per inciso riguarda il vapore della turbina, non certamente il reattore...) riguarda qualsiasi impianto termoelettrico...
Possiamo avere poi il link dove hai trovato questo dato?
Pancho Villa è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 01-04-2009, 13:22   #892
MaxArt
Senior Member
 
L'Avatar di MaxArt
 
Iscritto dal: Apr 2004
Città: Livorno
Messaggi: 6659
Quote:
Originariamente inviato da GianoM Guarda i messaggi
Marco Bersani, il giornalista (?), non Pier Luigi Bersani, il politico.
Mea culpa, ho letto Bersani e non ho collegato il nome (anche se in effetti c'era qualcosa che mi suonava strano).
__________________
HWU Rugby Group :'( - FAQ Processori - Aurea Sectio - CogitoWeb: idee varie sviluppando nel web
MaxArt è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 02-04-2009, 13:57   #893
GianoM
Senior Member
 
L'Avatar di GianoM
 
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Trentino
Messaggi: 1084


Torna a farsi sentire Jeremy Rifkin, economista e guru internazionale dell’economia-verde, da sempre in lotta contro le lobby del nucleare. Stavolta fa sentire la sua voce all’Università La Sapienza di Roma, in cui nei giorni scorsi ha tenuto una lezione ai ragazzi della Facoltà di Scienze Politiche sull’economia internazionale.

Inevitabilmente, quando c’è lui, si finisce sempre con il parlare di nucleare, ed alla domanda se questo tipo di energia potesse essere la soluzione ai problemi energetici mondiali, la sua risposta è stata:

Oggi sono in funzione nel mondo 439 centrali nucleari che producono circa il 5% dell’energia totale. Nei prossimi 20 anni molte di queste centrali andranno rimpiazzate. E nessuno dei top manager del settore energetico crede che lo saranno in una misura maggiore della metà. Ma anche se lo fossero tutte si tratterebbe sempre di un risparmio del 5%. Ora, per avere un qualche impatto sull’ambiente, si dovrebbero ridurre del 20% le emissioni di Co2, un risultato che certo non può venire da qui. Perché il passaggio al nucleare avesse un impatto sull’ambiente bisognerebbe dunque costruire almeno 3 centrali ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni. Così fornirebbe il 20% di energia totale, la soglia critica che comincia a fare una differenza. Ma, è evidente che questo non è possibile.


Una questione di costi e di efficienza, par di capire, ma non solo. Infatti, continua Rifkin nella sua lezione, c’è anche il problema delle scorie. Secondo i suoi dati gli Stati Uniti hanno speso 8 miliardi di dollari in 18 anni per per stoccare le scorie radioattive nelle montagne dove sarebbero dovute rimanere in sicurezza per 10 mila anni. Ma dopo pochi anni già l’area tutto intorno alle montagne è contaminata, e chissà fin dove si arriverà. In Italia, dove non ci sono queste grandi aree isolate in cui stoccare le scorie radioattive, dove le mettiamo? E’ una falsità, come afferma il Governo, che le centrali nucleari italiane avranno delle scorie di un metro cubo all’anno, è matematicamente impossibile, non succede in nessun’altra centrale nucleare al mondo, non si sa perché debba succedere da noi che non utilizziamo metodologie diverse dagli altri.

Inoltre l’uranio, secondo gli economisti, scarseggerà già intorno al 2025-2035, con difficoltà nel reperire risorse e costi di produzione energetica che balzeranno alle stelle, alla faccia del risparmio economico. Ma ancora, la pericolosità delle centrali nucleari, che seppur sono le più sicure, un solo errore può causare una strage incredibile, oppure il consumo di acqua potabile. Per raffreddare i suoi reattori nucleari, spiega Rifkin, la Francia utilizza il 40% della sua acqua potabile. A causa della siccità della scorsa estate l’acqua scarseggiò, le centrali dovettero diminuire l’erogazione di energia elettrica, molte persone subirono numerosi black-out in casa, e per questo morirono tantissimi anziani a causa del caldo. Vogliamo scommettere su cosa accadrebbe in Italia?

