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Old 21-06-2008, 19:25   #41
bjt2
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Sempre meglio de che? Male entrambi.

SI FACCIANO PROCESSARE e subito come tutti gli altri che non stanno in parlamento, proprio perchè la legge è uguale per tutti, sono stufo di avere una classe politica che non si difende nel processo ma DAL processo e che promulga leggi per intralaciare la giustizia.
E allora processino anche Scalfaro...
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Old 21-06-2008, 19:28   #42
bjt2
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Il fatto che in passato sia stata commessa una porcata non è una giustificazione per commetterne un'altra.

Non erano loro quelli che dovevano "cambiare l'Italia"?

Mi sembra invece sempre più attuale il gattopardesco "bisogna che tutto cambi perchè nulla cambi" ...
Che senso ha processare uno che in carcere non ci andrà mai? E magari far aspettare qualche processo di qualcuno che è in carcere in attesa di giudizio e magari poi esce per decorrenza dei termini. Poi su tutti i TG e giornali: "Scandalo!!!! Dopo solo 10 anni di carcerazione preventiva lo stupratore tal dei tali è stato scarcerato per decorrenza dei termini!!! Era in attesa di giudizio... I parenti della vittima indignati..."
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Old 21-06-2008, 19:33   #43
sander4
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E allora processino anche Scalfaro...
E per cosa dovrebbero processarlo?
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Old 21-06-2008, 20:13   #44
eoropall
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Stai parlando di prescrizione o termini di scarcerazione? Io dei secondi... Hai detto che Berlusconi ha accorciato i tempi di prescrizione (non per tutti i reati, hai dimenticato di dire...)... E la scarcerazione? Ha accorciato pure quelli? (domando... Non lo so...)
Io parlavo della sistematica distruzione della giustizia italiana: rapporto causa-effetto..

DOVE e COME bisogna intervenire secondo te ? Sulle cause o sugli effetti ?

Il superamento dei termini di scarcerazione non è che una delle tante inevitabili conseguenze: non è certo con queste illusorie "toppe" (casualmente sempre a vantaggio dei soliti noti) che si puo risolvere il disastro attuale..
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"La violenza è l'ultima risorsa degli incapaci" - "Il Saggio educa sè stesso" - MacUpgradeClub - (P. Coelho)
Per questo sono guerrieri della luce. Perché sbagliano. Perché si interrogano. Perché cercano una ragione: e certamente la troveranno.
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Old 21-06-2008, 20:17   #45
^TiGeRShArK^
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Che senso ha processare uno che in carcere non ci andrà mai? E magari far aspettare qualche processo di qualcuno che è in carcere in attesa di giudizio e magari poi esce per decorrenza dei termini. Poi su tutti i TG e giornali: "Scandalo!!!! Dopo solo 10 anni di carcerazione preventiva lo stupratore tal dei tali è stato scarcerato per decorrenza dei termini!!! Era in attesa di giudizio... I parenti della vittima indignati..."
Ti sfugge il fatto che reati assolutamente MINORI compiuti dopo il 2002, come l'esempio precedente di rubare un panino per fame, avranno la PRECEDENZA ASSOLUTA su reati quali lo STUPRO, le RAPINE, i RAPIMENTI compiuti prima del 2002.
E inoltre verrà paralizzata quasi completamente la macchina giudiziaria visto il superlavoro che saranno costretti a fare per sospendere quel numero ENORME di processi.
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Old 21-06-2008, 20:47   #46
EarendilSI
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Financial Times: Berlusconi ha ragione a tenere a freno i magistrati
ROMA (21 giugno) - «Il "Financial Times" si schiera con Silvio Berlusconi nel nuovo scontro aperto con i magistrati. In un editoriale intitolato "L'Italia fa bene a tenere a freno i giudici", il quotidiano britannico sottolinea la necessità di introdurre una legge sull'immunità - come è già, per esempio, nell'ordinamento di Spagna, Francia, Germania e dell'Unione europea - che «non dà ai funzionari eletti mano libera, ma serve a proteggere il diritto dell'elettorato di essere governato da persone che hanno scelto democraticamente».

