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Old 21-06-2008, 23:32   #61
_TeRmInEt_
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Mi dai qualche nome tra quelli degli "innumerevoli" innocenti messi in carcere ?
Mangano.

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Old 21-06-2008, 23:44   #62
DonaldDuck
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Cagliari e Gardini, quei suicidi che sconvolsero Mani pulite

Repubblica — 22 luglio 2003 pagina 18 sezione: POLITICA INTERNA

MILANO - Sono le dieci meno un quarto del mattino del 20 luglio di dieci anni fa. Nella sala stampa del tribunale di Milano, quartier generale dei cronisti di Mani Pulite, entra un avvocato bianco in faccia. è Vittorio D' Aiello, difensore di Gabriele Cagliari, il presidente dell' Eni in carcere da quattro mesi per corruzione e finanziamento illecito dei partiti. D' Aiello dice solo: «Cagliari è morto». Ma quelle tre parole sono sufficienti ad aprire una delle pagine più sconvolgenti dell' operazione Mani Pulite. Perché poche decine di minuti più tardi si viene a sapere che Gabriele Cagliari non è morto di morte naturale: si è infilato un sacchetto sulla testa, nel bagno della sua cella a San Vittore. Venti giorni prima ha inviato una lettera alla moglie Bruna, «da aprire quando tornerò a casa» c' è scritto sulla busta. Quando, quel 20 luglio, la moglie apre la busta, legge non solo una struggente lettera d' addio ma anche un esplicito, implacabile atto d' accusa contro il sistema della carcerazione preventiva. La lettera di Cagliari scuote i partiti e l' opinione pubblica. Le polemiche contro i metodi di Mani Pulite, contro la brutalità vera o presunta del pool milanese - che fino ad allora erano battaglia quasi esclusiva di Bettino Craxi e del suo Psi - fanno irruzione in Parlamento. E diventano un' alluvione quando, tre giorni più tardi, mentre in pazza San Babila si preparano i funerali di Cagliari, nella sua lussuosa abitazione nel centro di Milano si uccide Raul Gardini, ex presidente di Montedison: anche per lui era pronto un ordine di cattura. Invece di costituirsi a Di Pietro il genero dei Ferruzzi si chiude in camera da letto e si spara un colpo di pistola alla testa. Per il pool Mani Pulite è l' inizio del tunnel: i suicidi di Cagliari e Gardini arrivano nel momento forse più delicato dell' inchiesta, quello in cui Di Pietro e i suoi colleghi si stanno avvicinando alla «madre di tutte le tangenti». è la maxi-tangente dell' Enimont, la spartizione di denaro tra i partiti della Prima Repubblica che finirà al centro del processo per direttissima a Sergio Cusani. Di quella tangente, grazie alle confessioni a catena, si riuscirà comunque ad afferrare il bandolo. Ma ormai il pool si ritrova nel mirino: da accusatori i pm milanesi diventano accusati. E insieme alla controffensiva della politica parte la stagione dei veleni: che culmina un anno e mezzo più tardi nelle dimissioni di Antonio Di Pietro, proprio al termine della requisitoria Enimont.

