Australia, quasi tutti gli under-16 aggirano il divieto social. Intanto il governo raddoppia le multe

Australia, quasi tutti gli under-16 aggirano il divieto social. Intanto il governo raddoppia le multe

A sei mesi dal divieto di social agli under-16, l'Australia raddoppia la multa a 99 milioni e amplia i poteri del regolatore, che potrà esigere email e verbali interni. Ma gli studi indipendenti stimano oltre l'85% degli adolescenti ancora online

di pubblicata il , alle 15:21 nel canale Web
 

A sei mesi dall'entrata in vigore del divieto di social media agli under-16, l'Australia sceglie di alzare la posta. Il governo di Canberra ha presentato una nuova legislazione che raddoppia la multa massima per le violazioni sistematiche, portandola da 49,5 a 99 milioni di dollari australiani (circa 68 milioni di dollari USA), e amplia in modo sostanziale i poteri investigativi dell'eSafety Commissioner. La cifra non è casuale: allinea il tetto sanzionatorio a quello previsto dalla legge australiana su concorrenza e tutela dei consumatori.

La stretta non nasce nel vuoto. Le verifiche di conformità condotte dalla stessa eSafety hanno accertato che le piattaforme non hanno adottato le misure ragionevoli richieste dalla legge, mentre una serie di rilevazioni indipendenti descrive un divieto rimasto in larga parte sulla carta. Il comunicato dell'ufficio del Primo Ministro inquadra il provvedimento come un rafforzamento dell'impianto già esistente.

Gli adolescenti sono ancora online

I numeri ufficiali, da soli, suggerirebbero un successo: oltre 5 milioni di account riconducibili a under-16 sono stati rimossi, disattivati o limitati da quando la norma è operativa. Le rilevazioni indipendenti ridimensionano però il quadro: uno studio dell'Università di Newcastle pubblicato sul BMJ stima che oltre l'85% degli adolescenti sotto i sedici anni sia tuttora presente su almeno una piattaforma, mentre un sondaggio della Molly Rose Foundation, ripreso da Engadget e condotto ad aprile 2026 su più di mille ragazzi tra i 12 e i 15 anni, colloca al 61% la quota di chi aveva ancora accesso ai social nonostante il blocco.

Lo studio del BMJ, uscito il 24 giugno 2026, ha seguito 408 adolescenti tra 12 e 17 anni, intervistati prima dell'entrata in vigore della legge e di nuovo tre mesi dopo. Gli effetti sull'uso quotidiano risultano modesti e disomogenei per fascia d'età: tra i dodici-tredicenni l'uso giornaliero è rimasto stabile, tra i quattordici-quindicenni è calato dal 78 al 69%, mentre tra gli over-16, che la legge non riguarda, è perfino salito dall'80 all'89%. Gli autori segnalano i limiti del lavoro: campione contenuto, concentrato nel solo New South Wales e basato sulle dichiarazioni dei partecipanti.

Una verifica dell'età che verifica poco

La ragione di questa tenuta sta nel meccanismo pensato per far rispettare il divieto. Buona parte degli under-16 ancora attivi non ha dovuto inventarsi nulla: tra il 54 e il 67% usava semplicemente l'account che già possedeva, e il 66% aveva comunque incontrato una qualche forma di verifica dell'età. Il metodo più diffuso era l'autodichiarazione dell'età, incontrata dal 24-39% degli intervistati, seguita dal caricamento di un selfie (13-27%); il controllo più stringente, la foto di un documento ufficiale, ha riguardato appena il 5% dei dodici-tredicenni e l'11% dei quattordici-quindicenni. Dove il filtro era così leggero, restare connessi non richiedeva grandi accorgimenti: tra chi ha scelto di aggirarlo, il 15-19% ha aperto account falsi, il 9-29% è entrato con l'account di un'altra persona, il 6-11% si è affidato alla navigazione in incognito, mentre il ricorso alle VPN è risultato marginale.

Un editoriale di accompagnamento, firmato da Amrit Kaur Purba della London School of Hygiene and Tropical Medicine, sintetizza il fenomeno: "Nel complesso questi dati descrivono una politica attuata solo in parte, in cui il meccanismo pensato per limitare l'accesso non è stato attivato in modo affidabile. L'esperienza australiana mostra che legiferare una restrizione non equivale a farla rispettare: quando la verifica dell'età si è basata sull'età auto-dichiarata, la maggior parte degli adolescenti ha continuato ad accedere alle piattaforme vietate". Un monito che, avverte l'autrice, riguarda anche i paesi incamminati sulla stessa strada, Regno Unito incluso.

