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Old 26-11-2008, 13:36   #41
nomeutente
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Originariamente inviato da _Magellano_ Guarda i messaggi
Niente pm con minacce comunque? sotto sotto ci speravo visto che mi snobbi sempre a differenza degli altri.
Spero che a colpi di 3 gg per volta impariate a risolvere le beghe private in privato, appunto, e a non farne oggetto di discussione pubblica.
Soprattutto perché agli altri dei vostri pm importa poco o niente.
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Inviato dal mio pollo di gomma™ usando la carrucola
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Old 26-11-2008, 13:41   #42
dantes76
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Originariamente inviato da elfoscuro Guarda i messaggi
*TU* non hai nemmeno un'idea di come stiano le cose in Sardegna.
Ci sono posti marziani a causa della cementificazione oppure troiai e orgie di palazzi quasi in acqua come ad Olbia. Lascia perdere
Bisognava fare come in Corsica altro che cazzi
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Originariamente inviato da palombaro Guarda i messaggi
Se si ricandida...indipendentemente dal partito...lo rivoto sicuro.
quando Soru fu eletto governatore della sardegna provai un pizzico d'invidia..ampiamente confermato dopo...naturalemte il pd si sarebbe tenuto stretto u zuvasavasa.. ma non uno come Soru


voi Soru,




io cuffaro






Pessimismo e fastidio, pessimismo e fastidio Pessimismo e fastidio, pessimismo e fastidio
Pessimismo e fastidio, pessimismo e fastidio Pessimismo e fastidio, pessimismo e fastidio
Pessimismo e fastidio, pessimismo e fastidio Pessimismo e fastidio, pessimismo e fastidio
Pessimismo e fastidio, pessimismo e fastidio Pessimismo e fastidio, pessimismo e fastidio
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“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -

Ultima modifica di dantes76 : 26-11-2008 alle 13:45.
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Old 26-11-2008, 14:18   #43
dantes76
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La formica-Soru vende fatti, non spaccia sogni
conti risanati, via enti e spese inutili: non basta
Ora c'è voglia di cicale e scialo: “torra a carrigai”


di Nino Nonnis

Bisogna saper presentare i propri prodotti. A patto che te li lascino presentare, perché per convincere e rendere edotto il cliente bisogna reiterare il messaggio. Dicono, mi dicono, non ho bisogno di essere convinto però, che Soru abbia ripianato il bilancio della Regione. Raggiungimento notevole, specie in un momento di crisi come questo. Però l'assenza di debiti, da un punto di vista mediatico, non è qualcosa di vistoso, che istiga alla riconoscenza, quella dei meriti e quella di risposta alle buone azioni.

Dopo che tu hai riportato i bilanci in parità, hai abolito sprechi, spese inutili, enti inutili, ti aspetti che la gente (l'elettore) tenga conto delle tue capacità dimostrate, delle tue direttive d'azione, delle tue priorità. Niente di tutto questo. Appena si raggiunge una situazione di tranquillità, la parola d'ordine, il bisogno represso, la pulsione ineliminabile è “Torra a carrigai”. Si vuole di nuovo scialare, come se si fossero ricreate le condizioni favorevoli per un indebitamento, per una distribuzione di incarichi remunerativi, non necessariamente produttivi. Non ci sono i soldi, ma si sono create le condizioni per firmare cambiali, per vivere al di sopra dei propri mezzi. Qualcuno, anche se tutti, pagherà.

Una posizione politica tende alla moralizzazione dei conti, della cosa pubblica, l'altra fa la cicala. La gente (di nuovo l'elettore) si stanca di lacrime, di cinghie tirate, di rinunce, di realismo senza sogni. Vuole ottimismo, vento in poppa, clima di promesse, di iniziative, di ribaltamenti, anche se fittizi. Come se una squadra di calcio, invece dei giocatori, cambiasse le magliette. Che è pur sempre un segno di volontà di cambiamento, tensione verso, assenza di immobilismo.

Noi non amiamo le multe, le regole ferree, la morale giuridica, amiamo i condoni, la speranza che prima o poi ne arriva uno, le maglie larghe, la possibilità di non pagare tasse. Puoi anche aumentarle, ma devi fare in modo che possano essere eluse. Nel mentre, in attesa del condono, ci si dà da fare per produrre materiale per ottenerlo. La frase non detta, ma implicita è “Lasciatemi fare, che dopo io lascerò fare a voi”. Dove quel voi è rivolto ai propri votanti. E a chi vuole passare dall'altra parte. Non ho messo i soggetti alle varie contrapposizioni. Non ditemi che ce n'era bisogno.

Questo articolo era stato scritto e inviato alla redazione molte ore prima delle dimissioni di Soru (ndr)
http://www.altravoce.net/2008/11/26/soru.html
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Old 26-11-2008, 14:35   #44
Jammed_Death
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a me soru piaceva...è un politico che prende decisioni e le difende, che non cambia idea continuamente e che a costo di andare contro il popolo condizionato da amici e giornali lui proseguiva per uno scopo più grande. Ero pure io contro l'importazione della spazzatura dalla campania, ma lui l'ha fatto e qui non ha causato alcun problema di abbondanza ecc, ma d'ordine pubblico, causati dalla "simpatia" che c'è tra cagliaritani e napoletani. Se la spazzatura fosse stata calabrese o siciliana non sarebbe fregato niente a nessuno.

Poi tutti con sto piano paesaggistico, uno che vuole veramente proteggere la sardegna viene silurato...poi tra 20 anni vorrò proprio sentire la gente che si lamenterà perchè nonostante residente deve pagare 10 euro per il posto in spiaggia, posto che sarà di 20cm quadrati. E sarò anche contento quando i turisti verranno a farsi spennare per affittare o comprare villette da 10 metri quadri che probabilmente sprofonderanno come le ultime costruite all'uscita del paese dove abito.

Come la gente ha iniziato a stringere il culo per il posto fisso di finto lavoro che iniziava a vacillare ecco che altri gli vanno addosso.

Ora spero che almeno torni a tiscali per risanarla e cacciare a pedate gli idioti che la stanno gestendo, prima che fallisca del tutto.
__________________
...continuate a morire finchè non viene giorno...
...forse solo uno che si erge con la spada infranta dalla più profonda disperazione...
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Old 26-11-2008, 18:28   #45
Solertes
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Ho recuperato degli articoli e mi sembrava opportuno diffonderli:

Quote:
Stampa e politica, sulle coste
con i versi di De Gregori:
la Sardegna assassinata
dai giornali e dal cemento…


di Giorgio Melis


Chi non ricorda una delle più belle e profonde canzoni di Francesco De Gregori? Amara, accusatoria, bellissima e di grande tensione civile, “Viva l'Italia” fu perfino adottata da Claudio Martelli come inno in due congressi del Psi. Alquanto abusivamente. Il grande cantautore era di altro segno politico, un'icona canora dell'Italia progressista. La sua canzone più famosa contiene versi che erano e sono sempre attuali: molti li vorrebbero inverati in perpetuo. «L'Italia assassinata dai giornali e dal cemento». Potrebbe scriverli anche oggi: per la Sardegna. Perché nel corto circuito permanente tra Renato Soru e parte dell'informazione (L'Unione Sarda e Videolina, in sinergia meno sistematica con altri, a rotazione), la lotta continua non è sulla linea politica: non è questione di partiti o di ideologie. Interessi, soltanto interessi: corposi, pesanti, enormi.

Qual è e resta il grande business della Sardegna? Senza economia produttiva. Quasi senza più industrie. Con un'agricoltura da decenni concimata e mantenuta in piedi solo da contributi pubblici: tanto varrebbe versarli direttamente, esentando il mondo dei campi dal lavoro: con una bilancia agroalimentare (a parte formaggio, vini e poco altro) non verde ma in profondissimo rosso. C'è invece una risorsa, il vero tesoro dell'isola, che tira sempre e comunque: le coste, appunto.

Tant'è che Barrack marcia col vento in poppa in Costa Smeralda: lo stesso vale per tutta la Gallura e di nuovo ad Alghero, prima “porta d'oro” del turismo isolano. Per La Maddalena sono in vista grandi investimenti (oltre quelli per il G8), ora che anche grazie a Soru è stata liberata dalla servitù nucleare. Giorgio Mazzella è in pista con un megaprogetto ad Arbatax. Sembra, anzi è arrivata la grande ora del sud. Colannino a Pula, con resort e golf. I Benetton con altri potentati economici annunciano (o minacciano, secondo alcuni) un grande insediamento, per di più “biocompatibile” a Teulada: con Pula e Chia, un gigantesco polo d'attrazione quasi intatto, debolmente antropizzato, affamato di sbarchi a mano armata di euro. Anche tra Castiadas, Villasimius e Muravera-Villaputzu si sta concentrando un enorme interesse per nuovi insediamenti.

La partita è tutta qui. Interessi economico-finanziari che hanno asservito la politica, coniugati con l'editoria, col potere d'informare, disinformare, inquinare. I “fratelli della costa”, pirati contemporanei in doppiopetto gessato, hanno trovato una sponda materna e sorella nella comunanza del business. Da coltivare con la durezza dei vecchi palazzinari e immobiliaristi rafforzati e resi tracotanti dal supporto di giornali e tv.

Attenti a non pesare tutto e solo in chiave politico-partitica, di schieramenti. Il grande sacco delle coste è avvenuto - salvo parentesi di resistenza attiva - con tutte le maggioranze e in ogni stagione. Dunque non lasciamoci sviare dalle apparenze, anche sostanziose. La politica c'entra fino a un certo punto, comunque spesso subalterna. È questione di interessi, solo interessi. Legati al controllo, alla mano libera sulle coste. Più facilmente perseguibile se il cemento s'impasta con i giornali e le tv come testa d'ariete: in connivenza con tanta politica locale e regionale di centrodestra e di centrosinistra, più la cosiddetta improbabile imprenditoria locale di e al servizio.