LUCA FAZZO
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Old 21-06-2008, 23:46   #63
DonaldDuck
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La lettera di Gabriele Cagliari scritta prima del suicidio...
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Miei carissimi Bruna, Stefano, Silvano, Francesco, Ghiti: sto per darvi un nuovo, grandissimo dolore. Ho riflettuto intensamente e ho deciso che non posso sopportare più a lungo questa vergogna.
La criminalizzazione di comportamenti che sono stati di tutti, degli stessi magistrati, anche a Milano, ha messo fuori gioco soltanto alcuni di noi, abbandonandoci alla gogna e al rancore dell’opinione pubblica. La mano pesante, squilibrata e ingiusta dei giudici ha fatto il resto.
Ci trattano veramente come non-persone, come cani ricacciati ogni volta al canile.
Sono qui da oltre quattro mesi, illegittimamente trattenuto.
Tutto quanto mi viene contestato non corre alcun pericolo di essere rifatto, né le prove relative a questi fatti possono essere inquinate in quanto non ho più alcun potere di fare né di decidere, né ho alcun documento che possa essere alterato. Neppure potrei fuggire senza passaporto, senza carta d’identità e comunque assiduamente controllato come costoro usano fare
Per di più ho sessantasette anni e la legge richiede che sussistano oggettive circostanze di eccezionale gravità e pericolosità per trattenermi in condizioni tanto degradanti.
Ma, come sapete, i motivi di questo infierire sono ben altri e ci vengono anche ripetutamente detti dagli stessi magistrati, se pure con il divieto assoluto di essere messi a verbale, come invece si dovrebbe regolarmente fare.
L’obbiettivo di questi magistrati, quelli della Procura di Milano in modo particolare, è quello di costringere ciascuno di noi a rompere, definitivamente e irrevocabilmente, con quello che loro chiamano il nostro “ambiente”. Ciascuno di noi, già compromesso nella propria dignità agli occhi della opinione pubblica per il solo fatto di essere inquisito o, peggio, essere stato arrestato, deve adottare un atteggiamento di “collaborazione” che consiste in tradimenti e delazioni che lo rendano infido, inattendibile, inaffidabile: che diventi cioè quello che loro stessi chiamano un “infame”. Secondo questi magistrati, a ognuno di noi deve dunque essere precluso ogni futuro, quindi la vita, anche in quello che loro chiamano il nostro “ambiente”.
La vita, dicevo, perché il suo ambiente, per ognuno, è la vita: la famiglia, gli amici, i colleghi, le conoscenze locali e internazionali, gli interessi sui quali loro e loro complici intendono mettere le mani.
Già molti sostengono, infatti, che agli inquisiti come me dovrà essere interdetta ogni possibilità di lavoro non solo nell’Amministrazione pubblica o parapubblica, ma anche nelle Amministrazioni delle aziende private, come si fa a volte per i falliti.
Si vuole insomma creare una massa di morti civili, disperati e perseguitati, proprio come sta facendo l’altro complice infame della magistratura che è il sistema carcerario.
La convinzione che mi sono fatto è che i magistrati considerano il carcere nient’altro che uno strumento di lavoro, di tortura psicologica, dove le pratiche possono venire a maturazione, o ammuffire, indifferentemente, anche se si tratta della pelle della gente.
Il carcere non è altro che un serraglio per animali senza teste né anima.
Qui dentro ciascuno è abbandonato a stesso, nell’ignoranza coltivata e imposta dei propri diritti, custodito nell’inattività nell’ignavia; la gente impigrisce, si degrada e si dispera diventando inevitabilmente un ulteriore moltiplicatore di malavita.
Come dicevo, siamo cani in un canile dal quale ogni procuratore può prelevarci per fare la propria esercitazione e dimostrare che è più bravo o più severo di quello che aveva fatto un’analoga esercitazione alcuni giorni prima o alcune ore prima.
Anche tra loro c’è la stessa competizione o sopraffazione che vige nel mercato, con differenza che, in questo caso, il gioco è fatto sulla pelle della gente. Non è dunque possibile accettare il loro giudizio, qualunque esso sia.
Stanno distruggendo le basi di fondo e la stessa cultura del diritto, stanno percorrendo irrevocabilmente la strada che porta al loro Stato autoritario, al loro regime della totale asocialità. Io non ci voglio essere.
Hanno distrutto la dignità dell’intera categoria degli avvocati penalisti ormai incapaci di dibattere o di reagire alle continue violazioni del nostro fondamentale diritto di essere inquisiti, e giudicati poi, in accordo con le leggi della Repubblica.
Non sono soltanto gli avvocati, i sacerdoti laici della società, a perdere la guerra; ma è l’intera nazione che ne soffrirà le conseguenze per molto tempo a venire. Già oggi i processi, e non solo a Milano, sono farse tragiche, allucinanti, con pene smisurate comminate da giudici che a malapena conoscono il caso, sonnecchiano o addirittura dormono durante le udienze per poi decidere in cinque minuti di Camera di consiglio.
