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Old 21-02-2009, 23:36   #1
Tasslehoff
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Cambiamento

Ormai è quasi fatta, tra meno di due settimane il sottoscritto varcherà la fatidica soglia dei 30, e come è giusto che sia in occasione di queste "milestones" uno si pone una serie di domande, fa un po' il punto della situazione...

Proprio stasera (peraltro passata a casa in modo piuttosto mesto grazie a un mal di testa che nemmeno due moment sono riusciti a domare del tutto...) stavo riflettendo sul cambiamento...
Se penso a cosa è cambiato nella mia vita nel corso degli ultimi 10 anni (o dalla giovinezza a oggi), francamente non mi viene in mente molto oltre al passaggio scuola-lavoro (avvenuto per il sottoscritto nel 2001) e alla patente (2 anni fa). Il resto è rimasto bene o male uguale, maggiore disponibilità economica ma le passioni e gli interessi per me sono rimasti pressochè gli stessi, idem per quanto riguarda le amicizie e le frequentazioni (anzi quelle si sono ahimè ridotte dato che con gli anni si ha sempre meno tempo da dedicare al cazzeggio...).
Potrei dire senza alcun timore di essere smentito che i cambiamenti maggiori nella mia vita riguardano gli upgrade dei miei pc e i giochi che mi sono goduto

Alla fine la conclusione a cui sono giunto è che odio il cambiamento, non mi piace e lo evito a tutti i costi. Non credo di temerlo o di esserne terrorizzato, semplicemente lo ignoro e non lo cerco, mi piace la stabilità della mia vita.

Voi invece, come vivete il cambiamento?
Lo assecondate, addirittura lo cercate?
Vi spaventa, vi esalta oppure vi lascia indifferenti?
Sono curioso...
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Old 21-02-2009, 23:47   #2
Setzuko
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Il cambiamento non mi spaventa...e spesso vado a cercarmelo. Penso che i cambiamenti facciano crescere ed aprano la mente.

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"Nessun grande artista vede mai le cose come sono veramente. Se lo facesse, smetterebbe di essere un artista" O.Wilde
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Old 21-02-2009, 23:56   #3
Tasslehoff
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Il cambiamento non mi spaventa...e spesso vado a cercarmelo. Penso che i cambiamenti facciano crescere ed aprano la mente.
Anche l'osservazione fa crescere e apre la mente

Ad es, non per farmi i cazzi tuoi (liberissima di ignorare la domanda eh), ma se ricordo bene il tuo paese di origine è molto distante da Mi.
Quando hai deciso di trasferirti e come hai vissuto la cosa?
Te lo chiedo perchè dalle mie parti nessuno o pochissimi si sognerebbero di fare una cosa del genere, pensa che ancora oggi qualcuno mi considera un mezzo matto perchè mi faccio ben 40 Km per andare al lavoro, è una cosa inconcepibile per tante persone della mia zona, figuriamoci trasferirsi così lontano
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Old 22-02-2009, 00:09   #4
Setzuko
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Anche l'osservazione fa crescere e apre la mente

Ad es, non per farmi i cazzi tuoi (liberissima di ignorare la domanda eh), ma se ricordo bene il tuo paese di origine è molto distante da Mi.
Quando hai deciso di trasferirti e come hai vissuto la cosa?
Te lo chiedo perchè dalle mie parti nessuno o pochissimi si sognerebbero di fare una cosa del genere, pensa che ancora oggi qualcuno mi considera un mezzo matto perchè mi faccio ben 40 Km per andare al lavoro, è una cosa inconcepibile per tante persone della mia zona, figuriamoci trasferirsi così lontano
Il mio paese di origine dista circa 1018 km da Milano
La cosa è stata vissuta benissimo (avevo 19 anni), non ho nostalgia del mio paese...ogni tanto torno giù (circa 3 volte l'anno) per rivedere la mia famiglia, e non riesco a starci per più di due settimane, poi inizio a dare di matto. Ormai ho la mia vita qui a Milano, ho le mie abitudini.
Mi piace stare lì un pò, rivivere le cose belle della mia terra, il mare, ritrovare i miei vecchi compagni, stare un pò di tempo con i miei...ma non c'è nient'altro.