Il peccato originale, mortale e imperdonabile di Soru è stato e resta d'aver fermato il ballo del mattone. La cementificazione totale programmata, decisa e annunciata. Senza lo stop alla realizzazione della città lineare sulle coste sarde - denunciata da urbanisti e ambientalisti nazionali e sardi - sarebbe un presidente atipico, insolito e magari insolente per i suoi sistemi di comando. Ma alla fine - vuoto per pieno, l'un per altra scelta - un governante gradito o sgradito mediamente: come altri predecessori. L'accanimento nei suoi confronti, comprensibile e legittimo sulle scelte politico-personali, è tutto, quasi esclusivamente dovuto all'immediata, rivoluzionaria scelta di vietare l'edificazione a meno di due chilometri da spiagge e scogliere. Alla sua determinazione di bloccare la crescita abnorme di un unico condomino costiero (via via interdetto ai sardi) spalmato da un capo all'altro della Sardegna.

Il resto sono bubbole, diversivi più o meno giustificati. Ecco perché se su Rai 1, sabato scorso, va in onda un'ora di programma in diretta da Cagliari, con riconoscimento dell'Onu per la tutela del paesaggio, la notizia viene oscurata sui mezzi d'informazione di Sergio Zuncheddu e anche di altri. Ecco perché se il Tar annulla il comma di un articolo del piano paesaggistico che sblocca 25 lottizzazioni, si grida su Unione, Videolina e anche su La Nuova Sardegna e sui giornali ex di Grauso, allo smantellamento dell'intera legge salvacoste. Non è un annuncio, in larga parte infondato: è un auspicio, un grido di guerra, una profezia interessata lanciata perché si autoavveri.

Il resto è pura conseguenza di questa scelta difensivo-offensiva: strategica, legata alle coste. Se alle primarie del Pd il presidente della Regione di fatto vince contro gli apparati dei vecchi e nuovi partiti, l'informazione (o gran parte, Rai inclusa) spiega che è stato sbaragliato. Se il referendum sulla Statutaria è accolto dalla diserzione dei sardi, con una partecipazione irrisoria nonostante fosse proposto come la deposizione del tiranno, ci si sgola a dire e scrivere che - su un 15 per cento di voti espressi - ha trionfato il No, con un nove per cento contro il sei dei Sì.

Se la Corte d'appello di Cagliari rinvia alla Consulta non la Statutaria ma le norme sul referendum (derivanti da una legge di mezzo secolo fa, traslate in una del 2002 con voto unanime del Polo - allora al governo con Pili - e del centrosinistra) si proclama urbi et orbi che i magistrati hanno condannato Soru. Accade poi che ci siano due conferenze-stampa simultanee. Una degli eroici promotori del referendum contro il “colpo di Sta(tu)to”: in cui si definisce «immondezza» una legge approvata con due terzi dei votanti (e l'ex presidente Raggio apprezza e approva l'offesa oltraggiosa al Consiglio). L'altra, convocata dal presidente della Regione e dall'assessore Dadea sullo stesso tema: il giudizio sul referendum. Alla prima si riservano tre quarti dello spazio e tutto il titolo. Alla seconda, gli avanzi finali dell'articolo, senza alcun richiamo nella titolazione.

Niente, niente, se Soru mollasse almeno un poco sui vincoli costieri, verrebbe portato in trionfo dai media che oggi lo vorrebbero ghigliottinato. Finché Zuncheddu sarà l'arma non letale (anzi, finora perdente) degli interessi speculativi sulle coste sponsorizzati da Mauro Pili & company. Se appoggerà le mani forti che vogliono stringere in un unico abbraccio di cemento l'ambiente marino, l'informazione sarà quella che è. Disinformazione, omissione fino alla falsificazione. Non per scelta politica: solo di interessi. Comprensibili, del resto. Lo stesso Zuncheddu è coinvolto in programmi in Gallura (ovviamente alleato di Silvio Berlusconi per Costa Turchese e altrove), a Villasimius.

Per non parlare dell'impero immobiliare (ora anche il nuovo mercato ortofrutticolo, promosso dalla Regione e Legacoop regnante il centrodestra) a Cagliari. Tranne i palazzi da 200 miliardi di lire (più altri 200 ad altro costruttore) che la Giunta Masala, assessore Cappellacci, aveva deliberato, tre giorni prima del voto, di comprargli a Santa Gilla: benché le casse regionali fossero al collasso. Delibera purtroppo sanguinosamente cassata da quel villano di Soru, tre giorni dopo l'insediamento. Insomma, Zuncheddu ha buoni motivi per essere risentito con Soru: anche per fatti personali e di portafogli, inclusi gli appalti informatici prima monopolizzati e ora sfumati.

Come possono i suoi docili media restare insensibili alle sofferenze dell'editore-costruttore e quant'altro? Al dunque, l'emergenza-informazione dovrebbe essere definita questione immobiliar-costiera: non ci sarà tregua, armistizio, un minimo di rispetto per i lettori disinformati. Guerra totale condotta attraverso l'informazione di servizio. Chiarito questo, c'e poco altro da aggiungere: è tutto fin troppo chiaro e lo sarà anche in futuro.

Com'è fin troppo uguale, monotona, ripetitiva, scontata ma anche non molto credibile l'offensiva da destra. Sul referendum, che non ha chiesto né voluto, sponsorizzandolo a posteriori e rimediando una figuraccia per aver chiamato alle urne i suoi elettori che hanno voltato la faccia dall'altra parte. Ora sul Tar, ingigantendo una falla che non intacca affatto i vincoli del piano paesaggistico. «Soru sfida la giustizia», incalzano dal Polo. Come, sfida? La Corte d'appello di Cagliari è pronunciata sul referendum per dovere d'ufficio e il presidente ha preso atto della sua decisione senza fare una piega, benché sicuramente non abbia gradito. Il Tar che accoglie i ricorsi di alcuni costruttori e censura un atto della Giunta è lo stesso Tar che pochi mesi fa aveva confermato la competenza della Giunta in questo campo e l'imnpostazione del Piano.

Dov'è la sfida? Semmai si può dire che la giustizia fa il suo regolare corso, nessuno la ostacola (e come potrebbe? Solo Berlusconi, Previti e varia anche avariata umanità ci hanno tentato), il cittadino è tutelato. Ma poi. Ora si santifica l'autonomia dei Comuni. Guardiamo un po' indietro. I maggiori scempi, gli orrori e i veri mostri urbanistico-costieri sono stati consumati grazie all'assenso, connivente e spesso colluso, dei Comuni. Un solo esempio. Mentre in Costa Smeralda e in altre zone i privati producevano un'edilizia di qualità, dove la mano pubblica (comunal-regionale) ha fatto e disfatto senza ostacoli ci sono stati autentici massacri. A Baja Sardinia e in altre località della Gallura, nella meraviglia naturale enorme e intatta di Costa Rei, ci sono stati e ancora si consumano stupri ambietali inauditi e di infima qualità. Quanti sindaci e assessori sono stati inquisiti e condannati per licenze non concesse ma vendute?

Si può strumentalizzare per polemica politica: ma senza eccedere e cadere nel ridicolo. Mani e piedi locali e pubblici hanno calpestato e svenduto il territorio: spesso per tangenti solo in minima parte venute alla luce. Quest'intesa a tre era forse un ostacolo, non garantiva da papocchi pubblici, specie a futura memoria. Ma un personaggio qualificato come Enzo Satta, che se ne intende professionalmente e per esperienza sul campo come ex architetto di Karim ed ex consigliere regionale forzista, ne minimizza gli effetti. Un urbanista esperto come Vanni Macciocco, preside della facoltà di architettura di Sassari, le difende a spada tratta. Perché, afferma in un'intervista al Tg3, rendono più elastico il procedimento, più agevoli i cambiamenti positivi mentre la cancellazione - esclusa dal Tar - renderebbe tutto più rigido e i passaggi cruciali solo in capo alla Regione.

Argomenti tecnici che lasciamo agli esperti. Si faccia una cosa o quella opposta, la guerra delle coste non avrà mai fine. Ma quanto si vuol costruire, per avere dieci volte i posti-letto occupati da turisti che bisogna contendere alla concorrenza di tutto il Mediterraneo? Il tempo delle folle estive traboccanti è tramontato: meno soldi (la Sardegna resta carissima), più concorrenti, vacanze più brevi. Insistere sulla quantità per soddisfare le brame speculative dei muratori liberi o coatti è una follia riconosciuta dappertutto. Serve privilegiare la qualità, i servizi: per avere vacanzieri con più disponibilità, offrendo un prodotto eccellente. Senza massacrare l'ambiente, che è la vera risorsa, la materia prima per essere competitivi anche in futuro. La città lineare sulle coste è una barbarie: non è certo un concetto esclusivo di Soru ma lui lo ha messo in pratica. Perciò ha contro interessi potenti e prepotenti: quelli che vorrebbero la Sardegna «assassinata dai giornali e dal cemento».
http://www.altravoce.net/2007/11/03/coste.html
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"Il silenzio è la più perfetta espressione del disprezzo." - « Tancas serradas a muru Fattas a s'afferra afferra Si su chelu fit in terra L'aiant serradu puru » - vedere avvinazzati darsi arie da sommelier non ha prezzo -
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Old 26-11-2008, 18:35   #46
Solertes
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Informatica, si scopron le fogne?
Il Consiglio-struzzo si nasconde,
appalti in Procura: i giochetti
tra potere, affari e informazione


di Giorgio Melis

Il Consiglio regionale aveva voltato la faccia: come sempre, quando si tratta di far chiarezza su affari molto sospetti. Tranne l'impennata (sacrosanta) sul caso Saatchi & Saatchi, il parlamentino-struzzo caccia la testa sotto la sabbia: non vuole vedere e sentire per non dover parlare. Specie se si tratta di volgere lo sguardo appena appena indietro nel tempo. Aspetta sempre che sia la magistratura a occuparsi di certe faccende: con notevole ritardo sul alcune fra le più clamorose, denunciate ripetutamente da chi prova a tener aperti occhi e orecchi.

