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#27521 |
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ieri sera ho goduto come un riccio
cmq a parte il gol ho visto un ronaldinho + mobile e meno pesante, forse sta entrando in forma
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#27522 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: Nardò
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#27523 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Milano
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Non sei mica il solo
Adesso inizia il divertimento
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#27524 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
Messaggi: 744
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#27525 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2007
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Finalmente posso:
GOOOOOOOOOODOOOOOOOO!!!
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#27526 |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2003
Città: Nella terra degli Antani Prematurare e Circolare
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abbiamo una difesa da
![]() ![]() ancora non mi spiego come non abbiano fatto almeno un gol... |
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#27527 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: Nardò
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manca solo che si sblocchi sheva e torni nesta
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#27528 |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2003
Città: Nella terra degli Antani Prematurare e Circolare
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#27529 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2007
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![]() Eccome...Poi in diretta... Cmq non so voi, ma quanto l'ho sentito io il dirby di ieri sera... Madonna mia... C'era mio fratello che rideva nel guardarmi...Ero un pugno di nervi...Alla minima cosa scattavo in aria...
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#27530 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Milano
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#27531 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: Nardò
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abbiamo solo lasciato due volte (mancini e adriano) giocatori soli in area liberi di colpire stiamo migliorando
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#27532 |
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Bannato
Iscritto dal: Mar 2004
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#27533 |
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Senior Member
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da notare che ho aggiornato la sign
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#27534 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2003
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#27535 |
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#27536 |
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Senior Member
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#27537 |
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Senior Member
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comunque ragazzi vedere un golasso di testa così di ronaldihno è un po come vedere il paso-doble di pippo inzaghi
visto una volta e non lo rivedremo mai più poi nel derby--> LOL |
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#27538 |
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Bannato
Iscritto dal: Mar 2004
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#27539 |
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RASSEGNA STAMPA 90° - Ronaldinho-show: il Milan trionfa 28.09.2008 22.33 di Redazione TMW. Era il giocatore più atteso, non ha deluso: Ronaldinho regala il derby al Milan, che gioca meglio e batte l'Inter di Mourinho, apparsa sterile e confusionaria. Ai punti, avrebbe vinto ugualmente il Milan: i Rossoneri castigano un grandissimo Julio Cesar (decisivo in almeno tre occasioni) con un triangolo Ronaldinho-Kakà-Ronaldinho, che il Gaucho chiude di testa. Dall'altra parte, Ibrahimovic fa poco, Quaresma ci prova ma viene arginato bene: ma è Gattuso la vera forza aggiunta nel centrocampo milanista. Nel secondo tempo, il Milan sfiora il raddoppio, poi Mourinho ci prova: dentro Adriano e Cruz al posto di uno spento Mancini e di Materazzi... Il Brasiliano si muove bene ed aiuta la manovra, ma Abbiati dice no. Nel finale, i Nerazzurri provano a metterla in rissa: rosso a Burdisso ed anche a Materazzi in panchina. Ma il Milan, coordinato da uno scintillante Seedorf, non molla: il primo derby di Milano è amaro per Mourinho, nervosissimo a fine partita. Milan-Inter 1-0 Milan (4-3-2-1): Abbiati 7; Zambrotta 7, Maldini 7, Kaladze 7, Jankulovski 6.5; Ambrosini 6.5, Gattuso 7.5 (44'st Bonera sv), Seedorf 8; Kakà 7.5, Ronaldinho 8.5 (39'st Shevchenko sv); Pato 6.5 (28'st Flamini sv). (A disposizione: Dida, Bonera, Cardaccio, Antonini, Emerson, Flamini, Shevchenko). All: Ancelotti Inter (4-3-3): Julio Cesar 7.5; Maicon 