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Old 04-08-2008, 11:01   #1
Ser21
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[ STRAGE DI BOLOGNA] Tra depistaggi e promesse mancate

Tra depistaggi e promesse mancate una certezza: la colpevolezza di Mambro, Fioravanti e Ciavardini



di Loris Mazzetti
http://www.articolo21.info/notizia.php?id=7200
Quote:
Il 2 agosto del 1980 era un sabato, il primo sabato di agosto, iniziavano per la maggior parte degli italiani le vacanze. A Bologna le strade erano semivuote, su tanti negozi era appeso il cartello: “chiuso per ferie”. Per tante persone i problemi della vita quotidiana venivano messi da parte. A settembre si sarebbe di nuovo parlato dell’inflazione al 22%, della Fiat che era ricorsa alla cassa integrazione e dei tre sindacati che minacciavano un autunno di scioperi. In quel periodo teneva banco sui giornali e nei bar lo scandalo del calcio scommesse dove erano coinvolti alcuni campioni molto amati come Savoldi, Albertosi e Paolino Rossi. Erano soprattutto gli “anni di piombo” e il 1980 aveva visto una lunga scia di sangue che era iniziata fin da gennaio con l’omicidio del presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella, un delitto di stampo mafioso anche se gli inquirenti non escludevano il movente politico: Mattarella era l’uomo del dialogo tra Dc e Pci. A Milano le Brigate Rosse avevano massacrato tre poliziotti della Digos, mentre a Genova Prima Linea in un agguato aveva freddato il tenente colonnello dei carabinieri Emanuele Tuttobene e l’agente Antonio Cosu. La violenza delle Br era inarrestabile prima uccisero a Roma il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Vittorio Bachelet, poi di nuovo a Milano Walter Tobagi giornalista del Corriere della Sera, mentre i Nar colpirono a morte il sostituto procuratore della Repubblica Mario Amato che stava indagando sull’eversione nera. Il clima nel Paese era di terrore ma nonostante tutto si intuiva che qualche cosa stava cambiando: il Parlamento aveva varato la legge sul “pentitismo”, era stato arrestato Patrizio Peci, capo militare delle Br, che di fronte al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa cominciò a parlare ed erano stati arrestati brigatisti importanti come Roberto Sandalo e Marco Donat Catten, il figlio di Carlo vicesegretario della Dc. Il 27 giugno alle 20 e 45 scomparve dai radar, sopra Ustica il DC 9 partito da Bologna per Palermo con 81 persone a bordo. Si disse che l’aereo era stato colpito da un meteorite, poi si parlò di collisione, infine di un missile vagante. Il fatto era avvolto dal più profondo mistero. Questo “incidente” contribuì ad aumentare la tensione e convinse tanti a scegliere il treno come mezzo per andare in villeggiatura. Quella mattina di ventotto anni fa fuori sul piazzale della stazione un grande via vai di macchine che scaricavano famiglie e valigie, giovani con zaini stracolmi, baci e abbracci. All’interno la biglietteria aveva file lunghissime, le due sale d’aspetto erano piene di italiani e stranieri tutti con gli occhi puntati ai monitor per l’arrivo del treno o per la partenza della coincidenza.
Alle 10 e 25 una valigia lasciata nella sala d’aspetto di seconda classe, contenente circa venti chilogrammi di esplosivo militare Coupound B, esplode sbriciolando la sala d’aspetto, sfondando quella di prima classe, sventrando due vagoni del treno Ancona-Basilea come il bar ristorante. Una grande onda anomala di centinaia e centinaia di metri cubi di terra, travi, pensiline d’acciaio, rotaie, traversine, blocchi di cemento armato travolge bambini, donne, uomini, panini, bibite, carte da ufficio, sandali da mare, scarponi da montagna, riversandosi poi in più punti: verso la piazza della stazione, verso il primo binario, entrando nel sottopassaggio. In pochi secondi, 85 morti e 207 feriti di cui 70 con invalidità permanente.
Alla vigilia del ventottesimo anniversario l’ennesino tentativo di revisionismo. Con una lettera al ministro della Giustizia i deputati del Pdl Enzo Raisi, Italo Bocchino, Paola Frassinetti e Marcello De Angelis hanno espresso: «preoccupazioni in merito all'andamento delle nuove indagini promosse dalla procura di Bologna nel 2005, a seguito di importanti elementi di novità emersi durante i lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta concernente il “dossier Mitrokhin” e l'attività di intelligence italiana». Il vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera Bocchino in un’intervista ha aggiunto: «Noi crediamo che non si siano approfondite tutte le piste possibili: riteniamo ci siano dei documenti che portino verso opzioni diverse rispetto a quelle vagliate dalla magistratura, e quindi a Carlos e ai palestinesi. C'è gente che vuole raccontare delle cose ai giudici e probabilmente c'è bisogno di maggiore attenzione da parte della procura competente».
Il 2 agosto 2008 è come allora il primo sabato del mese, Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione famigliari delle vittime, senza remore, con parole intense, chiare e precise ha così risposto dal palco davanti alla stazione: «Anni di indagini e processi hanno permesso di individuare le responsabilità di neofascisti, loggia massonica P2 e Servizi segreti, coinvolti a vari livelli nella strage e tutti alleati per occultarne i retroscena. Licio Gelli, gran maestro della P2, il faccendiere Francesco Pazienza, gli appartenenti al SISMI, generale Musumeci e colonnello Belmonte, sono stati condannati per depistaggio. Oggi sono tutti liberi. I neofascisti dei Nar, che hanno eseguito materialmente la strage, sono: Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini; quest’ultimo condannato l’anno scorso, è l’unico in carcere