Fonte: [Ansa]
GianoM è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 02-04-2009, 14:58   #894
GianoM
Senior Member
 
L'Avatar di GianoM
 
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Trentino
Messaggi: 1084
Quote:
Originariamente inviato da GianoM Guarda i messaggi
Pubblico il video ed il testo dell'intervista, realizzata dal nostro inviato, a Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia. Ascoltata la testimonianza di Onufrio il cittadino non alcun dubbio: non c'è futuro nel nucleare. Il governo Berlusconi IV ci allontana dal vero sviluppo energetico di cui abbiamo bisogno e ci spinge su binari lontani dalle energie rinnovabili, unica vera opportunità nei prossimi decenni. Alle elezioni europee di giugno torniamo in Europa, con le energie rinnovabili.



Testo parziale dell'intervista

“Berlusconi firma questo accordo con Sarkozy. Cos'ha fatto Sarkozy prima? Per capire come stanno le cose è meglio fare qualche passo indietro. I francesi sono in realtà disperati perché non hanno ordinativi. Hanno un cantiere in Finlandia e un altro in Francia partecipato dall'Enel al 12,5%. Sarkozy è andato in Marocco e in Algeria a proporre questa tecnologia che è già complicata in un paese come l'Italia, figuriamoci in un Paese che ha meno esperienza del nostro. Sarkozy, prima dell'accordo con Berlusconi, aveva annunciato un terzo reattore a Pelmì. Ora, il pubblico italiano deve fare sempre attenzione ai particolari, perché a noi sembra “normale” che qualche rappresentante dello Stato dica che facciamo una centrale nucleare. Guardate che nel frattempo il mercato è liberalizzato, e ad annunciare un nuovo reattore non può essere il Presidente della Repubblica, deve essere un'azienda elettrica. Peraltro, questo annuncio è stato dato in maniera strana in Francia, perché normalmente c'è una tradizione di consultazione delle popolazioni, c'è una fase preparatoria in cui ogni impianto viene discusso. Da questo punto di vista la Francia ha una tradizione abbastanza democratica e trasparente, quindi hanno gestito il nucleare in modo abbastanza “civile”, e con la popolazione hanno un rapporto di consultazione vero. Questo annuncio è stato fatto al di fuori di qualunque programmazione, dopo di che arriva la firma con Berlusconi.
Gli unici che possono, forse, comprare qualche reattore sono gli inglesi che devono chiudere otto centrali, che sono già arrivate. Ma in Inghilterra, in questo momento, l'Edef, l'Enel francese, interviene sul piano energetico inglese attaccando gli obiettivi delle rinnovabili e dell'eolico perché con tutte queste energie non c'è spazio per il nucleare. La verità è che dobbiamo avere chiaro tutti che il nucleare è un settore in forte crisi, che non è stato cancellato dagli ecologisti, ma è stato cancellato dal mercato e dal fatto che dopo 60 anni i costi sono cresciuti invece che diminuire, e soprattutto tutti i problemi, dalla gestione delle scorie ad avere oggetti intrinsecamente sicuri, non sono stati risolti. Nemmeno la proliferazione atomica, tant'è vero che appena l'Iran fa un impianto tutti si preoccupano, questa tecnologia porta facilmente alla produzione di bombe, quindi l'uso militare è molto imparentato con quello civile.
La Francia per 40 anni è stata fuori dalla Nato, su quel nucleare ha basato la sua forza militare e tutto il ciclo del combustibile nucleare e la sua gestione è tutta in mano ai militari. La Francia è l'unico Paese che continua a produrre plutonio, che come sapete ha degli usi civili molto limitati e fondamentalmente è un materiale per le bombe. Gli Stati Uniti hanno cessato la produzione del plutonio nel 1977 con Carter e non l'hanno più ripresa.
Siamo di fronte ad una tecnologia che è in crisi, richiede molti soldi laddove il mercato è stato liberalizzato, e soprattutto questo dibattito rischia di farci perdere il treno delle rinnovabili e dell'efficienza. Questi quattro reattori proposti dal governo, se mai verranno fatti, produrranno circa 42-45 miliardi di kW/h, gli obiettivi europei per le rinnovabili, solo nel settore elettrico, sono di 50 miliardi in più al 2020, e se guardiamo anche all'efficienza, cioè sostituire le apparecchiature con cui utilizziamo l'energia con apparecchiature più efficienti, il potenziale tecnico e gli obiettivi sarebbero nell'ordine dei 100 miliardi. Fonti rinnovabili ed efficienza hanno un potenziale triplo rispetto al nucleare e dal punto di vista occupazionale almeno 10 volte di più."