Non parliamo poi dei tribunali della libertà, asserviti anche loro ai pubblici ministeri, né dei tribunali di sorveglianza che infieriscono sui detenuti condannati con il cinismo dei peggiori burocrati e ne calpestano continuamente i diritti.
L’accelerazione dei processi, invocata e favorita dal ministro Conso, non è altro che la sostanziale istituzionalizzazione dei tribunali speciali del regime di polizia prossimo venturo. Quei pochi di noi caduti nelle mani di questa “giustizia” rischiano di essere i capri espiatori della tragedia nazionale generata da questa rivoluzione.
Io sono convinto di dover rifiutare questo ruolo. E’ una decisione che prendo in tutta lucidità e coscienza, con la certezza di fare una cosa giusta.
La responsabilità per colpe che posso avere commesso sono esclusivamente mie mie sono le conseguenze. Esiste certamente il pericolo che altri possano attribuirmi colpe non mie quando non potrò più difendermi. Affidatevi alla mia coscienza di questo momento di verità totale per difendere e conservare al mio nome la dignità che gli spetta.
Sento di essere stato prima di tutto un marito e un padre di famiglia, poi un lavoratore impegnato e onesto che ha cercato di portare un po’ più avanti il nostro nome e che, per la sua piccolissima parte, ha contribuito a portare più in alto questo paese nella considerazione del mondo.
Non lasciamo sporcare questa immagine da nessuna “mano pulita”. Questo vi chiedo, nel chiedere il vostro perdono per questo addio con il quale lascio per sempre.
Non ho molto altro da dirvi poiché questi lunghissimi mesi di lontananza siamo parlati con tante lettere, ci siamo tenuti vicini. Salvo che a Bruna, alla quale devo tutto. Vorrei parlarti Bruna, all’infinito, per tutte le ore e i giorni che ho taciuto, preso da questi problemi inesistenti che alla fine mi hanno fatto arrivare qui.
Ma in questo tragico momento cosa ti posso dire, Bruna, anima dell’anima mia, unico grandissimo amore, che lascio con un impagabile debito di assiduità, di incontri sempre rimandati, fino a questi ultimi giorni che avevamo pattuito essere migliaia da passare sempre insieme, io te, in ogni posto, e che invece qui sto riducendo a un solo sospiro?
Concludo una vita vissuta di corsa, in affanno, rimandando continuamente le cose veramente importanti, la vita vera, per farne altre, lontane come miraggi e, alla fine, inutili. Anche su questo, soprattutto su questo, ho riflettuto a lungo, concludendo che solo così avremo finalmente pace. Ho la certezza che la tua grande forza d’animo, i nostri figli, il nostro nipotino, ti aiuteranno a vivere con serenità e a ricordarmi, perdonato da voi per questo brusco addio.
Non riesco a dirti altro: il pensiero di non vederti più, il rimorso di avere distrutto i nostri anni più sereni, come dovevano essere i nostri futuri, mi chiude la gola.
Penso ai nostri ragazzi, la nostra parte più bella, e penso con serenità al loro futuro.
Mi sembra che abbiano una strada tracciata davanti a sé. Sarà una strada difficile, in salita, come sono tutte le cose di questo mondo: dure e piene di ostacoli. Sono certo che ciascuno l’affronterà con impegno e con grande serenità come ha già fatto Stefano e come sta facendo Silvano.
Si dovranno aiutare l’un l’altro come spero che già stiano facendo, secondo quanto abbiamo discusso più volte in questi ultimi mesi, scrivendoci lettere affettuose.
Stefano resta con un peso più grave sul cuore per essere improvvisamente rimasto privato della nostra carissima Mariarosa.
Al dolcissimo Francesco, piccolino senza mamma, daremo tutto il calore del nostro affetto e voi gli darete anche il mio, quella parte serena che vi lascio per lui.
Le mie sorelle, una più brava dell’altra, in una sequenza senza fine, con le loro bravissime figliole, con Giulio e Claudio, sono le altre persone care che lascio con tanta tristezza. Carissime Giuliana e Lella, a questo punto cruciale della mia vita non ho saputo fare altro, non ho trovato altra soluzione.
Ricordo Sergio e la sua famiglia con tanto affetto, ricordo i miei cugini di Guastalla, i Cavazzani e i loro figli. Da tutti ho avuto qualcosa di valore, qualcosa di importante, come l’affetto, la simpatia, l’amicizia.
A tutti lascio il ricordo di me che vorrei non fosse quello di una scheggia che improvvisamente sparisce senza una ragione, come se fosse impazzita. Non è così, questo è un addio al quale ho pensato e ripensato con lucidità, chiarezza e determinazione.
Non ho alternative. Desidero essere cremato e che Bruna, la mia compagna di ogni momento triste o felice, conservi le ceneri fino alla morte. Dopo di che siano sparse in qualunque mare. Addio mia dolcissima sposa e compagna, Bruna, addio per sempre.
Addio Stefano, Silvano, Francesco; addio Ghiti, Lella, Giuliana, addio.
Addio a tutti. Miei carissimi, vi abbraccio tutti insieme per l’ultima volta.
Il vostro sposo, papà, nonno, fratello