Tra l'altro prima di Milano ho fatto un altro salto, anche se decisamente più piccolo rispetto a questo.
Io sono di una cittadina in provincia di Lecce, e dopo le medie frequentate nel mio paese, ho deciso di chiudere e di frequentare le superiori a Lecce.
Quindi catapultata ogni giorno in una città che io non conoscevo, dove non conoscevo NESSUNO, mentre si sa...in paese ci si conosce tutti.

Adesso da Milano, il prossimo salto spero di farlo all'estero, il coraggio non mi manca.

Da Restauro, non vedo l'ora di passare al biennio di Pittura, e ricominciare tutto dall'inizio. Lezioni nuove, compagni nuovi, professori nuovi...l'intero ambiente è diverso.

Solo per quanto riguarda la sfera sentimentale sono invece piuttosto stabile, questo perchè non sono una persona dall'innamoramento facile...sono pochissime le persone che mi piacciono. Gli altri di solito o mi sono completamente indifferenti, oppure mi attraggono solo fisicamente.

Se hai altre domande, chiedi pure
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Ultima modifica di Setzuko : 22-02-2009 alle 00:21.
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Old 22-02-2009, 01:11   #5
Guren
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il cambiamento non mi spaventa molto, ma sono piuttosto pigro e quindi di sicuro non lo cerco... insomma ci assomigliamo abbastanza credo

In passato ho più volte rifiutato offerte di lavoro, anche molto interessanti, per evitare di dover ricominciare dal principio (nuovi colleghi, nuovo lavoro, nuove mansioni, etc) e per evitare di modificare i rapporti con alcune persone.

Ora vivo una fase di enorme cambiamento ma ho cercato, non appena possibile, di riportarlo ai binari della mia normalità di casa.

Se prima era casa-internet-World of Warcraft ora è albergo-lavoro-internet... avevo il mio, più che discreto, impianto HT in casa e ho fatto di tutto per replicarlo qui in albergo... la maggior parte dei miei amici la sentivo su internet e ci si incontrava ai raduni ogni 3-6 mesi ed ora li frequento ancora sempre su internet e ci si rivede ogni volta che torno a casa (ogni 3 mesi) insomma sono a 10k km da casa ma vivo come se fossi ancora in camera mia a casa dei miei
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In tutta la sua vita,
quante volte può riuscire un uomo
a fermare le lacrime di una donna?
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Old 22-02-2009, 01:12   #6
Joker84
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Io sono cambiato tantissimo..

io cambio spesso.. ma do l'impressione agli altri di essere sempre lo stesso.
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Old 22-02-2009, 01:21   #7
Mucchina Volante
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Il cambiamento non mi spaventa...e spesso vado a cercarmelo. Penso che i cambiamenti facciano crescere ed aprano la mente.

La mente che si apre ad una nuova idea non torna mai alla dimensione precedente.(Albert Einstein)
il culo anche.

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ma più mi chinai e nemmeno su un fiore/più non arrossii nel rubare l'amore/dal momento che inverno mi convinse che dio/non sarebbe arrossito rubandomi il mio
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Old 22-02-2009, 01:37   #8
Tasslehoff
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Altra domanda per tutti.

Quanto pensate possa aver influito sulla vostra propensione al cambiamento il modo di vivere dei vostri genitori?
Attenzione però, il loro modo di vivere, non il modo di vivere che loro vorrebbero per voi.