- avendo iniziato la detenzione dopo la condanna definitiva - e come i suoi sodali segue il copione di professare un’innocenza smentita da fatti e prove, mantenendo il silenzio sui mandanti e ispiratori politici della carneficina del 2 agosto 1980. Quella della menzogna e dell’omertà, d’altronde, è una strada che paga».
Bolognesi non si limita solo a replicare, così come aveva già fatto prima di lui Torquato Secci, il primo presidente dell’Associazione scomparso alcuni anni fa, accompagnato dagli applausi della piazza ha sostenuto a gran voce: «L’attuale Parlamento deve inaugurare una nuova stagione politica finalizzata alla ricerca della verità, ove non vi sia più spazio per segreti e reticenze, anche per dare un senso alla legge n.124/2007 che recepisce, sia pure in parte, la proposta di legge di iniziativa popolare per “l’Abolizione del segreto di Stato nei delitti di strage e terrorismo”, presentata dalle associazioni delle vittime al Senato nel lontano 1984. Le leggi vanno applicate nella loro interezza, i decreti attuativi non debbono stravolgerne o limitarne l’esecuzione. E' importante che chi ha attentato alla vita democratica del Paese venga finalmente punito. Aprire gli armadi non deve essere solo uno slogan, a questo punto vi sono anche gli strumenti legislativi per farlo senza incertezze e reticenze. Pensiamo sia giunto il tempo per un giudizio anche politico sullo stragismo che determini l’allontanamento dalle istituzioni di chi lo ha favorito anche solo con la sua colpevole inerzia».
A rappresentare il governo il ministro dell’Attuazione del Programma
Gianfranco Rotondi che ha così risposto alla richiesta dell’Associazione dei famigliari: «Nessuno terrà chiusi gli armadi della vergogna se vi sono responsabilità nuove saranno illuminate». Di fronte ad una folla che lo ha fischiato preferendo abbandonare la piazza invece di stare lì ad ascoltare, ha aggiunto che in democrazia tutte le opinioni «sono uguali ed hanno gli stessi diritti il democristiano come l’anti, il berlusconiano o l’anti, il comunista o l’anti, ma l'antifascismo non è una opinione, è una ragione costitutiva della nostra democrazia». Dimenticando che lui governa con gli eredi del Duce, che da sempre tentano di eliminare l’aggettivo “fascita” che segue la parola strage e che a capo del governo che lui rappresenta nella piazza c’è Silvio Berlusconi “fratello” della P2 tessera 1816.
Uno dei momenti più emozionati è stato quando alla fine del suo intervento Paolo Bolognesi ha rammentato la scomparsa del grande giornalista Enzo Biagi: «Vogliamo ricordarlo con le parole che egli usò per descrivere Francesca Mambro: “Forse nessuno è un mostro, neanche Himmler o Hitler, neanche Stalin; ma Francesca Mambro, volto quadrato, senza un segno di cosmetici, sguardo freddo e sorriso ironico, jeans, scarpe Clarks, ha qualcosa in sé di incomprensibile, di inafferrabile. L’aspetto e i modi spigolosi, il lucido disprezzo. E’ forse il personaggio più sconvolgente che ho incontrato in cinquant’anni di mestiere; e c’è dentro tutto: artisti, ladri, soldati, banditi, politici, campioni, puttane, quasi sante, grandi signore, mezze calzette, prelati, grandi truffatori, giocatori di ogni genere, roulette, carte, affari, pelle o reputazione del prossimo. Nessuno mi ha mai detto: “Non conosco la parola rimorso”; qualche tarlo, qualche pena, tutti ce l’avevano dentro”. Con poche parole Enzo Biagi, ex partigiano, persona per bene, ha saputo descrivere e cogliere perfettamente una personalità. Anche a lui va il nostro commosso ricordo e il nostro ringraziamento per esserci stato vicino in anni di dure battaglie».
Tante volte ho scritto di quel 2 agosto di ventotto anni fa, in questi anni
sono molte le persone che mi hanno raccontato di quel giorno, concludo con
il loro ricordo. Elisabetta Sanguin non ha dimenticato. Il 2 agosto del 1980 aveva 11anni e alle 10 e 25 si trovava con il padre Alberto nella biglietteria della stazione per vidimare i biglietti, insieme alla mamma avevano previsto di partire per le vacanze verso sera. Rimase gravemente ferita, il padre la portò svenuta all’ambulatorio della stazione e poi Elisabetta con la prima ambulanza fu trasportata all’Istituto Rizzoli. La mamma Anna Pizzirani appena fu avvertita la raggiunse. “Elisabetta”, ricorda la signora Anna, “si era ripresa ma era molto impaurita, per tutto il giorno nella stanza ci fu un grande viavai tra medici, poliziotti, magistrati, ogni tanto qualcuno le faceva una domanda e lei muta, aveva perso la parola. Poi alle nove di sera rimanemmo sole nella stanza. Elisabetta mi disse: “Mamma cosa ho fatto di male che mi volevano ammazzare?”.
Personalemnte,leggendo molto sulla strage di bologna mi sono fatto un'idea un po' diversa da quella ufficiale.
E' un fatto risaputo che l'Italia aveva il piede in due scarpe: da una parte permetteva i traffici di armi dalla libia ai paesi arabi e vice versa,da una parte perseguiva una politica filo atlantica.