Gabriele

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Old 21-06-2008, 23:54   #64
Matuhw
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Il caso De Magistris è un'altra storia e non mi pare che il centrodestra abbia mostrato particolare interesse. Anzi.
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Old 21-06-2008, 23:55   #65
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Visto che siamo in vena di nostalgia, non dimentichiamoci della vittima più illustre, ex mentore e protettore del nostro attuale pdc, morto esule ad Hammamet nella sua povera e angusta villa..

http://www.virusilgiornaleonline.com/elogio_20.htm


Biografia di Bettino Craxi. La triste fine ad Hammamet
Stefania Craxi: "Lo hanno ammazzato"


di Pierluigi Baglion - Ultimo capitolo

Intanto Bettino Craxi, inseguito da mandati di cattura per condanne totali a 23 anni e 6 mesi di reclusione passate in giudicato,
si rifugia ad Hammamet. Il pool di Milano lo accusa di 'arricchimento personale' perseguito attraverso 'tangenti' raccolte per finanziare illecitamente il suo partito. Hammamet in tunisino vuol dire 'terra dei bagni'. Qui, vicino al mare, Bettino Craxi in tempi non sospetti ha comprato un terreno e si è costruito una villa che è come un bunker protetto dalla polizia del presidente amico Ben Ali. Nell'isolamento il carattere personale del leader caduto in disgrazia si addolcisce, acquista una umanità sconosciuta in lui superbo e scostante nei momenti di gloria. Passa il tempo prodigandosi tra gli amati studi garibaldini, la composizione di litografie, e la pittura di anfore con la vernice tricolore che cola dall'alto al basso: 'l'Italia che piange' spiega.
Non passa giorno che non tempesti di fax e lettere amici e avversari con cui inutilmente cerca di far valere le sue ragioni.
Lo addolora soprattutto 'il tradimento' di Giuliano Amato.
Nel 1999, poco prima della morte, concede una intervista a Carmine Fotia di Tele Montecarlo.
Dopo rituali domande (dossier di Mitrokhin, Cossutta e i finanziamenti della Russia sovietica al PCI) Fotia gli chiede:
"Lei si sente un perseguitato politico?"
"Io lo sono un perseguitato politico - risponde Craxi - "Ho subito processi speciali, sentenze senza prove. Un trattamento speciale e privilegiato con velocità supersonica in un paese ove si sa la giustizia ha il piede lento".
"Ma perchè non torna e affronta i processi? - incalza l'intervistatore-
"Non torno perché io difendo la mia libertà. Qui sono un uomo libero, qui sono protetto. E poi di fronte a quali tribunali dovrei presentarmi? Di fronte a chi dovrei difendermi? A dei magistrati che senza prove mi hanno condannato come fossi un criminale? Lasciamo perdere va', la storia giudicherà".
Prima di Carmine Fotia, a trovare Craxi ad Hammamet, più allegramente c'era stato Vauro Senisi, vignettista di satira politica, redattore del Manifesto e direttore di Boxer. Ci va poiché si accorge che la satira politica, finchè il PCI stava all'opposizione, faceva il suo mestiere. Ma nell'era di Hammamet e dell'Ulivo è caduta in letargo, non graffia più il potere come se, perso il bersaglio più ambito, avesse terminato lo scopo di esistere. Approfittando del fatto che Stefania Craxi ha dovuto pagare una penale di 400.000 lire a Francesco Rutelli per averlo chiamato 'stronzo'; Vauro nel giugno 1998 va a trovare il padre di lei, l'ex segretario socialista e già presidente del Consiglio. L'intenzione è di riconciarlo alla satira. "Il mio lavoro è prendere in giro il potere: Che oggi, per molti versi, è peggio di quando c'era lui" dichiara a Luca Telese che lo intervista su Sette-Corriere della sera in merito alle due paginate di Boxer dedicate a Bettino e all'appoggio che gli chiedeva Rutelli.
