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Old 22-02-2009, 00:50   #41
Fedozzo
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Errore mio scusa, volevo quotare shambler
^_^ tutto apposto
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Old 22-02-2009, 07:27   #42
Insert coin
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Originariamente inviato da majin mixxi Guarda i messaggi
simpatici sti romeni
Sicuramente contribuisce ad alzare la statistica il fatto che siano il primo gruppo straniero in Italia, se non erro son quasi 600.000, sarebbe interessante sapere però chi sia il secondo gruppo dopo i romeni ed il relativo tasso di criminalità, forse qualcuno ha cifre da snocciolare, io non saprei dire...
Insert coin è offline  
Old 22-02-2009, 09:08   #43
Ferdy78
 
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Originariamente inviato da Sinclair63 Guarda i messaggi
A me fanno paura a volte penso che hanno qualcosa di non umano
Beh evidentemente Vlad III di Valacchia, continua ancora a influenzare con i suoi geni...
 
Old 22-02-2009, 10:33   #44
Ciccio17
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Originariamente inviato da Insert coin Guarda i messaggi
Sicuramente contribuisce ad alzare la statistica il fatto che siano il primo gruppo straniero in Italia, se non erro son quasi 600.000, sarebbe interessante sapere però chi sia il secondo gruppo dopo i romeni ed il relativo tasso di criminalità, forse qualcuno ha cifre da snocciolare, io non saprei dire...
la fonte è wikipedia quindi non ufficiale, però trascrive una fonte ISTAT, quindi direi che ci possiamo fidare(link)
Il secondo gruppo straniero in italia sono gli albanesi, bei tipi anche quelli.
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Ciccio17 è offline  
Old 22-02-2009, 10:37   #45
Scalor
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Originariamente inviato da Ferdy78 Guarda i messaggi
Beh evidentemente Vlad III di Valacchia, continua ancora a influenzare con i suoi geni...



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Originariamente inviato da torgianf Guarda i messaggi
io ne fai entrare pure degli altri, secondo me sono ancora pochi
certo, li facciamo entrare, ogni italiano ospiti a casa propria un povero rumeno ecchecappero, volevano solo non pagare ! cosa volete che sia, forza che dobbiamo integrarne ancora qualcuno !

l'amministratore dentro una valigia, caspita che " cultura " !
Scalor è offline  
Old 22-02-2009, 10:43   #46
ania
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Originariamente inviato da Insert coin Guarda i messaggi
Sicuramente contribuisce ad alzare la statistica il fatto che siano il primo gruppo straniero in Italia, se non erro son quasi 600.000, sarebbe interessante sapere però chi sia il secondo gruppo dopo i romeni ed il relativo tasso di criminalità, forse qualcuno ha cifre da snocciolare, io non saprei dire...
purtroppo non si tratta di studi tanto recenti.

Immigrazione e criminalità : quale relazione ?
http://www.cestim.it/sezioni/materia...e/devianza.pdf
[anno 2004]


Il rapporto fra immigrazione e criminalità in Italia
http://www.cestim.it/argomenti/11dev...one_e_crim.htm
[anno 1998]


Immigrazione e criminalità
Considerazioni generali sul fenomeno dell’immigrazione
Connessioni tra immigrazione e criminalità
Il contrasto all’immigrazione clandestina

http://criminologia.advcom.it/suppaimmi.htm
[anno 1998]


IMMIGRAZIONE E CRIMINALITA'
percorsi tra esperienze normative e dati ufficiali

http://w3.uniroma1.it/brunofras/atti...riminalità.pdf
[anno 2000]

Ultima modifica di ania : 22-02-2009 alle 11:46.
ania è offline  
Old 22-02-2009, 10:45   #47
:.Blizzard.:
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certo, li facciamo entrare, ogni italiano ospiti a casa propria un povero rumeno ecchecappero, volevano solo non pagare ! cosa volete che sia, forza che dobbiamo integrarne ancora qualcuno !

l'amministratore dentro una valigia, caspita che " cultura " !
Hai ragione, noi siamo ancora più avanti. Sciogliamo bambini nell'acido e li facciamo a pezzetti sparsi per l'Italia. Quale cultura preferisci?