Tra l'altro, secondo l'editorialista Christopher Caldwell, la domanda da porsi è se «le accuse contro Berlusconi nascano da una disinteressata richiesta di giustizia o dal desiderio di una certa parte dell'elite italiana di rovesciare una scelta popolare che non le piace». Per il Ft, è un dato di fatto che in Italia, da oltre 15 anni, «i giudici godono di un livello di potere unico in Occidente».

«Nei primi anni Novanta - sostiene il giornale - quando gli italiani avvertirono che non avrebbero più avuto bisogno di tollerare la corruzione che rientrava in un patto regolare della politica della guerra fredda, giudici ambiziosi destituirono le leadership dei principali partiti in processi di corruzione... C'è stata, in effetti, una reggenza giudiziaria sui funzionari eletti, con i giudici che hanno passato al setaccio la classe dirigente della generazione successiva».

Un potere del genere, alla lunga, «non è salutare per una democrazia», commenta il Financial Times, sottolineando come sia proprio questa «una delle ragioni per le quali gli italiani non si fidano della giustizia». Quindi, dopo aver ricordato che la lunghezza dei procedimenti «contrasta con l'articolo 6 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo» e che in Gran Bretagna c'era al governo John Major «l'anno in cui iniziò il processo Berlusconi-Mills», in un riferimento alla cosidetta norma «salva-premier» il quotidiano osserva che, certo, «le acrobazie giudiziarie di Berlusconi sono invariabilmente a suo vantaggio, ma non sono mai solo a suo vantaggio».

«Riguardano sempre alcuni problemi veri, gravi abbastanza da compattare gli elettori dietro di lui. In questo sta il suo genio politico», scrive ancora il giornale, convinto che una legge sull'immunità «potrebbe rendere i politici italiani meno litigiosi e più democratici. Il fatto che Berlusconi potrebbe evitare un processo attraverso queste leggi è una ragione per opporsi. Ma non è l'unica e non è sufficiente».
http://www.ilmessaggero.it/articolo_...npl=&desc_sez=
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Old 21-06-2008, 20:56   #47
etzocri
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quindi se i politici coinvolti in mani pulite erano corrotti è colpa della magistratura che li ha scoperti?
brutti cattivi giudici! come vi permettete!
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Old 21-06-2008, 20:59   #48
er-next
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Quote:
Berlusconi se la prende con i magistrati italiani

[Le Figaro]


http://italiadallestero.info/archives/329

Quote:
Legislazione all’Italiana

[Spiegel]

Berlusconi si rende giustizia


http://italiadallestero.info/archives/334
Quote:
Italia mia

[El Paìs]

Berlusconi richiama vecchi fantasmi contro la giustizia confezionandosi leggi su misura


http://italiadallestero.info/archives/330

Quote:
Berlusconi sospende il proprio processo

[Lesoir.be]


http://italiadallestero.info/archives/315
Quote:
Silvio Berlusconi prova ad evitare il carcere nel processo per corruzione a David Mills

[Times online]


http://italiadallestero.info/archives/319
Quote:

Berlusconi difende una legge che sospenderebbe il suo processo a Milano

[International Herald Tribune]