Sanzioni raddoppiate e poteri più estesi

È su questo scarto tra legge e applicazione che interviene il nuovo pacchetto. Oltre al raddoppio della multa massima, il cuore della riforma è l'allargamento di ciò che il regolatore può pretendere: l'eSafety Commissioner potrà esigere documenti e prove non solo dalle piattaforme, ma anche da terze parti come i fornitori di verifica dell'età e gli app store, e tra il materiale richiedibile rientrano elementi interni alle aziende come verbali del consiglio di amministrazione ed email interne. Raddoppia anche la sanzione per il mancato rispetto delle richieste formali di informazioni. Il regolatore ha intanto aperto indagini per possibile non-conformità nei confronti di Facebook, Instagram, Snapchat, TikTok e YouTube.

Il primo ministro Anthony Albanese non ha usato giri di parole: "è chiaro che le grandi aziende tecnologiche non stanno facendo abbastanza per conformarsi alla legge: ci sono ancora troppi bambini sui social media", ha dichiarato, aggiungendo che le modifiche "riflettono la serietà con cui consideriamo qualunque inadempienza2. Ancora più diretta la ministra delle Comunicazioni Anika Wells, secondo cui le piattaforme "stanno adottando trucchi presi direttamente dal manuale delle big tech, facendo il minimo indispensabile per cavarsela".

La nuova legislazione non è ancora stata approvata dal parlamento, e i tempi di entrata in vigore delle sanzioni più severe dipenderanno dall'iter. Gli autori dello studio evidenziano però che il divieto sembra più adatto a impedire l'accesso ai bambini sotto gli otto anni che a staccare gli adolescenti che i social già li usano.

9 Commenti
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Saturn29 Giugno 2026, 15:30 #1
Meanwhile:

Il proprietario di SudVPN:

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Sono OTTUSI quanto gli INGLESI - per altro parenti - pensano di fermare i ragazzi di quella fascia d'età con dei controlli...come no !

Illusi...ma se ormai anche un figliolo di un anno prima ancora di camminare è capace di interagire con l'assistente vocale dello smartphone dei genitori...

Sicuramente non saranno capaci di rapinare carta o credenziali del babbo o della mamma, comprarsi una vpn o meglio ancora usarne una aggrattisse....no....proprio no !

...eh, come direbbe l'avvocato Covelli interpretato da De Sica in "Vacanze di Natale"...."....quanti soldi sprecati....!"
coschizza29 Giugno 2026, 16:01 #2
Originariamente inviato da: Saturn
Meanwhile:

Il proprietario di SudVPN:

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Sono OTTUSI quanto gli INGLESI - per altro parenti - pensano di fermare i ragazzi di quella fascia d'età con dei controlli...come no !

Illusi...ma se ormai anche un figliolo di un anno prima ancora di camminare è capace di interagire con l'assistente vocale dello smartphone dei genitori...

Sicuramente non saranno capaci di rapinare carta o credenziali del babbo o della mamma, comprarsi una vpn o meglio ancora usarne una aggrattisse....no....proprio no !

...eh, come direbbe l'avvocato Covelli interpretato da De Sica in "Vacanze di Natale"...."....quanti soldi sprecati....!"


non capisco perche hai riso 3 volte su una notizia seria come se a te la salute ben bambini non importasse piu di tanto

i miei 3 nipoti fanno quello che gli permettono di fare i genitori perche sono normali e bravi, non puo inavigare ? non lo fanno fine, quando si va a dormire lo smartphone va spento e messo fuori la stanza e avanti cosi, cosi si crescono dei sapiens. E le regole per funzionare devono valere per tutti compreso i genitori.

Basterebbe sanzionare pesantemente i genitori che non fanno il loro mestiere demandando agli altri l'educazione, i reati gia esistono come sostituzione di persona ecc basta applicarli, vedi come cambia l'attegiamento del bambino e del genitore quando va a processo
Ataru22429 Giugno 2026, 16:31 #3
Godo!
Chi lo avrebbe mai detto...


Tutti questi sistemi liberticidi e chiaramente finalizzati alla sorveglianza di massa che stanno mettendo in piedi meritano solo di FALLIRE MISERAMENTE!

Internet è nata libera e deve restare libera.
Saturn29 Giugno 2026, 16:35 #4
Originariamente inviato da: Ataru224
Godo!
Chi lo avrebbe mai detto...