Renato Soru - messo pesantemente sotto accusa per l'appalto Sibar, con Roberto Capelli che annunciava «altro lavoro per il procuratore Marchetti» - aveva replicato con estrema determinazione. Mettiamo a confronto l'uso dei soldi pubblici dal 2004 a oggi e nei cinque anni precedenti: il modo migliore è un'inchiesta consiliare sugli appalti prima e dopo. Una sfida lanciata a tutto il Polo e personalmente a Capelli, che aveva detto subito di volerla raccogliere: come La Spisa e altri, interpellati solo dal nostro giornale. Raccolta? Ma neanche per idea. Lasciata cadere nel nulla. L'ha raccolta, per dovere d'ufficio, il pm Mario Marchetti, che ha mandato i carabinieri alla Regione a chiedere la documentazione sugli appalti contestati da anni - alcuni annullati e rifatti tra sospetti e accuse, in qualche caso confermate dal Tar - e anche sull'andamento del parco-macchine regionale: impennatosi a 750 mezzi e falciato agli 80 attuali.

Il procuratore aggiunto, che deve ancora completare l'inchiesta sul caso Saatchi e dintorni dopo l'avviso di garanzia notificato a Soru, avrà molto da lavorare per studiare i faldoni e giungere alla conclusione se in quegli appalti ci siano stato o meno profili penali da sanzionare. Sarà importante, ma chissà quando avremo un responso. Quello, a prescindere dagli aspetti giudiziari, che avrebbe potuto e dovuto dare il Consiglio con l'inchiesta proposta da Soru. L'opposizione non l'ha rigettata ma neanche accolta. La maggioranza ha fatto il pesce in barile. Curioso. Sul caso Saatchi ha virtuosamente raccolto e collaborato all'inchiesta voluta dal centrodestra. Ma quando Soru chiede un'indagine consiliare sui nefasti clamorosi e ben noti del Polo negli anni neri del nero malgoverno alla Regione - col sacco delle finanze, della legalità e della decenza autonomistiche - non sente niente, resta fredda e inerte.

Qui non si tratta di vendette a posteriori contro gli avversari ora all'opposizione. Solo di far chiarezza su quel che è accaduto, fare luce su irregolarità e magari illegalità, perché non abbiano a ripetersi, per appurare o meno se si sia fatto strame del denaro pubblico. Nessuno fiata dal centrosinistra che indaga su Soru ma non sui misfatti di Mauro Pili, Italo Masala (sotto inchiesta con accuse non lievi) e di molti loro assessori e sodali. Che fa, parte del centrosinistra, tace e acconsente con il Polo e si fa complice dei suoi atti? Proprio così: infatti di inchiesta consiliare proprio non parla.

Un caso di garantismo spinto, rifiuto di giustizialismo? Magari, sarebbe ugualmente intollerabile ma dignitoso. Non è così. Non si parla di corda in casa degli impiccati, ovvero gli appalti informatici, neanche nel centrosinistra per una solida ragione. Coinvolgono in modo totale i due gruppi editoriali della Sardegna: in misura largamente prevalente L'Unione Sarda-Videolina, di Sergio Zuncheddu, a ruota e minoritariamente anche K-Solution, gruppo Espresso, editore de La Nuova Sardegna, in sinergia o in concorrenza con la multinazionale Accenture, rappresentata dal figlio dell'ex ministro Pisanu. Ai quali erano e restano legati molti esponenti del centrosinistra. Che si ritrovano con la destra in ogni occasione dove si giocano interessi anche loro.

Un nome per tutti, Silvio Cherchi. Ex dominus di Legacoop, già in società con Zuncheddu per il nuovo mercato all'ingrosso di Sestu, in cordata con Cellino, con l'avvocato d'affari Peppetto Del Rio (già molto legato a Benedetto Ballero) e con Romano Fanti (Ecoserdiana e tutto il resto) per il campus universitario nell'ex semoleria, capo della sinistra immobiliarista, consigliere diessino legato a triplo filo con Emanuele Sanna e Antonello Cabras. Cherchi è stato il vicepresidente della commissione d'inchiesta sul caso Saatchi e non ha risparmiato, com'era suo obbligo, le bordate sulla pessima conduzione della contestatissima gara. Però non alza un dito quando Soru chiede l'indagine sugli appalti. Pretesa assurda: perché mai Cherchi dovrebbe fare harakiri? È legatissimo a Zuncheddu (e si vede dalle attenzioni che L'Unione e Videolina riserva a lui, Sanna, Cabras e Paolo Fadda), come potrebbe mordere la mano amica?

L'Unione Editoriale, con K-Solution, Accenture e una quota del dieci per cento anche Tiscali, ha fatto la parte del leone negli appalti. Grazie ai buoni uffici di Carlo Ignazio Fantola, general manager di Zuncheddu, che ha ottenuto lo scandaloso appalto di VisitSardinia dall'allora assessore Roberto Frongia, riformatore e amico di Pili, ma soprattutto fedelissimo dell'altro Fantola: Massimo, il referendario fratello di CIF (ovvero Carlo Ignazio). Nel mega-appalto da 48 milioni di euro, una clausola prevedeva che i concorrenti dovessero garantire la copertura informativa della Sardegna: chi poteva, se non L'Unione e La Nuova? Altro che foto e didascalia! Non c'era possibilità per i concorrenti neanche di fare capolino in una scelta pre-blindata e mirata.

Cose di questo genere dovrebbero forse incuriosire Silvio Cherchi e i suoi omologhi? I Sanjust e gli Artizzu magari marcherebbero un poco di disagio. Ma Cherchi? Forse gli viene il mal di mare, a manifestare la stessa severa curiosità inquisitoria mostrata nel caso Saatchi. Insomma, non si indaga su amici e fratelli, lo facciano altri. Cioè nessuno. E poi, mettersi a rivangare vecchie storie, nuove litigate con quelli del Polo? Basta nemici, solo cordiali avversari. Gli stessi con i quali affondare, in piena, totale solidarietà, l'assurda pretesa di commissariare i Consorzi industriali. Dove tanti affezionati compagni e camerati sguazzano da decenni nei soldi, nel potere e i voti mantenendo in vita carrozzoni vergognosi.

Perciò, ben venga l'intervento della Procura a mettere il naso sugli appalti degli anni del sacco alla Regione: con una barca di miliardi erogati e spesi, versati e incassati. È possibile scoperchiare le fogne: non solo quelle legate al mare di soldi per l'informatica. Guarda caso, Videolina ieri non ha dato neanche la notizia, in breve, per caso, delle acquisizioni richieste da Marchetti: censurato anche lui. Vogliamo mandare di traverso l'aperitivo al padrone? E poi, quando mai distrarre i telespettatori sardi dall'odio scagliato a ogni istante su Soru? Visto, non si stampi e si taccia: il nemico ascolta, non facciamolo godere. Silenzio, nebbia e sabbia dai teleschermi: è la malainformazione, ragazzi.

Ma sull'iniziativa della magistratura c'è qualcosa da ridire: non senza amarezza. Arriva tardi, incomprensibilmente tardi, con dubbi non temerari. Molti degli sconci del quinquiennio nero sono stati denunciati ripetutamente e documentati. Su La Nuova Sardegna, nei primi anni del terzo millennio, da chi scrive e da altri colleghi specificamente sugli appalti ora messi nel mirino. Poi decine di pagine di inchieste mai rettificate o smentite nei primi due anni del Giornale di Sardegna: portando pezze d'appoggio, documenti e testimonianze, già largamente raccolti in dettaglio da Gian Mario Selis in un volumetto (“Gli anni del malgoverno”) non clandestino ma diffuso, presentato pubblicamente, recensito ampiamente. Meglio tardi che mai, si dirà. Pretendiamo di più. Perché gli appalti da ri-valutare sono una piccola parte della grande trama di affari, corruzioni, saccheggio di soldi pubblici, imbrogli e quant'altro ha contrassegnato gli anni del Polo alla Regione: sui quali il centrosinistra non ha voluto e non vuole fare luce. Consentendo a improbabili consiglieri di quell'area di ergersi a giudici quando dovrebbero essere anche loro sul banco degli imputati: come correi, conniventi e facce di bronzo.

I processi in atto - dal mega-scandalo Fideuram all'altro sul caso Cisi passando a quello contro Lucio Pani, l'ex capo a gettone dell'ufficio paesaggistico della Regione - hanno chiarito da molto tempo che tutto si teneva e si tiene in questo squallido intreccio. Ha visto insieme politici di primo piano, figli di ministri, assessori regionali, editori o loro manager, presidenti di enti, dirigenti regionali di primissimo piano, faccendieri a tempo pieno, sindaci e chi più ne ha più ne metta dentro fino al collo nel sacco della Regione e dintorni. Dove tutto si comprava e si vendeva, da appalti a licenze immobiliari, da grandi aperture di credito bancarie alla dissipazione dei Tfr di enti pubblici, carriere pilotate da trafficanti allo scempio di ogni regola e legalità.