Come volevasi dimostrare comunque. Battute sull'integrazione, sull'etnia ... e tanti saluti al fatto che sono due assassini.
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Old 22-02-2009, 10:48   #48
lishi
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Beh evidentemente Vlad III di Valacchia, continua ancora a influenzare con i suoi geni...
Tu scherzi, ma un senatore leghista su radio 24 durante la zanzara si e' messo a dire che i rumeni hanno i geni della violenza sessuale
lishi è offline  
Old 22-02-2009, 10:53   #49
Scalor
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Tu scherzi, ma un senatore leghista su radio 24 durante la zanzara si e' messo a dire che i rumeni hanno i geni della violenza sessuale
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Old 22-02-2009, 12:17   #50
Fedozzo
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Tu scherzi, ma un senatore leghista su radio 24 durante la zanzara si e' messo a dire che i rumeni hanno i geni della violenza sessuale
i geni no, la cultura hmmm... forse
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Old 22-02-2009, 13:12   #51
zerothehero
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"Le notizie di violenza attuate dagli stranieri sono manipolate dal governo per creare un clima di insicurezza" dice più o meno qualcuno quì.

Quindi ho chiesto se anche Il Messaggero è controllato dal capo del governo.

INTELLETTUALI E SINISTRA
Il blocco mentale


di Pierluigi Battista


Nel 2002, a un anno dalle elezioni perse contro Berlusconi, la sinistra stordita e sopraffatta dalla sindrome della sconfitta consegnò agli intellettuali girotondisti la missione di riaccendere lo spirito della grande battaglia contro il «Caimano»: fu l’inseguimento affannoso del radicalismo estremista, il rifugio nella sfera onirica della guerra totale contro il nemico. La sinistra riconquistò voti e tensione emotiva fino alla risicata vittoria del 2006.

Ma quella fiammata, come i fatti si sono incaricati di dimostrare, era destinata a spegnersi nel peggiore dei modi. Oggi, a un anno dalla sconfitta del 2008 e dopo un’impressionante sequenza di rovesci culminata nella disfatta sarda e nella crisi devastante del Pd, la sinistra potrebbe trarre una salutare ispirazione da un altro intellettuale, un sociologo lontanissimo dalla tipologia girotondista ma che non ha mai nascosto la sua appartenenza alla cultura della sinistra: Marzio Barbagli. Nell’intervista rilasciata a Francesco Alberti per il Corriere, Barbagli racconta di una formidabile lotta tra i suoi «schematismi» culturali e i dati della realtà che lo hanno costretto, sul tema della criminalità connessa all’immigrazione, a rivedere drasticamente le proprie «ipotesi di partenza».

«Non volevo vedere », confessa con cristallina onestà intellettuale Barbagli, «c’era qualcosa in me che si rifiutava di esaminare in maniera oggettiva i dati sull’incidenza dell’immigrazione rispetto alla criminalità. Ero condizionato dalle mie posizioni di uomo di sinistra. E quando finalmente ho cominciato a prendere atto della realtà e a scrivere che l’ondata migratoria ha avuto una pesante ricaduta sull’aumento di certi reati, alcuni colleghi mi hanno tolto il saluto». Il racconto di Barbagli riassume con grande pathos espressivo il senso di un percorso sofferto: «ho fatto il possibile per ingannare me stesso»; «era come se avessi un blocco mentale ».

Fino alla conclusione catartica, ma malinconica e solitaria: «sono finalmente riuscito a tenere distinti i due piani: il ricercatore e l’uomo di sinistra. Ora sono un ricercatore. E nient’altro». La conclusione di Barbagli segna il dramma della sinistra italiana che si strazia nel vortice delle ripetute sconfitte. Il suo bagno nella realtà, il suo immergersi nei dati empirici per capire che cosa si muove nella società italiana senza essere percepito dagli occhiali deformanti del politicamente corretto, sanciscono un divorzio tragico tra il «ricercatore» e «l’uomo di sinistra». La sinistra lamenta ritualmente il proprio distacco dalla realtà, il proprio ripiegarsi autoreferenziale in una retorica incomprensibile al «vissuto » della società come realmente è e pensa.

Ma per lasciarsi «assalire dalla realtà », come usava dire tra i liberal americani sommersi dall’ondata culturale neoconservatrice, deve impegnarsi per ricomporre la frattura esistenziale raccontata da Barbagli. Deve dimostrare che tra la «ricerca » e la sinistra, tra i «dati» e il discorso dominante nei suoi circuiti autisticamente chiusi in se stessi non c’è guerra o alterità, e che per risollevarsi occorre disfarsi del «blocco mentale» che l’ha paralizzata in questi anni, precludendosi ogni comunicazione con ciò che sta fuori di essa. Scegliere Barbagli e non chi gli «ha tolto il saluto». La realtà e non i sacerdoti di una «correttezza» politica sempre più vuota.