Tutti questi sistemi liberticidi e chiaramente finalizzati alla sorveglianza di massa che stanno mettendo in piedi meritano solo di FALLIRE MISERAMENTE!


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Originariamente inviato da: Ataru224
Internet è nata libera e deve restare libera.
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Douglas Mortimer29 Giugno 2026, 17:23 #5
Arriveranno a dover caricare un documento di identità per accedere ad internet, l'asticella dell'accettabilità si alza sempre di più ma la storia dei paesi comunisti ci insegna che per i tanti divieti liberticidi c'è sempre un modo clandestino per aggirarli.

Una cosa è sicura: il divieto dei social NON TUTELA I MINORI ma li isola dal mondo e dall'informazione.
I genitori devono affiancare e controllare i figli piccoli quando usano i social, è i loro compito, non quello di politici totalitari.
rattopazzo29 Giugno 2026, 20:51 #6
Originariamente inviato da: Douglas Mortimer
Arriveranno a dover caricare un documento di identità per accedere ad internet, l'asticella dell'accettabilità si alza sempre di più ma la storia dei paesi comunisti ci insegna che per i tanti divieti liberticidi c'è sempre un modo clandestino per aggirarli.

Una cosa è sicura: il divieto dei social NON TUTELA I MINORI ma li isola dal mondo e dall'informazione.
I genitori devono affiancare e controllare i figli piccoli quando usano i social, è i loro compito, non quello di politici totalitari.


Non mi pare che il mondo siano i social, così come sarebbe quantomeno azzardato usare la parola "informazione" per descrivere le innumerevoli balle che circolano sui social.

Per il resto però sono assolutamente d'accordo con te, delegare il ruolo dell'educazione dei propri figli a dei politicanti sarebbe a dir poco sbagliato...
leoben29 Giugno 2026, 22:24 #7
Originariamente inviato da: Douglas Mortimer
Una cosa è sicura: il divieto dei social NON TUTELA I MINORI ma li isola dal mondo e dall'informazione.


I social dove puoi leggere tutto e il contrario di tutto? Dove ammiocuggino lo sa per certo e i poteri forti non ce lo raccontano??? Ma dai...
Da quei social può solo uscire una generazione di lobotomizzati. Anzi, qualcuna è già uscita... Sono una percentuale dei genitori che dovrebbero educare quei minori.

Ma ci rendiamo conto che il mito per una ragazzina di oggi è diventare come la sua influencer preferita??? Da grande farò lo Youtuber! E via la mamma a fare i video!!!


Originariamente inviato da: Douglas Mortimer
I genitori devono affiancare e controllare i figli piccoli quando usano i social, è i loro compito, non quello di politici totalitari.



"affiancare e controllare i figli piccoli" mentre sono al ristorante e li mettono davanti a un tablet per non essere disturbati?
Una buona percentuale dei genitori si informa sui social su come educarli...
mmorselli29 Giugno 2026, 22:28 #8
Originariamente inviato da: coschizza
i miei 3 nipoti fanno quello che gli permettono di fare i genitori perche sono normali e bravi


Due le ipotesi:

- hanno 8 anni
- non escono di casa senza guinzaglio

Li voglio vedere non appena avranno un po' d'indipendenza e staranno con un gruppo di amici coetanei senza tutori alle calcagna. Proprio perché sono normali lo faranno, la curiosità è preziosa quando il cervello è ancora plastico.
mmorselli29 Giugno 2026, 22:35 #9
Originariamente inviato da: rattopazzo
Non mi pare che il mondo siano i social, così come sarebbe quantomeno azzardato usare la parola "informazione" per descrivere le innumerevoli balle che circolano sui social.


I social sono il mondo, se tutto il tuo mondo sta sui social. Stiamo parlando di ragazzini con meno di 16 anni, che vuoi che siano per loro le notizie? La IPO di SpaceX?

Le notizie per loro sono altri giovani che fanno cose divertenti, il tuo cantante preferito, la moda, un tizio che ti spiega la fisica con uno short di 30 secondi in cui mescola le cose a cazzo, ma va bene così, servono stimoli a quell'età, non nozioni, c'è tempo per le nozioni, prima devi costruire i tuoi percorsi mentali, le strade, dopo metterai delle cose su queste strade.

Isolamento e proibizionismo, cosa potrebbe mai andare storto? Ai figli bisogna dare fiducia e modelli positivi, e rinunciare a capire tutto ciò che fanno.

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