Ci sono stati molti arresti, rinvii a giudizi e sentenze in arrivo. Davvero qualcuno può pensare che la storia degli appalti non fosse connessa totalmente in quella situazione totalizzante, in quel clima di corruzione ambientale, concussione e abuso in un malaffare diffuso, che coinvolgeva centinaia di persone? Sta ricicciando, nel processo a Lucio Pani ed altri, la figura di Pietrino Fois e del suo capo di gabinetto: chissà che ora non vengano allo scoperto i bandi-fotocopia per gli appalti informatici in Province e Comuni che pare partissero proprio dall'assessorato (Affari generali) del mitico Fois. Dovrebbe essere anche tempo di fare piena luce sui voti comprati e venduti che consentirono al Polo di governare con i consensi dati dagli elettori ai popolari Fois, Onida e Silvestro Ladu e travasati a destra: in cambio di due assessorati per tre teste, più sottogoverno e ben altro prima e dopo.

Ma è opportuno che la magistratura - e non meno la Corte dei conti, che avrebbe titolo anche preferenziale - non si fermi a quegli appalti. Ci sono mille altre cose che gridano vendetta contro la moralità e il rispetto delle regole. Ne citiamo poche, esemplari, per averlo fatto ripetutamente senza che facesse una piega. Si chiede ancora se il milione di euro in due tranche dato da Mauro Pili al Rally della Sardegna, prelevandolo dai fondi per la pubblicità istituzionale della Presidenza della Regione, configuri o meno un abuso, una decisione illegittima, con danno erariale da valutare e profilo di legalità da precisare. Senza dire della caterva di denari spesi per il “tubo” dell'acqua di miniera da Iglesias a Cagliari o quelli per il faraonico progetto di portare l'acqua dalla Corsica con una condotta sottomarina da Bonifacio a Santa Teresa.

C'è da far luce su consulenze (tutte, naturalmente, quelle di ieri e di oggi) sulle quali è caduto il silenzio: da quella ad personam data da Pili al figlio dell'ex ministro Pisanu, Gian Mario (pare abbia vinto anche una gara a trattativa privata indetta dallo stesso Mauretto), a quelle a 360 gradi di Giorgio Oppi e dello stesso Roberto Capelli. In quei cinque anni è accaduto di tutto: una legislatura comprata e venduta, il massacro delle finanze e della legalità, una corruzione di massa, Parentopoli, il debito regionale alle stelle e nelle stalle politiche, il costo del Consiglio aumentato del 40 per cento, idem quello dei Consorzi industriali intoccabili. Non solo appalti: di tutto e di peggio. Ben venga la magistratura. Ma con attenzione a 360 gradi e sguardo lungo: per farsi perdonare la vista appannata per molti anni.
http://www.altravoce.net/2007/12/05/struzzi.html
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Old 26-11-2008, 18:37   #47
dantes76
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Water scende in campo!!![ scendere in campo in dialetto toscano che significava??]

Quote:
«verranno create le condizioni politiche perche' torni al timone della regione sardegna»
Veltroni: «Soru prosegua suo impegno»
Il leader Pd chiama il governatore dimissionario: «Avrà l'appoggio pieno e comune del Pd»

ROMA - Il giorno dopo la rottura si ricerca di rimettere insieme i cocci.

Il segretario del Pd Walter Veltroni ha telefonato stamane al presidente della giunta regionale della Sardegna Renato Soru, che martedì sera ha presentato le sue dimissioni. Veltroni ha espresso la propria vicinanza e solidarietà, e quella del gruppo dirigente del Pd nazionale, a Soru assicurando «l'impegno pieno e comune del Pd perchè l'esperienza di governo della Sardegna che in questi anni ha prodotto risultati importanti non si interrompa».

CONDIZIONI POLITICHE - «Il Pd lavorerà da subito - sottolinea Veltroni - per ricreare le condizioni politiche necessarie a riprendere il lavoro della giunta presieduta da Renato Soru guardando innanzitutto all'interesse della Sardegna». Soru però ha presentato le sue dimissioni proprio in polemica nei confronti del Pd che non ha appoggiato in consiglio regionale un suo emendamento relativo al nuovo piano urbanistico.
http://www.corriere.it/politica/08_n...4f02aabc.shtml



qualcuno avverta water che e' stato il pd a votare contro...
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Ultima modifica di dantes76 : 26-11-2008 alle 18:43.
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Old 26-11-2008, 19:04   #48
Solertes
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Questo sulla 4 Corsie di cui ho parlato, le famose infrastrutture....
http://notizie.alguer.it/n?id=20630

Quote:
E´ stato presentato per la discussione nel Consiglio Provinciale di Sassari, un OdG in merito al paventato pericolo di dirottamento dei fondi

Fondi G8, l´allarme della Provincia

SASSARI - E' stato presentato per la discussione nel Consiglio Provinciale di Sassari, un OdG in merito al paventato pericolo di dirottamento dei fondi G8 destinati alle opere in Sardegna, con particolare riferimento alla realizzazione della nuova strada a quattro corsie Sassari-Olbia.

Nel documento si legge che nel 2007 sono stati destinati per la costruzione dell’arteria 370 milioni di euro dei fondi CIPE 2007-2013, che sono da considerarsi fondi regionali, e che nell'Agosto 2008 l’assessorato Regionale ai Lavori pubblici ha firmato la bozza di convenzione che regola il rapporto di cooperazione tra Regione, ANAS e Struttura di Missione per il G8. Il costo dell'opera è fissato in 470 milioni di euro ed è stata suddivisa in 8 lotti che la Struttura di Missione per il G8 si appresta ad appaltare;

I Consiglieri della Provincia di Sassari esprimono forte preoccupazione in relazione al fatto che il Governo Nazionale, nell’ambito delle opere pubbliche correlate al G8, abbia sinora autorizzato soltanto la spesa di 120 milioni per la costruzione di due alberghi a la Maddalena. Tale preoccupazione aumenta in considerazione del dibattito parlamentare da cui si evince che forze politiche della maggioranza al governo stiano provando a dirottare i soldi della Sardegna su altri territori nazionali.

Ritengono pertanto più che mai necessaria una forte presa di posizione di tutti i politici e amministratori sardi per scongiurare uno scenario così penalizzante per l’intero territorio regionale. Nell'OdG si chiede alla Giunta Provinciale di attivare con i Comuni e le altre Amministrazioni provinciali interessate, ogni azione politica con la Regione e con lo Stato che possa servire a chiarire ogni aspetto e fugare ogni dubbio sull’ipotesi che i fondi CIPE 2007-2013 già assegnati alla Regione Sardegna, siano dirottati e spesi fuori dal territorio regionale.

L'ordine del giorno è stato presentato dai consiglieri Nicola Sanna, Alba Canu, Emilio Fenu, Paolo Battino, Gavino Sechi, Gianni Carbini, Gian Nicola Cabizza, Michele Pala, Antonio Tanca, Bastianino Sanna, Giovanni Ruiu, Angelo Benenati, Gaetano Ledda, Giommaria Deriu
Sempre infrastrutture...

Quote:
Firmato a Roma il protocollo di intesa per il prolungamento della pista di volo e l´adeguamento generale del "Costa Smeralda", in vista del vertice a La Maddalena

G8, 36milioni per l´Aeroporto di Olbia

CAGLIARI - E' stato firmato questa sera all'aeroporto di Fiumicino dal Presidente della Regione, Renato Soru, dal Responsabile della Struttura di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l'organizzazione del G8, Angelo Balducci, dal Direttore generale dell'Enac, Vito Riggio, e dall'amministratore delegato della Società di gestione dell'aeroporto di Olbia, Silvio Pippobello, il protocollo di intesa per i lavori di adeguamento dell'aeroporto di Olbia.

Il finanziamento complessivo delle opere è di oltre 36 milioni di euro, in parte resi disponibili dall'Enac (oltre 16 milioni), in parte dalla Regione Sardegna (oltre 16 milioni), in parte dalla Geasar (oltre 3 milioni), per il prolungamento della pista, lo spostamento della strada statale 125 e altri interventi di ampliamento del piazzale di sosta degli aerei.

Il Presidente Soru dopo la firma ha detto: «Siamo molto contenti di poter fare a Olbia queste opere. Si tratta di un aeroporto ottimamente gestito, ben servito e con un importante comparto di aviazione generale». «La Sardegna e l'Italia - ha continuato il Presidente della Regione - presenteranno molto bene agli ospiti il G8 nel luglio dell'anno prossimo». «Certamente ci sarà il G8 - ha concluso il Presidente Soru - e ringrazio l'ingegner Balducci che ci sta dando una mano in vista di questo evento, non solo per il ruolo della Struttura di Missione in questa opera».

Dopo un breve intervento del Presidente dell'Enac Vito Riggio, che era accompagnato dal Direttore generale Silvano Manera, il Responsabile della Struttura di Missione Angelo Balducci ha detto: «L'aeroporto di Olbia sarà una struttura di eccellenza sotto molti punti di vista, noi siamo contenti di poter dare il supporto per la sua realizzazione, e io assicuro un’attenzione del tutto particolare dal punto di vista tecnico per garantire la migliore e più rapida realizzazione delle opere»
Di nuovo Cemento...ossia la fonte di interessi maggiore presenti nell'isola...
http://www.altravoce.net/2008/11/19/zuncheddu.html

Quote:
Cala Giunco, forse al Tar Zuncheddu
ha perso l'ultima battaglia: stop
cemento sulla costa di Villasimius


La logica del mattone ha subito una clamorosa battuta d'arresto: Cala Giunco non sarà la nuova frontiera della speculazione edilizia. Brutte notizie per l'editore-costruttore Sergio Zuncheddu: stavolta il muro la messo in piedi il Tar, respingendo il ricorso presentato contro Stato, Regione e Comune di Villasimius. Dove tra le altre cose, si chiedeva anche l'annullamento del piano paesaggistico regionale.