Nell'ottobre del 1999 le condizioni di salute di Bettino Craxi si aggravano. Viene ricoverato nell'ospedale militare di Tunisi.
Da molte parti si spinge per farlo tornare in Italia a curarsi ma non si trova la forma del rimpatrio.
Il pool di Milano non vuole cancellare i verdetti come chiede la famiglia, al massimo offre una deroga temporanea 'per curarsi'. Risponde loro la figlia Stefania: "Nessun salvacondotto medico. Mio padre tornerà solo da uomo libero, ha lavorato 40 anni per l'Italia". Il 24 febbraio 2000 alle ore 16,30 è colpito da infarto nel sonno. L'ex leader socialista e ex presidente del Consiglio si era appena addormentato dopo aver preso un tè insieme a Stefania che aveva appena lasciato il capezzale insieme al nipotino. Muore improvvisamente troncando ogni polemica sul rientro. Nessuno della famiglia si aspettava il decesso: la moglie era in Francia, il figlio Bobo a Milano. Il Procuratore Gerardo d'Ambrosio, che ha preso il Posto di F.S. Borrelli nel Tribunale di Milano, appresa la notizia dichiara ai giornalisti: "Se fosse stato possibile ricoverare Craxi in un ospedale italiano sarebbe stato un guadagno per tutti. La legge lo prevedeva, niente può essere addebitato a noi. Umanamente mi dispiace per la sua morte, ma non si può rifare la storia".
Stefania Craxi è più sintetica: "Lo hanno ammazzato".
Il Pontefice, memore del Concordato del 1984 in sostituzione dei mussoliniani Patti Lateranensi, prega per Lui.
Dice il miracolato Giuliano Amato: "Il governo è pronto a assicurare i funerali di stato".
Anche D'Alema si unisce al cordoglio: "Per un uomo con cui ho avuto contrasti aspri ma sempre nel riconoscimento della sua forte personalità politica".
E Berlusconi dichiara seccamente: "Questo è il momento del dolore, non delle parole".
(Corriere della Sera, giovedì 20 gennaio 2000). Pier Luigi Baglioni, web writer in Genova.
Fine della biografia postuma di Bettino Craxi.
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Per questo sono guerrieri della luce. Perché sbagliano. Perché si interrogano. Perché cercano una ragione: e certamente la troveranno.
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Old 22-06-2008, 00:03   #66
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porini si ammazzano perchè sotto inchiesta.... però chissà se facessero le stesse cose ad un albanese avremmo gli stessi post dei soliti utenti?
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Old 22-06-2008, 00:15   #67
DonaldDuck
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Il caso De Magistris è un'altra storia e non mi pare che il centrodestra abbia mostrato particolare interesse. Anzi.
Chi era al governo...chi era implicato...manovratori...manovrabili...clave politiche

E Di Pietro? Ha mostrato particolare interesse?
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Old 22-06-2008, 00:17   #68
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La lettera di Gabriele Cagliari scritta prima del suicidio...
Pietà e compassione per Gabriele Cagliari e la scelta autodistruttiva che ha compiuto, ma in carcere non ci è finito per caso.