http://italiadallestero.info/archives/313

ce ne sono molti altri ma mi stanco a postarli tutti e non ho intenzione di farmi venire l'ulcera..
__________________
ho concluso con: Beep Beep - bagluca - ShaDe - alenter - djlorenz - Gordon Freeman - mariotanza - ciufoligo - johnny185 - scarano76 - lamerone - Boxer2 - fabiuxx - Sakurambo - gianpixel - alstare84 - nickluck - ziodamerica - ReDBouL - Coop - Keffo - sv4 - niko0 - shin82 - daikengorobot - patafrana - OcTaGoN - Shippo - Bladexx - superman79 - Fran123 - cos1950 - Xidius - cdere - daygo - 2fst4rc - maxcarra - almus! - Juliàn Carax - e non ne aggiungo più...
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Old 21-06-2008, 20:59   #49
sid_yanar
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quando sono le vittime ad osannare le porcherie fatte a proprio uso e consumo dai loro stessi carnefici ,vuole dire che hanno davvero fatto un buon lavoro. Mai riuscirò a comprendere l'atteggiamento di molti sostenitori del centrodestra berlusconiano, a meno che non traggano dei vantaggi diretti dalle gesta del loro premier. Contro il malaffare bisognerebbe essere tutti uniti, dato che la stragrande maggioranza dei cittadini può solo avere degli svantaggi da una situazione del genere. Cercare di giustificare porcate reali millantando porcate presunte è al limite del ridicolo.
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"...tutti ci amano, e tutti ci odiano."
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Old 21-06-2008, 20:59   #50
^TiGeRShArK^
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quindi se i politici coinvolti in mani pulite erano corrotti è colpa della magistratura che li ha scoperti?
brutti cattivi giudici! come vi permettete!
ovvio
I CRIMINALI esistono solo perchè la magistratura li condanna
Se eliminiamo ogni forma di giustizia, elimineremo anche i criminali
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Old 21-06-2008, 21:01   #51
etzocri
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dice bene Mancino:

"Fino a quando l'azione penale è obbligatoria alle toghe non si può chiedere di non fare i processi; ai politici si può, invece, chiedere di saper scegliere natura, limiti, tempi ed efficacia delle leggi, non espedienti per eluderle"

http://www.repubblica.it/2008/06/sez...ssi-21giu.html
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Old 21-06-2008, 21:01   #52
EarendilSI
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quindi se i politici coinvolti in mani pulite erano corrotti è colpa della magistratura che li ha scoperti?
brutti cattivi giudici! come vi permettete!
Mi piacerebbe sapere dove lo leggi...
Oltre a questo quello che successe nel '92 con Mani Pulite fu utile sicuramente ma ci fu quasi un colpo di stato giudiziario con molti innocenti messi in carcere e messi alla gogna da parte della magistratura...
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Old 21-06-2008, 21:04   #53
etzocri
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«Nei primi anni Novanta - sostiene il giornale - quando gli italiani avvertirono che non avrebbero più avuto bisogno di tollerare la corruzione che rientrava in un patto regolare della politica della guerra fredda, giudici ambiziosi destituirono le leadership dei principali partiti in processi di corruzione... C'è stata, in effetti, una reggenza giudiziaria sui funzionari eletti, con i giudici che hanno passato al setaccio la classe dirigente della generazione successiva».

chi ha paura del setaccio? il pulito o lo sporco?
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Old 21-06-2008, 21:08   #54
^TiGeRShArK^
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ce ne sono molti altri ma mi stanco a postarli tutti e non ho intenzione di farmi venire l'ulcera..
hai dimenticato quell'altro del tanto acclamato financial times
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Originariamente inviato da Financial Times
the return to power of Silvio Berlusconi – a flamboyant tycoon, who is regarded as a sinister buffoon in much of the rest of Europe.
Sicuramente chi ha postato l'articolo precedente del financial times sarà d'accordissimo con l'analisi ben precisa della figura di Ilvio da parte di questo stesso giornale
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Old 21-06-2008, 21:08   #55
etzocri
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pongo un quesito:

se l'immunità parlamentare è garante degli eletti dal popolo, perchè non fare un bel referendum e vediamo se il popolo vuole che gli eletti siano immuni alla legge?


ot/
e ora birra e partita
/ot
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Old 21-06-2008, 21:48   #56
DonaldDuck
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quindi se i politici coinvolti in mani pulite erano corrotti è colpa della magistratura che li ha scoperti?
brutti cattivi giudici! come vi permettete!
http://controcorrente.ilcannocchiale.it/post/16584.html
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Il colpo di Stato

di Francesco Perfetti

Ricostruzione di una “rivoluzione strisciante” che non aveva per obiettivo
la moralizzazione ma la conquista del potere

