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#201 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Firenze-Parigi
Messaggi: 442
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Anche secondo me era da cogliere la possibilità di candidare un altro esponente del IDV. Ma non è stato fatto perchè restava la pregiudiziale su IDV. Sarà pure un partito più piccolo, ma è stato eletto democraticamente e non si possono accettare pregiudiziali di questo tipo. Ultima modifica di John Cage : 17-11-2008 alle 17:04. |
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#202 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2008
Messaggi: 1021
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#203 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Abano Terme (Padova)
Messaggi: 1205
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La cosa più giusta era che ci fosse un accordo in precedenza oppure che l'idv presentasse una rosa di nomi come gli è stato richiesta, cose tutte e due sdegnosamente rifiutate dall'idv imponendo un muro contro muro che non ha giovato assolutamente alla minoranza mettendoli dentro ad un vicolo cieco... |
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#204 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Abano Terme (Padova)
Messaggi: 1205
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#205 |
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Member
Iscritto dal: Aug 2005
Messaggi: 157
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E il fantastico risultato di Idv e' questo:non eleggono il loro candidato difeso a spada tratta e devono fare retromarcia per sperare di avere un loro candidato alla presidenza della commissione.
Stavolta il muso duro anche nei confronti degli altri membri dell'opposizione non ha proprio pagato. E' un errore politico pesante.
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#206 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Verona... finchè non mi buttano fuori :D
Messaggi: 3224
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con orlando agli occhi di molti la pregiudizievole è sulla persona, non sul partito... |
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#207 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Palermo
Messaggi: 2579
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alla buon'ora.
E' da un pezzo che penso che l'opposizione vada costruita da PD e UDC. IDV è solo una scheggia impazzita, non avevo dubbi che avrebbero fatto una questione di principio su Orlando; l'avevano fatta già in tempi non sospetti.
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Utente gran figlio di Jobs ed in via di ubuntizzazione Lippi, perchè non hai convocato loro ? |
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#208 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Abano Terme (Padova)
Messaggi: 1205
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Pannella: "Veltroni eversivo sulla vicenda Rai"
Roma - «Non sto insultando gratuitamente il Partito democratico: quando dico che sta mettendo in atto un comportamento tecnicamente eversivo, per sovvertire il risultato di un’elezione regolare, sono pronto a dimostrarlo anche in giudizio». Marco Pannella spiega di aver consultato anche i suoi avvocati, e che le pressioni del Pd (con il quale i radicali sono alleati, e del cui gruppo fanno parte i parlamentari pannelliani) per far dimettere il neo-eletto presidente della Vigilanza, Riccardo Villari, «configurano un reato punibile fino ai cinque anni», quello di attentato al funzionamento di organi costituzionali. E per impedire questo «comportamento delittuoso contro la virtù repubblicana» Pannella è pronto ad usare anche «le armi della non violenza» e ad attuare da oggi (previo parere dei suoi medici) «uno sciopero totale della fame e della sete» per «aiutare i garanti della legalità», a cominciare dal presidente della Repubblica. Che c’entra Giorgio Napolitano, onorevole Pannella? «Se per caso Villari si dovesse dimettere, come il suo partito lo invita a fare, si ritornerebbe alla situazione di caos precedente, e verrebbe lesa anche l’immagine del capo dello Stato, che un mese fa aveva parlato di “inderogabile obbligo costituzionale” cui il Parlamento doveva adempiere, sia sull’elezione del membro mancante della Consulta e sia sulla costituzione della commissione di Vigilanza». Ma il Pd contesta proprio le modalità con cui Villari è stato eletto... «Che questa contestazione, le accuse di tradimento e le minacce perché si dimetta vengano da un partito che si chiama “democratico” è paradossale e figlio di un riflesso stalinista, un atto di imperio da regime fascista. L’elezione di Villari è stata regolare, e grazie ad essa il Parlamento può rientrare nella legalità finora violata. La maggioranza, che per mesi ha avuto la massima responsabilità del boicottaggio dell’elezione del presidente, si è decisa a votare. E peraltro anche due parlamentari del Pd - e non certo il nostro Beltrandi che ha mostrato la sua scheda col nome di Orlando per evitare accuse di tradimento - hanno votato Villari, e a mio parere hanno fatto bene. Ora c’è un presidente eletto che va incoraggiato a mettersi immediatamente al lavoro, perché ha davanti a sé una serie di urgentissimi atti dovuti da compiere, recuperando mesi di ritardo che comportano costi altissimi». Quali? «Tra due settimane si vota in Abruzzo, e quelle elezioni - come quelle che si sono da poco svolte nella provincia di Trento - sono fuorilegge e rischiano di essere invalidate per la mancata applicazione