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Bannato
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[ STRAGE DI BOLOGNA] Tra depistaggi e promesse mancate
Tra depistaggi e promesse mancate una certezza: la colpevolezza di Mambro, Fioravanti e Ciavardini
di Loris Mazzetti http://www.articolo21.info/notizia.php?id=7200 Quote:
E' un fatto risaputo che l'Italia aveva il piede in due scarpe: da una parte permetteva i traffici di armi dalla libia ai paesi arabi e vice versa,da una parte perseguiva una politica filo atlantica. Moro è perito ANCHE a causa della sua poltica filo araba,ricordiamo le pesanti ombre sul DC9 e sulla siutazione libica... Leggendo le dichioarazioni di Licio Gelli,Francesco Pazienza,Aimos Spiazzi,Cossiga e Andreotti,tutti loro concordano nel dire che ci fu un'esplosione accidentale di materiale esplosivo trasportato dai palestinesi in italia. Recentemnete Carlos (terrorista di lviello mondiale detenuto in Francia) ha confermato quello che pare la versioen più credibile: gli USA intercettarono (con Israeliani??) quel carico di esplosivo e fecere brillare la stazione con una seconda bomba di loro propietà. Il depistaggio della P2 e dei vari apparati legati ad essa,con successiva incriminazione dei NAR,da la conferma che l'obbiettivo non era tanto far ricadere le responsabilità sui Comunisti (BR,Prima linea etc) ma bensì despistare da una possibile ipotesi di azione di SS stranieri. I NAR non hanno mai confessato questo delitto e si sono sempre ritenuti innocenti (al contrario di tutte le altre azioni terroristiche,rivendicate con "orgoglio"). Ovviamente,come in tutte le storie italiane di una certa complessità,tutto può essere letto in un modo e al contrario di esso,resta però una mia convinzione che la strategia della tensione e l'indirizzamento della poltiica estera italiana sia culminata con questa tremenda strage. Forse senza il tanto temuto (per i politici) segreto di stato,qualcosa potremmo saperlo. Ultima modifica di Ser21 : 04-08-2008 alle 11:05. |
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#2 |
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Senior Member
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Città: Roma-Milano Utente:Deberlusconizzato Iscritto:20/2/2000 Status:SuperUtenteAdm Messaggi totali:107634 Auto:BMW X3 3.0 SD M
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E andiamo con i depistaggi di stato.. grande alemagno!
http://www.repubblica.it/2008/08/sez...ta-comodo.html Il sindaco di Roma: "Fini ha ragione, da Cofferati risposte dogmatiche" "Mambro e Fioravanti si sono macchiati di reati gravissimi ma forse non dell'attentato" Alemanno: "No a verità di comodo va seguita la pista palestinese" di GIOVANNA VITALE Alemanno: "No a verità di comodo va seguita la pista palestinese" Gianni Alemanno, sindaco di Roma ROMA - Sindaco Gianni Alemanno, il presidente Fini ha auspicato che sulla strage di Bologna "si dissolvano le zone d'ombra". Dopo 5 gradi di giudizio che senso ha riaprire vecchie ferite? "Fini ha perfettamente ragione perché c'è un'altra pista, quella del vecchio terrorismo palestinese, che soltanto da poco si è cominciata a esplorare. C'è un'inchiesta in corso: a giugno il sostituto procuratore Giovagnoli è stato in Germania per interrogare Thomas Kram, uno dei testimoni della pista palestinese. Che è quindi totalmente aperta e sembra molto più seria, molto più promettente della pista nera". È una "verità comoda", secondo Gianni Alemanno, quella accertata dai giudici di Bologna che hanno condannato i neofascisti Mambro, Fioravanti e Ciavardini. Per l'esponente di An esiste un'altra verità "altrettanto credibile" e "mai indagata fino in fondo". Perché sarebbe molto più seria e credibile? "Partiamo da un presupposto: come mai la pista nera ha portato alla condanna di tre persone, accusate di essere gli esecutori materiali, ma non s'è mai trovato il mandante? È il risultato di processi indiziari che non sono mai approdati a una verità chiara, al vero movente, al vero mandante. Di contro, c'è questa pista del terrorismo internazionale che ha indotto il presidente Cossiga a chiedere scusa per aver dichiarato che la matrice era fascista e a suggerire di cercare gli autori nel Fplp. Ci sono una marea di riscontri in tal senso, indagati solo a partire dal 2005: io credo che si debba andare