Antonio Di Pietro

http://www.youtube.com/watch?v=3ubikMXbLAQ
Seconda parte:
Non c'è futuro nel nucleare. L'ho già ribadito più volte pubblicamente da quando Berlusconi ha deciso, in barba al referendum del 1987, di riportare indietro il Paese di ben 22 anni.

Il futuro è nel risparmio energetico e nelle energie rinnovabili, come stanno dimostrando ingenti investimenti per queste tecnologie nei Paesi più sviluppati del mondo. Il nucleare è fallito, come hanno dimostrato i numeri di tutti i Paesi che hanno vissuto questa esperienza. Se l'Italia continuerà su questa strada si troverà tra 20 anni a smantellare una costosissima industria e ad acquistare le nuove tecnologie del rinnovabile da altri Paesi, esattamente come sta avvenendo ora con il nucleare francese.

Pubblico la seconda parte dell'intervista a Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia, che con i numeri dà ragione all'Italia dei Valori che si è spesa a favore delle nuove forme di energia.


Testo dell'intervista

Claudio Messora: "In Spagna entro il 2010 installereanno 20GW di generazione elettrica eolica, che soddisferà ben il 15% del fabbisogno energetico nazionale. In Italia invece si insiste a sostenere la tecnologia nucleare. Quelli che vogliono le grandi centrali dichiarano che non è possibile produrre tutta l'energia necessaria e a partire dalle rinnovabili. Questo dato è giustificato oppure è confutabile?"
Giuseppe Onufrio: "Noi abbiamo degli obiettivi europei al 2020. Noi in Italia consumiamo circa 330, 340 miliardi di chilowattora. Nel 2020 ne consumeremo circa 430, se la tendenza resta quella attuale. Dovremmo quindi produrre 50 miliardi di chilowattora in più dalle fonti rinnovabili. Questi 5o miliardi sono più del nucleare del governo che arriverà a 42, 45 miliardi. Quindi con le 4 centrali francesi si farebbe comunque di meno di quello che dobbiamo comunque fare con le rinnovabili in Italia. Di questi 50 miliardi di chilowattore, metà si possono fare tranquillamente con l'eolico. E' stato già dimostrato da uno studio fatto dall'associazione del vento, che ha calcolato il potenziale effettivo in Italia. Il potenziale effettivo è anche superiore: da qui al 2020 si possono fare 16.000 MW che produrrebbero circa 27 miliardi di chilowattore. Il resto si può fare aumentando un po' il geotermoelettrico, aumentando un po' l'idroelettrico che non è tantissimo ma si può fare qualcosa, aumentando le biomasse e il biogas. L'altro aspetto importante è l'efficienza. La prima fonte rinnovabile che abbiamo davanti a noi è consumare di meno a parità di servizi prodotti. L'esempio classico e più stupido è quello della lampadina a incandescenza, che verrà messa al bando dal 2011. Consuma cinque volte l'energia che consuma una fluorescente compatta. Ci sono i led che sono tecnologie potenzialmente ancora più efficienti. Un motore industriale efficiente consuma il 40% in meno di elettricità di un motore industriale efficiente. E' una questione di standard. Questo non piace molto a chi costruisce centrali. Chi costruisce centrali è interessato a vendere. E' come uno che produce patate: le vuole vendere. Quindi non è molto interessato a che le si risparmi. Se non tocchiamo l'efficienza, se non introduciamo dentro ai nostri scenari energetici l'efficienza, le rinnovabili da sole non ce la fanno. Ma con l'efficienza ce la possono fare. Solo per il 2020, gli obiettivi del 20-20-20 sono il 20% di efficienza, il 20% di rinnovabili, il 20% di riduzione di emissioni. Il 20% di efficienza nel settore elettrico vale circa 100 miliardi di chilowattore. Quindi efficienza e rinnovabili valgono il triplo energeticamente rispetto al nucleare del governo. In prospettiva il problema è adesso di capire cosa accadrà in Italia. Noi abbiamo una industria del gas che ha già avviato degli investimenti di ampliamento delle condotte che portano il gas in Italia. Ci sono vari progetti di rigassificatori, e noi noi siamo contrari alla tecnologia della rigassificazione. Il punto è che se tutti i progetti che ci sono oggi in campo in Italia andassero in porto, noi al 2020 avremmo quasi il doppio