6, Burdisso 5.5, Materazzi 5.5 (14'st Cruz 5.5), Chivu 6; Vieira 7 (35'st Stankovic sv), Cambiasso 6, Zanetti 5.5; Quaresma 5.5, Ibrahimovic 5, Mancini 5 (14'st Adriano 6) (A disposizione: Toldo, Cordoba, Rivas, Stankovic, Balotelli, Adriano, Cruz). All: Mourinho Arbitro: Morganti di Ascoli Marcatori: 37'pt Ronaldinho (M) Ammoniti: Gattuso (M), Jankulovski (M), Burdisso (I), Vieira (I), Quaresma (I), Stankovic (I) Espulsi: 32'st Burdisso per doppia ammonizione (I) Note: Materazzi espulso quando si trovava in panchina Samba Milan con Ronnie È il primo k.o. di Mourinho Derby alla squadra di Ancelotti: 1-0. Il trio brasiliano rossonero fa la differenza contro l'Inter: è l'ex Barça a trovare il gol di testa su cross di Kakà. I nerazzurri cercano di imporre il loro gioco ma via via si innervosiscono, fino al rosso a Burdisso e Materazzi (dalla panchina) e all'occasione sprecata da Adriano MILANO, 28 settembre 2008 - "Ladies and Gentlemen...questa sera Milano è lieta di presentarvi...", recitava il mega striscione della Curva Nord nerazzurra. Idea azzeccata, ma solo per il Milan. Proprio così, lieta di presentare il primo gol italiano di Ronaldinho in un'azione tutta brasiliana. Derby infuocato, con l'espulsione di Burdisso nella ripresa e quella di Materazzi dalla panchina. Successo meritato perché più cercato dai rossoneri molto più organizzati e propensi al sacrificio. SUPERPOTENZE - Forze d'urto a confronto. La cavalleria leggera del Milan contro quella pesante dell'Inter. L'intraprendenza di Ancelotti contro la razionalità di Morinho. Kakà-Ronaldinho-Pato contro Mancini-Ibrahimovic-Quaresma. Il tecnico rossonero conferma tutto, mentre quello nerazzurro fa un cambio in difesa: Burdisso al posto di Cordoba. TATTICISMI - Il primo affondo è del Milan. Ed è una dichiarazione di guerra. Bello lo scambio veloce fra Pato e Kakà che si allunga la palla in area per poi crossare dentro, ma Julio Cesar non si fa gabbare. Mancini replica al 3' con un rasoterra che Abbiati lascia scorrere a lato. Il Milan la mette sulla velocità, l'Inter sul pressing asfissiante. I rossoneri si adeguano. Ma i campioni d'Italia hanno già impresso sulla pelle il marchio di Mourinho: possesso palla e tendenza a far addormentare la gara, per colpire al cuore quando meno te lo aspetti. Come all'11': scambio veloce e tocco dentro di Ibra dalla destra, respinto con un piede da Abbiati. Il Milan gioca molto alto e la sua propensione offensiva, al 14', mette Zambrotta nella condizione di tirare dai 30 metri: alto, ma di poco. Ma sono tentativi frutto di un tatticismo esasperato. MAICON - Molto eloquente, invece, l'affondo di Maicon al 17' che mette in area per Ibra, stoppato dalla tempestiva uscita di Abbiati. Arriva la replica di Pato al 19', il cui tiro viene respinto con il corpo da Burdisso. L'Inter dà però la sensazione di essere più squadra: autorevole e autoritaria quando occorre. Maicon, per esempio, ha spesso via libera sulla destra e con le sue incursioni è una scintilla nel gioco a volte macchinoso dei nerazzurri. Potente il tiro sull'esterno della rete al 24'. DINHO FA LE PROVE... - Ma la prima vera grande occasione capita al 26' a Ronaldinho su tocco di Kakà: il tiro è perfetto, ma gigantesca è la deviazione di Julio Cesar in angolo sul suo palo. Come dire che il Milan è salito di tono e ci prova molto di più. E' un po' troppo e l'Inter si scuote. Ibra fa bruciare le mani ad Abbiati al 35'; un guizzo che non rappresenta però tutta la potenza fisica dello svedese, ingabbiato in una marcatura opprimente. ...E SALE IN CIELO - Al 36' l'evento. Kakà, in sospetto off-side, trova il varco sulla destra e invita alla danza Ronaldinho che non si fa pregare due volte; il Gaucho spicca il volo, supera Cambiasso in elevazione e infila alla sinistra di Julio Cesar. Monta la rabbia nell'Inter che carica a testa bassa. I rossoneri si chiudono a riccio, limitando spazi e raddoppiano le marcature, non disegnando però le ripartenze. I nerazzurri spingono ma devono fare i conti con un Milan grintoso che quando occorre esalta il suo profilo più operaio, senza risparmiare nessuno; Ronaldinho e Pato compresi. E' il tema ricorrente del secondo tempo, in cui il Milan risponde con un atteggiamento in linea con il suo vantaggio: difesa accorta e contropiede prepotenti in cui mette sotto pressione la retroguardia interista. E' così che Mourinho decide di cambiare al 14' due pedine: Materazzi con Cruz e Mancini con Adriano, per un 4-2-3-1 che vede Zanetti scalare in difesa. Ma è ancora il Milan a convincere di più, sfruttando la serata di grazia di quei tre brasiliani lì davanti. L'Inter intanto paga la mancanza di quadratura e meccanismi. Così a prevalere è l'istinto. Ibra al 27' trova un varco centrale, ma il suo rasoterra si perde a lato. Ancelotti avverte la necessità di inserire muscoli tra difesa e centrocampo. Esce così Pato per fare spazio a Flamini. FINALE DA INFARTO - L'assalto al Fort Apache, che esalta le qualità di Ambrosini, si trasforma in arma a doppio taglio, perché al 31', nell'ennesimo contropiede Kakà viene steso da Burdisso già ammonito: cartellino rosso e Inter in dieci. C'è spazio anche per Stankovic (fuori Vieira) e per far saltare i nervi ai nerazzurri, panchina compresa. Materazzi viene infatti espulso e Stankovic sfiora il rosso per una brutta entrata ancora su Kakà. Shevchenko, entrato per Ronaldinho apre ulteriormente varchi e manca il raddoppio al 44' perché Julio Cesar fa l'ennesimo prodigio. Poi sono minuti crudeli. Per l'Inter che con Adriano si mangia il pareggio a un metro dalla gloria. Battito a cento allora per il Milan, fino al tiro alle stelle di Ibra. Ronaldinho, la notte perfetta "Il gol che avevo promesso" Il brasiliano euforico dopo la rete vittoria nel derby: "Il Milan aveva bisogno di allegria e sono qui per questo. Sono contentissimo e felice di giocare qui, mi sento a casa mia". Berlusconi: "È un giocatore straordinario" MILANO, 28 settembre 2008 - E' volato in alto; una spanna in più di Esteban Cambiasso. Nella serata che sognava. Con lo stadio che sognava. Ha inseguito con lo sguardo i movimenti di Kakà. Ha aspettato la palla. Ha colpito forte con la fronte. Impatto devastante anche per Julio Cesar, numero uno in tutti i sensi. Poi è scheggiato via sotto la Curva ed è sparito sotto i compagni. Si è inchinato davanti ai tifosi e ha improvvisato due passi di Samba. ALLEGRIA - Lo voleva questo gol. Lo ha detto prima e dopo la vittoria sull'Inter. Lo ha dedicato ai compagni e ai tifosi. Ride di gusto, non sta più nella pelle. "Il Milan aveva bisogno di allegria e sono qui per questo. Sono contentissimo, speravo nel gol, lo avevo promesso ai tifosi ed è arrivato in una partita così importante. Sono felice di giocare qui, mi sento a casa mia. Ogni giorno di più sto bene al Milan", ha detto con l'euforia di chi sa di avere aperto breccia in milioni di cuori. Un gol al suo amico Julio Cesar, partorito dalla fantasia di Kakà dopo una prova generale, in cui il portiere dell'Inter e del Brasile si è superato deviando in angolo. I SOGNI DI BERLUSCONI - Lui, Ricardo e Pato. Il "Trio meraviglia" sognato da Silvio Berlusconi, che al fischio finale ha abbracciato Adriano Galliani: gesto liberatorio. Occhi ancora pieni di finte, tocchi, passi felpati, ma anche recuperi e sacrificio. Il presidente gongolava: "Straordinario. Ma Ronaldinho lo vorrei vedere giocare più in avanti e non sacrificato e defilato lì sulla sinistra". Forse, ma il funambolo, come dice Ancelotti, è abituato da sempre a giocare in quella porzione di campo. "Lui non ha le caratteristiche di attaccante centrale, si defila come ha sempre fatto al Barcellona". Suggerimenti del patron ad Ancelotti? Berlusconi ha giurato: "Non ho mai, mai prevaricato Carletto". FAME - Il Gaucho era partito di buzzo buono. Occasioni e gol e un grande affiatamento con i compagni. Mai un tocco in più, mai inutili ghirigori. Dinho ha eseguito alla lettera gli ordini di Ancelotti: giocare per la squadra. Così è stato. Pragmatico come tutto il Milan. Così come lo ha definito Mourinho. Ma può capitare che anche monumenti del calcio come Ronaldinho lottino per la causa. Perché ieri sera il brasiliano aveva più fame. Come non gli capitava da tempo. Ma nella serata di Dinho, è salito in cattedra tutto il Milan: "Migliore dell'Inter almeno nel derby, ma inferiore nelle cinque giornate finora giocate". E Mourinho e Ancelotti sono d'accordo. Ancelotti: "Fine della crisi" Ibra: "Ha vinto l'arbitro" Il tecnico del Milan elogia la prova dei suoi e si coccola Ronaldinho: "Non è al top, lo vediamo in allenamento. Ma l'adrenalina della partita gli fa bene". Mourinho: "Io guardo dove sono Milan, Juve e Roma. E noi siamo davanti". Lo svedese polemico MILANO, 28 settembre 2008 - Tre indizi, per Carlo Ancelotti, fanno una prova: "Direi che il ciclo negativo può dirsi concluso". Terza vittoria consecutiva, e il suo Milan sembra essersi ritrovato, proprio nella partita più attesa. RONALDINHO - "Ronaldinho non è al top - ha detto il tecnico del Milan ai microfoni di Sky - e lo vediamo sopratutto in allenamento. Ma sta lavorando bene e in partita, complice l'adrenalina, riesce a dare qualcosa di più. E' un giocatore atipico e dovremo lavorare ancora per trovargli il miglior ruolo possibile: ma non è uno fine a se stesso, gioca per la squadra ed è in grado di mettere i compagni davanti alla porta". ALLARME - "Le sconfitte contro Bologna e Genoa - ha aggiunto Ancelotti - sono state un campanello d'allarme utile, per farci capire quale deve essere l'atteggiamento quando si affrontano certe squadre". DECISIVO - Su Ronaldinho ha parlato anche il suo amico e connazionale Kakà, che sull'abbraccio con Dinho a fine gara ha detto: "Ha segnato, è stato decisivo ed è molto bello vederlo così. Anche se facciamo scelte di vita diverse, lui è un amico e in campo funziona tutto a meraviglia". MOURINHO - Lo "Special One", dopo il turnover con Beppe Baresi, è tornato a parare e ha analizzato a lungo la partita. "Il Milan - ha spiegato Mourinho - ha dimostrato di essere una squadra di grande esperienza: sanno come controllare la partita, come rallentare il ritmo quando hanno bisogno. Sono una squadra di transizione, con giocatori veloci, come Kakà e Pato, bravi a giocare sugli spazi aperti, contro squadre che attaccano e perdono palla. E' stata una partita