a fondo per capire se effettivamente questo filone può portare a qualcosa di più concreto rispetto all'altro". Quindi ha torto Cofferati quando parla di tentativo di riscrivere la storia? "Diciamo subito una cosa: la strage di Bologna è stato uno dei crimini più efferati della storia repubblicana. Quindi sono a fianco di Cofferati quando chiede verità e giustizia, però gli ricordo che la giustizia è sempre connessa alla verità. Quando si cerca la verità non bisogna fermarsi a quella che fa più comodo sostenendo, dogmaticamente, che la pista palestinese sulla quale c'è un'inchiesta in corso è falsa. Per me non c'è nessuna differenza tra chi denuncia che ancora i mandanti di Mambro e Fioravanti non sono stati trovati e chi dice "esploriamo anche altre piste", perché se i mandanti non sono usciti fuori è perché o la sentenza sulla matrice neofascista è parziale o esistono altre piste da verificare". Eppure l'ex procuratore capo, Enrico de Nicola, sostiene che tutte le piste sono state sondate prima di formulare il verdetto... "Noi abbiamo un parere rispettabile dell'ex procuratore capo e un altro del procuratore attuale che, sulla base dei risultati della Commissione Mitrokin, ha ritenuto gli elementi della pista palestinese meritevoli di indagine, tant'è che l'ha affidata al sostituto Giovagnoli. Come si fa a dire che c'è una verità sicura se è in atto un'altra inchiesta? È una violazione dell'autonomia della magistratura". Quindi secondo lei Mambro e Fioravanti sono innocenti? "Guardi, io non ho nessuno da difendere, non ho alcuna simpatia né atteggiamento di riguardo nei loro confronti. Però dico che di fronte a un fatto così grave non si possono continuare a ignorare altre piste. Mambro e Fioravanti si sono macchiati di reati gravissimi, ma forse non della strage di Bologna". Quindi concorda con l'onorevole Cicchitto che proprio ieri ha parlato di "singolare teorema politico"? "Io ritengo che la strategia della tensione abbia prodotto tante verità che si sono sovrapposte nel tempo e sulle quali non è stata fatta piena luce, e questo non riguarda solo Bologna. Spesso nel corso degli anni si sono preferite più verità comode e ideologiche che verità scomode. Dire che la bomba alla stazione potesse avere origine nel terrorismo internazionale era molto più difficile e problematico che addossare la colpa al terrorismo interno". Che tuttavia proprio in quegli anni fece centinaia di morti... "Lungi da me negarlo. Nei '70 ci fu una guerra civile strisciante che peraltro cominciò dal maledetto slogan "Uccidere un fascista non è reato", urlato da vari gruppi dell'estrema sinistra che, falliti i loro obbiettivi rivoluzionari, decisero di convogliare tutta la loro energia nell'antifascismo militante. Suscitando ovviamente delle reazioni altrettanto dure da parte dell'estrema destra. E ciò fu un incubatore sia delle Br sia dei Nar. Purtroppo le istituzioni se ne accorsero solo dopo l'omicidio di Moro. All'inizio tesero a minimizzare, addirittura sostenendo che non esistesse il terrorismo rosso". Uno dei suoi primi atti da sindaco di Roma è stato visitare le Fosse Ardeatine, dove condannò tutti i totalitarismi senza però mai fare riferimento al fascismo. Se la sente di farlo adesso? "È ovvio che quando uno condanna tutti i totalitarismi non esclude quello italiano. Negli anni passati s'è cercato di fare una classifica tra dittature "buone" e dittature "cattive", che io non condivido. Si potrà scongiurare il loro ritorno solo se siamo tutti consapevoli dell'avvelenamento ideologico da cui originava il fascismo come il comunismo. Un clima che ha coinvolto non solo criminali ma anche persone in buona fede che si sono battute e sono morte per un ideale". (4 agosto 2008)
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Perchè,verso al fine della seconda guerra mondiale,reclutare ex SS e fascisti per combattere il futuro nemico ? (comunista) L'america persegue i suoi obbiettivi,costi quel che costi. PS: Perchè far morire Aldo Moro,solo perchè filoarabo e ideatore del compromesso storico ? |
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Senior Member
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Però mi chiedevo se non avessero preso due piccioni con una fava. Eliminare l'esplosivo d'importazione e creare una strage appositamente per qualche altro fine politico...