Moro è perito ANCHE a causa della sua poltica filo araba,ricordiamo le pesanti ombre sul DC9 e sulla siutazione libica...
Leggendo le dichioarazioni di Licio Gelli,Francesco Pazienza,Aimos Spiazzi,Cossiga e Andreotti,tutti loro concordano nel dire che ci fu un'esplosione accidentale di materiale esplosivo trasportato dai palestinesi in italia.
Recentemnete Carlos (terrorista di lviello mondiale detenuto in Francia) ha confermato quello che pare la versioen più credibile: gli USA intercettarono (con Israeliani??) quel carico di esplosivo e fecere brillare la stazione con una seconda bomba di loro propietà.
Il depistaggio della P2 e dei vari apparati legati ad essa,con successiva incriminazione dei NAR,da la conferma che l'obbiettivo non era tanto far ricadere le responsabilità sui Comunisti (BR,Prima linea etc) ma bensì despistare da una possibile ipotesi di azione di SS stranieri.
I NAR non hanno mai confessato questo delitto e si sono sempre ritenuti innocenti (al contrario di tutte le altre azioni terroristiche,rivendicate con "orgoglio").

Ovviamente,come in tutte le storie italiane di una certa complessità,tutto può essere letto in un modo e al contrario di esso,resta però una mia convinzione che la strategia della tensione e l'indirizzamento della poltiica estera italiana sia culminata con questa tremenda strage.
Forse senza il tanto temuto (per i politici) segreto di stato,qualcosa potremmo saperlo.

Ultima modifica di Ser21 : 04-08-2008 alle 11:05.
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Old 04-08-2008, 11:42   #2
LUVІ
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E andiamo con i depistaggi di stato.. grande alemagno!

http://www.repubblica.it/2008/08/sez...ta-comodo.html

Il sindaco di Roma: "Fini ha ragione, da Cofferati risposte dogmatiche"
"Mambro e Fioravanti si sono macchiati di reati gravissimi ma forse non dell'attentato"
Alemanno: "No a verità di comodo
va seguita la pista palestinese"
di GIOVANNA VITALE

Alemanno: "No a verità di comodo va seguita la pista palestinese"

Gianni Alemanno, sindaco di Roma
ROMA - Sindaco Gianni Alemanno, il presidente Fini ha auspicato che sulla strage di Bologna "si dissolvano le zone d'ombra". Dopo 5 gradi di giudizio che senso ha riaprire vecchie ferite?
"Fini ha perfettamente ragione perché c'è un'altra pista, quella del vecchio terrorismo palestinese, che soltanto da poco si è cominciata a esplorare. C'è un'inchiesta in corso: a giugno il sostituto procuratore Giovagnoli è stato in Germania per interrogare Thomas Kram, uno dei testimoni della pista palestinese. Che è quindi totalmente aperta e sembra molto più seria, molto più promettente della pista nera".

È una "verità comoda", secondo Gianni Alemanno, quella accertata dai giudici di Bologna che hanno condannato i neofascisti Mambro, Fioravanti e Ciavardini. Per l'esponente di An esiste un'altra verità "altrettanto credibile" e "mai indagata fino in fondo".

Perché sarebbe molto più seria e credibile?
"Partiamo da un presupposto: come mai la pista nera ha portato alla condanna di tre persone, accusate di essere gli esecutori materiali, ma non s'è mai trovato il mandante? È il risultato di processi indiziari che non sono mai approdati a una verità chiara, al vero movente, al vero mandante. Di contro, c'è questa pista del terrorismo internazionale che ha indotto il presidente Cossiga a chiedere scusa per aver dichiarato che la matrice era fascista e a suggerire di cercare gli autori nel Fplp. Ci sono una marea di riscontri in tal senso, indagati solo a partire dal 2005: io credo che si debba andare a fondo per capire se effettivamente questo filone può portare a qualcosa di più concreto rispetto all'altro".

Quindi ha torto Cofferati quando parla di tentativo di riscrivere la storia?
"Diciamo subito una cosa: la strage di Bologna è stato uno dei crimini più efferati della storia repubblicana. Quindi sono a fianco di Cofferati quando chiede verità e giustizia, però gli ricordo che la giustizia è sempre connessa alla verità. Quando si cerca la verità non bisogna fermarsi a quella che fa più comodo sostenendo, dogmaticamente, che la pista palestinese sulla quale c'è un'inchiesta in corso è falsa. Per me non c'è nessuna differenza tra chi denuncia che ancora i mandanti di Mambro e Fioravanti non sono stati trovati e chi dice "esploriamo anche altre piste", perché se i mandanti non sono usciti fuori è perché o la sentenza sulla matrice neofascista è parziale o esistono altre piste da verificare".

Eppure l'ex procuratore capo, Enrico de Nicola, sostiene che tutte le piste sono state sondate prima di formulare il verdetto...
"Noi abbiamo un parere rispettabile dell'ex procuratore capo e un altro del procuratore attuale che, sulla base dei risultati della Commissione Mitrokin, ha ritenuto gli elementi della pista palestinese meritevoli di indagine, tant'è che l'ha affidata al sostituto Giovagnoli. Come si fa a dire che c'è una verità sicura se è in atto un'altra inchiesta? È una violazione dell'autonomia della magistratura".

Quindi secondo lei Mambro e Fioravanti sono innocenti?
"Guardi, io non ho nessuno da difendere, non ho alcuna simpatia né atteggiamento di riguardo nei loro confronti. Però dico che di fronte a un fatto così grave non si possono continuare a ignorare altre piste. Mambro e Fioravanti si sono macchiati di reati gravissimi, ma forse non della strage di Bologna".

Quindi concorda con l'onorevole Cicchitto che proprio ieri ha parlato di "singolare teorema politico"?
"Io ritengo che la strategia della tensione abbia prodotto tante verità che si sono sovrapposte nel tempo e sulle quali non è stata fatta piena luce, e questo non riguarda solo Bologna. Spesso nel corso degli anni si sono preferite più verità comode e ideologiche che verità scomode. Dire che la bomba alla stazione potesse avere origine nel terrorismo internazionale era molto più difficile e problematico che addossare la colpa al terrorismo interno".