19 febbraio 2009
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Old 22-02-2009, 13:13   #52
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Old 22-02-2009, 13:16   #53
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Nel 2002, a un anno dalle elezioni perse contro Berlusconi, la sinistra stordita e sopraffatta dalla sindrome della sconfitta consegnò agli intellettuali girotondisti la missione di riaccendere lo spirito della grande battaglia contro il «Caimano»: fu l’inseguimento affannoso del radicalismo estremista, il rifugio nella sfera onirica della guerra totale contro il nemico. La sinistra riconquistò voti e tensione emotiva fino alla risicata vittoria del 2006.

Ma quella fiammata, come i fatti si sono incaricati di dimostrare, era destinata a spegnersi nel peggiore dei modi. Oggi, a un anno dalla sconfitta del 2008 e dopo un’impressionante sequenza di rovesci culminata nella disfatta sarda e nella crisi devastante del Pd, la sinistra potrebbe trarre una salutare ispirazione da un altro intellettuale, un sociologo lontanissimo dalla tipologia girotondista ma che non ha mai nascosto la sua appartenenza alla cultura della sinistra: Marzio Barbagli. Nell’intervista rilasciata a Francesco Alberti per il Corriere, Barbagli racconta di una formidabile lotta tra i suoi «schematismi» culturali e i dati della realtà che lo hanno costretto, sul tema della criminalità connessa all’immigrazione, a rivedere drasticamente le proprie «ipotesi di partenza».

«Non volevo vedere », confessa con cristallina onestà intellettuale Barbagli, «c’era qualcosa in me che si rifiutava di esaminare in maniera oggettiva i dati sull’incidenza dell’immigrazione rispetto alla criminalità. Ero condizionato dalle mie posizioni di uomo di sinistra. E quando finalmente ho cominciato a prendere atto della realtà e a scrivere che l’ondata migratoria ha avuto una pesante ricaduta sull’aumento di certi reati, alcuni colleghi mi hanno tolto il saluto». Il racconto di Barbagli riassume con grande pathos espressivo il senso di un percorso sofferto: «ho fatto il possibile per ingannare me stesso»; «era come se avessi un blocco mentale ».

Fino alla conclusione catartica, ma malinconica e solitaria: «sono finalmente riuscito a tenere distinti i due piani: il ricercatore e l’uomo di sinistra. Ora sono un ricercatore. E nient’altro». La conclusione di Barbagli segna il dramma della sinistra italiana che si strazia nel vortice delle ripetute sconfitte. Il suo bagno nella realtà, il suo immergersi nei dati empirici per capire che cosa si muove nella società italiana senza essere percepito dagli occhiali deformanti del politicamente corretto, sanciscono un divorzio tragico tra il «ricercatore» e «l’uomo di sinistra». La sinistra lamenta ritualmente il proprio distacco dalla realtà, il proprio ripiegarsi autoreferenziale in una retorica incomprensibile al «vissuto » della società come realmente è e pensa.

Ma per lasciarsi «assalire dalla realtà », come usava dire tra i liberal americani sommersi dall’ondata culturale neoconservatrice, deve impegnarsi per ricomporre la frattura esistenziale raccontata da Barbagli. Deve dimostrare che tra la «ricerca » e la sinistra, tra i «dati» e il discorso dominante nei suoi circuiti autisticamente chiusi in se stessi non c’è guerra o alterità, e che per risollevarsi occorre disfarsi del «blocco mentale» che l’ha paralizzata in questi anni, precludendosi ogni comunicazione con ciò che sta fuori di essa. Scegliere Barbagli e non chi gli «ha tolto il saluto». La realtà e non i sacerdoti di una «correttezza» politica sempre più vuota.

19 febbraio 2009
*
Anche qui dentro qualcuno ha cominciato lo stesso "sblocco".

E' un fenomeno strano, in quanto essere di sinistra dovrebbe voler dire negare alcune cause di criminalità, che sono oggettive, tra l'altro, come conferma il ricercatore di cui sopra.
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Old 22-02-2009, 13:19   #54
fabio80
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Nel 2002, a un anno dalle elezioni perse contro Berlusconi, la sinistra stordita e sopraffatta dalla sindrome della sconfitta consegnò agli intellettuali girotondisti la missione di riaccendere lo spirito della grande battaglia contro il «Caimano»: fu l’inseguimento affannoso del radicalismo estremista, il rifugio nella sfera onirica della guerra totale contro il nemico. La sinistra riconquistò voti e tensione emotiva fino alla risicata vittoria del 2006.