del gas che ci serve. Se c'è tutto questo gas che arriverà da fonti diverse, in parte con i tubi, in parte con le navi, e abbiamo la possibilità di fare efficienza e rinnovabili in queste proporzioni, in Italia non c'è spazio per il nucleare. Quindi Berlusconi o comincia a fermare i progetti del gas o attacca gli obiettivi europei sulle rinnovabili. Cos'ha fatto Berlusconi? Ha attaccato gli obiettivi sulle rinnovabili. Qui, come anche in Inghilterra, oggi il vero conflitto è facciamo l'eolico o facciamo il nucleare? Facciamo le rinnovabili o il nucleare? Non c'è spazio per tutti. Non è che l'elettricità è una cosa che potete conservare in scatola. L'elettricità va sulla rete e dev'essere consumata. Le normative delle rinnovabili danno precedenza alle stesse proprio perchè le rinnovabili hanno impatti bassi. Noi siamo convinti che le fonti rinnovabili, solare, eolico, biomasse sostenibili, geotermia, energia dalle maree, su cui stanno già cominciando a lavorare in Portogallo e in altri paesi, sono il futuro. Siamo contrari a continuare a dare soldi alle vecchie lobby che cercano di resistere e di farci consumare più energie (in Francia il nucleare è stato sostenuto da politiche di spreco dell'energia. Tutti gli impianti di riscaldamento delle case in Francia sono elettrici, proprio per giustificare una grande domanda di elettricità). Bisogna eliminare dal dibattito italiano questi elementi di propaganda nucleare che ci fanno perdere un sacco di tempo. Sono basati su cifre false che sono quindi anche un inquinamento del dibattito democratico che è in capo al governo e all'ENEL in particolare. Sulle fonti rinnvabili e sull'efficienza possiamo fare moltissimo. E' un treno su cui possiamo ancora salire, su questo si gioca non soltanto il futuro ambientale del pianeta ma è anche l'unica risposta seria alla crisi economica che ormai è globale. Nel piano di Obama il nucleare non c'è più, mentre ci sono almeno 60 miliardi di dollari tra incentivi è fondi freschi per le fonti rinnovabili e per l'efficienza energetica. Quattro miliardi e mezzo serviranno a rendere efficienti gli edifici governativi che sono il primo concliente che consuma energia negli Stati Uniti. Se le amministrazioni pubbliche cominciano ad introdurre degli standard per l'illuminazione degli uffici si può tranquillamente risparmiare il 50% di energia con i sistemi innovativi. Se anche in Italia si introducessero degli standard di mercato per cui certe tecnologie vengono eliminate e si fa spazio a tecnologie più efficienti, è chiaro che il mercato cambia. In Inghilterra, qualche anno fa il governo introdusse l'obiettivo di installare un milione di caldaie a gas, a condensazione che è la tecnologia più efficiente. In due anni il costo di queste caldaie innovative è stato tagliato del 30%, grazie all'intervento pubblico. Obama, di quei 60 miliardi rivolte a fonti rinnovabili e all'efficienza, mezzo miliardo servirà per riqualificare 70.000 lavoratori in due anni, perchè il mercato di questi nuovi oggetti deve essere costruito con installatori, progettisti, manutentori. Non è solo hardware, ma è anche l'organizzazione del mercato. Quella è la sfida interesssante. C'è anche una speranza in più. Visto che il debito degli Stati Uniti lo finanziano la Cina e altri paesi asiatici, e siccome nel pacchetto Obama l'unica parte nella quale è possibile fare qualche scambio di tecnologie e qualche scambio politico è proprio quella verde, è possibile che anche la Cina, dovendo finanziare questa operazione negli Stati Uniti, cercherà di ricavarne dei benefici tecnologici. Questo è importante, perchè se la base tecnica per rispondere alle sfide del clima, le sfide dell'energia, dovesse rafforzarsi, allora si potrebbe creare un asse Stati Uniti - Europa - Cina, allora anche il tema ambientale potrebbe vivere una grande svolta globale. L'Italia invece è governata da un piccolo Bush che guarda più al passato che al futuro. Il nostro paese per fortuna è meglio di come viene rappresentato."
GianoM è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 13-05-2009, 09:33   #895
k|o
Senior Member
 