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#6 |
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Member
Iscritto dal: Mar 2008
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Qualcuno spieghi ad alemagno e revisionisti al seguito che,la pista palestinese,era gia nota.
Dio che paese immondo. Ci manca soltato che tentino di riabilitare la memoria dei repubblichini!!! ... Doh!
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#7 | |
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Bannato
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Anzi direi tripla azione: - Distruggere esplosivo "nemico" - Far capire al governo Italiano che questo doppio gioco non era più tollerato - Continuare ad alimentare quella strategia gia in essere da circa 20 anni,chaiamta appunto della tensione. - Far ricadere le risponsabilità sui rossi o sui neri,per stabilizzare il paese (Manual Field Docèt).Anche se quest'ultima è da considerarsi parte integrante della strategia della tensione. |
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#8 | |
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Senior Member
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#9 |
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Senior Member
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Quello che mi chiedo è perchè Mambro e Fioravanti continuino a negare di aver commesso la strage di Bologna..hanno commesso una caterva di omicidi, uno in più o uno in meno non sarebbe un gran motivo di imbarazzo.
Carlos che dice? Che sono stati i sionisti e gli americani a far brillare l'esplosivo dei palestinesi e dei tedeschi (dinamica che paradossalmente collima con quella di Cossiga, portando verso la pista palestinese)? |
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#10 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
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Detto questo, resto convinto che la verità sulla strage di Bologna sia ancora da scoprire. http://www.archivio900.it/it/news/news.aspx?id=2059 Ultima modifica di zerothehero : 04-08-2008 alle 16:56. |
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#11 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
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Un veloce riepilogo:
Francesca: * Ergastolo per l'omicidio di Franco Evangelista (28 maggio 1980) * Ergastolo per essere mandante dell'omicidio di Mario Amato (23 giugno 1980) * Ergastolo per la strage alla stazione di Bologna (2 agosto 1980) * Ergastolo per l'omicidio di Francesco Mangiameli (9 settembre 1980) * Ergastolo per l'omicidio di Enea Codotto e Luigi Maronese (5 febbraio 1981) * Ergastolo per l'omicidio di Giuseppe De Luca (31 luglio 1981) * Ergastolo per l'omicidio di Marco Pizzari (30 settembre 1981) * Ergastolo per l'omicidio di Francesco Straullu e Ciriaco Di Roma (21 ottobre 1981) * Ergastolo per l'omicidio di Alessandro Caravillani (5 marzo 1982) * Condanna per complessivi 84 anni e 8 mesi di reclusione per altri reati quali: furto e rapina (una ventina in tutto), detenzione illegale di armi, violazione di domicilio, sequestro di persona, ricettazione, falso, associazione sovversiva, violenza privata, resistenza e oltraggio, attentato per finalità terroristiche, occultamento di atti, danneggiamento, contraffazione impronte. Fioravanti: http://it.wikipedia.org/wiki/Valerio_Fioravanti |
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#12 | |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2002