Mi spiego meglio, i miei genitori sono persone estremamente attive, che hanno realizzato tantissimo partendo con pochissimi mezzi (es preparazione scolastica piuttosto modesta, e mezzi economici ancora più risicati tanto che quando si sposarono possedevano solo quello che avevano nei loro portafogli...); sono persone che anche nel loro lavoro hanno sempre dimostrato una eccezionale propensione all'iniziativa (mio padre lavora in proprio da ormai 18 anni e prima ha cambiato tanti datori di lavoro da dover cambiare libretto di lavoro avendo esaurito tutte le pagine disponibili...) e anche ora che stanno per andare in pensione hanno mille progetti e mille idee da realizzare...

Ovviamente la loro aspirazione per me e mio fratello è di una vita altrettanto attiva e piena di stimoli, cambiamenti e obbiettivi, cosa che invece si scontra con la nostra propensione alla stabilità e al quieto vivere (mio fratello ha ben 13 anni meno di me ma sembra avere la mia stessa avversione al cambiamento).
Sia chiaro, non siamo tanto benestanti da permetterci di vivere di rendita, però io credo che in un certo qual modo l'esempio di persone così estreme dal punto di vista del cambiamento e della frenesia, anzichè favorire il cambiamento abbia sortito l'effetto contrario.

Insomma, la vostra propensione al cambiamento rispecchia quella dei vostri genitori oppure avete un comportamento esattamente opposto come nel mio caso?
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Old 22-02-2009, 01:42   #9
Mucchina Volante
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Altra domanda per tutti.

Quanto pensate possa aver influito sulla vostra propensione al cambiamento il modo di vivere dei vostri genitori?
Attenzione però, il loro modo di vivere, non il modo di vivere che loro vorrebbero per voi.

Mi spiego meglio, i miei genitori sono persone estremamente attive, che hanno realizzato tantissimo partendo con pochissimi mezzi (es preparazione scolastica piuttosto modesta, e mezzi economici ancora più risicati tanto che quando si sposarono possedevano solo quello che avevano nei loro portafogli...); sono persone che anche nel loro lavoro hanno sempre dimostrato una eccezionale propensione all'iniziativa (mio padre lavora in proprio da ormai 18 anni e prima ha cambiato tanti datori di lavoro da dover cambiare libretto di lavoro avendo esaurito tutte le pagine disponibili...) e anche ora che stanno per andare in pensione hanno mille progetti e mille idee da realizzare...

Ovviamente la loro aspirazione per me e mio fratello è di una vita altrettanto attiva e piena di stimoli, cambiamenti e obbiettivi, cosa che invece si scontra con la nostra propensione alla stabilità e al quieto vivere (mio fratello ha ben 13 anni meno di me ma sembra avere la mia stessa avversione al cambiamento).
Sia chiaro, non siamo tanto benestanti da permetterci di vivere di rendita, però io credo che in un certo qual modo l'esempio di persone così estreme dal punto di vista del cambiamento e della frenesia, anzichè favorire il cambiamento abbia sortito l'effetto contrario.

Insomma, la vostra propensione al cambiamento rispecchia quella dei vostri genitori oppure avete un comportamento esattamente opposto come nel mio caso?
se posso dare un parere, credo che sia una questione caratteriale che dipende solo in minima parte dai condizionamenti familiari, mentre probabilmente di piu' dalle esperienze dirette. se da ragazzino, qualsiasi cambiamento che tenti di fare ti porta solo cose "cattive", poi associerai cambiamento a cattivo. se non ne hai mai fatti invece la cosa ti spaventa perchè è lo sconosciuto.
a me i cambiamenti suscitano sicuramente un certo timore, ma sono estremamente attraenti...
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Old 22-02-2009, 01:51   #10
Joker84
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Altra domanda per tutti.

Quanto pensate possa aver influito sulla vostra propensione al cambiamento il modo di vivere dei vostri genitori?
Attenzione però, il loro modo di vivere, non il modo di vivere che loro vorrebbero per voi.