della legge sulla par condicio: è proprio la Vigilanza, paralizzata da sei mesi, che deve varare i regolamenti applicativi, e non l’ha fatto. Spero che i presidenti delle Camere, che Villari consulterà nei prossimi giorni, si impegnino a dargli il sostegno necessario per accelerare questi atti dovuti». Ha sbagliato il Pd ad insistere sul nome di Orlando? «Il loro “o Orlando o morte” era tanto inopportuno quanto il “mai Orlando” della maggioranza. Che peraltro, sul giudice della Consulta, aveva alla fine accettato il no a Pecorella del Pd, facendo oltretutto una scelta più che dignitosa, per una volta, con la candidatura di Frigo. Orlando stesso credo si sia accorto che la battaglia sul suo nome era funzionale ad altre operazioni, e ha raccontato di aver dato a Di Pietro la disponibilità a fare un passo indietro». A quale altra operazione era funzionale? «Grazie all’alibi Orlando che paralizzava la Vigilanza, per sei mesi non ci sono state regole da rispettare, e c’è stata la messa a sacco dell’informazione pubblica e della Rai. Tanto da parte dei Gentiloni quanto dei Gasparri». Questa vicenda rappresenta l’ennesimo prezzo che Veltroni paga all’alleanza con Di Pietro? «È dalle elezioni di aprile, quando Veltroni ha deciso di consentire la presentazione delle liste dell’Italia dei Valori e ha portato a chi lo richiedeva lo scalpo di quelle radicali, che il leader del Pd ha fatto una scelta di grande avventatezza politica». Come esce da questa vicenda il leader del Pd? «Ne sta uscendo come prima, durante e dopo le elezioni: in modo mi pare non brillante. Se Veltroni non avesse assicurati tempi televisivi pari quasi a quelli di Berlusconi, credo che il Pd non potrebbe ulteriormente rimandare una crisi interna seria. Mi auguro - anche se ci credo poco - che, quando ci sarà, possa diventare una crisi di crescita». |
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#209 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Palermo
Messaggi: 2579
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Tentativo mal riuscito perchè fortunatamente qualcuno con un pò sale in zucca ancora c'è.
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#210 | |
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Member
Iscritto dal: Aug 2005
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Speriamo.
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#211 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Palermo
Messaggi: 2579
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C'è tutta una sinistra capace di dialogare e di ottenere dei risultati migliori di quelli ottentuti con 15 anni di contrapposizione assoluta. La cosa che spesso mi ha fatto "incassare" è stato il fatto che tutte le volte che Veltroni si sia avvicinato in modo dialogante col cdx spuntava sempre qualche dichiarazione di DP per incitare alle barricate contro la maggioranza.
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#212 | |
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Member
Iscritto dal: Aug 2005
Messaggi: 157
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Un alleanza stabile con l'UDC potrebbe creare le future condizioni per una riscossa della sinistra riformista nelle urne, vedremo se ce la faranno.
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#213 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Firenze-Parigi
Messaggi: 442
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beh, si. Su qyesto hairagione, tranne che sul dialogo. Non è che dovesse "dialogare" col PDL, ma bastava semplicemente che si trovasse un accordo con PD e UDC su un altro nome dellIDV. In quel modo il centrodestra senon l'avesse votato, avrebbe confermato la pregiudiziale sull'intero partito. Io avrei fatto così, a patto di mettere al posto di Orlando un nome di pari livello. Giuseppe Giulietti di articolo 21 ad esempio. |
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#214 |
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Member
Iscritto dal: Aug 2005
Messaggi: 58
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interessante questo comunicato di Pardi (IDV)
La storia recente della Commissione parlamentare di vigilanza sulle telecomunicazioni è esemplare. Intanto quasi tutti la chiamano Vigilanza Rai. Non solo per brevità, ma perché pensano che solo quello debba fare. Invece la Commissione deve vigilare sulle telecomunicazioni: quindi anche su Mediaset e le altre emittenti minori. So che affermo l’esistenza di un compito impossibile, almeno nei confronti di Mediaset, ma l’impossibilità ne esalta la necessità. Dall’inizio della legislatura la Commissione si è riunita per eleggere il presidente e i segretari. Una consuetudine istituzionale mai negata dà all’opposizione la presidenza delle commissioni cosiddette di controllo. L’opposizione attuale ha indicato in Leoluca Orlando, deputato di IdV, il proprio candidato per la Vigilanza. Ma Orlando non è stato eletto. Infatti per circa quarantacinque volte in Commissione è mancato il numero legale. Lo faceva mancare con monotona regolarità l’assenza della maggioranza. Lo scopo era dichiarato: impedire la nomina del candidato alla presidenza indicato dall’opposizione e imporre invece un candidato, sempre scelto nell’opposizione, ma gradito alla maggioranza. E’ un vizio originario di Berlusconi: la pretesa di volere un’opposizione diversa da quella reale. Il ritornello “con questa sinistra non si può dialogare” lascia intendere che se lasciassero fare a lui saprebbe ben fare una vera sinistra, naturalmente “moderna” e