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Se non ricordo male cmq,ci sono stati pesanti interventi del Sismi per aiutare i NAR a fuggire in paesi stranieri...In ogni caso tranne Fioravanti e Mambro (gia bruciati per infiniti omicidi) tutti gli altri NAR condannati per la strage furono scarcerati nell'81 e mai più condannati. I condannati quindi sono persone che avrebbero potuto prendersi la colpa della strage (l'eragstolo era cmq sicuro....) se l'avessero compiuta realmente.Al contrario invece si sono sempre professati innocenti. I depistaggi di Gelli,coadiuvato dall'immancabile pazienza e musmeci sono stati nella classica ottica atlantica,perfetti,buttando ombre prima sui comunisti e poi sui fascisti. La magistratura,in questo caso,ha potuto far luce solo in parte riguardo alle persone che hanno orbitato intorno alla vicenda. Come sappiamo,in Italia,la magistratura arriva fino ad un tot e poi o si ferma da sola o la fermano. La verità non deve venir mai fuori. Ultima modifica di Ser21 : 04-08-2008 alle 19:39. |
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#13 | |
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Bannato
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Se vuoi ne discutiamo insieme PS: Andreotti è il prototipo del politico con il piede in 4 scarpe.Lui però non è mai caduto....ha un buon equilibrio. |
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#14 |
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Senior Member
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Da leggere tutto d'un fiato:
Bologna, le ombre e le intenzioni di GIUSEPPE D'AVANZO NESSUNA sentenza scolpisce la Verità nella pietra. Di ogni sentenza si può dubitare. È soltanto la fallibile verità degli uomini scritta, quando le cose vanno per il meglio, al termine di un'operazione tecnica. Esiste una macchina procedurale. L'accusa formula le sue opinioni. Chi si difende le si oppone con contro-argomenti. Il dibattimento pesa le une e gli altri. Ne convalida uno. Nel 1995 Giusva Fioravanti e Francesca Mambro sono stati condannati all'ergastolo come esecutori della strage di Bologna del 2 agosto 1980 (85 morti, 200 feriti). Si dichiarano da sempre innocenti. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha voluto, nel giorno dell'anniversario della strage, far sentire la sua voce per chiedere che "si dissolvano le zone d'ombra che hanno suscitato perplessità crescenti nell'opinione pubblica intorno all'accertamento della verità sulla strage". Parole irrituali o, come ha detto il sindaco di Bologna Sergio Cofferati, addirittura "gravi" perché "sollecitano la riapertura di un processo sulla base di perplessità dell'opinione pubblica". Ammesso che davvero ci siano esitazioni nell'opinione pubblica - e ammesso che esista davvero l'opinione pubblica - "le perplessità" non possono essere un criterio per una revisione del processo. Più utili le zone d'ombra. Ce ne sono? Quali sono? Nel corso del tempo, in un'inchiesta e in un processo teatro di depistaggi di ogni genere e segno (per depistaggio sono stati condannati Licio Gelli e Francesco Pazienza, a dieci anni, e due ufficiali del Sismi, Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte), si sono contate almeno tre piste alternative abitualmente designate con le formule: "falangisti libanesi"; "libici"; "depistaggio per Ustica". La prima "pista" nasce dai ricordi di Abu Iyad, un dirigente palestinese. Dichiara che l'Olp ha fornito alla magistratura italiana "indizi" sulla responsabilità di fascisti italiani addestrati in Libano nei campi falangisti. La seconda ipotesi la indica un fascista: Stefano Delle Chiaie. Il suo avvocato sostiene che l'attentato alla stazione di Bologna era stato organizzato "per coprire la vera storia di Ustica", avvenuta un mese prima. Anche l'ipotesi libica nasce connessa alla strage di Ustica, ma ne attribuisce la responsabilità a Gheddafi. A luglio 1991 il parlamentare dc Giuseppe Zamberletti giura che la bomba alla stazione sarebbe stata una ritorsione per l'accordo tra Italia e Malta firmato proprio la mattina del due agosto 1980. (In una variante di questa