Che tuttavia proprio in quegli anni fece centinaia di morti...
"Lungi da me negarlo. Nei '70 ci fu una guerra civile strisciante che peraltro cominciò dal maledetto slogan "Uccidere un fascista non è reato", urlato da vari gruppi dell'estrema sinistra che, falliti i loro obbiettivi rivoluzionari, decisero di convogliare tutta la loro energia nell'antifascismo militante. Suscitando ovviamente delle reazioni altrettanto dure da parte dell'estrema destra. E ciò fu un incubatore sia delle Br sia dei Nar. Purtroppo le istituzioni se ne accorsero solo dopo l'omicidio di Moro. All'inizio tesero a minimizzare, addirittura sostenendo che non esistesse il terrorismo rosso".

Uno dei suoi primi atti da sindaco di Roma è stato visitare le Fosse Ardeatine, dove condannò tutti i totalitarismi senza però mai fare riferimento al fascismo. Se la sente di farlo adesso?
"È ovvio che quando uno condanna tutti i totalitarismi non esclude quello italiano. Negli anni passati s'è cercato di fare una classifica tra dittature "buone" e dittature "cattive", che io non condivido. Si potrà scongiurare il loro ritorno solo se siamo tutti consapevoli dell'avvelenamento ideologico da cui originava il fascismo come il comunismo. Un clima che ha coinvolto non solo criminali ma anche persone in buona fede che si sono battute e sono morte per un ideale".

(4 agosto 2008)
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Old 04-08-2008, 11:44   #3
luxorl
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Recentemnete Carlos (terrorista di lviello mondiale detenuto in Francia) ha confermato quello che pare la versioen più credibile: gli USA intercettarono (con Israeliani??) quel carico di esplosivo e fecere brillare la stazione con una seconda bomba di loro propietà.
Perché fare brillare il carico intercettato in una stazione piena di gente?
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Old 04-08-2008, 12:15   #4
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Perché fare brillare il carico intercettato in una stazione piena di gente?
Perchè creare reti come la P2 che poi determinano la storia di un paese come l'Italia ?
Perchè,verso al fine della seconda guerra mondiale,reclutare ex SS e fascisti per combattere il futuro nemico ? (comunista)
L'america persegue i suoi obbiettivi,costi quel che costi.

PS: Perchè far morire Aldo Moro,solo perchè filoarabo e ideatore del compromesso storico ?
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Old 04-08-2008, 12:24   #5
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Perchè creare reti come la P2 che poi determinano la storia di un paese come l'Italia ?
Perchè,verso al fine della seconda guerra mondiale,reclutare ex SS e fascisti per combattere il futuro nemico ? (comunista)
L'america persegue i suoi obbiettivi,costi quel che costi.

PS: Perchè far morire Aldo Moro,solo perchè filoarabo e ideatore del compromesso storico ?
Si infatti non dicevo che è un'ipotesi impossibile... anzi...
Però mi chiedevo se non avessero preso due piccioni con una fava.
Eliminare l'esplosivo d'importazione e creare una strage appositamente per qualche altro fine politico...
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Old 04-08-2008, 12:26   #6
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Qualcuno spieghi ad alemagno e revisionisti al seguito che,la pista palestinese,era gia nota.
Dio che paese immondo.
Ci manca soltato che tentino di riabilitare la memoria dei repubblichini!!!

...

Doh!
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Old 04-08-2008, 13:00   #7
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Si infatti non dicevo che è un'ipotesi impossibile... anzi...
Però mi chiedevo se non avessero preso due piccioni con una fava.
Eliminare l'esplosivo d'importazione e creare una strage appositamente per qualche altro fine politico...
Esatto.
Anzi direi tripla azione:

- Distruggere esplosivo "nemico"
- Far capire al governo Italiano che questo doppio gioco non era più tollerato
- Continuare ad alimentare quella strategia gia in essere da circa 20 anni,chaiamta appunto della tensione.
- Far ricadere le risponsabilità sui rossi o sui neri,per stabilizzare il paese (Manual Field Docèt).Anche se quest'ultima è da considerarsi parte integrante della strategia della tensione.
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Old 04-08-2008, 13:04   #8
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Esatto.
Anzi direi tripla azione:

- Distruggere esplosivo "nemico"
- Far capire al governo Italiano che questo doppio gioco non era più tollerato
- Continuare ad alimentare quella strategia gia in essere da circa 20 anni,chaiamta appunto della tensione.
- Far ricadere le risponsabilità sui rossi o sui neri,per stabilizzare il paese (Manual Field Docèt).Anche se quest'ultima è da considerarsi parte integrante della strategia della tensione.
Ecco... proprio quello che dicevo
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Old 04-08-2008, 16:51   #9
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Quello che mi chiedo è perchè Mambro e Fioravanti continuino a negare di aver commesso la strage di Bologna..hanno commesso una caterva di omicidi, uno in più o uno in meno non sarebbe un gran motivo di imbarazzo.
Carlos che dice?
Che sono stati i sionisti e gli americani a far brillare l'esplosivo dei palestinesi e dei tedeschi (dinamica che paradossalmente collima con quella di Cossiga, portando verso la pista palestinese)?
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Old 04-08-2008, 16:54   #10
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PS: Perchè far morire Aldo Moro,solo perchè filoarabo e ideatore del compromesso storico ?
Filoarabo lo è stato anche Andreotti (Il Divo) ed è ancora vivo..adesso non lanciamoci in voli complottistici, tutti da verificare..
Detto questo, resto convinto che la verità sulla strage di Bologna sia ancora da scoprire.

http://www.archivio900.it/it/news/news.aspx?id=2059

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Old 04-08-2008, 17:04   #11
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Un veloce riepilogo:

Francesca:
* Ergastolo per l'omicidio di Franco Evangelista (28 maggio 1980)
* Ergastolo per essere mandante dell'omicidio di Mario Amato (23 giugno 1980)
* Ergastolo per la strage alla stazione di Bologna (2 agosto 1980)
* Ergastolo per l'omicidio di Francesco Mangiameli (9 settembre 1980)
* Ergastolo per l'omicidio di Enea Codotto e Luigi Maronese (5 febbraio 1981)
* Ergastolo per l'omicidio di Giuseppe De Luca (31 luglio 1981)
* Ergastolo per l'omicidio di Marco Pizzari (30 settembre 1981)
* Ergastolo per l'omicidio di Francesco Straullu e Ciriaco Di Roma (21 ottobre 1981)
* Ergastolo per l'omicidio di Alessandro Caravillani (5 marzo 1982)
* Condanna per complessivi 84 anni e 8 mesi di reclusione per altri reati quali: furto e rapina (una ventina in tutto), detenzione illegale di armi, violazione di domicilio, sequestro di persona, ricettazione, falso, associazione sovversiva, violenza privata, resistenza e oltraggio, attentato per finalità terroristiche, occultamento di atti, danneggiamento, contraffazione impronte.


Fioravanti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Valerio_Fioravanti
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Quello che mi chiedo è perchè Mambro e Fioravanti continuino a negare di aver commesso la strage di Bologna..hanno commesso una caterva di omicidi, uno in più o uno in meno non sarebbe un gran motivo di imbarazzo.
Carlos che dice?
Che sono stati i sionisti e gli americani a far brillare l'esplosivo dei palestinesi e dei tedeschi (dinamica che paradossalmente collima con quella di Cossiga, portando verso la pista palestinese)?
Esatto,non ha senso che i NAR continuino a negare l'azione di Bologna..
Se non ricordo male cmq,ci sono stati pesanti interventi del Sismi per aiutare i NAR a fuggire in paesi stranieri...In ogni caso tranne Fioravanti e Mambro (gia bruciati per infiniti omicidi) tutti gli altri NAR condannati per la strage furono scarcerati nell'81 e mai più condannati.
I condannati quindi sono persone che avrebbero potuto prendersi la colpa della strage (l'eragstolo era cmq sicuro....) se l'avessero compiuta realmente.Al contrario invece si sono sempre professati innocenti.

I depistaggi di Gelli,coadiuvato dall'immancabile pazienza e musmeci sono stati nella classica ottica atlantica,perfetti,buttando ombre prima sui comunisti e poi sui fascisti.
La magistratura,in questo caso,ha potuto far luce solo in parte riguardo alle persone che hanno orbitato intorno alla vicenda.
Come sappiamo,in Italia,la magistratura arriva fino ad un tot e poi o si ferma da sola o la fermano.
La verità non deve venir mai fuori.

Ultima modifica di Ser21 : 04-08-2008 alle 19:39.
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Old 04-08-2008, 19:37   #13
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Filoarabo lo è stato anche Andreotti (Il Divo) ed è ancora vivo..adesso non lanciamoci in voli complottistici, tutti da verificare..
Detto questo, resto convinto che la verità sulla strage di Bologna sia ancora da scoprire.

http://www.archivio900.it/it/news/news.aspx?id=2059
Scusami ma la spinta israeliana nella figura del mossad nel sequestro moro è comprovata.
Se vuoi ne discutiamo insieme

PS: Andreotti è il prototipo del politico con il piede in 4 scarpe.Lui però non è mai caduto....ha un buon equilibrio.
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Old 04-08-2008, 22:27   #14
greasedman
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Da leggere tutto d'un fiato:


Bologna, le ombre e le intenzioni

di GIUSEPPE D'AVANZO

NESSUNA sentenza scolpisce la Verità nella pietra. Di ogni sentenza si può
dubitare. È soltanto la fallibile verità degli uomini scritta, quando le
cose vanno per il meglio, al termine di un'operazione tecnica. Esiste una
macchina procedurale. L'accusa formula le sue opinioni. Chi si difende le
si oppone con contro-argomenti.

Il dibattimento pesa le une e gli altri. Ne convalida uno. Nel 1995 Giusva
Fioravanti e Francesca Mambro sono stati condannati all'ergastolo come
esecutori della strage di Bologna del 2 agosto 1980 (85 morti, 200
feriti). Si dichiarano da sempre innocenti. Il presidente della Camera
Gianfranco Fini ha voluto, nel giorno dell'anniversario della strage, far
sentire la sua voce per chiedere che "si dissolvano le zone d'ombra che
hanno suscitato perplessità crescenti nell'opinione pubblica intorno
all'accertamento della verità sulla strage".

Parole irrituali o, come ha detto il sindaco di Bologna Sergio Cofferati,
addirittura "gravi" perché "sollecitano la riapertura di un processo sulla
base di perplessità dell'opinione pubblica". Ammesso che davvero ci siano
esitazioni nell'opinione pubblica - e ammesso che esista davvero
l'opinione pubblica - "le perplessità" non possono essere un criterio per
una revisione del processo.

Più utili le zone d'ombra. Ce ne sono? Quali sono?
Nel corso del tempo, in un'inchiesta e in un processo teatro di depistaggi
di ogni genere e segno (per depistaggio sono stati condannati Licio Gelli
e Francesco Pazienza, a dieci anni, e due ufficiali del Sismi, Pietro
Musumeci e Giuseppe Belmonte), si sono contate almeno tre piste
alternative abitualmente designate con le formule: "falangisti libanesi";
"libici"; "depistaggio per Ustica".