Mi spiego meglio, i miei genitori sono persone estremamente attive, che hanno realizzato tantissimo partendo con pochissimi mezzi (es preparazione scolastica piuttosto modesta, e mezzi economici ancora più risicati tanto che quando si sposarono possedevano solo quello che avevano nei loro portafogli...); sono persone che anche nel loro lavoro hanno sempre dimostrato una eccezionale propensione all'iniziativa (mio padre lavora in proprio da ormai 18 anni e prima ha cambiato tanti datori di lavoro da dover cambiare libretto di lavoro avendo esaurito tutte le pagine disponibili...) e anche ora che stanno per andare in pensione hanno mille progetti e mille idee da realizzare...

Ovviamente la loro aspirazione per me e mio fratello è di una vita altrettanto attiva e piena di stimoli, cambiamenti e obbiettivi, cosa che invece si scontra con la nostra propensione alla stabilità e al quieto vivere (mio fratello ha ben 13 anni meno di me ma sembra avere la mia stessa avversione al cambiamento).
Sia chiaro, non siamo tanto benestanti da permetterci di vivere di rendita, però io credo che in un certo qual modo l'esempio di persone così estreme dal punto di vista del cambiamento e della frenesia, anzichè favorire il cambiamento abbia sortito l'effetto contrario.

Insomma, la vostra propensione al cambiamento rispecchia quella dei vostri genitori oppure avete un comportamento esattamente opposto come nel mio caso?
Io penso che i genitori non possano influire sul paura di cambiare. penso più che si tratti di una questione di carattere, di pigrizia che la tua personalità ha...
sei più propenso nel vivere sempre allo stesso modo,seguendo il mitico detto "non cambiare la via vekkia x quella nuova..."
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Old 22-02-2009, 01:52   #11
Guren
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i miei genitori sono, erano dato che ora sono in pensione, entrambi braccianti agricoli figli di contadini (anzi di mezzadri perchè non hanno mai avuto i soldi per comperarsi della terra).

Mi hanno sempre insegnato che l'importante era lavorare (per loro non lavorare = essere un poco di buono) e che un qualsiasi lavoro è comunque degno di rispetto e bisogna dedicarcisi con tutte le proprie energie.

Ad esempio mio padre ancora non concepisce il motivo assurdo per cui ho deciso di venire a vivere in Cina, quando sono rientrato a casa la prima volta e mi ha visto andare al lavoro in giacca e cravatta mi ha guardato e ha scosso la testa
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Old 22-02-2009, 01:55   #12
Tasslehoff
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se posso dare un parere, credo che sia una questione caratteriale che dipende solo in minima parte dai condizionamenti familiari, mentre probabilmente di piu' dalle esperienze dirette. se da ragazzino, qualsiasi cambiamento che tenti di fare ti porta solo cose "cattive", poi associerai cambiamento a cattivo. se non ne hai mai fatti invece la cosa ti spaventa perchè è lo sconosciuto.
Beh chiaramente non intendevo fare una associazione diretta e assoluta genitori->figli, ovviamente ognuno ha la sua testa e decide (e sviluppa) per conto suo il suo personale approccio alla vita.
Sicuramente però l'esempio dei genitori è uno di quelli più influenti, magari in modo inconscio eh. Di certo non dipende tutto da quello ma secondo me il suo apporto non è così minimale, tutt'altro.

Tra l'altro nel mio caso durante la mia fanciullezza e giovinezza ho spesso dimostrato un gradimento notevole per tutte quelle esperienze di indipendenza, di distacco dai genitori o di responsabilizzazione senza mai mostrare traumi o lamentele di alcun tipo, anzi mi ci divertivo
Forse ho fatto il pieno di cambiamento e di indipendenza allora e ora non sento quella necessità?

Qualcuno ha esperienze simili?