Il 17 febbraio 1992 veniva arrestato a Milano un politico locale, Mario Chiesa, che aveva ottenuto dai socialisti la gestione della casa di riposo per anziani Pio Albergo Trivulzio. Era stato colto in flagrante mentre tentava di far scomparire il frutto di una tangente versata dal titolare di una piccola impresa di pulizie. La sorpresa era stata organizzata dal giovane procuratore Antonio Di Pietro, un ex poliziotto che aveva fatto il suo ingresso in magistratura una decina di anni prima e che ben presto si era distinto nel campo delle indagini per le sue notevoli doti informatiche. L’improvviso arresto di questo modesto esponente socialista milanese aprì ufficialmente la cosiddetta stagione di «Tangentopoli». Non era il primo arresto per corruzione. Ve ne erano stati altri (e forse anche più importanti) negli anni precedenti, ma questo avrebbe offerto agli inquirenti l’opportunità giusta per svelare la dimensione e le caratteristiche dei meccanismi corruttivi che, da sempre, condizionavano la vita politica italiana e di cui tutto il Paese era, in maniera più o meno approssimativa, rassegnatamente consapevole. Al tempo stesso, però, questo caso avrebbe consentito di impostare un vero e proprio progetto di liquidazione della classe politica di governo: un «colpo di Stato» - diciamolo pure francamente e fuor di metafora - o - se non piace questa espressione e se ne preferisce altra - una «rivoluzione strisciante» portata avanti con grande determinazione attraverso la via giudiziaria. Una «rivoluzione» che, come tutte le rivoluzioni, ha lasciato sul terreno molte vittime, anche innocenti, ha assunto caratteri persecutori e vessatori nei confronti dei «nemici oggettivi» o «presunti» tali, ma ha garantito aree di impunità ad «amici» o «compagni di strada» in nome di un moralismo «peloso» e virtuistico o di complicità politiche. La rete della corruzione, soprattutto politica, era, prima dell’inizio della stagione di Tangentopoli, vasta e solida. Il pagamento di tangenti era una prassi talmente diffusa da costituire oggetto di satira, di commento mordace ovvero malinconico. Questa prassi - moralmente condannata e condannabile - era diventata uno dei modi più importanti per finanziare la politica, per sopperire al costo sempre più elevato della burocratizzazione delle strutture partitiche o parapartitiche. La legge sul finanziamento pubblico dei partiti non era stata in grado di eliminarla. La corruzione politica, insomma, era un meccanismo che si autoalimentava in simbiosi perfetta con un fenomeno diverso ma contiguo, quello del clientelismo. Il denaro proveniente dalle tangenti in parte finiva, sì, nelle casse dei partiti o delle correnti di partito, ma, in parte, in qualche caso, rimaneva nelle tasche dei politici che lo usavano o per se stessi ovvero per rinvigorire il proprio sistema di clientele. Corruzione politica e clientelismo si intrecciavano, poi, con fenomeni di corruzione comune e di concussione a opera di funzionari pubblici interessati solo a rimpinguare le proprie tasche. Questa era, dunque, la situazione quando scoppiò la tempesta di «Mani pulite». L’episodio dell’arresto del piccolo politico di provincia Mario Chiesa fu il primo sasso della grande valanga destinata a travolgere la classe politica italiana, a decapitare il mondo imprenditoriale, a scatenare una lotta di potere prima mai vista e senza quartiere. A cominciare dalle rivelazioni di Chiesa per finire con le autodenunce e le rivelazioni «spontanee» di imprenditori e politici timorosi di essere indagati, si assistette a un crescendo di indagini che, in un brevissimo volgere di tempo e accompagnate da una eccezionale enfatizzazione di stampa, finirono per toccare uomini politici di primo piano a partire da Bettino Craxi. Quest’ultimo, anzi, fu l’unico che seppe reagire con energia chiamando in causa l’intera classe politica con un discorso che lo trasformava da accusato in accusatore quando, il 4 luglio 1992, disse alla Camera: «Tutti sanno che buona parte del finanziamento pubblico è irregolare o illegale. I partiti, specie quelli che contano su apparati grandi, medi o piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e associative hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare o illegale. Se gran parte di questa materia deve essere considerata puramente criminale, allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’aula, responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro». E, naturalmente, nessuno dei deputati presenti in aula si alzò per contestarlo. Non è possibile, in questa sede, né ripercorrere le vicende giudiziarie di Tangentopoli né, tantomeno, ricostruirne la storia, che sarebbe anche parte della storia sociale oltre che politica di un Paese divenuto preda improvvisa di un troppo facile e ingenuo «giustizialismo» rivoluzionario, che legittimamente richiama alla mente la stagione oscura del Terrore ai tempi della rivoluzione francese. È possibile, invece, fare qualche considerazione. Tangentopoli fu, come si diceva all’inizio, un vero e proprio «colpo di Stato giudiziario» o, se