equilibrata, nessuna delle due squadre è stata migliore dell'altra, ma il pragmatismo del calcio è questo". ARBITRO - Il portoghese in un primo momento ha riferito di non voler parlare dell'arbitraggio, "per poter tornare in panchina domenica", ma poi ha commentato l'espulsione di Burdisso. "Credo che non meritasse nessuno dei due gialli. E per quanto riguarda Materazzi, si tratta di un film già visto. Ma in realtà è stata una partita corretta: anche il fallo di Stankovic su Kakà, è un intervento tattico, così come molte entrate di Gattuso, che io stimo per come gioca" CLASSIFICA - "Quando guardo la classifica - ha concluso Mourinho - non guardo dove sono Lazio, Atalanta o Catania. Io guardo il Milan, la Juve e la Roma e sono tutte dietro di noi. Sono fiducioso, è solo una partita persa. Adesso dovremo concentrarci per vincere contro il Bologna, e poi ci saranno due trasferte difficili contro Roma e Fiorentina". POLEMICA - Sull'arbitraggio ha detto la sua anche Ibrahimovic, senza peli sulla lingua. "Oggi ha vinto l'arbitro, non il Milan", il secco commento dello svedese mentre abbandonava lo stadio Meazza. Kakà 'Abbiamo dominato' 23:33 del 28 settembre Il fantasista del Milan Kakà, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky. Mourinho ha detto che è stata una partita equilibrata, decisa da un episodio, il gol... Abbiamo fatto un gol in più, è vero, ma il Milan ha dominato la partita. E' finito il momento di crisi, veniamo da una sequenza di vittorie. Dobbiamo mantenere questi livello. Su Ronaldinho E' bello vederlo contento, ha segnato, è stato decisivo. Siamo amici, facciamo delle scelte di vita diverse ma questo non impedisce che possiamo fare tante cose belle insieme. Lui ha portato tanta qualità alla nostra squadra. Sta lavorando, ha tanta fame di tornare ad essere decisivo. Che soddisfazione si prova a vincere contro Mourinho? A me interessa vincere contro l'Inter, non contro Mourinho. A me sta simpatico, ogni tanto fa delle battute, come quando dice che Stankovic ha fatto un fallo tattico, ma non sono battute che fanno male al calcio. Berlusconi: 'Mai prevaricato Ancelotti' 23:06 del 28 settembre Il Presidente Berlusconi è raggiante nel dopo partita. "Un buon risultato. Una partita giocata con forza, cuore, determinazione e non solo con la tecnica. Ronadinho ci ha regalo un gol da par suo. Tutti mi hanno dedicato la vittoria per il mio compleanno". Questa sera chi ha fatto la formazione? Il Premier scherza. "Come in tutti questi anni un sigore che si chiama Silvio Berlusconi, cioè volevo dire Carlo Ancelotti. Scherzi a parte, Non l' ho mai mai prevaricato". Ancelotti: 'Il Milan è guarito' 22:59 del 28 settembre La crisi è archiviata. Parola di Carlo Ancelotti. "Penso che il Milan sia guarito. Ronaldinho? Non è ancora al top. In allenamento fa vedere cose diverse che in partita. Come ritmi è molto meglio in partita. Deve continuare a lavorare. E' un giocatore atipico, dobbiamo trovargli una posizione. Oggi però è stato decisivo. Io non ho voluto Ronaldinho, l'abbiamo voluto tutti. Non è un giocatore fine a se stesso perchè ama anche giocare per la squadra. Stesso discorso per Sheva. "Sta migliorando anche se neanche lui è una prima punta". Bene la difesa. "E' la prima volta che non prendiamo gol. Abbiamo solo sofferto un po' sul finale". Forse il Milan a volte ha il difetto di sottovalutare gli avversari. "Abbiamo sempre sofferto una mancanza di continuità come atteggiamento. Forse l'inizio stentato ci può aiutare a far bene anche nelle partite che consideriamo più abbordabili". Moviola: ok il gol di Dinho E giusto il rosso a Burdisso MILAN-INTER 1-0 Il derby inizia in modo molto corretto. Il primo fallo vero al 10’: Gattuso entra su Cambiasso al quale chiede subito scusa. Come Mancini che impedisce a Kaladze di saltare in difesa. Braccio di Materazzi su Kakà in area: Morganti lascia correre, uno fiscale fischierebbe (e vedremo che nella ripresa fa altrettanto in area milanista con Flamini su Adriano). Al 19’ tiro di Pato deviato da Burdisso: non con le mani fa segno Morganti e in effetti il tocco è di coscia, con braccio aderente. Al 25’ corner, Mancini dà un calcio alla bandierina invece che al pallone e ovviamente l’arbitro fa ripetere, perché il pallone non è certo tornato in gioco. Al 30’ fuorigioco dubbio sbandierato a Pato su lancio di Zambrotta: c’è un ginocchio di differenza con un difensore nerazzurro. Al 39’ l’1-0 e l’assistente Niccolai è puntuale: Kakà lanciato da Ronaldinho sembra proprio in linea con Matarezzi, anche se non si hanno immagini che diano certezze assolute. Poi si può parlare di qualche millimetro al di qua o al di là, ma nella sostanza i due sembrano in linea. Cross e testa di Ronaldinho per l’1-0 che decide la gara. Al 40’ Gattuso commette fallo su Quaresma, è il primo ammonito, il giocatore le sente da Ancelotti che gli aveva chiesto di stare calmo. Ronaldinho lancia Pato che cade a contatto con Materazzi: Morganti non vede fallo, è così. Finale di primo tempo, caduta di Kakà in area, senza fallo. Nella ripresa al 5’ Pato rientra, ma prende subito il pallone e Papi sbandiera: fuorigioco. Al 6’ Vieira mette fuori pensando che