Ma quella fiammata, come i fatti si sono incaricati di dimostrare, era destinata a spegnersi nel peggiore dei modi. Oggi, a un anno dalla sconfitta del 2008 e dopo un’impressionante sequenza di rovesci culminata nella disfatta sarda e nella crisi devastante del Pd, la sinistra potrebbe trarre una salutare ispirazione da un altro intellettuale, un sociologo lontanissimo dalla tipologia girotondista ma che non ha mai nascosto la sua appartenenza alla cultura della sinistra: Marzio Barbagli. Nell’intervista rilasciata a Francesco Alberti per il Corriere, Barbagli racconta di una formidabile lotta tra i suoi «schematismi» culturali e i dati della realtà che lo hanno costretto, sul tema della criminalità connessa all’immigrazione, a rivedere drasticamente le proprie «ipotesi di partenza».

«Non volevo vedere », confessa con cristallina onestà intellettuale Barbagli, «c’era qualcosa in me che si rifiutava di esaminare in maniera oggettiva i dati sull’incidenza dell’immigrazione rispetto alla criminalità. Ero condizionato dalle mie posizioni di uomo di sinistra. E quando finalmente ho cominciato a prendere atto della realtà e a scrivere che l’ondata migratoria ha avuto una pesante ricaduta sull’aumento di certi reati, alcuni colleghi mi hanno tolto il saluto». Il racconto di Barbagli riassume con grande pathos espressivo il senso di un percorso sofferto: «ho fatto il possibile per ingannare me stesso»; «era come se avessi un blocco mentale ».

Fino alla conclusione catartica, ma malinconica e solitaria: «sono finalmente riuscito a tenere distinti i due piani: il ricercatore e l’uomo di sinistra. Ora sono un ricercatore. E nient’altro». La conclusione di Barbagli segna il dramma della sinistra italiana che si strazia nel vortice delle ripetute sconfitte. Il suo bagno nella realtà, il suo immergersi nei dati empirici per capire che cosa si muove nella società italiana senza essere percepito dagli occhiali deformanti del politicamente corretto, sanciscono un divorzio tragico tra il «ricercatore» e «l’uomo di sinistra». La sinistra lamenta ritualmente il proprio distacco dalla realtà, il proprio ripiegarsi autoreferenziale in una retorica incomprensibile al «vissuto » della società come realmente è e pensa.

Ma per lasciarsi «assalire dalla realtà », come usava dire tra i liberal americani sommersi dall’ondata culturale neoconservatrice, deve impegnarsi per ricomporre la frattura esistenziale raccontata da Barbagli. Deve dimostrare che tra la «ricerca » e la sinistra, tra i «dati» e il discorso dominante nei suoi circuiti autisticamente chiusi in se stessi non c’è guerra o alterità, e che per risollevarsi occorre disfarsi del «blocco mentale» che l’ha paralizzata in questi anni, precludendosi ogni comunicazione con ciò che sta fuori di essa. Scegliere Barbagli e non chi gli «ha tolto il saluto». La realtà e non i sacerdoti di una «correttezza» politica sempre più vuota.

19 febbraio 2009
meglio tardi che mai ma come dimostrano certi del forum, c'è ancora tanta strada da fare... la narcolessia ideologia è dura da sconfiggere
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fabio80 è offline  
Old 22-02-2009, 13:32   #55
lowenz
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il suo immergersi nei dati empirici per capire che cosa si muove nella società italiana senza essere percepito dagli occhiali deformanti del politicamente corretto

La realtà e non i sacerdoti di una «correttezza» politica sempre più vuota.
Ma basta, non se ne può più di questa controretorica sul "politicamente corretto".

Se c'è qualche orbo che non vuol vedere le cose perchè doverla sempre mettere sul piano della controretorica?
lowenz è offline  
Old 22-02-2009, 13:46   #56
StateCity
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Ma si sapeva, oramai nel mio paese, uscire in auto significa scendere sul campo di battaglia,
come se non bastassero gli zebedei autoctoni...
una giungla di extra, che giudano alla fracaxxo da velletri, fregandosene altamente di tutto e di tutti, spesso senza assicurazione e talvolta strafatti di alcohol..
StateCity è offline  
Old 22-02-2009, 14:25   #57
Fedozzo
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Ma basta, non se ne può più di questa controretorica sul "politicamente corretto".