La battaglia va avanti da una decina d'anni e sembra destinata a concludersi solo davanti alla prossima tappa, davanti al Consiglio di Stato. A Cala Giunco l'imprenditore Sergio Zuncheddu avrebbe voluto cementificare 140mila metri cubi. Dove? Vicino al mare, ovviamente, e in prossimità di una zona umida abitata anche dai fenicotteri. Uno degli habitat prediletti dal costruttore: basti ricordare l'area in cui sorge uno dei progetti tra i più famosi degli ultimi dieci anni, quella Residenza del Sole affidata alla promozione mediatica di Magalli.

Tra le tappe più significative della querelle di Cala Giunco il 27 giugno del 2006, quando il Sovrintendente ai beni paesaggistici negò l'autorizzazione a realizzare gli immobili, nonostante il ridimensionamento del progetto iniziale: volumetrie ridotte del 33% e autorizzate dal comune guidato dal Pd Tore Sanna. Ma i calcoli per stimare la capacità insediativa dell'area, erano errati. Lo rileverà la direzione generale della pianificazione urbanistica territoriale. La rettifica obbligatoria del Comune ha tagliato la testa al toro: addio cemento, niente case a Cala Giunco.

Il ricorso al Tribunale amministrativo regionale, stavolta, non ha dato i frutti sperati: neppure una delle motivazione addotte dai legali di Sergio Zuncheddu ha fatto breccia sui giudici amministrativi. Le mire cementificatorie del costruttore, avversate dalle politiche ambientali della Regione, condannate dagli ambientalisti, hanno trovato un muro nel Tar.
Scuola....
http://www.altravoce.net/2008/11/25/riformismo.html

Quote:
“Regione Sardegna, vero riformismo
per sostenere scuola e università
L'Onda lo adotti come modello ideale”


di Mario Pirani*

Il riformismo non è una teoria o una pia intenzione, ma una pratica concreta, un'azione per migliorare le cose, evitando, peraltro, di esagerare combinando sconquassi. Una premessa che mi è venuta alla mente nella sua ovvietà scrivendo un recente articolo sull'Università (Repubblica). Tra il materiale da me non utilizzato per ragioni di spazio, vi era una nota sulle iniziative prese dal presidente indipendente della giunta di centro sinistra della Sardegna, il dinamico industriale Renato Soru, l'inventore di Tiscali.

Più delle grandi riforme di vario colore che hanno inguaiato la scuola e le università, ancor più di quanto non fosse, Soru ha messo in atto per l'annualità 2008-2009 alcune misure semplicissime che si possono valutare immediatamente. La prima riguarda il punto più controverso del decreto Gelmini sulla scuola, la questione del tempo pieno. Ebbene, senza alcuna polemica e tenendo conto che la sua applicabilità implica la collaborazione tra lo Stato e le autonomie locali, Soru ha deciso che il bilancio regionale contempli uno stanziamento di 35 milioni di euro per estendere con fondi propri il tempo pieno a tutte le scuole primarie e medie dell'Isola.

Il finanziamento verrà suddiviso in base all'autonomia scolastica ma è fin d'ora vincolato ad una utilizzazione non dispersiva, ludica o casuale, finalizzata a colmare le deficienze che le inchieste Ocse e nazionali hanno riscontrato nelle competenze di base dei ragazzi italiani, in specie nel Mezzogiorno e nelle Isole: italiano, matematica, scienze, ecc. Basterebbe questo per promuovere la Giunta sarda, ma il menù è molto più ricco e apporta un aiuto decisivo alle due Università di Cagliari e Sassari. Per dirla con Leporello: «Il catalogo è questo».
La Regione versa 12 milioni di euro alle due università, impoverite dai tagli della Finanziaria, per sostenere la loro attività corrente. Inoltre stanzia 4 milioni per favorire la presenza di visiting professors che arricchiscano le esperienze di studio locali.
Con bandi biennali verranno distribuiti 5 milioni di euro per finanziare direttamente singoli giovani ricercatori, sia sardi che non sardi, che abbiano scelto di svolgere altrove, in genere all'estero, la loro attività, a condizione che ora siano disposti a lavorare ad un loro progetto scientifico o umanistico presso una delle due Università sarde. L'obiettivo è di incentivare il "rientro dei cervelli", tenendo conto che i giovani ricercatori italiani all'estero guadagnano all'inizio sovente non più di 1700-1800 euro, ma godono non solo di infrastrutture incomparabilmente migliori e di sistemi di ricerca più liberi. Soprattutto è loro ben presente che, a differenza della madre patria, gli esiti verranno giudicati soltanto per il merito e la professionalità. La scommessa di Soru è di tentare anche in Sardegna una prima inversione di tendenza: chi verrà, anche se l'università non ha soldi da offrirgli, riceverà dalla Regione direttamente ad personam 40.000 euro l'anno, più altri 15.000 per libri, materiali, spostamenti per studio.
Oltre alle normali borse di studio assegnate in base al merito e al reddito, da quest'anno la Sardegna mette a disposizione 2500 “assegni di merito” per un totale di 15 milioni, senza alcuna limitazione di reddito, per i giovani che si iscrivono per la prima volta alla università o sono già iscritti, a condizione che abbiano superato l'esame di maturità con almeno 80/100, che sostengano tutti gli esami universitari entro il tempo stabilito e conseguano una media del 27. Il contributo, versato direttamente allo studente, sarà di 500 euro nette al mese. Si tratta di una iniziativa senza precedenti nel nostro Paese, cui si aggiunge per tutti i neo iscritti un contributo di 1200 euro per computer e libri. Infine, per rimpinguare l'esigua somma data dalle università, la Regione assicura altri 2500 euro per ogni borsa Erasmus.
Oltre ai fondi per l'edilizia già assegnati per alloggi universitari in costruzione, in modo da portarli a Cagliari da 1000 a 2000 e a Sassari da 350 a 1000, la Regione assicura a tutti i ragazzi fuori sede una sovvenzione di 5000 euro l'anno per un'abitazione nella città che li ospita.

Se ricordiamo tutte le polemiche e gli ostacoli che incontrò il tentativo di Soru di far pagare imposte più salate ai ricchi proprietari delle ville della Costa Smeralda e degli yacht che attraccano d'estate nei suoi porti, e li confrontiamo con queste voci di spesa, ne scaturirà con esattezza in cosa consista l'equazione riformista. Dovrebbero farla propria l'Onda e quanti manifestano senza precisi obbiettivi.

Qui ce n'è per ogni Regione.

(* da “la Repubblica.it” )
Quote:
Soru «l'impolitico» visto da vicino
sotto la lente del Sole: virtù e vizi
un bilancio di 4 anni alla Regione
“E diverso dai mestieranti poitici”


di Mariano Maugeri*

«Davvero parlano male del mio carattere? ». Renato Soru si toglie la giacca, scorre i pollici sulle bretelle e appoggia sul tavolo un vecchio e scrostato cellulare Nokia. «Con chi ho litigato? », s'interroga mostrando di prendere sul serio la questione. Soru alza gli occhi e cerca nella memoria qualche episodio che lo ricolleghi alla fama di uomo scontroso che i sardi, praticamente all'unanimità, gli hanno cucito addosso. Il cronista, seduto di fronte a lui nella sede romana della Regione Sardegna, quattro mori scolpiti su una lucidissima targa di ottone alle spalle dell'ambasciata americana di via Veneto («questa sede è inutile e costosa, prima o poi la venderò») è lì per elencargli fatti e circostanze.

I quattro anni alla guida della Sardegna di un uomo che contraddice tutti i pedigree dei leader politici italiani dall'Unità a oggi, qualche curiosità dovrebbe suscitarla. Ancor di più se annettiamo geograficamente la Sardegna a un Mezzogiorno d'Italia - molti sardi avranno da ridire, lo sappiamo che mostra la deriva oligarchica, populista e clientelare di tutti i governatori della grandi regioni meridionali (isola maggiore compresa), con la parziale eccezione di un altro unicum come Niki Vendola (impolitico Soru, iperpolitico il suo omologo pugliese). Impolitico perché la sezione di un partito non l'ha mai vista. Soru è di Sanluri,un paesone perso nell'assolata campagna del Campidano a non molti chilometri da Cagliari. Dopo la laurea alla Bocconi comincia a costruire supermercati in giro per la Sardegna.Poi l'incontro con Nichi Grauso, l'esperienza in Polonia, l'intuizione di Tiscali («quando mi candidai, pensavo che Tiscali potesse fare a meno di me ») che ascende alla ricchezza con la bolla internettiana. Dicono che l'idea di candidarlo sia stata di Massimo D'Alema, uno che in cuor suo imprenditore avrebbe voluto essere. Potenza del transfert. Soru vince, anzi stravince, e con lui porta al successo (8% dei consensi) anche il suo partito personale, Progetto Sardegna, nel cui listino candida un gruppo di donne pure, competenti e determinate, le future assessore. Arrogante (forse), prepotente (di sicuro), antropologicamente ostinato, non abile nell'ammissione dei propri errori, ma anche politicamente corretto (le donne al potere, assessori tecnici di prim'ordine, come Francesco Pigliaru, il quarantenne Giavazzi sardo, insediato al Bilancio) e aspirante Robin Hood miliardario (la legge salva coste, approvata, e la tassa sul lusso cassata dalla Consulta). Soru la mette così: «Negli ultimi anni, in Italia, abbiamo urbanizzato cinque volte in più della Francia e quattro volte in più della Germania. Il territorio è stato saccheggiato. La Sardegna è il suo ambiente. Così dobbiamo lasciarlo a chi verrà dopo di noi».