teoria, i libici avrebbero agito in replica al tentativo di assassinare Gheddafi a Ustica). Tutti gli intrighi sono stati esaminati dalla magistratura bolognese che ne ha riscontrato l'infondatezza e, in alcuni casi, la strumentalità. Negli ultimi mesi ha fatto capolino una nuova "certezza" già proposta dalla commissione Mitrokhin. L'ha proposta il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga. "Io, che di terrorismo me ne intendo, dico che la strage di Bologna è un incidente accaduto agli amici della "resistenza palestinese" che, autorizzati dal "lodo Moro" a fare in Italia quel che volevano purché non contro il nostro Paese, si fecero saltare colpevolmente con una o due valigie di esplosivo. Divenni presidente del Consiglio poco dopo, e fui informato dai carabinieri che le cose erano andate così". La ricostruzione di Cossiga (che in realtà già era a capo del governo) sembra accostarsi alle rivelazioni di Carlos Ilich Ramirez Sanchez, "lo sciacallo": "L'attentato contro il popolo italiano alla stazione di Bologna "rossa" non ha potuto essere opera dei fascisti e ancora meno dei comunisti. È opera dei servizi yankee, dei sionisti e delle strutture della Gladio. Non abbiamo riscontrato nessun'altra spiegazione". Giusva Fioravanti conclude che "la pista palestinese è ormai palese. Carlos ammette che quell'esplosivo era il loro e che a farlo brillare sono stati i servizi israeliani o americani". Sarebbero queste le nuove zone d'ombra. E si fa fatica a crederle attendibili. Lasciamo da parte gli arzigogoli della "Mitrokhin", la più pasticciona "agenzia di disinformazione" che sia stata mai ospitata in un Parlamento. Carlos non dice che l'esplosivo di Bologna fosse della sua organizzazione. È Cossiga che dice che fosse patrimonio palestinese. Purtroppo il presidente emerito, nel corso degli anni, ha cambiato troppe volte versione per ritenere questo un racconto definitivo. È soltanto l'ultimo in ordine di tempo. Il 4 agosto 1980, al tempo presidente del Consiglio, Cossiga dichiara in Parlamento che l'attentato alla stazione era un attentato "fascista" ("Non da oggi si è delineata la tecnica terroristica di timbro fascista. Il terrorismo nero ricorre essenzialmente al delitto di strage perché è la strage che provoca paura, allarme, reazioni emotive e impulsive"). Il 15 marzo 1991, divenuto presidente della Repubblica, dice di essersi sbagliato nel definire "fascista" la strage; presenta le scuse al Msi; sostiene che "il giudizio da me espresso allora fu il frutto di errate informazioni che mi furono fornite dai Servizi e dagli organi di polizia. La subcultura e l'intossicazione erano agganciate a forti lobbies politico-finanziarie". Nel 2000, nuovo ripensamento. In una fatica memorialistica (La passione e la politica, Rizzoli) Cossiga scrive: "Mi hanno tempestato perché dicessi quello che so. Io non so nulla". Nel 2007, in un colloquio pubblicato in Tutta un'altra strage di Riccardo Bocca, il presidente emerito fornisce qualche elemento. Ricorda quel che ha saputo o già sapeva (chissà). La tesi dell'esplosivo palestinese gli sarebbe stata comunicata "nella prefettura felsinea, a ridosso dell'attentato (dunque nell'occasione in cui definì la strage "fascista"), dal capo dell'ufficio istruzione di Bologna, Angelo Vella" (massone). Come si possono definire "zone d'ombra" quest'affastellarsi confusissimo e contraddittorio di ipotesi, congetture, ricostruzioni senza alcuna prova o indizio - se non indiscrezioni, non si sa da dove piovute? E tuttavia ammettiamo che lo siano: appaiono incoerenti le mosse dei protagonisti (Fioravanti e Mambro) e dei loro sostenitori (la leadership del Movimento sociale di un tempo ora al governo e in Parlamento). Il processo di Bologna come tutti i processi di quel tipo è stato indiziario. Come sempre nei processi indiziari, ci