La prima "pista" nasce dai ricordi di Abu Iyad, un dirigente palestinese.
Dichiara che l'Olp ha fornito alla magistratura italiana "indizi" sulla
responsabilità di fascisti italiani addestrati in Libano nei campi
falangisti. La seconda ipotesi la indica un fascista: Stefano Delle
Chiaie. Il suo avvocato sostiene che l'attentato alla stazione di Bologna
era stato organizzato "per coprire la vera storia di Ustica", avvenuta un
mese prima. Anche l'ipotesi libica nasce connessa alla strage di Ustica,
ma ne attribuisce la responsabilità a Gheddafi. A luglio 1991 il
parlamentare dc Giuseppe Zamberletti giura che la bomba alla stazione
sarebbe stata una ritorsione per l'accordo tra Italia e Malta firmato
proprio la mattina del due agosto 1980. (In una variante di questa teoria,
i libici avrebbero agito in replica al tentativo di assassinare Gheddafi a
Ustica).

Tutti gli intrighi sono stati esaminati dalla magistratura bolognese che
ne ha riscontrato l'infondatezza e, in alcuni casi, la strumentalità.
Negli ultimi mesi ha fatto capolino una nuova "certezza" già proposta
dalla commissione Mitrokhin. L'ha proposta il presidente emerito della
Repubblica, Francesco Cossiga. "Io, che di terrorismo me ne intendo, dico
che la strage di Bologna è un incidente accaduto agli amici della
"resistenza palestinese"
che, autorizzati dal "lodo Moro" a fare in Italia
quel che volevano purché non contro il nostro Paese, si fecero saltare
colpevolmente con una o due valigie di esplosivo. Divenni presidente del
Consiglio poco dopo, e fui informato dai carabinieri che le cose erano
andate così".

La ricostruzione di Cossiga (che in realtà già era a capo del governo)
sembra accostarsi alle rivelazioni di Carlos Ilich Ramirez Sanchez, "lo
sciacallo": "L'attentato contro il popolo italiano alla stazione di
Bologna "rossa" non ha potuto essere opera dei fascisti e ancora meno dei
comunisti. È opera dei servizi yankee, dei sionisti e delle strutture
della Gladio. Non abbiamo riscontrato nessun'altra spiegazione". Giusva
Fioravanti conclude che "la pista palestinese è ormai palese. Carlos
ammette che quell'esplosivo era il loro e che a farlo brillare sono stati
i servizi israeliani o americani".

Sarebbero queste le nuove zone d'ombra. E si fa fatica a crederle
attendibili. Lasciamo da parte gli arzigogoli della "Mitrokhin", la più
pasticciona "agenzia di disinformazione" che sia stata mai ospitata in un
Parlamento. Carlos non dice che l'esplosivo di Bologna fosse della sua
organizzazione. È Cossiga che dice che fosse patrimonio palestinese.
Purtroppo il presidente emerito, nel corso degli anni, ha cambiato troppe
volte versione per ritenere questo un racconto definitivo. È soltanto
l'ultimo in ordine di tempo.

Il 4 agosto 1980, al tempo presidente del Consiglio, Cossiga dichiara in
Parlamento che l'attentato alla stazione era un attentato "fascista"
("Non
da oggi si è delineata la tecnica terroristica di timbro fascista. Il
terrorismo nero ricorre essenzialmente al delitto di strage perché è la
strage che provoca paura, allarme, reazioni emotive e impulsive"). Il 15
marzo 1991, divenuto presidente della Repubblica, dice di essersi
sbagliato nel definire "fascista" la strage
; presenta le scuse al Msi;
sostiene che "il giudizio da me espresso allora fu il frutto di errate
informazioni che mi furono fornite dai Servizi e dagli organi di polizia
.
La subcultura e l'intossicazione erano agganciate a forti lobbies
politico-finanziarie".

Nel 2000, nuovo ripensamento. In una fatica memorialistica (La passione e
la politica, Rizzoli) Cossiga scrive: "Mi hanno tempestato perché dicessi
quello che so. Io non so nulla"
. Nel 2007, in un colloquio pubblicato in
Tutta un'altra strage di Riccardo Bocca, il presidente emerito fornisce
qualche elemento. Ricorda quel che ha saputo o già sapeva (chissà). La
tesi dell'esplosivo palestinese gli sarebbe stata comunicata "nella
prefettura felsinea, a ridosso dell'attentato (dunque nell'occasione in
cui definì la strage "fascista"), dal capo dell'ufficio istruzione di
Bologna, Angelo Vella" (massone).


Come si possono definire "zone d'ombra" quest'affastellarsi confusissimo e
contraddittorio di ipotesi, congetture, ricostruzioni senza alcuna prova o
indizio - se non indiscrezioni, non si sa da dove piovute?
E tuttavia
ammettiamo che lo siano: appaiono incoerenti le mosse dei protagonisti
(Fioravanti e Mambro) e dei loro sostenitori (la leadership del Movimento
sociale di un tempo ora al governo e in Parlamento).

Il processo di Bologna come tutti i processi di quel tipo è stato
indiziario. Come sempre nei processi indiziari, ci sono fragilità e
debolezze nella sentenza. Ora se si vuole riaprire il processo non c'è che
da metter insieme un collegio di avvocati sapienti che, come prescrive la
legge, raccolga "nuove prove che, sole o unite a quelle già valutate,
dimostrano che il condannato deve essere prosciolto". O che documentino
come "la condanna venne pronunciata in conseguenza di falsità in atti o in
giudizio o di un altro fatto previsto dalla legge come reato".

Il fatto è che non c'è traccia in questa storia né di un collegio di
avvocati al lavoro né di una richiesta motivata (anche di là a venire) di
revisione del processo. Il dibattito mai tecnico è tutto e soltanto
politico. Nasce, si gonfia e prospera nei corridoi del Palazzo, nelle
interviste senza contraddittorio, nelle audizioni e nei carteggi di
rovinose commissioni parlamentari.