si preferisce, una «rivoluzione strisciante», che portò alla fine della Prima Repubblica. E fu, essa, una rivoluzione politica, nel senso più completo del termine, anche se gestita dalla magistratura o, per meglio dire, da una sua parte. Non è un caso che dalla bufera riuscirono a salvarsi, di fatto, soprattutto i comunisti grazie all’inerzia di quelle «toghe rosse» che, ora in posizioni di rilievo, erano solite discettare, in loro convegni, di «giustizia di classe» e di «abbattimento dello Stato borghese». E che i comunisti fossero stati finanziati in maniera illegale attraverso tanti canali di varia natura, non escluso quello delle tangenti è un dato di fatto. Un magistrato proveniente dalle loro file, l’ex pm Francesco Misiani, uno dei fondatori della corrente di «Magistratura democratica» nel 1999 pubblicò un libro molto importante, La toga rossa, nel quale riconosceva che egli, se avesse voluto, avrebbe potuto dimostrare in un’aula di tribunale come anche i comunisti, al pari degli altri partiti, non fossero stati estranei al circuito del finanziamento illecito da parte delle imprese. Tuttavia l’impunità di fatto concessa o anche garantita ai comunisti e ai postcomunisti documentata da un bel libro-inchiesta di Andrea Pamparana dal significativo titolo Gli impuniti non è che solo un aspetto della dimensione «politica» della vicenda di Tangentopoli. Accanto alla collusione - attiva o anche passiva - di alcuni esponenti o settori politicizzati della magistratura con i comunisti per un rivolgimento politico totale con la distruzione della classe politica della Prima Repubblica, è stata anche avviata un’altra azione che ha spinto alcuni settori della magistratura a proporsi di fatto essi stessi come «supplenti» del vuoto di potere che si andava così creando: un’azione espressione di una faida tra poteri dello Stato. Tangentopoli, insomma, è diventata presto - prima ancora di essere un’operazione contro la corruzione politica e non - lo strumento di una lotta politica condotta senza esclusione di colpi e che ha coinvolto i partiti politici e la magistratura. È stata resa possibile dal nuovo clima determinatosi dopo la caduta del muro di Berlino e la fine del comunismo, un clima - vale la pena di rammentarlo - che ha fatto venire meno le complicità e le solidarietà, interne e internazionali, e ha consentito tanto la mobilità delle opinioni e delle scelte politiche quanto la possibilità di passare, anche in tema di corruzione, dalla fase del mugugno e della sopportazione passiva alla fase della ribellione e della critica aperta. La stagione di Tangentopoli è costata molto, moltissimo in termini di credibilità della magistratura e della stessa giustizia: l’uso disinvolto di metodi inquisitori e polizieschi nei confronti degli indagati per spingerli a confessioni e delazioni; la strumentalizzazione degli «avvisi di garanzia» trasformati nella pubblica opinione da mezzi di tutela del diritto degli indagati a certificazioni di condanna preventiva; la leggerezza nell’emissione delle ordinanze di custodia cautelare; tutto ciò, e altro ancora, ha finito per oscurare l’immagine della giustizia nel suo complesso e per gettare ombre fitte sulla imparzialità della sua amministrazione, tanto più che accanto alle condanne per comportamenti illeciti non sono mancate le assoluzioni. Tangentopoli è costata molto anche in termini di vittime: e non si pensa soltanto ai «suicidi eccellenti», ma anche ai «drammi» vissuti dai quadri dirigenziali del mondo economico-industriale e del mondo politico per colpa di castelli accusatori costruiti attraverso i giochi delle coincidenze e dei teoremi. Insomma, Tangentopoli è stata davvero una «rivoluzione strisciante» guidata da più attori, taluni consapevoli altri inconsapevoli, che ha puntato sulla destabilizzazione del sistema attraverso la delegittimazione della classe politica. Essendo però diversi gli attori, diverse erano le finalità: soppressione dello Stato borghese per alcuni, ambizione personale per altri, mutamento dei rapporti fra i poteri dello Stato per altri ancora e via dicendo. Comunque sia, il traguardo finale di Tangentopoli non era affatto, in via prioritaria, la tanto sbandierata moralizzazione della vita pubblica o l’eliminazione dei canali della corruzione pubblica e privata, quanto piuttosto la conquista del potere, anche attraverso la modifica di equilibri politico-istituzionali, dopo uno scontro tutto politico. A distanza di dieci anni dall’inizio della stagione di Tangentopoli è non solo opportuno ma necessario pensare a un «ritorno alla normalità», pur nel quadro della nuova situazione politica, un ritorno che non sia restaurazione ma che consenta il buon inizio della vita della «Seconda Repubblica». Ciò sarà possibile soltanto operando su tre direttrici contemporaneamente: le riforme istituzionali per la definizione di un giusto e corretto equilibrio fra poteri dello Stato, la separazione delle carriere all’interno della magistratura che permetta una precisa definizione di ruoli, un’amnistia che faciliti l’avvio di una nuova stagione.