L'Avatar di k|o
 
Iscritto dal: Jul 2005
Città: SarDiNiA
Messaggi: 6120
Centrali in Puglia, Sardegna e Piemonte
contro i rischi di terremoti e inondazioni
La mappa dell'Enea. L'innalzamento dei mari mette fuori gioco larghi tratti di costa
di MAURIZIO RICCI


ROMA - In Sardegna, dalle parti di S. Margherita di Pula a sud. O anche sulla costa orientale, fra S. Lucia e Capo Comino . O più giù, davanti a Lanusei, alla foce del Rio Mannu. In Puglia, sulla costa di Ostuni. Lungo il Po, dal vercellese fino al mantovano, dove già esistevano le centrali di Trino e di Caorso. I siti dove localizzare le nuove centrali sono pochi e rischiano di essere molto affollati. Nei prossimi mesi, dovranno essere stabiliti i parametri, in base ai quali decidere dove collocare le future centrali. Sarà una fase di intenso mercanteggiamento con le autorità e le comunità locali, ma i margini di manovra sono ristretti anche dalla particolare conformazione geologica e costiera italiana.
Si può partire dalla mappa dei possibili siti che il Cnen (poi diventato Enea) disegnò negli anni '70. E' una mappa, però, largamente superata dagli eventi. In molte aree si è moltiplicata la densità abitativa, che il Cnen considerava un parametro sfavorevole. Soprattutto, è cambiato il rapporto con l'acqua. Le centrali hanno bisogno di molta acqua per raffreddare i reattori (questa acqua circola, naturalmente, fuori dal reattore) e, per questo vengono, di solito, costruite vicino ai fiumi o al mare. Il rischio, quando si tratta di fiumi, sono le piene, più frequenti negli ultimi decenni. Ma è un pericolo relativo: la centrale di Trino Vercellese, sette metri sopra il livello del Po, è sopravvissuta all'asciutto a due piene catastrofiche. Il problema, in realtà, non è troppa acqua, ma troppo poca. Il riscaldamento globale sta diminuendo la portata dei fiumi e c'è il dubbio che, in estate, la portata del Po non sia sufficiente per il raffreddamento delle centrali, mentre, contemporaneamente, si acuisce il problema di salvaguardare le falde acquifere, ad esempio in una zona di risaie, come il vercellese.
L'alternativa sono le coste e l'acqua del mare. Ma il riscaldamento globale innalzerà progressivamente, nei prossimi decenni, il livello dell'Adriatico, del Tirreno e dello Jonio, ponendo a rischio allagamento centrali costruite per durare, mediamente, una cinquantina d'anni. Il Cnen, ad esempio, aveva indicato fra le aree più idonee il delta del Po e quello del Tagliamento, nell'Adriatico settentrionale. Ma il suo successore, l'Enea, definisce tutta la costa adriatica a nord di Rimini come la zona italiana a più alto pericolo di allagamento, con un innalzamento - minimo - del livello del mare di 36 centimetri. In effetti, quest'altra mappa dell'Enea ripercorre gran parte della costa italiana. Sia Piombino che l'area della vecchia centrale di Montalto di Castro, nel Lazio, ad esempio, scontano un innalzamento minimo del livello del mare di 25 centimetri.
E lontano dalle coste? Qui, il problema sono i terremoti. Sono poche, come mostra la storia recente e meno recente, le zone italiane esenti dal rischio sismico. Secondo la carta dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, davvero al riparo dai tremori della terra ci sono solo, oltre alla Sardegna, l'area di confine fra Piemonte e Lombardia e l'estremo lembo della Puglia. Naturalmente, una centrale può essere costruita con le più avanzate tecniche antisismiche. Qui, però, il problema non è tanto - o soltanto - l'eventualità di uno scuotimento catastrofico, che spacchi il reattore e riversi all'esterno la radioattività. Il problema sono fenomeni che compromettano il funzionamento del reattore. In Giappone, la più grande centrale atomica al mondo (Kashiwazi-Kariwa, non lontana da Tokyo) è ferma da due anni, in seguito ad un terremoto. L'impianto era stato costruito per reggere terremoti fino al grado 6 della scala Richter, ma si è rivelato un parametro ottimistico. Il terremoto del 2007 è stato pari a 6,8 gradi, una differenza enorme: dato che la scala è logaritmica, un grado in più significa un terremoto trenta volte più distruttivo. Non ci sono stati pericoli alla salute pubblica o fughe di radioattività, ma la Tepco (Tokyo Electric Power) ha dovuto, dal luglio del 2007, fermare i reattori, con un danno economico di quasi 6 miliardi di dollari, solo nel primo anno. Solo in questi giorni la Tepco si prepara a riavviare uno degli otto reattori della centrale.
Se sovrapponete la mappa dell'Enea sull'allagamento delle coste a quella dell'Istituto di geofisica, le aree a totale sicurezza (a prescindere dagli altri possibili parametri) che ne risultano sono quelle poche zone della Sardegna, della Puglia e del corso del Po. Qui, presumibilmente, si dovrebbero concentrare le centrali del piano nucleare italiano. Ma quante? Il governo ha finora parlato di quattro centrali. L'obiettivo dichiarato, tuttavia, è arrivare a soddisfare, con il nucleare, il 25 per cento del fabbisogno elettrico italiano. Le quattro centrali di cui si è, finora, parlato, arrivano, però, a poco più di un terzo. Secondo le previsioni della Terna, che gestisce la rete italiana, infatti, il fabbisogno elettrico italiano richiederà, già nel 2018, una potenza installata di 69 mila Megawatt. Le quattro centrali prospettate - che, peraltro, anche nell'ipotesi migliore, sarebbero completate 7-8 anni più tardi del 2018 - ne offrono solo 6.400, cioè il 9,2 per cento. Per arrivare al 25 per cento del fabbisogno, occorrono 17.500 Megawatt di potenza, quasi il triplo. In buona sostanza, per centrare quell'obiettivo non bastano quattro centrali da 1.600 Mw, come quelle ipotizzate finora. Ce ne vogliono 11.
Tutte in Sardegna, Puglia e Piemonte? E a quale costo? L'industria francese calcola, oggi, per la costruzione in Francia di una centrale tipo quelle italiane, un costo minimo di 4,5 miliardi di euro. I tedeschi di E. On scontano, per la costruzione di una centrale analoga, in Inghilterra, un costo di 6 miliardi di euro. Se si ritiene più attendibile, nel caso italiano, la valutazione di E. On per la centrale inglese, il costo complessivo dei quattro impianti italiani sfiora i 25 miliardi di euro. Per 11 impianti, da varare in rapida successione, si arriva vicini a 70 miliardi di euro, una cifra superiore al 4 per cento del prodotto interno lordo nazionale.
__________________
Asus x750jb i7 4700 hq+samsung ssd 830-Logitech Performance Mx-Ps3 80Gb-viera tx l42et5e||
Un centinaio di trattative sempre ok sul mercatino
Aoi Aoi A no sorA!
k|o è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 13-05-2009, 09:40   #896
k|o
Senior Member
 