Ambrosini sia ancora a terra, si riprende e Jankolovski entra in scivolata su Quaresma: giallo giusto. Fermato ancora Pato: fuorigioco per una spalla. Regolare di un pelo la partenza di Ibrahimovic che poi si porta via la palla fuori da solo. Al 16’ Burdisso trattiene per la maglia Pato che sta per lanciarsi: giallo. Al 20’ ammonito Vieira: da dietro su Kakà. E giallo anche a Quaresma che prende pallone e Seedorf, ma protesta.... Al 30’ gol a gioco fermo di Adriano: spinge Maldini. Al 31’ secondo giallo Burdisso: in scivolata in ritardo su Kakà. Flamini con la mano ostacola Adriano, come nel primo tempo accaduto con Materazzi e Kakà. Materazzi che era già stato sostituito protesta con il quarto uomo De Marco che chiama via auricolare Morganti: rosso per il difensore. Al 39’ Stankovic stende Kakà che sta volando: giallo e gli va bene. 90° - "Special"? Sì, il Milan e Ronaldinho 29.09.2008 08.00 di Redazione TMW Fonte: Editoriale di Francesco Letizia per Novantesimo.it La differenza tra un milanista ed un non milanista, non si offenda nessuno, è quella di riuscire a realizzare i propri sogni nella realtà, proprio come recitava una celeberrima coreografia della Sud nel derby del 2004: così, dopo i tanti trofei vinti con sofferenza in questi ultimi due anni, reduci dalla sommaria "giustizia" di Calciopoli, è successo ancora. L'uomo dei Sogni, l'oggetto dei desideri di anni ed anni di campagna acquisti, si è trasformato nuovamente nel padrone del Calcio: e, ironia della sorte, lo ha fatto proprio in un modo insolito, di testa... Quasi a dire "Avevate paura di aver perso l'ariete? Faccio anche quello". Ronaldinho ha infiammato San Siro e lo "stadio virtuale" di milioni di milanisti, con i suoi splendidi ricci svolazzanti nella serata tesa di Milano: messe da parte le treccine, è tornato alla capigliatura "old style", quella del giorno del Pallone d'Oro 2004. Ed i risultati in campo, si sono visti: inizio timido, la gioia negata solo da un miracolo di Julio Cesar. E poi la magia: lancio al millimetro per Kakà, pallone di ritorno, ed un terzo tempo assurdo, da fuoriclasse del basket, fluttuando nell'aria per un'eternità. L'esplosione di emozione, il balletto: tutto secondo copione, ma questa volta non ci siamo svegliati. Grande Ronaldinho, grande chi lo ha messo in campo con coraggio: Carlo Ancelotti ha trovato il momento giusto per inserire il gioiello dal primo minuto, anche in barba alla paura di subire troppo senza Flamini, o alla scaramanzia che chiedeva Shevchenko. Ma tutti gli 11 campioni rossoneri hanno dimostrato ieri di essere, come probabilmente da 6 anni a questa parte, la miglior squadra del mondo nella partita secca, da dentro-fuori: una difesa eccellente, con Kaladze che sembra quello dei suoi giorni migliori (anche per lui, grande tempismo nello scegliere il momento per tornare grande) e Maldini che annulla Ibrahimovic, un centrocampo diretto da un favoloso Clarence Seedorf e che trova in Gennaro Gattuso, come sempre, la sua anima. E poi Kakà, perfetto nell'assist, Pato, che ha 19 anni ma sembra sia al suo diciannovesimo derby, Ambrosini, Zambrotta, Abbiati, Jankulovski... Lodi per tutti, mai così meritate: il miglior augurio è ora quello di far durare questi sogni, anche nelle partite che meno esaltano l'orgoglio dei nostri favolosi campioni, a partire dalle trasferte di Zurigo e Cagliari. Se così sarà, il Milan ha già dimostrato stasera di non avere nessun rivale, Inter inclusa: e ci perdoni anche Mourinho, alla seconda sconfitta in due gare contro il Milan (la prima con il Porto nella Supercoppa Europea 2003). In fondo contro una squadra che di Fenomeni ne ha avuti, ne ha e ne avrà tanti, è un po' meno "Special" anche lui. Gazzetta - Milan, Ronaldinho: "Qui mi sento a casa" 29.09.2008 08.09 di Marco Gori Ronaldinho, dopo la maiuscola prova contro l'Inter e la rete messa a segno fa fatica a controllare la gioia: "Questa è la mia casa, questo è il mio stadio, questo Milan è la mia famiglia. L'affetto dei tifosi per me è importantissimo, io lo sento, lo avverto anche mentre gioco e ho il pallone tra i piedi. E' fantastico. Il Milan aveva bisogno di allegria e io sono venuto qui per questo motivo". Recalcati: "L'Inter gioca male, Derby al Milan" 29.09.2008 09.54 di Redazione TMW. Fonte: di Christian Recalcati per ILRECA.IT L'Inter gioca male. Non si deve aver paura di scriverlo o di esporlo. Mourinho mediaticamente è il numero uno, ma sul campo non ha ancora insegnato nulla a nessuno. Davanti ad un Milan buono ma non eccelso, il portoghese ha completamente sbagliato la formazione iniziale. I veri numeri uno, gli allentori speciali, a volte fanno il "mea culpa". I rossoneri hanno due calciatori che fanno della loro velocità un'arma infernale, Kakà e Pato, e il nostro "sprinter", Cordoba, lo lasciamo seduto in panchina per scelta tecnica. Il secondo tragico errore porta il nome di Ricardo Quaresma. ll campione lusitano è un Signor calciatore, ma lontano dalla condizione fisica che gli permetta, non solo di dare un importante contributo alla squadra, ma di essere decisivo nelle ripartenze e di creare superiorità numerica in fase d'attacco. Il terzo sbaglio, sempre a mio