Se c'è qualche orbo che non vuol vedere le cose perchè doverla sempre mettere sul piano della controretorica?
Se sei d'accordo , non vedo perchè rispondere in questo modo.
Mi sembra che il politicamente corretto sia ben piu presente della sua controparte " controretorica"
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Old 22-02-2009, 15:15   #58
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Nel 2002, a un anno dalle elezioni perse contro Berlusconi, la sinistra stordita e sopraffatta dalla sindrome della sconfitta consegnò agli intellettuali girotondisti la missione di riaccendere lo spirito della grande battaglia contro il «Caimano»: fu l’inseguimento affannoso del radicalismo estremista, il rifugio nella sfera onirica della guerra totale contro il nemico. La sinistra riconquistò voti e tensione emotiva fino alla risicata vittoria del 2006.

Ma quella fiammata, come i fatti si sono incaricati di dimostrare, era destinata a spegnersi nel peggiore dei modi. Oggi, a un anno dalla sconfitta del 2008 e dopo un’impressionante sequenza di rovesci culminata nella disfatta sarda e nella crisi devastante del Pd, la sinistra potrebbe trarre una salutare ispirazione da un altro intellettuale, un sociologo lontanissimo dalla tipologia girotondista ma che non ha mai nascosto la sua appartenenza alla cultura della sinistra: Marzio Barbagli. Nell’intervista rilasciata a Francesco Alberti per il Corriere, Barbagli racconta di una formidabile lotta tra i suoi «schematismi» culturali e i dati della realtà che lo hanno costretto, sul tema della criminalità connessa all’immigrazione, a rivedere drasticamente le proprie «ipotesi di partenza».

«Non volevo vedere », confessa con cristallina onestà intellettuale Barbagli, «c’era qualcosa in me che si rifiutava di esaminare in maniera oggettiva i dati sull’incidenza dell’immigrazione rispetto alla criminalità. Ero condizionato dalle mie posizioni di uomo di sinistra. E quando finalmente ho cominciato a prendere atto della realtà e a scrivere che l’ondata migratoria ha avuto una pesante ricaduta sull’aumento di certi reati, alcuni colleghi mi hanno tolto il saluto». Il racconto di Barbagli riassume con grande pathos espressivo il senso di un percorso sofferto: «ho fatto il possibile per ingannare me stesso»; «era come se avessi un blocco mentale ».

Fino alla conclusione catartica, ma malinconica e solitaria: «sono finalmente riuscito a tenere distinti i due piani: il ricercatore e l’uomo di sinistra. Ora sono un ricercatore. E nient’altro». La conclusione di Barbagli segna il dramma della sinistra italiana che si strazia nel vortice delle ripetute sconfitte. Il suo bagno nella realtà, il suo immergersi nei dati empirici per capire che cosa si muove nella società italiana senza essere percepito dagli occhiali deformanti del politicamente corretto, sanciscono un divorzio tragico tra il «ricercatore» e «l’uomo di sinistra». La sinistra lamenta ritualmente il proprio distacco dalla realtà, il proprio ripiegarsi autoreferenziale in una retorica incomprensibile al «vissuto » della società come realmente è e pensa.

Ma per lasciarsi «assalire dalla realtà », come usava dire tra i liberal americani sommersi dall’ondata culturale neoconservatrice, deve impegnarsi per ricomporre la frattura esistenziale raccontata da Barbagli. Deve dimostrare che tra la «ricerca » e la sinistra, tra i «dati» e il discorso dominante nei suoi circuiti autisticamente chiusi in se stessi non c’è guerra o alterità, e che per risollevarsi occorre disfarsi del «blocco mentale» che l’ha paralizzata in questi anni, precludendosi ogni comunicazione con ciò che sta fuori di essa. Scegliere Barbagli e non chi gli «ha tolto il saluto». La realtà e non i sacerdoti di una «correttezza» politica sempre più vuota.

19 febbraio 2009
Un pezzo stupendo.
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Old 22-02-2009, 15:31   #59
ania
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http://www.repubblica.it/2009/02/sez...e-valigia.html
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Ucciso e chiuso in una valigia
Confessa una donna romena
Roma, il corpo rinvenuto in un appartamento del quartiere Aurelio
Era l'amministratore dello stabile, possibile movente un debito con il condominio

ROMA - Il cadavere di un uomo è stato trovato dentro una valigia in un appartamento di via Urbano II al quartiere Aurelio a Roma.
La vittima, Giovanni Santini, 63 anni, abitava nello stesso stabile e ne era amministratore da circa sei anni. La valigia è stata trovata nell'appartamento abitato da una coppia di romeni, Gabriel Uijca Miai, 35 anni, e Georgeta Nichita, 20, che sono stati interrogati a lungo dagli inquirenti. E dopo ore la donna ha confessato.