Un bel giorno prende il professor Pigliaru sotto braccio e bussa a Palazzo Chigi per ridiscutere la quota di Irpef e Iva che spetta alla Sardegna in virtù della sua autonomia. Spuntano un accordo che vale miliardi. L'imposta sulle persone fisiche incassata non sul riscosso ma su quanto prodotto in Sardegna e la quota Iva, come in Sicilia, elevata al 90 per cento. In tre anni si azzera un deficit miliardario, si aboliscono i mutui a debito che avevano fatto tracollare i conti delle passate amministrazioni, si azzerano mille stipendi della formazione professionale, terra di conquista dei sindacati, che da quel giorno giurano vendetta. Gli stessi quattrini finanziano un master and back, che fa la gioia di tremila neolaureati sardi che vanno in giro per l'Europa a specializzarsi con i soldi della Regione, ribattezzato master without back.

Uno spirito decisionistico dal quale non è esclusa la sanità: assessore Nerina Dirindin, competente, torinese (e donna), i due direttori delle principali Asl Cagliari e Sassari, rispettivamente emiliano e veneto, con l'aggiunta di un piano per rafforzare la sanità pubblica. Scelte coraggiose che gli alienano parecchi consensi. Tore Cherchi, ex senatore e deputato del Pci, attuale sindaco di Carbonia, l'uomo che i Ds avrebbero candidatoa governatore se non fosse arrivato Soru, con lealtà d'altri tempi definisce i quattro anni del governatore «una discontinuità positiva». E di discontinuità si tratta, se è vero che il Pd sardo ormai è l'ombra di se stesso,praticamente ridotto a un ectoplasma dalla litigiosità interna e dalle incursioni del governatore, sconfitto da segretario del partito (sarebbe stata una diarchia monocratica, se ci passate il neologismo) ma che poi si salva in corner imponendo alla testa del partito una segretaria eletta per protesta solo da una minoranza dei delegati. E nella sovrapposizione tra governatore e leader di partito che si nascondono le prime crepe della leadership di Soru. Uno dopo l'altro, gli assessori più brillanti lo abbandonano. Pigliaru se ne va con una lettera garbata ma ferma in cui sostiene che l'idea di separare il bilancio dalla programmazione ( avocata a sé dal governatore) significa riaprire l'assalto alla diligenza delle risorse regionali. Soru, one man show ripudiato da un partito, il Pd, che l'ha sempre considerato un corpo estraneo, inviso da una coalizione, Sinistra democratica e Idv in testa, che adesso invoca le primarie per tentare di sbarrargli la strada.Il paradosso è più nell'autolesionismo dell'uomo che nel politico, in quella contorta ruvidità che invano tenta di sciogliersi nella limpida sobrietà berlingueriana, l'eterno idealtipo di qualunque sardo si dia alla politica.

Il governatore cerca di concentrare potere e risorse perché sa che da questo combinato disposto dipende la sua rielezione. In primavera si vota, e i sondaggi attribuiscono alla coalizione al potere il 39,8% dei consensi. Molto dipenderà dal candidato che gli contrapporrà il centro- destra (al momento, il nome più probabile è quello del sindaco di Cagliari, Emilio Floris).

Prima di Soru e dopo di Soru, si dirà in Sardegna nei prossimi vent'anni: un patrimonio personale di 2 miliardi e la gestione di una montagna di soldi pubblici - in Sardegna la quota di spesa pubblica sul Pil è del 65% - ne fanno uno degli uomini più ricchi e potenti d'Italia. Inevitabile che i nemici si moltiplichino. «Tiranno», lo apostrofa addirittura Paolo Maninchedda, professore di Filologia romanza e tra i suoi (ex) accaniti fan della prima ora in Progetto Sardegna. Le defezioni fanno il resto: al Bilancio, al posto di Pigliaru, va Eliseo Secci, un ex andreottiano di lungo corso. Il cambio di marcia rispetto agli esordi è evidente, ma allo stesso tempo improponibile il paragone tra Soru e i mestieranti della politica che l'hanno preceduto. Con tutti i camaleontici adattamenti del suo doppio Dna: imprenditore che celebra il mercato e governatore che sogna i monopoli. Di vettori aerei («la chiamerei Alisarda») o compagnie di navigazione ( «invece di buttare 70 milioni l'anno per laTirrenia, basterebbe che lo Stato ci assicurasse almeno un terzo di quelle risorse per due o tre anni»). «Al resto penseremmo noi », dice sicuro lui. Dove quel noi è così maiestatis che ha il suono e la forma della prima persona imprenditoriale.

(* dal “il sole24ore.com”)
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Old 26-11-2008, 19:21   #49
CYRANO
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Originariamente inviato da _Magellano_ Guarda i messaggi
Guai a toccare il piccolo padre eterno di qualcuno,se tutti lo sfidavano compresi gli stessi sindaci sardi e certe gente è arrivata perfino a mettergli una bomba davanti casa è sicuramente colpa del rotolo che li influenza,e poi si accusa chi legge "il ritolo" di dare sempre le stesse motivazioni e fare le sempre le stesse frasi fatte.
Comunque il giorno che leggerò certi utenti non difendere a spada tratta qualcuno solo perchè è del suo stesso schieramento mi preoccuperò,almeno quei pochi destri che son qui di fronte a personaggi o eventi ovvi hanno il buon gusto di non fare propaganda e riconoscere lo schifo;come se poi il semplice fatto di essere di sinistra desse ragione a prescindete.
Già che ci siamo Berlusconi non è ancora saltato fuori? chessò non è possibile che Soru si sia messo contro la sua stessa gente,ci sarà stato sicuramente lo zampino del corruttore di stato,daltronde Gelli gli ha insegnato bene vero?
Che tristezza veramente non si può parlare senza un minimo di obiettività certe volte,stavolta vorrei fare un po di disfattismo anche io e dire che gli italiani son tutti cattivi,stupidi etc ma credo che mi limiterò a dire che non riescono solo a mettere il fatto prima della bandiera.
bella battuta !


Cà.aà.zà.a
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Old 26-11-2008, 20:14   #50
indelebile
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Tu in quel di Vicenza mi sa che non hai nemmeno un'idea di come stiano le cose in Sardegna.
Oddio io vedo accanto il tuo avatar che vieni da Pisa , che ci azzecca con la sardegna? (almeno che non vivi la)
va beh aspetto che passa il livore....
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit)
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Old 26-11-2008, 20:28   #51
plutus
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Originariamente inviato da Fradetti Guarda i messaggi
ma come.... cribbio.... un imprenditore.... ha costruito qualcosa
si, le sue ville in riva al mare giusto prima di introdurre i divieti
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Old 26-11-2008, 20:30   #52
dantes76
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si, le sue ville in riva al mare giusto prima di introdurre i divieti
l'hai capito di chi si parla?
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Old 26-11-2008, 20:31   #53
plutus
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Originariamente inviato da dantes76 Guarda i messaggi
l'hai capito di chi si parla?
illuminami! ma credevo ci fosse già un Vate in questo forum...
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Old 26-11-2008, 20:35   #54
dantes76
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illuminami! ma credevo ci fosse già un Vate in questo forum...
di Vate, compreso me, c'e ne stanno tanti , di wate uno...ne vedo e leggo..
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Old 26-11-2008, 20:36   #55
Solertes
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illuminami! ma credevo ci fosse già un Vate in questo forum...
Non serve un Vate, basta leggere tutto....troveresti anche la risposta alla tua precedente affermazione
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Old 26-11-2008, 20:43   #56
pietro84
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a me sembra uno dei pochissimi politici seri e per bene.
mi dispiace
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"la scelta giusta non è sempre la più saggia,ma è quella che non porta con sè rimpianti" . pietro84
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Old 27-11-2008, 20:36   #57
MaxArt
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Originariamente inviato da Solertes Guarda i messaggi
...provincie che coloro che han promesso di eliminare han però raddoppiato sul territorio regionale...
Ma di che parli? Le nuove province furono istituite nel 2001 da Mario Floris, che certo non puoi dire che sia un uomo di Berlusconi. Il provvedimento fu votato da entrambi gli schieramenti.
Al referendum votai per abrogare le nuove province. Se poi davvero Berlusconi le vuole abolire a livello nazionale, mi farebbe enorme piacere.
Già in passato ci aveva provato (limitatamente alle nuove province sarde) sollevando la questione della liceità del provvedimento.

Quote:
Energia Solare? La Regione Sardegna offre un incentivo per installarla (http://www.regionesardegna.it/j/v/34...v=2&c=357&t=1)...se qualcosa gli si può appuntare è sull'eolico che per motivi paesaggistici è stato lasciato da parte....ma per il resto del piano energetico la regione si è mossa sulla differenziazione delle fonti...
E con cosa vuoi differenziare in Sardegna? Di fonti geotermiche ce ne sono troppo poche e piccole, il carbone è qualità scadentissima, i bacini idrici sono già sfruttati... Il fotovoltaico, invece, equivale a soldi buttati al 90%.
La Sardegna è una delle regioni più ventose d'Italia (se non la più ventosa in assoluto), ha vaste aree inabitate ma produce solo 383 GWh all'anno contro i 640 della Puglia, i 630 della Sicilia ed i 458 della Campania.
Ma per favore, in Portogallo hanno messo impianti eolici su ogni crinale... La Sardegna è più bella del Portogallo?!? Non scherziamo! Se c'era un modo di produrre energia alternativa in Sardegna era proprio con l'eolico.
Altrimenti c'è il nucleare.