modo di giudicare, è il mancato turnover contro il Lecce. Ibrahimovic e Mancini ne hanno risentito e mercoledì c'è la Champions League. Mou, inglesi scatenati Dinho "rinato" nel derby Il tecnico interista è duramente criticato dalla stampa d'Oltremanica, non solo per la sconfitta nel derby ma anche per la ripetuta polemica con Ranieri. Il brasiliano è ancora nelle prime pagine dei media spagoli che ne celebrano il ritorno al gol LONDRA (Gb), 29 settembre 2008 - Il vecchio nemico gliel’ha fatta anche stavolta. Amarcord del 'Guardian' per raccontare la prima steccata di Mourinho e dell’Inter nella "Scala del calcio" e il "vecchio nemico" di cui si parla nel titolo ("Old foe Ronaldinho seizes centre stage and condemns Mourinho to first defeat") è Ronaldinho, che già nel marzo del 2006 fece (metaforicamente) piangere lo Special One a Barcellona, segnando il gol che di fatto sancì l’uscita del Chelsea dalla Champions League. E ieri sera il brasiliano del Milano si è ripetuto a San Siro, condannando l’Inter alla prima sconfitta dell’era Mourinho. Un Mourinho che, come riporta l’articolo, ha riassunto la serataccia dei suoi in una frase ("Il Milan ha fatto gol, noi no"), spiegando che i nerazzurri avrebbero meritato "almeno il pareggio" e sottolineando, a mo’ di chiosa finale, che "abbiamo perso una partita, ma nulla più di questo, mentre il Milan resta pur sempre dietro di noi in classifica". Stessi concetti che ritornano anche sul 'Daily Telegraph', che apre la pagina del calcio internazionale con la faccia arrabbiata del portoghese, che cerca di calmare un furibondo Lele Oriali, dopo che l’arbitro Morganti aveva appena cacciato dalla panchina Marco Materazzi (sostituito poco prima). MOURINHO VS RANIERI - E proprio il mancato giudizio di Mourinho nei confronti dell’arbitro ("non parlo di lui perché la prossima settimana voglio sedere in panchina") trova ampio spazio sul giornale londinese, al pari della polemica che ha infiammato la vigilia del derby e che ha visto contrapposti il tecnico dell’Inter e Claudio Ranieri, lui sì nemico acclarato dell’uomo di Setubal. A far scoccare la scintilla, l’accusa dell’allenatore bianconero di mancanza di rispetto di Mourinho nei confronti dei tifosi (e non solo loro) per non essersi presentato alla conferenza stampa dopo la vittoria sul Lecce di mercoledì scorso, mandando invece al suo posto il vice Beppe Baresi. Per tutta risposta, il portoghese avrebbe "ridicolizzato Ranieri per il suo scarso inglese ai tempi del Chelsea". Pure 'The Independent' preferisce dedicare più spazio alla polemica a distanza fra i due tecnici, parlando apertamente di "guerra", che alla prima sconfitta dell’Inter e l’articolo in questione figura al primo posto fra i più letti della giornata sul sito online del quotidiano. Con buona pace proprio di Mourinho che, sempre alla vigilia della sfida con il Milan, (come puntualmente ricordato anche da 'Setanta Sports') aveva detto che in Italia il calcio non è tanto amato, visto che interessano maggiormente i pettegolezzi e tutto quello che fa da contorno alle gare. Sarà. Ma quel che è certo è che anche al di là della Manica non scherzano quando si tratta di ficcare il naso in faccende che con il pallone hanno poco a che fare... RONALDINHO - Anche i media spagnoli hanno dato ampio risalto al derby milanese e il primo gol italiano del brasiliano non è certo passato inosservatoi. ‘El pais’ titola: “Il Milan batte l’Inter grazie a un colpo di testa di Ronaldinho”, poi descrive l’azione del gol (assist di Kakà e testa di Dinho) e riporta le parole dell’ex blaugrana, intervistato subito dopo il match. "Sognavo una notte così. Qui mi sento a casa e questo gol è per tutti i tifosi che mi hanno sempre supportato". Il titolo di ‘El Mundo’ è: “Ronaldinho decisivo nel derby milanese”, sottolineando in particolar modo la crescita del brasiliano dopo le prime opache prestazioni (contro Bologna e Genoa). Anche "Marca" insiste sulla rinascita del giocatore, titolando: "Ronaldinho resuscita e il Milan trionfa nel derby". Infine ‘El Periodico’: “Un gran gol di Ronaldinho stende Mourinho nel derby milanese”, dando ampio spazio all’intesa verdeoro Dinho-Kakà. Berlusconi 'Nel Milan tante star' 14:49 del 29 settembre Non poteva festeggiare compleanno migliore Silvio Berlusconi.. "Abbiamo fatto una campagna acquisti che in famiglia non e' stata molto apprezzata", ha scherzato Berlusconi da Villa Campari a Lesa, sul Lago Maggiore. "Abbiamo messo li' delle star che una sola di loro vale il biglietto dello stadio", ha concluso il patron del Milan. Milan, Berlusconi: "Ringrazio la squadra per il regalo di compleanno" 29.09.2008 12.54 di Tommaso Veneri Fonte: Repubblica.it Alla vigilia aveva chiesto il derby come regalo di compleanno. E il presidente rossonero Silvio Berlusconi, che proprio oggi compie 72 anni, è stato accontentato. "E' stato un buon risultato. La squadra ha giocato con forza, cuore e tecnica e Ronaldinho ha fatto un gol da par suo. Lui e gli altri - ha detto - mi hanno regalato la vittoria per il mio compleanno: li ringrazio". Quella contro l'Inter, ha sottolineato il premier, è stata "una partita di grande cuore, non c'è stato