all’altezza della situazione. La pretesa reale è di essere allo stesso tempo maggioranza e opposizione. Ma, per quanto desiderata, l’ubiquità politica è impossibile anche per lui. Dunque per porre rimedio la maggioranza ha fissato una regola di scambio tra la nomina del membro mancante, da più di due anni, in Corte Costituzionale e quella del presidente nella Vigilanza. Regola del tutto priva di fondamento: la prima carica è di assoluto rilievo costituzionale, mentre la seconda ha semmai rilievo istituzionale e, ancora di più, politico. Sono entità incommensurabili. Il candidato della maggioranza per la Corte era Pecorella, avvocato di Berlusconi e deputato, specializzato nel difendere il suo cliente dai processi e soprattutto nel costruire leggi a sua favore in Parlamento. E’ stato a lungo addirittura presidente della Commissione Giustizia: monumento scultoreo al Conflitto d’Interessi, secondo solo a quello del suo datore di lavoro. Per di più Pecorella aveva, ed ha ancora, un procedimento a suo carico. Era immaginabile che un soggetto gravato da un procedimento giudiziario diventasse membro della Corte Costituzionale? Se ne sono viste di cotte e di crude, ma questa era veramente troppo. Non solo per l’opposizione ma soprattutto per la Consulta stessa. Pecorella è stato poi affondato dalla stessa maggioranza, che gli ha fatto mancare un centinaio di voti, ed è stato così eletto l’avvocato Frigo, anche con i voti dell’opposizione. Dunque l’opposizione ha dato dimostrazione di serietà istituzionale. Ma la maggioranza ha continuato imperterrita a far mancare il numero legale per la Vigilanza. Solo l’altro ieri si è decisa a comparire e a garantire il numero legale. Con perfetta faccia di bronzo ha perfino vantato il proprio comportamento come atto di responsabilità. Ma la sua comparsa non ha significato rinuncia al disegno di scegliere nell’opposizione il candidato da imporre. Dopo breve schermaglia di schede bianche, ha gettato la maschera concentrando i suoi voti su Villari, senatore campano del PD. Ci si può chiedere il perché della scelta. Forse aiuta la sua stessa biografia politica: ha fatto parte della corrente di Buttiglione, è passato a Mastella (che lo giudica “intelligente ma sfaticato”), è stato per un momento il candidato di De Mita per la carica di sindaco a Napoli, è entrato nella Margherita e da quella è approdato al PD. Dunque la maggioranza ha interrotto una mai violata consuetudine istituzionale e ha imposto il proprio candidato alla Vigilanza. Qui si apre il sipario sulle debolezze dell’opposizione. Dal momento in cui c’è stato il numero legale questa non ha mai assicurato il pieno dei suoi voti: ci sono state alcune assenze e, peggio ancora, voti dispersi e schede bianche o nulle. Nel momento chiave sono mancati a Orlando cinque voti. L’opposizione non ha dunque mostrato la fermezza minima necessaria per sostenere il suo unico candidato. Dentro le sue debolezze si annidano forse manovre che ancora è difficile decifrare. Qualsiasi candidato dell’opposizione votato in massa dalla maggioranza avrebbe avuto il dovere di dimettersi immediatamente. Invece Villari ha dichiarato che riferirà ai presidenti delle Camere e poi si rimetterà alla decisione dei gruppi parlamentari del suo partito. Se ne deduce che non esclude una propria accettazione di quel voto del tutto anomalo. Nella repubblica dell’anomalia istituzionale sistematica, fondata non sul lavoro ma sul conflitto d’interessi, una scelta simile può essere perfino vantata come comportamento da uomo delle istituzioni.
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"...tutti ci amano, e tutti ci odiano."
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#215 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Firenze-Parigi
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Ahhh!! facinorosi comunisti! |
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#216 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2004
Città: Cittadino di un mondo libero dalla spazzatura
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http://www.legnostorto.com/index.php...=view&id=23425 Quote:
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#217 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Bergamo
Messaggi: 35
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Quindi malox per tutti, dicono faccia miracoli contro i bruciori di stomaco |
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#218 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 1912
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scusate ma se l'elezione è perfettamente legittima su cosa diavolo si vuol montare la polemica? Non è pensabile che la consuetudine ad eleggere un membro della minoranza implichi necessariamente che la minoranza possa imporre chi gli pare, perché non può obbligare certo la maggioranza a votare chi vuole. Questa è oltre la democrazia è matematica.
Ergo se la maggioranza ti dice "quello no" si propongono alternative... dato che non si può pensare di fare prove di forza quando le regole danno ragione agli altri. |
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#219 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
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#220 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
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A mettersi d'accordo sul nome doveva essere l'opposizione, presentando un suo candidato alternativo. |
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"...tutti ci amano, e tutti ci odiano."