Circa 170 miliardi della maxitangente Enimont. Al processo verranno provate le destinazioni e i beneficiari.

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Soltanto le cifre provate. Ventotto miliardi alla Dc, con le correnti di Forlani e Andreotti. Piu' di sette al Psi, attraverso il canale che da Giallombardo porterebbe fino a Craxi. Tredici allo scomparso Gabriele Cagliari. Tre a Carlo Sama.
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Old 22-06-2008, 00:17   #69
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porini si ammazzano perchè sotto inchiesta.... però chissà se facessero le stesse cose ad un albanese avremmo gli stessi post dei soliti utenti?
Il "solito utente" ha un nickname. Il contenuto del tuo post non c'entra una mazza ed è volutamente provocatorio.
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Pietà e compassione per Gabriele Cagliari e la scelta autodistruttiva che ha compiuto, ma in carcere non ci è finito per caso.

Circa 170 miliardi della maxitangente Enimont. Al processo verranno provate le destinazioni e i beneficiari.
Il metodo. A prescindere dall'innocenza o colpevolezza. E la parzialità di azione.
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Old 22-06-2008, 00:21   #71
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Chi era al governo...chi era implicato...manovratori...manovrabili...clave politiche

E Di Pietro? Ha mostrato particolare interesse?
A me pare di sì.

http://www.antoniodipietro.com/2008/...rchiviato.html

Ce ne sono un'altra decina sul suo blog, se hai voglia di leggerteli.

E a destra? C'è qualcuno? Oltre a te, dico.
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Questo pdl tutto law&order non può risolvere il problema alla radice?

Invece di leggi su misura assumere più magistrati e dare più risorse alla magistratura non va bene vero?

Avessero dato molte più risorse alla magistratura contemporaneamente alla legge su misura forse sarebbero stati leggermente più credibili?





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Old 22-06-2008, 00:28   #73
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Il metodo. A prescindere dall'innocenza o colpevolezza. E la parzialità di azione.
Vedi, se queste critiche ci fossero per lo sfigato di turno che finisce in galera per errore o anche per colpa e i politici denunciassero la cosa e facessero qualcosa per porvi rimedio potrei anche crederci. Ma siccome i guasti della giustizia escono fuori, ad orologeria, solo quando ci sono politici implicati e la legge è uguale per tutti che si godano lo sfascio che hanno alimentato.
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Old 22-06-2008, 00:43   #74
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A me pare di sì.

http://www.antoniodipietro.com/2008/...rchiviato.html

Ce ne sono un'altra decina sul suo blog, se hai voglia di leggerteli.
Ho letto ma rimangono parole. Era alleato dei personaggi coinvolti e continua ad appoggiarli.
Quote:
E a destra? C'è qualcuno? Oltre a te, dico.
Guarda, arriviamo subito al dunque: so benissimo chi è coinvolto. Non mi nascondo certo per questo. Il problema semmai è cercare di inquadrare la situazione non a senso unico e riconoscere se sussistono oppure no le condizioni di imparzialità...
http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1769004
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Old 22-06-2008, 00:51   #75
sander4
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Sui suicidi di Cagliari (UNICO indagato di Tangentopoli che si uccise in carcere), Gardini, Moroni:

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Originariamente inviato da Travaglio
Craxi, sfuggito a due condanne definitive per aver accumulato almeno 50 miliardi su conti personali e cifrati in Svizzera, morì da latitante di morte naturale.

Gardini e Moroni si tolsero la vita a casa loro dopo un semplice avviso di garanzia, e il prosieguo delle inchieste dimostrò che erano responsabili di gravi reati (come lo stesso Moroni onestamente ammise nella sua ultima lettera).