nessuno che non abbia dato il massimo. Sono stati tutti straordinari - ha proseguito riferendosi ai giocatori milanisti - hanno giocato con grinta. Da grande squadra". Galliani: "Più forti in 90' ma su 38 incontri..." L'ad rossonero fra le feste di compleanno e il successo nel derby: "Gol da Palloni d'Oro". Tace sull'Inter e indica la giusta via per il Milan: "Dobbiamo essere grandi anche con le piccole" MILANO, 29 settembre 2008 - La notte è stata lunga. Di festa. Anche perchè poche ore dopo avere vinto il derby, il Milan ha avuto due compleanni da celebrare: quelli di Silvio Berlusconi e Andriy Shevchenko. Adriano Galliani è tornato a casa quando le ore erano piccole... Pensando ancora al successo contro i nerazzurri e a Ronaldinho. "Alla felicità, alla commozione, all'emozione di Ronaldinho per avere fatto quel gol- ha raccontato a Sky-. 1-0 per il Milan, gol di Ronaldinho. La notizia sta girando per il mondo e sono felice per lui". SUPER DINHO - "È uno dei giocatori più forti del mondo- ha poi continuato l'ad rossonero- deve recuperare la condizione, non giocava da mesi al Barcellona, ha fatto le Olimpiadi, è stato via. Lui è un grande giocatore. Sono felice del gol, perchè qualcuno aveva detto che eravamo dei collezionisti di figurine anzi, di Palloni d'oro. Un Pallone d'oro, Kakà, è andato sulla destra, ha alzato la testa, perchè i Palloni d'oro sanno alzare la testa, ha visto che arrivava Ronaldinho, lo ha servito e questo è andato in sospensione e ha fatto gol. Passaggio di un Pallone d'oro, gol di un Pallone d'oro". Concetto detto anche subito dopo la partita. Dopo gli abbracci e gli applausi negli spogliatoi. Ronaldinho era molto emozionato. "Direi di più, commosso. Quando l'ho abbracciato gli ho detto: 'Sono contento per te, veramente, con tutto il cuore'. È la verità. Lui si è commosso, aveva quasi i lacrimoni. Molto bello". FIESTA ROSSONERA - Festa rossonera, quindi, ma niente polemiche con l'Inter. "Non m'interessa dire che il Milan è più forte dell'Inter. Il Milan è campione del mondo, è la squadra più titolata del mondo, ha fatto tre finali di Champions League negli ultimi cinque anni. Nessuna squadra italiana riesce mai ad arrivare a questi traguardi. Il Milan ha fatto undici finali di Champions League. Quindi, ciascuno giudichi come meglio crede". "L'Inter- ha spiegato Galliani- è una grande squadra, una grande società e ha un grande allenatore. Continuo a ripetere che a me Mourinho sta simpatico, perchè non lo trovo banale. A me stanno antipatiche le persone banali. Lui non è banale. Quindi, a me piace". FUTURO - Infine, uno sguardo al futuro: "Adesso il problema è trovare le stesse motivazioni con il Cagliari. Sappiamo di essere una squadra che in una partita secca è, forse, la più forte al mondo. Non so se siamo i più forti del mondo in 38 partite... Bisogna essere umili- ha concluso l'ad del Milan- e trovare le giuste motivazioni, anche con le squadre piccole. Questo non so se lo siamo. Sono sicuro che se giochiamo con chiunque un testa a testa, possiamo vincere". Derby, Gussoni: "Ottimo l'arbitraggio di Morganti" 29.09.2008 15.52 di Stefano Sica Il derby di San Siro ha lasciato qualche recriminazione per la direzione arbitrale, specie in casa Inter. Ma Cesare Gussoni, presidente Aia, tesse le lodi dell'ascolano Morganti, direttore di gara della stracittadina vinta dal Milan: "Ha arbitrato bene una partita molto difficile. Tutti gli analisti sono d'accordo nel giudicare corretta la segnalazione del fuorigioco sul gol del Milan. Il problema del fuorigioco è determinato da una regola che dovrà avere, prima o poi, una definizione diversa. L'espulsione di Burdisso? Faccio presente che l'arbitro inizialmente ha lasciato giocare. Poi i giocatori hanno praticato un gioco estremamente deciso e lui è stato costretto ad estrarre più di una volta il cartellino giallo. Un giocatore ammonito non può fare fallo da tergo e uno in panchina non può permettersi di protestare". Infine un bilancio momentaneo sullo stato di salute dei fischietti italiani: "Dopo cinque giornate di campionato il bilancio mi sembra positivo. Tra l'altro siamo tornati ad un clima normale, nel quale si perdono e si vincono le gare senza esagerare o dare le colpe a questo o a quell'arbitro". Mazzola Critico con Mourinho 16:20 del 29 settembre Sandro Mazzola considera meritata la vittoria del Milan nel derby. "L'Inter vista ieri sera non mi è piaciuta nè sul piano del gioco, nè su quello della grinta - dice a Radio Kiss Kiss -. E' stata in campo solo gli ultimi venti minuti, in precedenza i giocatori in campo erano troppo lenti. Il Milan ha meritato i tre punti perché è sceso in campo con la giusta concentrazione e la giusta tensione, anche senza punte di ruolo la formazione di Ancelotti ha sempre cercato la profondità. L'Inter, invece, si è riversata in avanti solo nel finale di gara per disperazione". Mazzola commenta così le scelte del tecnico interista Mourinho:"Mi aspettavo che sostituisse Quaresma, che non è mai stato in partita. L'inserimento di Adriano e Cruz, poi, è stato a tutti gli effetti la mossa della disperazione: sono stati schierati alla rinfusa e l'attacco era tutto