Quote:
a me i cambiamenti suscitano sicuramente un certo timore, ma sono estremamente attraenti...
Attratta da ciò che genera disagio?
Non voglio dare giudizi e spero di non essere frainteso, ma non è un atteggiamento un po' "masochistico"?
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Old 22-02-2009, 02:00   #13
Tasslehoff
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i miei genitori sono, erano dato che ora sono in pensione, entrambi braccianti agricoli figli di contadini (anzi di mezzadri perchè non hanno mai avuto i soldi per comperarsi della terra).

Mi hanno sempre insegnato che l'importante era lavorare (per loro non lavorare = essere un poco di buono) e che un qualsiasi lavoro è comunque degno di rispetto e bisogna dedicarcisi con tutte le proprie energie.
Guarda hai perfettamente descritto anche quello che avviene nella mia zona.
Tanto per fare un paio di esempi stupidi:
- quando in paese si parla di una persona e la si vuole in un certo senso insultare la frase detta più spesso è "non ha mai lavorato in vita sua"
- quando qualcuno muore il miglior commento che si fa per ricordarne la memoria non è sulla sua onestà, generosità, bontà di cuore, buon carattere, gentilezza o altro... ma è "ha sempre lavorato tanto..."

E poi dicono che lo stereotipo del bergamasco sgobbone con la schiena piegata è una cosa del passato...
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Old 22-02-2009, 08:06   #14
tehblizz
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Io penso che i genitori non possano influire sul paura di cambiare. penso più che si tratti di una questione di carattere, di pigrizia che la tua personalità ha...
sei più propenso nel vivere sempre allo stesso modo,seguendo il mitico detto "non cambiare la via vekkia x quella nuova..."
E invece è proprio l'ambiente sociale che ha più influenza sulle persone rispetto a quello che chiami "personalità".
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Old 22-02-2009, 10:03   #15
deggungombo
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Voi invece, come vivete il cambiamento?
Lo assecondate, addirittura lo cercate?
Vi spaventa, vi esalta oppure vi lascia indifferenti?
Sono curioso...
ho un paio di mesi meno di te, sto arrivando anch'io alla boa dei 30.

Di natura fuggo il cambiamento, l'ho sempre fatto... fuggevo il cambiamento e tutte le situaziuoni che implicassero prendere una scelta decisa, che come ogni scelta, apre le porte ad alcune possibilità, ma ne preclude altre per sempre.

....negli anni, ho capito ciò che mancava alla mia vita era prendere delle decisioni degne di nota. Decisioni che portassero ad un cambiamento consistente... ne sentivo proprio la necessità.

Le occasioni di crescita che ho avuto a seguito di alcune scelte/cambiamenti sono state insostituibli, ne sono maledettamente contento ed ancora oggi mi capita spesso di mettermi di proposito in situazioni che in passato avrei ritenuto assolutamente scomode, ma che finalmente considero la via per la serenità. Serenità, non avere nulla da rimproverarsi, nel limite dell'errore umano, non dover essere pentiti di aver perso il treno per qualche cambiamento di fondamentale importanza.

La mia situazione ora e tutt'altro che definitiva, e sinceramente mi piacerebbe poter iniziare a stabilizzare qualcosa, ma ancora sento che mancano degli elementi, mi manca essere innamorato, mi manca un lavoro meno pericoloso, un luogo che senta definitivamente come "casa mia" e non so se esisterà mai, molti aspetti sono work in progress, ma sono contento.
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Old 22-02-2009, 10:09   #16
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Ormai è quasi fatta, tra meno di due settimane il sottoscritto varcherà la fatidica soglia dei 30, e come è giusto che sia in occasione di queste "milestones" uno si pone una serie di domande, fa un po' il punto della situazione...