11 giugno 2003
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Affari conclusi: topogatto, BoBBazza, skorpion2, Ricky68, aleforumista, antarex, titave, gonfaloniere, Paramir, Liqih, stefocus, biagimax101, Torregiani, cajenna, s5otto, flu, enricobart, Sinclair63, Jeppo71, LucaAL, ercagno, tomejerry1974, oxone, tetsuya31, X1l10on88. Seccature da: diabolikoverclock; danyrace
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Old 21-06-2008, 21:58   #57
^TiGeRShArK^
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ho letto solo l'inizio prima di nausearmi e sinceramente mi stupisco di come sia possibile manipolare la realtà in questo modo e soprattutto è incredibile come ci siano persone che credono ciecamente a certe fandonie.
Evidentemente la memoria degli italiani è MOLTO a breve termine, e, invece, la loro predisposizione ad essere manipolati dal "marketing" di regime è + elevata
comunque leggendo certe cose capisco che ci meritiamo tutto quello che ci sta accadendo, dato che si preferisce demonizzare i giudici piuttosto che condannare i criminali.
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Old 21-06-2008, 22:00   #58
Matuhw
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Ecco riassunte 15 anni di palle berlusconiane.
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Old 21-06-2008, 22:32   #59
DonaldDuck
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Ecco riassunte 15 anni di palle berlusconiane.
Mica poi tanto palle...
http://www.repubblica.it/2007/09/sez...ntervista.html
Quote:
Intervista al pm di Catanzaro a cui la procura generale ha avocato l'inchiesta
dopo l'iscrizione al registro degli indagati del ministro Clemente Mastella