arruffato. Mourinho, poi, sbaglia di grosso nel sottovalutare squadre come la Lazio o il Napoli. Qui non siamo in Portogallo, dove solo due squadre lottano per contendersi il titolo". Derby di Milano Vicini 'Il Milan ha meritato la vittoria' 17:08 del 29 settembre L’ex Commissario Tecnico della Nazionale, Azeglio Vicini, intervenendo sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni: “Il campionato di serie A mi sembra più equilibrato dell’anno scorso. Le società hanno mantenuto il giusto mix tra scelte tecniche ed investimenti. Il Napoli è una miscela tra esperienza e giovani talenti, che il club è riuscito a mettere insieme con pazienza. Grande merito anche al tecnico, Reja, che è stato bravo a far rendere al meglio un gruppo omogeneo che farà grandi cose in futuro. Il derby? Che la differenza la facciano i fuoriclasse è un dato di fatto. Non mi stupisce che i grandi campioni risolvano un match, ma globalmente ritengo che il Milan abbia meritato ampiamente la vittoria. Non condivido le lamentele dell’Inter sull’arbitraggio.” Berlusconi: "Milan, ti voglio numero 1 al Mondo" 29.09.2008 19.41 di Francesco Letizia Dopo la vittoria nel derby per Berlusconi l'obiettivo del Milan non deve essere solo quello di risalire la classifica. "Da quando sono al Milan - ha detto Silvio Berlusconi - l'obiettivo è sempre lo stesso: scendere in campo per essere padroni del gioco, per vincere e per confermare il Milan come la squadra numero uno al mondo. Cosa che fino ad ora siamo riusciti a fare". Berlusconi alla domanda se abbia consigliato Ancelotti di schierare il trio brasiliano, ha replicato: "Ancelotti sa cosa deve fare. Ogni tanto mi telefona per chiedere conforto e io cerco di darglielo". Sulla partita di ieri sera Berlusconi ha ribadito di essere molto contento come tutti i tifosi del Milan: "Immagino che lo siano molto meno i tifosi dell'Inter che, però, è ancora davanti al Milan". Il premier si è quindi detto soddisfatto della prova di tutti i giocatori: "Hanno giocato benissimo con una grande determinazione e il risultato ha giustamente premiato il Milan". Gli è quindi stato ricordato che secondo Mourinho l'espulsione di Burdisso non c'era e che il risultato migliore sarebbe stato un pareggio: "Ciascuno - ha replicato Berlusconi - fa le sue affermazioni. Mourinho avrà le sue ragioni per dire queste cose". Flamini: 'Volevo essere titolare al derby' 18:00 del 29 settembre Mathieu Flamini ha disputato la sua quinta gara (su cinque) in Serie A con il Milan, entrando a sfida iniziata nel derby di domenica sera. E a France Football ha confidato alcune cose: Mathieu, siete entrato al 74' del derby... com'è stato?"E' una grande sfida, ho sentito un'emozione indescrivibile, con un pubblico al 200% al seguito della squadra. Vincere questo primo derby è stata una grande gioia per me. Quando si entra a gara iniziata, in una sfida del genere, con un vantaggio minimo, l'importante è preservare il vantaggio" Deluso di non esser partito titolare?"Sì, perchè ci speravo un po'; comunque c'è un allenatore che fa le sue scelte e bisogna accettarle. L'importante è la vittoria, i tre punti e dare continuità ai risultati. Giocare al fianco di gente del calibro di Seedorf e Gattuso? Mi aiuta a crescere. Voglio impormi in questa squadra perchè ho visto che ci sono delle qualità notevoli e le potenzialità per fare bene". Milan Ambrosini 'Abbiamo meritato' 18:42 del 29 settembre Massimo Ambrosini a Milan Channel: "E' stata una partita strana, giocata su ritmi inizialmente molto bassi, avevamo paura di perdere tutti e due. Noi abbiamo giocato da squadra per 90', questo è l'aspetto positivo ed era quello che ci mancava. Gli episodi ci hanno aiutato, abbiamo meritato più di loro la vittoria. Il Milan prima non era così tanto malato, avevamo dei problemi. Le due sconfitte hanno accentuato alcuni problemi che possono essere normali per una squadra che si era appena ritrovata prima di iniziare il campionato. Adesso abbiamo capito qual è la strada da percorrere. Quando Ronaldinho è stato presentato a San Siro c'erano 40.000 persone il fatto che ci siano stati degli scettici sul suo acquisto fa parte della cultura italiana, noi sappiamo il suo valore. L' Inter è una squadra tosta, fisicamente è in grado di sovrastare l'avversario in ogni situazione. Se li affronti in modo diverso rispetto a come abbiamo fatto noi ieri sera, rischi di prendere delle grandi imbarcate. Se loro la mettono sul piano fisico, come hanno fatto nel finale di gara contro di noi, c'è il rischio di soccombere, noi siamo stati bravi e fortunati. Il Presidente è stato bravo quando è venuto a parlarci negli spogliatoi, è stato sincero e ci ha fatto i complimenti per il carattere e la determinazione. Noi sappiamo quanto lui tenga alla tecnica del calcio, ha puntato il dito sulla determinazione e sulla compattezza e questo fa molto piacere".
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mourinho tra poco se poteva finiva la partita con 4-5 attaccanti, noi per 20' quasi abbiamo giocato senza punte quando ha tolto pato da questo si desume che uno ha le palle l'altro no: a voi giudicare chi |
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