Gabriele Cagliari fu l'unico indagato [di Tangentopoli] milanese che si tolse la vita in carcere, dove peraltro era giustamente recluso (la moglie restituì 9 miliardi sull'unghia, svuotando i conti di famiglia in Svizzera), ma non per l'inchiesta Mani Pulite: Di Pietro l'aveva già fatto scarcerare, ed era detenuto per un'altra inchiesta seguita da un pm estraneo al pool, poi approdata a condanne definitive.
Per il resto, il revisionismo mirato che ormai dura anni dipinge i LADRI che prendevano o pagavano le tangenti e finivano in carcere o Gardini e Morini che si suicidarono prima, magari per paura di finirci - i gravi reati di questa gente si sono dimostrati in sede processuale o li hanno ammessi proprio loro, vedi sopra - come LE VITTIME.

Il pregiudicato latitante Craxi è diventato invece un ESULE.

I giudici sono diventati dei persecutori politici o degli "assassini".

Si parla di gombloddi, toghe rosse, blu, verdi, di tutto meno che dei gravissimi reati di cui si resero colpevoli queste persone e per cui furono giustamente arrestati; bastava NON rubare e non avrebbero avuto nulla da temere, NULLA di cui vergognarsi, NULLA per cui doversi suicidare. Responsabilità loro, potevano pensarci prima.

Non si parla mai però delle vittime vere, ovvero tutte le persone oneste che in vita loro non hanno mai rubato e che ancora oggi pagano per i conti dello stato sfasciati da anni di tangentopoli.

Quote:
Originariamente inviato da Cfranco
Mi dai qualche nome tra quelli degli "innumerevoli" innocenti messi in carcere ?
*

Ultima modifica di sander4 : 22-06-2008 alle 01:07.
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Old 22-06-2008, 01:02   #76
DonaldDuck
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Originariamente inviato da sander4 Guarda i messaggi
Sui suicidi:



Per il resto, il revisionismo mirato che ormai dura anni dipinge i LADRI che prendevano o pagavano le tangenti e poi finivano in carcere e si suicidavano "per la vergogna" o si suicidavano prima per paura di finirci - di cui i gravi reati si sono dimostrati o li hanno ammessi proprio loro, vedi sopra - come LE VITTIME.

Il pregiudicato latitante Craxi è diventato invece un ESULE.

I giudici sono diventati dei persecutori politici, e alcuni addirittura degli "assassini".

Insomma, si parla di gombloddi, del colore delle toghe, di tutto meno che dei gravissimi reati di cui si resero colpevoli queste persone, e delle vittime vere, ovvero tutte le persone oneste che in vita loro non hanno mai rubato e che ancora oggi pagano per i conti dello stato sfasciati da anni di tangentopoli.
Il revisionismo puoi anche vederlo dal punto di vista dei metodi e della parzialità di azione, come dicevo sopra. Sinceramente di Travaglio non me ne può importare di meno. Quanti suicidi si sono verificati? Mica per un'epidemia. Chi è rimasto fuori dalle indagini per opera dello "spirito santo?Tra le altre cose non noti il suo cinismo velato?
Quote:
Gabriele Cagliari fu l'unico indagato [di Tangentopoli] milanese che si tolse la vita in carcere, dove peraltro era giustamente recluso (la moglie restituì 9 miliardi sull'unghia, svuotando i conti di famiglia in Svizzera), ma non per l'inchiesta Mani Pulite: Di Pietro l'aveva già fatto scarcerare, ed era detenuto per un'altra inchiesta seguita da un pm estraneo al pool, poi approdata a condanne definitive.
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Affari conclusi: topogatto, BoBBazza, skorpion2, Ricky68, aleforumista, antarex, titave, gonfaloniere, Paramir, Liqih, stefocus, biagimax101, Torregiani, cajenna, s5otto, flu, enricobart, Sinclair63, Jeppo71, LucaAL, ercagno, tomejerry1974, oxone, tetsuya31, X1l10on88. Seccature da: diabolikoverclock; danyrace

Ultima modifica di DonaldDuck : 22-06-2008 alle 01:08.
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Old 22-06-2008, 01:40   #77
sander4
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Originariamente inviato da DonaldDuck Guarda i messaggi
Il revisionismo puoi anche vederlo dal punto di vista dei metodi e della parzialità di azione, come dicevo sopra. Sinceramente di Travaglio non me ne può importare di meno. Quanti suicidi si sono verificati? Mica per un'epidemia. Chi è rimasto fuori dalle indagini per opera dello "spirito santo?Tra le altre cose non noti il suo cinismo velato?
Se degli indagati di Tangentopoli si sono suicidati, è colpa dei giudici?