L'Avatar di k|o
 
Iscritto dal: Jul 2005
Città: SarDiNiA
Messaggi: 6120
capo comino, di cui mostriamo una fotografia. le dune del film " travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto"


basta ricercare siniscola santa lucia, e capo comino, per farsi un idea dei posti!!!!!
senza parole.
__________________
Asus x750jb i7 4700 hq+samsung ssd 830-Logitech Performance Mx-Ps3 80Gb-viera tx l42et5e||
Un centinaio di trattative sempre ok sul mercatino
Aoi Aoi A no sorA!
k|o è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 13-05-2009, 09:47   #897
cocis
Senior Member
 
Iscritto dal: Oct 2001
Messaggi: 460
Quote:
Originariamente inviato da k|o Guarda i messaggi
Centrali in Puglia, Sardegna e Piemonte
contro i rischi di terremoti e inondazioni
La mappa dell'Enea. L'innalzamento dei mari mette fuori gioco larghi tratti di costa
di MAURIZIO RICCI


ROMA - In Sardegna, dalle parti di S. Margherita di Pula a sud. O anche sulla costa orientale, fra S. Lucia e Capo Comino . O più giù, davanti a Lanusei, alla foce del Rio Mannu.

a . i 100.000 posti di lavoro promessi da cappellacci
tutti nella cetrale nucleare in sardegna ??
__________________
D
cocis è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 13-05-2009, 09:53   #898
k|o
Senior Member
 