Proprio stasera (peraltro passata a casa in modo piuttosto mesto grazie a un mal di testa che nemmeno due moment sono riusciti a domare del tutto...) stavo riflettendo sul cambiamento...
Se penso a cosa è cambiato nella mia vita nel corso degli ultimi 10 anni (o dalla giovinezza a oggi), francamente non mi viene in mente molto oltre al passaggio scuola-lavoro (avvenuto per il sottoscritto nel 2001) e alla patente (2 anni fa). Il resto è rimasto bene o male uguale, maggiore disponibilità economica ma le passioni e gli interessi per me sono rimasti pressochè gli stessi, idem per quanto riguarda le amicizie e le frequentazioni (anzi quelle si sono ahimè ridotte dato che con gli anni si ha sempre meno tempo da dedicare al cazzeggio...).
Potrei dire senza alcun timore di essere smentito che i cambiamenti maggiori nella mia vita riguardano gli upgrade dei miei pc e i giochi che mi sono goduto

Alla fine la conclusione a cui sono giunto è che odio il cambiamento, non mi piace e lo evito a tutti i costi. Non credo di temerlo o di esserne terrorizzato, semplicemente lo ignoro e non lo cerco, mi piace la stabilità della mia vita.

Voi invece, come vivete il cambiamento?
Lo assecondate, addirittura lo cercate?
Vi spaventa, vi esalta oppure vi lascia indifferenti?
Sono curioso...
Ho appena fatto i 29 e l'unica cosa che mi preoccupa è vedere che i miei interessi son quelli di quando ne avevo 20.
A 20 anni pensavo ai trentenni come adulti arrivati, vestiti bene solo casa e lavoro
Quindi mi chiedo se sbagliavo (ovviamente si, ma per gran parte della gente che conosco suprattutto al lavoro avevo pienamente ragione) oppure sono io che son indietro
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Old 22-02-2009, 10:12   #17
deggungombo
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Il mio paese di origine dista circa 1018 km da Milano
scusa se non mi faccio i cazz miei, in un'altra discussione mi sembra di ricordare fossi salentina... da dove?
te lo chiedo perché sto lavorando vicino gallipoli, penso di essere stato l'unico caso di controimmigrazione nel salento per motivi di lavoro