Se questi signori, beccati in molti casi con le mani nel sacco, si vergognavano, come alcuni di loro hanno ammesso, e in certi casi la vergogna o la paura di finire in carcere era così tanta da spingerli al suicidio, è colpa dei giudici?

Io preferisco ricordare le vere vittime di Tangentopoli, come gli imprenditori che non adeguandosi al sistema delle tangenti dovettero licenziare andando in rovina e mandando in rovina i dipendenti, persone oneste rovinate per colpa dei ladri. Penso che il cinismo sia dipingere dei ladri come "vittime" e dimenticare gli onesti vittime, quelli veramente, dei primi.

Quote:
Originariamente inviato da DonaldDuck
Chi è rimasto fuori dalle indagini per opera dello "spirito santo?
Se hai prove della "parzialità di azione" dovresti denunciare i giudici di allora e chiunque sia lo "spirito santo", dato che l'azione penale è obbligatoria e loro avrebbero evitato di indagare e perseguire volutamente dei reati.

Peccato che in primis Di Pietro, figura centrale di Tangentopoli, è sempre uscito fuori pienamente assolto e alcune volte risarcito per calunnie dalle accuse di parzialità o incorrettezza contro il suo operato.

Inoltre non solo la DC fu indagata e subì arresti:

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Originariamente inviato da Wikipedia
Tuttavia in merito a queste critiche è stato fatto notare dal giornalista Marco Travaglio "che i primi due politici arrestati in Mani Pulite erano dell'ex Pci: Soave ed Li Calzi. Il pool di Milano inquisì quasi l'intero vertice del Pci-Pds milanese. E poi le prime elezioni dopo Tangentopoli non le vinsero le sinistre: le vinse Berlusconi".[12] Inoltre furono indagati anche Marcello Stefanini, segretario amministrativo nazionale del Pds, successivamente prosciolto, e Primo Greganti, uomo legato al partito comunista che soffrì "uno dei più lunghi periodi di custodia cautelare"[13].
http://it.wikipedia.org/wiki/Mani_pulite

Ultima modifica di sander4 : 22-06-2008 alle 02:06.
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Old 22-06-2008, 02:04   #78
rap
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Se è vero che Scalfaro è stato salvato in questo modo (ma a questo punto deduco che voi ne dubitiate fortemente... Infatti mi pare che Scalfaro sia in prigione ora, giusto?), non si può negare che si sia fatto almeno un certo favoritismo...
Ma che dici? ma come osi?
Scalfaro chi? quello del golpe del 1994?
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Old 22-06-2008, 02:07   #79
rap
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Se degli indagati di Tangentopoli si sono suicidati, è colpa dei giudici?

Se questi indagati, beccati in molti casi con le mani nel sacco, si vergognavano da morire, come alcuni di loro hanno ammesso, e in certi casi la vergogna o la paura di finire in carcere era così tanta da spingerli al suicidio, è colpa dei giudici?
Sai, a volte la gente si suicida anche quando viene accusata ingiustamente (e le cronache di tangentopoli ne sono piene).
Ma queste cose un forcaiolo come te non le puo' capire.
Vai pure dietro a travaglio
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Old 22-06-2008, 02:21   #80
StefAno Giammarco
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Sai, a volte la gente si suicida anche quando viene accusata ingiustamente (e le cronache di tangentopoli ne sono piene).
Ma queste cose un forcaiolo come te non le puo' capire.
Vai pure dietro a travaglio

Dacci un taglio che così non duri.
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