La versione della donna.
Georgeta Nikita, che è incinta di sei mesi, si è assunta tutta la responsabilità dicendo di aver colpito 4-5 volte la vittima alla testa con un mattarello.
E ha sostenuto che Santini avrebbe acconsentito a farle pagare in ritardo l'affitto se avesse accettato le sue avance.
A quel punto lei l'ha colpito.

Dopo aver bevuto ha chiamato il marito e insieme hanno cercato di occultare il delitto.
La donna ha raccontato che prima hanno messo una busta di plastica in testa all'amministratore, il cui cadavere è stato riposto in una valigia nella quale, però, non entrava.
Quindi lo hanno trascinato fino a dentro uno stanzino, hanno pulito, utilizzando l'acido muriatico, e ritinteggiato casa.
Il marito della donna è tornato a lavorare.
Sono ritornati oggi nell'appartamento dopo aver comprato una valigia più grande, dove è stato trasferito il cadavere, strofinacci e un altro barattolo di vernice per cancellare le macchie di sangue che non andavano via. Quello che andava eliminato è stato buttato in sacchi della spazzatura trovati nell'abitazione: la vecchia valigia fatta a pezzi, i vestiti sporchi di sangue, gli strofinacci usati, il mattarello.
Il marito della donna ha saputo soltanto oggi che la moglie era incinta.


La macabra scoperta.
A far scattare l'allarme è stata la famiglia di Santini che non ha visto rincasare Giovanni. Ma anche il portiere di un altro caseggiato che da venerdì pomeriggio lo aspettava per restituirgli un mazzo di chiavi.

"Gli agenti sono arrivati intorno alle 14 e sono passati dal retro dell'appartamento al pianterreno, l'ex casa del portiere dove i due romeni fermati abitavano da circa otto mesi - ha dichiarato un condomino - bussavano ma nessuno apriva la porta. A quel punto hanno forzato l'ingresso e hanno trovato marito e moglie intenti a pulire il muro dagli schizzi di sangue". "Il genero della vittima - ha aggiunto l'uomo - mi ha detto che la valigia stava in un angolo dell'appartamento, il cadavere era stato chiuso in un sacco e messo nella valigia".

Stupore e rabbia.
La coppia viveva da otto mesi in quello stabile. La donna, madre di tre figlie, lavorava come cameriera in un ristorante della zona. Il proprietario di un negozio di alimentari di fronte al condominio nel quale è avvenuto l'omicidio non riesce a credere che la coppia di romeni abbia potuto uccidere. "Gina (come era chiamata nel quartiere) è venuta qui stamattina a comprare il pane poco prima delle 12. Era, come sempre, di corsa ma sempre cordiale. E' una grande lavoratrice. Non penso sia stata in grado di fare una cosa del genere: ci sono rimasto molto male. La conosco da quando ha iniziato a lavorare al ristorante qui accanto, circa due anni fa. E' una donna dinamica, sempre curata e gentile. Era felice perché si era trasferita qui da Casal Lumbroso". Il marito invece era poco conosciuto, l'unica cosa che si sa di lui è che fa il muratore.

Però tra i curiosi radunati fuori dallo stabile c'è chi lamenta un'eccessiva presenza di romeni in zona. "Devono andare via, questa zona sta diventando invivibile. Non ce la facciamo più: è gente violenta che non conosce le regole del vivere civile".

Il questore di Roma Giuseppe Caruso sottolinea invece che "in questo nuovo episodio di violenza che vede coinvolti cittadini romeni è importante precisare che nell'attività d'indagine altri loro connazionali stanno dando un apporto determinante".

(21 febbraio 2009)

Ultima modifica di ania : 22-02-2009 alle 15:39.
ania è offline  
Old 22-02-2009, 16:28   #60
lowenz
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Originariamente inviato da Fedozzo Guarda i messaggi
Se sei d'accordo , non vedo perchè rispondere in questo modo.
Mi sembra che il politicamente corretto sia ben piu presente della sua controparte " controretorica"
In questo forum no

E oltretutto non capisco perchè non potrei rispondere come credo
lowenz è offline  
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