sono fragilità e debolezze nella sentenza. Ora se si vuole riaprire il processo non c'è che da metter insieme un collegio di avvocati sapienti che, come prescrive la legge, raccolga "nuove prove che, sole o unite a quelle già valutate, dimostrano che il condannato deve essere prosciolto". O che documentino come "la condanna venne pronunciata in conseguenza di falsità in atti o in giudizio o di un altro fatto previsto dalla legge come reato". Il fatto è che non c'è traccia in questa storia né di un collegio di avvocati al lavoro né di una richiesta motivata (anche di là a venire) di revisione del processo. Il dibattito mai tecnico è tutto e soltanto politico. Nasce, si gonfia e prospera nei corridoi del Palazzo, nelle interviste senza contraddittorio, nelle audizioni e nei carteggi di rovinose commissioni parlamentari. È un dibattito che si sovrappone al conflitto tra magistratura e politica; al disegno del governo di screditare il lavoro delle toghe in attesa di una nuova riforma della Costituzione e dell'ordinamento giudiziario. Appare soltanto "occasione" di una politica e un'operazione di azzeramento delle identità e delle differenze. È una disputa che non cela di voler creare una memoria condivisa e artificiosa che è piuttosto "comunione nella dimenticanza", "smemoratezza patteggiata". Lungo questa strada, Mambro e Fioravanti non avranno mai il nuovo giudizio che attendono. Questo dibattito - che mai affronta la controversia degli argomenti, il loro contraddittorio nel solo luogo che può dare concretezza ai dubbi - può soltanto umiliare gli ottantacinque morti della stazione. Perché, si sa, "si può far tutto con i morti, non hanno difese". Ultima modifica di greasedman : 04-08-2008 alle 22:32. |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2002
Città: LA CITTA' PLURI-CAMPIONE D'ITALIA!
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Tutto può essere,come dice anche D'Avanzo,però io ritengo che se la magistratura avesse avuto più libertà d'azione,con meno depistaggi,forse oggi avremmo una verità un po' più credibile...
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#16 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2001
Messaggi: 2776
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E' perfettamente credibile che i palestinesi abbiamo fatto saltare la stazione di Bologna , non di città israeliane o americane, di Bologna!! per punire l'Italia della sua politica filoaraba.
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#17 |
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Member
Iscritto dal: Dec 2005
Città: Bolzano - Südtirol ....ma attualmente in Austria
Messaggi: 238
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http://www.paologuzzanti.it/?p=771
« IL 2 AGOSTO E’ L’ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI BOLOGNA. LA COMMISSIONE MITROKHIN HA SCOPERTO CHE L’UOMO DEL TERRORISTA CARLOS, THOMAS KRAM, ERA A BOLOGNA NELLA STAZIONE, QUEL GIORNO. UN ALTRO VASO DI PANDORA E’ STATO APERTO E IN TANTI SI AFFATICANO A RICHIUDERLO. COSSIGA VUOLE LA REVISIONE E NON E’ IL SOLO. QUESTE LE ULTIMEANCHE A SINISTRA, SCRIVE LIBERAZIONE, SANNO BENISSIMO CHE LA BOMBA DI BOLOGNA NON FU “NERA”, MA GUAI A CHI ATTACCA LA BUGIA. DA USTICA E BOLOGNA AL TRENO DI NATALE, DAL TENTATO OMICIDIO DEL PAPA ALL’OMICIDIO MORO, ECCO CHE COSA SCOPRI’ LA COMMISSIONE MITROKHIN E PERCHE’ E’ STATA ANNICHILITA COL LANCIAFIAMME E COL POLONIO 3 Agosto 2008 Dalla bomba nera al missile di Ustica. Troppe “verità” costruite sul cartone di Paolo Guzzanti Ha mille volte ragione l’editorialista di Liberazione quando scrive quel che tutti sanno, e cioè che la strage di Bologna non è stata compiuta dai terroristi neri e che tutti sanno che si tratta d’altro, probabilmente, se non certamente, di una esplosione di matrice araba forse volontaria