De Magistris:"Mi cacciano perchè indago
Così torniamo all'epoca fascista"

"Oggi il tema in gioco è se tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge
Faccio le corna, ma dopo che mi hanno tolto le inchieste resta solo l'eliminaziione fisica"

di ATTILIO BOLZONI


FRANCESCO VIVIANO

Ha appena saputo. E comincia a parlare: "Siamo alla magistratura degli Anni Trenta, siamo tornati a un ordinamento giudiziario gerarchizzato proprio dell'epoca fascista". Il sostituto procuratore Luigi De Magistris sceglie con cura le parole, prova a stare calmo nonostante tutto quello che gli sta rotolando addosso. Dice: "Prima mi tolgono l'inchiesta Poseidone, poi il tentativo di allontanamento, poi ancora l'avocazione dell'inchiesta Why Not, faccio le corna ma dopo rimane solo l'ipotesi della soppressione fisica". Il magistrato è nella sua casa di Catanzaro. Risponde a tutte le domande che può. Da qualche minuto ha avuto notizia dalle agenzie di stampa che gli hanno "tolto" anche l'altra indagine, si sfoga: "Stento a crederci, mi sembra una barzelletta".

Che costa sta accadendo dottor De Magistris?
"Il dato è quello dell'impossibilità materiale di svolgere il proprio ruolo. Se è vero, se è vero perché io non ho ancora ricevuto alcuna notifica, ci avviamo al crollo dello stato di diritto. E un altro punto nevralgico è quello dell'articolo 3 della Costituzione che qui si sta mettendo in gioco: i cittadini italiani sono tutti uguali davanti alla legge?"

Tutti i cittadini italiani sono uguali davanti alla legge?
"Se uno arresta chi fa la tratta di esseri umani o i trafficanti di droga gli arrivano i telegrammi e gli applausi, gli dicono che è il magistrato più bravo d'Italia. Ma poi viene cacciato quando indaga sulla pubblica amministrazione. Cosa significa allora? A questo punto la partita non può essere più - visto che il tema è così alto - trasferite o non trasferite De Magistris. Io pongo un altro problema: un magistrato così può rimanere in magistratura. E io, così lo so fare il magistrato, anche se mi mandano a Bolzano o a Novara o a Cagliari. Questo è il tema che è in gioco nel Paese: se un magistrato può continuare a indagare su tutti i cittadino o no".

Lei cosa sa di questa avocazione?
"Di ufficiale nulla. Ma se la ragione è quella sull'omessa astensione nel conflitto con il ministro, questo è un fatto senza precedenti. In questo caso la magistratura, intesa come potere diffuso sul territorio, perde completamente la sua autonomia".

Sembra che il procuratore generale Dolcino Favi abbia motivato il suo provvedimento per l'articolo 412, cioè l'avocazione delle indagini preliminari per mancato esercizio dell'azione penale o per la non archiviazione nei termini stabiliti dalle legge.
"Se è così, è ancora peggio. Le indagini preliminari sono in corso e quella norma può intervenire solo quando scadono i termini delle indagini. Le mie indagini erano in pieno svolgimento. Quindi, quella norma, è completamente inapplicabile".

Si sentirebbe allora in grado di affermare che c'è stata una forzatura, se fosse andata davvero così?
"Se fosse andata così, sarebbe un eufemismo dire che c'è stata una forzatura. E poi, poi io in queste ore mi sono fatto una domanda: come è che la notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati di Mastella, una notizia così riservata, è uscita su Libero? Io credo che faccia parte di una vera strategia della tensione. Prima la fuga di notizie su Prodi, poi la revoca delle indagini, poi l'articolo di Libero che è servito a scatenare un processo mediatico per arrivare all'avocazione. Senza questa fuga di notizie su Mastella, non sarebbe accaduto tutto questo. E poi il procuratore generale non potrebbe sapere della notizia di Mastella, è vietato dalla legge. Di quella iscrizione lo può sapere il procuratore della repubblica, il procuratore aggiunto. Il procuratore generale non può conoscere le indagini. E la velocità del suo provvedimento mi ha lasciato esterrefatto".

De Magistris, cosa farà adesso?
"Scriverò a chi di dovere, questa avocazione è un ulteriore tassello di ciò che mi sta accadendo da tre anni a questa parte".

Si rivolgerà al Csm? Denuncerà tutto a un'altra procura?
"Investirò più di un'autorità. Indagavo su un sistema di potere e mi hanno spogliato di tutte le inchieste".