È un dibattito che si sovrappone al conflitto tra magistratura e politica;
al disegno del governo di screditare il lavoro delle toghe in attesa di
una nuova riforma della Costituzione e dell'ordinamento giudiziario.
Appare soltanto "occasione" di una politica e un'operazione di azzeramento
delle identità e delle differenze. È una disputa che non cela di voler
creare una memoria condivisa e artificiosa che è piuttosto "comunione
nella dimenticanza", "smemoratezza patteggiata".

Lungo questa strada, Mambro e Fioravanti non avranno mai il nuovo giudizio
che attendono. Questo dibattito - che mai affronta la controversia degli
argomenti, il loro contraddittorio nel solo luogo che può dare concretezza
ai dubbi - può soltanto umiliare gli ottantacinque morti della stazione.
Perché, si sa, "si può far tutto con i morti, non hanno difese".

Ultima modifica di greasedman : 04-08-2008 alle 22:32.
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Old 04-08-2008, 22:47   #15
Ser21
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Tutto può essere,come dice anche D'Avanzo,però io ritengo che se la magistratura avesse avuto più libertà d'azione,con meno depistaggi,forse oggi avremmo una verità un po' più credibile...
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Old 04-08-2008, 23:26   #16
shambler1
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E' perfettamente credibile che i palestinesi abbiamo fatto saltare la stazione di Bologna , non di città israeliane o americane, di Bologna!! per punire l'Italia della sua politica filoaraba.
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Old 05-08-2008, 01:20   #17
cornetto
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Messaggi: 238
http://www.paologuzzanti.it/?p=771


« IL 2 AGOSTO E’ L’ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI BOLOGNA. LA COMMISSIONE MITROKHIN HA SCOPERTO CHE L’UOMO DEL TERRORISTA CARLOS, THOMAS KRAM, ERA A BOLOGNA NELLA STAZIONE, QUEL GIORNO. UN ALTRO VASO DI PANDORA E’ STATO APERTO E IN TANTI SI AFFATICANO A RICHIUDERLO. COSSIGA VUOLE LA REVISIONE E NON E’ IL SOLO. QUESTE LE ULTIMEANCHE A SINISTRA, SCRIVE LIBERAZIONE, SANNO BENISSIMO CHE LA BOMBA DI BOLOGNA NON FU “NERA”, MA GUAI A CHI ATTACCA LA BUGIA. DA USTICA E BOLOGNA AL TRENO DI NATALE, DAL TENTATO OMICIDIO DEL PAPA ALL’OMICIDIO MORO, ECCO CHE COSA SCOPRI’ LA COMMISSIONE MITROKHIN E PERCHE’ E’ STATA ANNICHILITA COL LANCIAFIAMME E COL POLONIO
3 Agosto 2008
Dalla bomba nera al missile di Ustica. Troppe “verità” costruite sul cartone

di Paolo Guzzanti



Ha mille volte ragione l’editorialista di Liberazione quando scrive quel che tutti sanno, e cioè che la strage di Bologna non è stata compiuta dai terroristi neri e che tutti sanno che si tratta d’altro, probabilmente, se non certamente, di una esplosione di matrice araba forse volontaria o forse involontaria (tesi di Cossiga). Ma tutti sanno anche che questa buffonata viene tenuta in piedi per due motivi: il primo è che se si ammette che la strage di Bologna non è e non è mai stata «nera», questa certificazione porterebbe vantaggio alla destra.

Il secondo motivo è che se si ammettesse che la sentenza sulla strage è un tremendo errore giudiziario, per non dir peggio, si alimenterebbe la corrente di coloro che criticano la magistratura italiana. Tutto ciò, come si vede, segue la più tassativa regola comunista di tutti i tempi: e cioè che la verità «in sé» non ha alcuna importanza: ciò che ha importanza sono gli effetti delle varie (cioè false) verità che vengono di volta in volta fabbricate per sostituire la verità vera con fondali di cartone. Io di questa storia ne so qualcosa. Tutto nacque nella Commissione Mitrokhin di cui ero presidente (e che lo stesso sistema che ha creato il falso di Bologna ha schiacciato con una altra serie di fondali prefabbricati e falsi) quando cominciammo a seguire le tracce del terrorista tedesco Thomas Kram, esperto in esplosivi del terrorista Ilich Ramirez Sanchez, detto Carlos lo Sciacallo (all’ergastolo a Parigi), il qualeKram aveva pernottato a Bologna e poi la mattina seguente, quella della strage, era ripartito proprio dalla Stazione che dopo pochi minuti esplose. L’informazione fu data dall’attuale capo dei servizi segreti Di Gennaro, ma fu ignorata dalla magistratura. Nella Commissione Mitrokhin questa pista fu in particolare curata dai commissari Enzo Fragalà, Lorenzo Matassa ed Enzo Raisi, nonché da diversi collaboratori fra cui Giampaolo Pelizzaro che elaborarono anche una tesi secondo cui la strage fu una ritorsione per la detenzione di un rappresentante palestinese. Io non ho mai voluto sposare, per mancanza di prove convincenti, la tesi del «come andarono realmente le cose», ma ho sostenuto con forza l’evidenza: certamente le cose non andarono come è scritto nella sentenza. Ma ormai Bologna ogni 2 agosto è diventata sede di un rito pagano, nibelungico- sovietico, un’orgia di mantra religiosi e minacce quasi fisiche a chiunque osi mettere in dubbio la fabbricazione teatrale con cui è stata sostituita la verità. Lo stesso è accaduto per Ustica: il Dc9 non è stato abbattuto da alcun missile, il relitto ripescato è lì a dirlo, non c’è stata alcuna battaglia aerea ed è saltato per una bomba messa dietro la toilette da terroristi arabi. Ma sia per Ustica che per Bologna la fabbricazione è stata affidata a corpi sacerdotali che agiscono anche come milizie contro chiunque si azzardi a dubitare del falso. Questi corpi sacerdotali sono composti dai familiari delle vittime che, due volte colpiti, sono costretti a recitare la parte dei guardiani del falso Graal voluto, spiace dover usare questo vecchio nome sempre attuale, dai comunisti e loro derivati tossici. Ieri abbiamo registrato con piacere un intervento, prudente e istituzionale, del presidente della Camera Fini, il quale ha con molto garbo ricordato il diritto di dissenso dalla verità prefabbricata. Nel frattempo Kram, sia detto per la cronaca, dopo aver distribuito interviste supervisionate dai suoi antichi datori di lavoro (ne ricordiamo una mostruosa al Manifesto di circa un anno fa) è sparito di nuovo, così come è sparito il brigatista rosso Antonio Savasta sul cui conto la Procura di Budapest mi ha fornito le prove che era, con altri brigatisti, al soldo del Kgb lungo la catena di comando che univa costoro a Carlos, alla Stasi tedesca e al Kgb sovietico che ne aveva la supervisione. Un altro grande maestro di intelligence italiano, l’ammiraglio Fulvio Martini che fu messo da Craxi al comando del Sismi da cui lo sloggiò brutalmente Andreotti, ai tempi del rapimento Moro apprese dai colleghi dei servizi segreti iugoslavi che la maggior parte dei movimenti neonazisti anche italiani, vivevano all’ombra della protezione del Kgb che alimentava gli epigoni dei fascisti croati ustascia.