...e debbo dire che d'inverno da quelle parti è difficile mantenere l'equilibro mentale
sembra che i 20-30enni siano stati nascosti da qualche parte... pieno di adolescenti, pieno di over 40... ma quelli in mezzo, una rarità
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Old 22-02-2009, 11:03   #18
Mucchina Volante
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Beh chiaramente non intendevo fare una associazione diretta e assoluta genitori->figli, ovviamente ognuno ha la sua testa e decide (e sviluppa) per conto suo il suo personale approccio alla vita.
Sicuramente però l'esempio dei genitori è uno di quelli più influenti, magari in modo inconscio eh. Di certo non dipende tutto da quello ma secondo me il suo apporto non è così minimale, tutt'altro.
ho scritto quel che ho scritto perchè ho un fratello, i miei genitori ci hanno tirato su esattamente allo stesso modo ma abbiamo due caratteri, attitudini e gusti completamente opposti. per questo secondo me sul carattere i genitori hanno un influenza minima; ovviamente prendendo ad esempio una famiglia nella media non una famiglia disagiata con, ad esempio, padre ubriacone che mena tutti gli altri componenti...
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Attratta da ciò che genera disagio?
Non voglio dare giudizi e spero di non essere frainteso, ma non è un atteggiamento un po' "masochistico"?
intanto ho parlato di timore e non di disagio, che non sono la stessa cosa. il fatto che spesso lo "sconosciuto" generi contemporaneamente timore ed eccitazione non l'ho di certo inventato io adesso
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Old 22-02-2009, 11:52   #19
nevione
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io odiavo i cambiamenti, tuttora alcuni mi spaventano, ma sono entrato in un ottica fatalista per cui certe cose sono inevitabili e soprattutto quando ci sei dentro, anche se ne eri spaventato, tutto sommato poi piacciono.
fino ai 26 anni ho vissuto coi miei, poi ho fatto mio malgrado il militare, che ha iniziato a darmi un certo grado di indipendenza e mi ha insegnato a cavarmela da solo. (si badi tra l'altro che volevo fare l'obiettore ma per casini vari sono finito a fare l'alpino a 600km da casa ).
poi mi sono messo con una ragazza catalana, e' venuta in italia e siamo andati a vivere in montagna, a circa 8km dalla casa dei miei.
dopo due anni la grande decisione di spostarsi a barcellona, ero' cosi' spaventato da questo salto (persone nuove, 1000km di distanza, lavoro nuovo, perdita del mio lavoro sicuro alle poste, altra lingua, da un paese a una metropoli) che ho passato un lungo esaurimento.
Adesso devo dire che e' stata una scelta azzeccatissima, non tornerei nemmeno trascinato in italia.
detto questo, anche se i cambiamenti mi spaventano, non lo fanno piu' molto, sono sempre un' po' restio, d'altro lato mi sembrano intriganti e una specie di sfida.
Adesso abbiamo in mente con la ragazza (e' un'altra adesso) di andare a vivere insieme, e in futuro vorremmo spostarci da qualche altra parte per fare nuove esperienze (Parigi, Lisbona, Marsiglia o Berlino) e ovviamente cambiare lavoro.
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Old 22-02-2009, 12:04   #20
Insert coin
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Originariamente inviato da nevione Guarda i messaggi
io odiavo i cambiamenti, tuttora alcuni mi spaventano, ma sono entrato in un ottica fatalista per cui certe cose sono inevitabili e soprattutto quando ci sei dentro, anche se ne eri spaventato, tutto sommato poi piacciono.
fino ai 26 anni ho vissuto coi miei, poi ho fatto mio malgrado il militare, che ha iniziato a darmi un certo grado di indipendenza e mi ha insegnato a cavarmela da solo. (si badi tra l'altro che volevo fare l'obiettore ma per casini vari sono finito a fare l'alpino a 600km da casa ).
poi mi sono messo con una ragazza catalana, e' venuta in italia e siamo andati a vivere in montagna, a circa 8km dalla casa dei miei.
dopo due anni la grande decisione di spostarsi a barcellona, ero' cosi' spaventato da questo salto (persone nuove, 1000km di distanza, lavoro nuovo, perdita del mio lavoro sicuro alle poste, altra lingua, da un paese a una metropoli) che ho passato un lungo esaurimento.
Adesso devo dire che e' stata una scelta azzeccatissima, non tornerei nemmeno trascinato in italia.
detto questo, anche se i cambiamenti mi spaventano, non lo fanno piu' molto, sono sempre un' po' restio, d'altro lato mi sembrano intriganti e una specie di sfida.
Adesso abbiamo in mente con la ragazza (e' un'altra adesso) di andare a vivere insieme, e in futuro vorremmo spostarci da qualche altra parte per fare nuove esperienze (Parigi, Lisbona, Marsiglia o Berlino) e ovviamente cambiare lavoro.
Azz, varie cose in comune, anche se per ora faccio ancora la spola fra Barcellona e la provincia di Roma devo dire che quelle volte che sono con la mia compagna catalana e convivo a casa sua mi sento come se lo facessi da una vita, nessun "trauma", nessun nostalgia della mia famiglia d'origine, per anni io sono cresciuto con l'idea di essere un mammone ed invece mi sono sentito a mio agio in terra "straniera" fin da subito, giornate intere scordandomi persino di averli dei genitori, a parte telefonare loro 2-3 volte la settimana, ho riscoperto il gusto di fare davvero "quello che mi pare" e per di più nell'ambito di una vita di coppia, uscire negli orari più impensati, pranzare alle 4 del pomeriggio, sudare come un maiale fregandomene di doverlo nascondere alla mammina preoccupata, rientrare la notte alle 4 del mattino e pensare non ad addormentarmi ma a fare l'amore, sentirmi bene con le nuove conoscenze ed in mezzo alla gente in generale, da mammone che credevo di essere mi sto quasi trasformando in un "ingrato", mi faccio quasi paura da solo...
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