Quote:
incassare il danaro per smaltire i rifiuti campani - dando dimostrazione anche di soliarietà nazionale - mi è sembrata una scelta opportuna.
Mi ricordi qual era la posizione di Soru nel 2003 quando si propose di stoccare i rifiuti nucleari italiani in Sardegna? Era stato altrettanto "solidale"?

Quote:
I Servi sono in attesa della Voce el Padrone, considerato il panorama dell'opposizione Sarda, non mi stupirei se venisse nominato un altro Lacchè come lo era Pili...
Come a te non frega niente di Soru a me non frega molto in generale dei politicanti sardi. In ogni caso dal centrodestra sardo è venuto fuori un gran signore come Mariano Delogu, l'ex sindaco di Cagliari.

Quote:
Originariamente inviato da Solertes Guarda i messaggi
Ma quali infrastrutture?
Già, quali?
Non di certo quelle che Soru ha impedito di costruire.

Ripeto, Soru non ha bloccato solo le cose. Ne avevamo anche parlato in privato, ricordi la questione di Tuvixeddu?
Ora un sacco di lavori si stanno sbloccando grazie alle sentenze di tribunale, che prevedono oltretutto risarcimenti alle imprese. Non tutti, però, sono ripartite (so di uno che invece ha preferito lasciar perdere ed intascarsi il risarcimento, e si tratta di un grosso imprenditore).

Quote:
La villa la ha solo ristrutturata e ha rispettato la legge paesaggistica che impedisce la realizzazione di cubatura eccedente all'esistente...gli han rotto i maroni per dei pini
Detta così sembra che ne abbia tirati giù due o tre... Erano 1500! Praticamente tre ettari.
Quanto alla sua villa ha avuto buon gioco, non è andato oltre i limiti ma ha costruito un grosso parallelepipedo in mezzo alla pineta (ormai ex, visto che ora c'è solo terra spoglia). Praticamente un bunker a 10 metri dalla spiaggia! Un piano urbanistico decente prevede anche regole architetturali, ma vabbé, capisco che non si può avere tutto...
Trovassi una foto, porcaccia... Ho solo questo thumbnail di Google:


Comunque ora Soru è tranquillo, ora che lui ha la sua villa sul mare (su cui lui NON paga un centesimo di tassa sul lusso perché è residente in Sardegna) è sicuro che nessun altro potrà costruirne un'altra lì vicino!

(A proposito, la tassa sul lusso è stata bocciata l'anno scorso dal governo Prodi. Berlusconi aveva già pagato 50000 euro per Villa Certosa.)

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Ha resisitito pure troppo.....
Su questo siamo d'accordo!

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Originariamente inviato da D4rkAng3l Guarda i messaggi
Io mi chiedo come molti riescano solo a pensare certe cose...bah...io ho casa in Sardegna e purtroppo mi rendo conto della fin troppo penosa situazione di questa splendida regione che in alcune zone è stata DEVASTATA dall'edilizia selvaggia...
Se l'edilizia selvaggia è un problema fai un piano regolatore, non fermi i lavori indiscriminatamente! Soru ha fermato tutto.
Dal turismo si può ricavare molto di più senza andare a deturpare alcunché, ma in Sardegna ora se lo possono scordare.

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Le cose sono 2: chi è contro Soru o non è mai stato in Sardegna e non ne conosce i drammi ecologici o non ha alcuna sensibilità ecologista...tale regione è fin troppo costruita...
Ma per favore, con 68 abitanti a kmq la Sardegna ha distese che paiono la savana africana...

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1) Alcuni tratti di costa devastati con costruzioni praticamente in acqua...
Tutta la costa ligure è così. Portofino è devastata?

So che ad alcuni l'idea del paesaggio "selvaggio" sembra bella, ma mi rifiuto di credere che un qualsiasi intervento umano (perché è ciò che ha voluto impedire Soru) sia un disastro naturale a priori.

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2) In alcune zone ad Agosto ci sono più motoscafi e yatch di grossa taglia in acqua che macchine sul raccordo anulare a Roma nell'ora di punta...
Ma tu in Sardegna dove vai?!?

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Io che ho una casetta a 4 km dal mare la tassa sul lusso non la pago mica...e neanche il 99% di chi va in vacanza in Sardegna...e se uno può permettersi lo yatch o la mega villa sicuro non gliene frega troppo di sborzare una tassa...
Guarda che non esistono solo yacht e megaville, esiste anche un turismo più a buon mercato costituito da casette e barche da 24 piedi. Un turismo che potrebbe fare la fortuna della Sardegna ma che grazie a Soru non la farà mai. Non dico che gli altri amministratori l'abbiano mai regolato e incentivato, ma Soru di certo l'ha impedito.

Quote:
Mi fa una tristezza quando vado a casa mia in zona Santa Teresa e negli ultimi 5 anni ho visto Santa Teresa duplicarsi...hanno costruito l'ira di dio dietro al paese...tutti resort da affittare...prevalentemente società del nord...se costruivi un decimo ma con investimenti locali...beh ai sardi entravano più soldi ed erano loro i padroni...invece adesso i sardi li vedi fare i camerieri o lavori umili mentre se entri nella direzione di un qualsiasi di questi villaggi al 90% il direttore è milanese
Scusa ma questo discorso c'entra ben poco con Soru. A meno che tu non voglia dire che Soru ce l'ha con gli imprenditori del nord e per ripicca gli abbia impedito di costruire. Il che è molto poco imprenditoriale, soprattutto da uno come Soru.
Se invece avesse finanziato l'industria locale forse non sarebbe stato meglio?

Quote:
Originariamente inviato da indelebile Guarda i messaggi
Oddio io vedo accanto il tuo avatar che vieni da Pisa , che ci azzecca con la sardegna? (almeno che non vivi la)
va beh aspetto che passa il livore....
Ok, l'hai tentata...
Io SO che tu non sei sardo (da altri thread), ma tu forse sai che io non lo sono?
In Sardegna ci ho vissuto "solo" quasi tutta la mia vita!
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Old 27-11-2008, 21:23   #58
Korn
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Originariamente inviato da LUVІ Guarda i messaggi
Era troppo una brava, pulita, onesta, capace persona per poter durare.
E il dileggio di chi non lo ha apprezzato, alle mie orecchie, è positivo, vista l'origine.

LuVi
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Old 03-12-2008, 09:10   #59
Solertes
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Originariamente inviato da MaxArt Guarda i messaggi
Ma di che parli? Le nuove province furono istituite nel 2001 da Mario Floris, che certo non puoi dire che sia un uomo di Berlusconi. Il provvedimento fu votato da entrambi gli schieramenti.
Al referendum votai per abrogare le nuove province. Se poi davvero Berlusconi le vuole abolire a livello nazionale, mi farebbe enorme piacere.
Già in passato ci aveva provato (limitatamente alle nuove province sarde) sollevando la questione della liceità del provvedimento.
L'unico tentativo che fece il governo Berlusconi fù sulla competenza dell'istituzione delle nuove provincie.
L'iter era iniziato nel 97 mi pare, ma l'accelerazione forte si ebbe nel 99/00....
Floris è un democristiano DOC, ma fu solo colui che mise la firma su delle decisioni già prese.

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E con cosa vuoi differenziare in Sardegna? Di fonti geotermiche ce ne sono troppo poche e piccole, il carbone è qualità scadentissima, i bacini idrici sono già sfruttati... Il fotovoltaico, invece, equivale a soldi buttati al 90%.
Dovresti leggerti le relazioni in base a cui han stilato il piano energetico, purtroppo non ricordo dove ho messo il pdf altrimenti te lo avrei passato volentieri.


Quote:
La Sardegna è una delle regioni più ventose d'Italia (se non la più ventosa in assoluto), ha vaste aree inabitate ma produce solo 383 GWh all'anno contro i 640 della Puglia, i 630 della Sicilia ed i 458 della Campania.
Ma per favore, in Portogallo hanno messo impianti eolici su ogni crinale... La Sardegna è più bella del Portogallo?!? Non scherziamo! Se c'era un modo di produrre energia alternativa in Sardegna era proprio con l'eolico.
Altrimenti c'è il nucleare.
Un generatore si pone in sommità del crinale per sfruttare la compressione della vena fluida sul crinale, crinale che deve essere abbastanza liscio per non perturbare la vena....in sintesi occorre eliminare gli ostacoli, ossia gli alberi....ed in una Regione in cui il rischio idrogeologico - per citarne uno - è elevato, farne un uso sistematico, è una mossa azzardata (dovresti dare un'occhiata a qualche testo di idrologia, geologia, recupero ambientale e geomorfologia per inquadrare bene il tutto).
Anche perchè i benefici in termini energetici hanno un "costo" ambientale che si traduce in un costo economico (è un discorso molto articolato che non è sintetizzabile in un forum di discussione, nemmeno a grandi linee).
E dell'eolico posso testimoniare per esperienza personale perchè fui contattato per la concessione di un terreno da adibire a sede di un generatore da parte di una ditta...con un contratto che era ridicolo.....l'eolico và valutato con attenzione - come molte altre forme di produzione di energia - e sarebbe ad ogni modo da considerare in un contesto economico diverso da quello esistente, con un vero mercato libero (leggasi cooperative locali che possiedono e gestiscono impianti collocando la propria produzione nel mercato)...se poi il Portogallo sacrifica il proprio sistema naturale al profitto me ne frega assai, anche la Spagna ha sacrificato una grandissima parte del proprio sistema naturale al cosidetto sviluppo...ma se devo imitare qualcuno, cerco dei buoni esempi.