o forse involontaria (tesi di Cossiga). Ma tutti sanno anche che questa buffonata viene tenuta in piedi per due motivi: il primo è che se si ammette che la strage di Bologna non è e non è mai stata «nera», questa certificazione porterebbe vantaggio alla destra. Il secondo motivo è che se si ammettesse che la sentenza sulla strage è un tremendo errore giudiziario, per non dir peggio, si alimenterebbe la corrente di coloro che criticano la magistratura italiana. Tutto ciò, come si vede, segue la più tassativa regola comunista di tutti i tempi: e cioè che la verità «in sé» non ha alcuna importanza: ciò che ha importanza sono gli effetti delle varie (cioè false) verità che vengono di volta in volta fabbricate per sostituire la verità vera con fondali di cartone. Io di questa storia ne so qualcosa. Tutto nacque nella Commissione Mitrokhin di cui ero presidente (e che lo stesso sistema che ha creato il falso di Bologna ha schiacciato con una altra serie di fondali prefabbricati e falsi) quando cominciammo a seguire le tracce del terrorista tedesco Thomas Kram, esperto in esplosivi del terrorista Ilich Ramirez Sanchez, detto Carlos lo Sciacallo (all’ergastolo a Parigi), il qualeKram aveva pernottato a Bologna e poi la mattina seguente, quella della strage, era ripartito proprio dalla Stazione che dopo pochi minuti esplose. L’informazione fu data dall’attuale capo dei servizi segreti Di Gennaro, ma fu ignorata dalla magistratura. Nella Commissione Mitrokhin questa pista fu in particolare curata dai commissari Enzo Fragalà, Lorenzo Matassa ed Enzo Raisi, nonché da diversi collaboratori fra cui Giampaolo Pelizzaro che elaborarono anche una tesi secondo cui la strage fu una ritorsione per la detenzione di un rappresentante palestinese. Io non ho mai voluto sposare, per mancanza di prove convincenti, la tesi del «come andarono realmente le cose», ma ho sostenuto con forza l’evidenza: certamente le cose non andarono come è scritto nella sentenza. Ma ormai Bologna ogni 2 agosto è diventata sede di un rito pagano, nibelungico- sovietico, un’orgia di mantra religiosi e minacce quasi fisiche a chiunque osi mettere in dubbio la fabbricazione teatrale con cui è stata sostituita la verità. Lo stesso è accaduto per Ustica: il Dc9 non è stato abbattuto da alcun missile, il relitto ripescato è lì a dirlo, non c’è stata alcuna battaglia aerea ed è saltato per una bomba messa dietro la toilette da terroristi arabi. Ma sia per Ustica che per Bologna la fabbricazione è stata affidata a corpi sacerdotali che agiscono anche come milizie contro chiunque si azzardi a dubitare del falso. Questi corpi sacerdotali sono composti dai familiari delle vittime che, due volte colpiti, sono costretti a recitare la parte dei guardiani del falso Graal voluto, spiace dover usare questo vecchio nome sempre attuale, dai comunisti e loro derivati tossici. Ieri abbiamo registrato con piacere un intervento, prudente e istituzionale, del presidente della Camera Fini, il quale ha con molto garbo ricordato il diritto di dissenso dalla verità prefabbricata. Nel frattempo Kram, sia detto per la cronaca, dopo aver distribuito interviste supervisionate dai suoi antichi datori di lavoro (ne ricordiamo una mostruosa al Manifesto di circa un anno fa) è sparito di nuovo, così come è sparito il brigatista rosso Antonio Savasta sul cui conto la Procura di Budapest mi ha fornito le prove che era, con altri brigatisti, al soldo del Kgb lungo la catena di comando che univa costoro a Carlos, alla Stasi tedesca e al Kgb sovietico che ne aveva la supervisione. Un altro grande maestro di intelligence italiano, l’ammiraglio Fulvio Martini che fu messo da Craxi al comando del Sismi da cui lo sloggiò brutalmente Andreotti, ai tempi del rapimento Moro apprese dai colleghi dei servizi segreti iugoslavi che la maggior parte