L'Avatar di k|o
 
Iscritto dal: Jul 2005
Città: SarDiNiA
Messaggi: 6120
Quote:
Originariamente inviato da cocis Guarda i messaggi
a . i 100.000 posti di lavoro promessi da cappellacci
tutti nella cetrale nucleare in sardegna ??
sto per entrare in provincia per seguire il back, proprio a nuoro. prometto fuoco e fiamme
__________________
Asus x750jb i7 4700 hq+samsung ssd 830-Logitech Performance Mx-Ps3 80Gb-viera tx l42et5e||
Un centinaio di trattative sempre ok sul mercatino
Aoi Aoi A no sorA!
k|o è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 13-05-2009, 09:58   #899
torettp
Senior Member
 
L'Avatar di torettp
 
Iscritto dal: Feb 2006
Città: Banzi (Pz)
Messaggi: 657
ma pennelli solari su tutti i tetti no??????
torettp è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 13-05-2009, 11:17   #900
MaxArt
Senior Member
 
L'Avatar di MaxArt
 
Iscritto dal: Apr 2004
Città: Livorno
Messaggi: 6659
Quote:
Originariamente inviato da k|o Guarda i messaggi
capo comino, di cui mostriamo una fotografia. le dune del film " travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto"


basta ricercare siniscola santa lucia, e capo comino, per farsi un idea dei posti!!!!!
senza parole.
E prima di promettere fuoco e fiamme, ce l'ha tu un'idea del luogo esatto dove dovrebbe essere realizzata la centrale? "Tra S. Lucia e Capo Comino" è vago, sono 5 km e rotti di costa. Pensi che la farebbero sulle dune di sabbia?

Quote:
Originariamente inviato da torettp Guarda i messaggi
ma pennelli solari su tutti i tetti no??????
Uao, è davvero geniale, questa
__________________
HWU Rugby Group :'( - FAQ Processori - Aurea Sectio - CogitoWeb: idee varie sviluppando nel web
MaxArt è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
 Rispondi


Roborock Qrevo Curv 2 Flow: ora lava con un rullo Roborock Qrevo Curv 2 Flow: ora lava con un rull...
Alpine A290 alla prova: un'auto bella che ti fa innamorare, con qualche limite Alpine A290 alla prova: un'auto bella che ti fa ...
Recensione HONOR Magic 8 Lite: lo smartphone indistruttibile e instancabile Recensione HONOR Magic 8 Lite: lo smartphone ind...
Sony WF-1000X M6: le cuffie in-ear di riferimento migliorano ancora Sony WF-1000X M6: le cuffie in-ear di riferiment...
Snowflake porta l'IA dove sono i dati, anche grazie a un accordo con OpenAI Snowflake porta l'IA dove sono i dati, anche gra...
L'aggiornamento di Grok è in rita...
Orvian acquisisce da Fabbricadigitale le...
Tesla: confermata la condanna per 243 mi...
ASML porta la sorgente EUV a 1.000W: fin...
Lenovo presenta i nuovi dispositivi Thin...
Il TAR boccia la sospensiva di Bird: a F...
Batterie sostituite in meno di 0,5 secon...
Da Anthropic ad Alibaba, otto nuovi mode...
Fortinet Security Awareness and Training...
Lamborghini cancella la sua prima auto e...
TP-Link annuncia quattro nuove telecamer...
Stampato in 3D un motore elettrico linea...
Offerte Amazon aggiornate: nuove occasio...
Samsung ribalta la situazione: fonderie ...
Vendite di smartphone in calo in Europa,...
Chromium
GPU-Z
OCCT
LibreOffice Portable
Opera One Portable
Opera One 106
CCleaner Portable
CCleaner Standard
Cpu-Z
Driver NVIDIA GeForce 546.65 WHQL
SmartFTP
Trillian
Google Chrome Portable
Google Chrome 120
VirtualBox
Tutti gli articoli Tutte le news Tutti i download

Strumenti

Regole
Non Puoi aprire nuove discussioni
Non Puoi rispondere ai messaggi
Non Puoi allegare file
Non Puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice vB è On
Le Faccine sono On
Il codice [IMG] è On
Il codice HTML è Off
Vai al Forum


Tutti gli orari sono GMT +1. Ora sono le: 23:39.


Powered by vBulletin® Version 3.6.4
Copyright ©2000 - 2026, Jelsoft Enterprises Ltd.
Served by www3v