Quote:
Mi ricordi qual era la posizione di Soru nel 2003 quando si propose di stoccare i rifiuti nucleari italiani in Sardegna? Era stato altrettanto "solidale"?
Soru nel 2003 stava decidendo di entrare in politica....
Prescindendo da questo però ometti troppi particolari: la tipologia dei rifiuti è completamente differente, quelli campani erano smaltibili, quelli nucleari no. Inoltre i siti - le miniere abbandonate - indicati come idonei per lo stoccaggio sono a forte rischio subsidenza, con diversi casi già presentatisi; considerato poi il risultato dello stoccaggio all'italiana documentato nella recente trasmissione televisiva Report chiunque si sia opposto non ha fatto che bene.
Un'altro punto da considerare, esisteva forse un emergenza rifiuti nucleari? La situazione era paragonabile? Quindi cosa c'entra la solidarietà?

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Come a te non frega niente di Soru a me non frega molto in generale dei politicanti sardi. In ogni caso dal centrodestra sardo è venuto fuori un gran signore come Mariano Delogu, l'ex sindaco di Cagliari.
Ma è una battuta?
Io ho un idea diversa di politico, lo considero come uno che antepone l'interesse dei cittadini a qualsiasi altro in un ottica a medio-lungo periodo....

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Già, quali?
Non di certo quelle che Soru ha impedito di costruire.
Ma per te le infrastrutture cosa sono le palazzine private?

Quote:
Ripeto, Soru non ha bloccato solo le cose. Ne avevamo anche parlato in privato, ricordi la questione di Tuvixeddu?
Ora un sacco di lavori si stanno sbloccando grazie alle sentenze di tribunale, che prevedono oltretutto risarcimenti alle imprese. Non tutti, però, sono ripartite (so di uno che invece ha preferito lasciar perdere ed intascarsi il risarcimento, e si tratta di un grosso imprenditore).
Come già ti dissi a suo tempo, intorno a quel colle - ove c'è una necropoli punica che verrà solo in minima parte valorizzata dal museo - girano volumi di soldi notevoli e voti di scambio.
Si nascondono dietro il termine riqualificazione urbana mentre invece nella pratica sono 14 ettari da poter riempire di cemento, in una città che ha esaurito il territorio edificabile - da qui a 10 anni edificheranno anche monte claro - che ha una dinamica demografica in tendenza negativa e che inoltre non attira nuovi residenti....aspetta quando sventreranno via Roma

Quote:
Detta così sembra che ne abbia tirati giù due o tre... Erano 1500! Praticamente tre ettari.
Quanto alla sua villa ha avuto buon gioco, non è andato oltre i limiti ma ha costruito un grosso parallelepipedo in mezzo alla pineta (ormai ex, visto che ora c'è solo terra spoglia). Praticamente un bunker a 10 metri dalla spiaggia! Un piano urbanistico decente prevede anche regole architetturali, ma vabbé, capisco che non si può avere tutto...
Trovassi una foto, porcaccia... Ho solo questo thumbnail di Google:
Falso che ci fosse terra spoglia dopo un disboscamento, che abbia costruito un bunker in mezzo alla pineta...insomma ti rispondo con una scansione della Nuova Sardegna sul tema:
Quote:
Taglio dei pini nellavilla di Soru: nessun reato
Rispettate le norme ambientali, due prosciglimenti in tribunale

CAGLIARI. Aveva ragione Renato Soru: il taglio dei pini e degli eucalipti compiuto nel parco privato della sua villa a
Is Cuccureddus, sul mare di Villasimius, era perfettamente compatibile con il paesaggio. A stabilirlo è stato l'uffi-
cio regionale tutela del paesaggio. Grazie a questo parere fondamentale Mario Scano e Gonario Ibba, rispettivamente
amministratore della. società Is Cuccureddus srl e direttore dei lavori, sono stati scagionati dall'accusa di aver viola-
to le norme ambientali. Preso atto del documento presentato dai difensori gli avvocati Francesco Viola ed Emanue-
le Pisano, e del pagamento avvenuto mesi fa della sanzione amministrativa di 60 mila euro da parte dellà società di So-
ru, il giudice Giovanni Massidda ha dichiarato il non luogo a procedere nei confronti dei due imputati Così come
Soru chiarì fin dalle prime ore, mentre la polemica divampava anche a livello politico, il solo errore imputabile
a Scano e Ibba è di aver avviato il taglio dei pini, ormai secchi e degradati, e la loro sostituzione con specie diverse
quando ancora non era arrivata l'autorizzazione a eseguire l'intervento. L'autorizzazione - come spiegò l'allora
capo della Forestale Carlo Boni - era stata chiesta ancora prima che la villa e il parco passassero dalla società 'Foxi
srl' alla. 'Cuccureddus srl'. Sarebbe arrivata - così disse Boni - senza alcun dubbio perchè l'intervento «non era
solo accettabile ma anche consigliabile». Non aver atteso il documento ufficiale è costato comunque la sanzionè ammi-
nistrativa. L'ok del Corpo Forestale infatti - così stabiliscono le norme - è preventivo rispetto a qualsiasi inter-
vento di modifica del territorio. Non può quindi essere concesso senza un'ispezione dei luoghi e una valutazione
tecnica del progetto. In quel caso i forestali visitarono la villa di Is Cuccureddus a cose fatte: i pini non c'erano più,
alloro posto piante autoctone appena sistemate sul terreno di Soru. Inevitabile il verbale e la denuncia, con riflessi an-
che penali. Con l'opposizione in consiglio regionale scatenata ad accusare il presidente di aver deturpato il paesaggio
naturale. Le cose stavano diversamente: mancava un'autorizzazione amministrativa ma la sostituzione dei vecchi
pini era in linea con le regole di rispetto del paesaggio. Ora il tribunale ha messo la parola fine alla vicenda. (m.i.)
Per quanto riguarda la tipologia architettonica, dipende dal PUC, ma non mi è mai capitato di vedere normate le Ville isolate (i PUC in Sardegna sono 19), il PUC di Cagliari per esempio norma solo la Zona A (centro storico).
Inoltre il concetto di decente è relativo, guarda il museo dell'arte occidentale realizzato in Giappone su progetto di Le Corbusier

Quote:
Comunque ora Soru è tranquillo, ora che lui ha la sua villa sul mare (su cui lui NON paga un centesimo di tassa sul lusso perché è residente in Sardegna) è sicuro che nessun altro potrà costruirne un'altra lì vicino!
Sarà questo il motivo che lo ha spinto a promuovere il piano paesaggistico....:roll:



Quote:
Se l'edilizia selvaggia è un problema fai un piano regolatore, non fermi i lavori indiscriminatamente! Soru ha fermato tutto.
Dal turismo si può ricavare molto di più senza andare a deturpare alcunché, ma in Sardegna ora se lo possono scordare.

Ma per favore, con 68 abitanti a kmq la Sardegna ha distese che paiono la savana africana...
I comuni dovevano fare il PUC - che è lo strumento che definisce l'urbanizzazione di un centro abitato e i parametri che la regolano - entro l'approvazione del PPR, ma se ne sono sbattuti - eppure nelle assemblee di coopianificazione i Sindaci non hanno fatto un obiezione, un osservazione - in Sardegna l'idea, evidentemente non leggesti il documento che ti mandai in PVT dugli intenti del PPR nell'ambito del turismo, è stata quella del principio di precauzione.
In sardegna si sarebbe potuto ricavare molto se i Sardi avessero avuto un minimo di lungimiranza e le popolazioni costiere fossero state meno prone ai vari colonialisti, ecco perchè ora è tutto in mano a non Sardi.
La bassa densità abitativa è uno dei motivi per cui il sistema naturale si è conservato meglio di altri posti.

Quote:
Tutta la costa ligure è così. Portofino è devastata?

So che ad alcuni l'idea del paesaggio "selvaggio" sembra bella, ma mi rifiuto di credere che un qualsiasi intervento umano (perché è ciò che ha voluto impedire Soru) sia un disastro naturale a priori.
O novello Arturo Soria y Mata, ma hai idea di come funzioni un sistema naturale? Bada che è sufficente un recinto per causare dei danni ad un sistema naturale...

Quote:
Guarda che non esistono solo yacht e megaville, esiste anche un turismo più a buon mercato costituito da casette e barche da 24 piedi. Un turismo che potrebbe fare la fortuna della Sardegna ma che grazie a Soru non la farà mai. Non dico che gli altri amministratori l'abbiano mai regolato e incentivato, ma Soru di certo l'ha impedito.
Ma buon mercato dove? Hai idea del livello degli affitti nella stagione estiva sulla fascia costiera? Hai idea dei soldi che entrano nelle tasche dei cittadini Sardi che possiedono tali case? Il PPR non ha fatto altro che valorizzarle

Quote:
Se invece avesse finanziato l'industria locale forse non sarebbe stato meglio?
Ma che industria vuoi mettere in Sardegna? Forse l'unica possibilità sarebbe nei semiconduttori, ma per il resto si è già visto - dalla chimica alla siderurgia - come sia un'esperienza fallimentare....senza tenere in considerazione il danno ambientale che si ritorce contro l'industria del turismo...e senza considerare che viste le criticità del territorio l'industria è quella più sensibile a tali criticità...

Quote:
Ok, l'hai tentata...
Io SO che tu non sei sardo (da altri thread), ma tu forse sai che io non lo sono?
In Sardegna ci ho vissuto "solo" quasi tutta la mia vita!
Cagliari è Sardegna solo geograficamente - scherzo -
__________________
"Il silenzio è la più perfetta espressione del disprezzo." - « Tancas serradas a muru Fattas a s'afferra afferra Si su chelu fit in terra L'aiant serradu puru » - vedere avvinazzati darsi arie da sommelier non ha prezzo -
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