dei movimenti neonazisti anche italiani, vivevano all’ombra della protezione del Kgb che alimentava gli epigoni dei fascisti croati ustascia. Io personalmente ho avuto per le mani, ed è agli atti, un documento originale della stessa Stasi tedesca sotto supervisione del Kgb sovietico, secondo cui la strage del cosiddetto “treno di Natale” del 1984 fu un’impresa di Carlos, insieme ad una batteria di altri attentati perpetrati quell’anno in Francia dove per l’appunto sconta l’ergastolo essendo stato perseguito dal più grande investigatore di terrorismo rosso e arabo del mondo che è il procuratore Jean Luis Bruguière, di cui sono stato ospite con la Commissione Mitrokhin nell’ottobre del 2005. Il fatto è che quasi tutta la storia del terrorismo e stragismo italiano merita di essere rivista e – proprio così – «revisionata» essendo il revisionismo buono, quello che poggia sui fatti, l’anima e il corpo della ricerca storica e della inchiesta giudiziaria. Io oggi mi rendo perfettamente conto perché abbiano dovuto cancellare con il lanciafiamme della calunnia e della fabbricazione il nome e la memoria della Commissione Mitrokhin in cui molta verità, troppa verità, da Bologna al tentato omicidio del Papa al rapimento e assassinio di Moro, stava venendo fuori, anzi è venuta fuori. Ma la verità in Italia è come la scoperta dell’America immaginata dal popolano romanesco del poeta Cesare Pascarella: «E più quello si dava da fare pe’ scoprirla, l’America, e più quell’altri gliela ricoprivano… ». In Italia, e soltanto in Italia abbiamo la venerazione del falso: la balla secondo cui Aldo Moro fu fatto rapire e uccidere dalla Cia è stata inventata da Mosca e Mitrokhin l’ha rivelata come «Operazione Shpora» (sperone), ma in Italia il falso funziona sempre meglio del vero e tutti lo ripetono, proprio come un mantra, e questo vale nel caso del «missile di Ustica», della strage «fascista» di Bologna o quella del treno di Natale, anche quella appioppata a non so quali «fascisti ». Il giornale di Sansonetti, che presto sarà rimosso dalla nuova dirigenza di Rifondazione che è fatta di bruti da cui anche Bertinotti e Vendola sono terrorizzati, coglie perfettamente nel segno quando ci spiega i motivi politici e «di sinistra» per cui è severamente vietato dire anche solo mezza verità su Bologna: la verità potrebbe rinforzare la destra e dimostrare che la nostra magistratura ha delle pecche che giustificano la necessità di formarla drasticamente. Il che vuol dire che la verità, la quale a nostro parere è la condizione prima della libertà stessa perché non esiste libertà nella menzogna, è stata e resta sequestrata da una precisa parte politica. Sorprende, francamente, che un uomo spesso indipendente e anticonformista come Cofferati si sia ridotto anche lui a fare il secondino della verità sequestrata. Da parte nostra, e io specialmentecome ex presidente dell’unica Commissione parlamentare d’inchiesta che abbia gettato un fascio di luce sulla strage di Bologna, sul mancato assassinio del Papa e sul vero retroscena dell’interrogatorio e soppressione di Moro, dobbiamo dire che è arrivato il momento di non farsi più intimidire perché la verità non appartenga né alla sinistra né alla destra, masia restituita come servizio pubblico della giustizia e dell’informazione onesta agli italiani che meritano di essere trattati come cittadini europei. -------------------------------------------------------------------------------- © SOCIETÀ EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
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"Commissione Mitrokhin" "Paolo Guzzanti" "Scaramella"
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e al di la degli omicidi che non si ricorda quasi nessuno la valenza di una strage è ben diversa
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