Io personalmente ho avuto per le mani, ed è agli atti, un documento originale della stessa Stasi tedesca sotto supervisione del Kgb sovietico, secondo cui la strage del cosiddetto “treno di Natale” del 1984 fu un’impresa di Carlos, insieme ad una batteria di altri attentati perpetrati quell’anno in Francia dove per l’appunto sconta l’ergastolo essendo stato perseguito dal più grande investigatore di terrorismo rosso e arabo del mondo che è il procuratore Jean Luis Bruguière, di cui sono stato ospite con la Commissione Mitrokhin nell’ottobre del 2005. Il fatto è che quasi tutta la storia del terrorismo e stragismo italiano merita di essere rivista e – proprio così – «revisionata» essendo il revisionismo buono, quello che poggia sui fatti, l’anima e il corpo della ricerca storica e della inchiesta giudiziaria. Io oggi mi rendo perfettamente conto perché abbiano dovuto cancellare con il lanciafiamme della calunnia e della fabbricazione il nome e la memoria della Commissione Mitrokhin in cui molta verità, troppa verità, da Bologna al tentato omicidio del Papa al rapimento e assassinio di Moro, stava venendo fuori, anzi è venuta fuori.

Ma la verità in Italia è come la scoperta dell’America immaginata dal popolano romanesco del poeta Cesare Pascarella: «E più quello si dava da fare pe’ scoprirla, l’America, e più quell’altri gliela ricoprivano… ». In Italia, e soltanto in Italia abbiamo la venerazione del falso: la balla secondo cui Aldo Moro fu fatto rapire e uccidere dalla Cia è stata inventata da Mosca e Mitrokhin l’ha rivelata come «Operazione Shpora» (sperone), ma in Italia il falso funziona sempre meglio del vero e tutti lo ripetono, proprio come un mantra, e questo vale nel caso del «missile di Ustica», della strage «fascista» di Bologna o quella del treno di Natale, anche quella appioppata a non so quali «fascisti ». Il giornale di Sansonetti, che presto sarà rimosso dalla nuova dirigenza di Rifondazione che è fatta di bruti da cui anche Bertinotti e Vendola sono terrorizzati, coglie perfettamente nel segno quando ci spiega i motivi politici e «di sinistra» per cui è severamente vietato dire anche solo mezza verità su Bologna: la verità potrebbe rinforzare la destra e dimostrare che la nostra magistratura ha delle pecche che giustificano la necessità di formarla drasticamente. Il che vuol dire che la verità, la quale a nostro parere è la condizione prima della libertà stessa perché non esiste libertà nella menzogna, è stata e resta sequestrata da una precisa parte politica.

Sorprende, francamente, che un uomo spesso indipendente e anticonformista come Cofferati si sia ridotto anche lui a fare il secondino della verità sequestrata. Da parte nostra, e io specialmentecome ex presidente dell’unica Commissione parlamentare d’inchiesta che abbia gettato un fascio di luce sulla strage di Bologna, sul mancato assassinio del Papa e sul vero retroscena dell’interrogatorio e soppressione di Moro, dobbiamo dire che è arrivato il momento di non farsi più intimidire perché la verità non appartenga né alla sinistra né alla destra, masia restituita come servizio pubblico della giustizia e dell’informazione onesta agli italiani che meritano di essere trattati come cittadini europei.




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Old 05-08-2008, 07:25   #18
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"Commissione Mitrokhin" "Paolo Guzzanti" "Scaramella"
Per favore....
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Old 05-08-2008, 07:36   #19
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Quello che mi chiedo è perchè Mambro e Fioravanti continuino a negare di aver commesso la strage di Bologna..hanno commesso una caterva di omicidi, uno in più o uno in meno non sarebbe un gran motivo di imbarazzo.
Carlos che dice?
Che sono stati i sionisti e gli americani a far brillare l'esplosivo dei palestinesi e dei tedeschi (dinamica che paradossalmente collima con quella di Cossiga, portando verso la pista palestinese)?
mambro e fioravanti e probabilmente tutta la destra non riescono ad accetare la colpevolezza forse perchè al di la degli omicidi qua si tratta storicamente di una strage
e al di la degli omicidi che non si ricorda quasi nessuno la valenza di una strage è ben diversa
__________________
Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit)
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Old 05-08-2008, 10:27   #20
Ser21
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"Commissione Mitrokhin" "Paolo Guzzanti" "Scaramella"
Per favore....
Igor marini !
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