Ci spieghi meglio..
"Il segnale che hanno lanciato è molto chiaro: la magistratura non può più indagare in alcune direzioni. Questo è evidente. Poi è anche la conferma di come una parte del potere giudiziario sta dentro il sistema. Una parte della magistratura è funzionale a certi sistemi oggetto di investigazioni, è fondamentale capire questo. Ecco perché si pone in discussione l'agibilità democratica all'interno della magistratura. Da un lato c'è un ritorno alla magistratura degli Anni Trenta, con segni sintomatici di quel periodo del prefascismo e del fascismo. E cioè la possibilità del ministro di trasferire in via cautelare dei magistrati. Si ritorna al periodo in cui il potentino del paese, il signorotto che chiede l'allontanamento del pretore che magari dava fastidio e poi arrivavano gli ispettori e in una settimana quel pretore lo cacciavano via. Si torna alla magistratura ipergerarchizzata, l'avocazione senza alcuna giustificazione, la magistratura in una posizione di avvilimento totale. Immaginate il messaggio che sta passando in questo momento nei confronti di tutti i colleghi".

Si rimprovera qualcosa nel suo lavoro?
"Io ho un rispetto assoluto delle forme, io ritengo che un magistrato per raggiungere risultati deve innanzitutto rispettare la procedura penale. Detto questo, è ovvio e scontato che chi lavora in queste condizioni possa fare errori. Io non mi rimprovero nulla. Ma sono consapevole di aver potuto fare errori, di aver potuto sbagliare. E' umano, ovvio. Che poi abbia fatto errori è tutto da vedere. Io ho subito in questi mesi un processo pubblico senza potermi difendere".

L'iscrizione del ministro Mastella può aver accelerato l'avocazione dell'altra sua inchiesta?
"Sta nei fatti mi pare. Poi parleranno le carte, ma mi pare assolutamente verosimile".

C'è, come dire, una tempistica ritorsiva?
"Io questo non lo posso dire. Però mettendo insieme i fatti... Un'altra cosa mi sembra incredibile: io stavo facendo un percorso di indagine molto lineare e all'improvviso si inserisce una richiesta di trasferimento del ministro che poi - sembrerebbe - è stata utilizzata per dire tu ti dovevi astenere perché c'era la richiesta di trasferimento. Quindi arriviamo al punto che si equipara una richiesta di trasferimento d'ufficio con un atto istituzionale a una specie di denuncia presentata da un indagato. C'è inimicizia, devi astenerti. Una cosa veramente incredibile. E' senza precedenti. Che cosa dovevo fare di fronte a quella richiesta? Dovevo fermarmi, dovevo chiudere le mie indagini? La logica era quella: io dovevo fermare le mie indagini in quella direzione".

O girare le spalle, far finta di non vedere...
"Voglio dire un'altra cosa sul messaggio che stanno mandando. Se io dovessi essere trasferito il magistrato che mi verrà a sostituire cosa farà, come si comporterà? Sa già che, se dovesse seguire le mie orme, andrebbe incontro a un provvedimento disciplinare. Cosa altro deve pensare? O mi fermo o mi tolgono l'indagine. Ecco perché parlo di fine di autonomia e dell'indipendenza della magistratura. E lo dico a ragion veduta. Così non si può più andare avanti, così non ci sono più gli spazi per questo lavoro. E come si fa?".

Lei è diventato, suo malgrado, anche punto di riferimento per un Sud che vuole liberarsi da certi poteri poco trasparenti. Ha qualcosa da dire a quei ragazzi che manifestano per non farla cacciare? Cosa vorrebbe dire a quei giovani calabresi e a tutti gli altri che credono nell'autonomia della magistratura?
"Io innanzitutto credo che questa mobilitazione sia sui diritti e sulla giustizia e non su un giustizialismo o provocata dalla voglia di un tintinnio di manette, di monetine tirate. Questa è una differenza importante con il 1992. Bisogna capire quale è la posta in gioco, questa non è più una questione solo di Luigi De Magistris. Sono convinto che c'è una consapevolezza dei propri diritti, che oggi c'è una grande maturità democratica. Ho ammirazione per quei ragazzi".

Come si sente davvero, cosa prova dentro nel momento che deve lasciare le sue inchieste?
"In una regione che ha decine e decine di magistrati che si trovano in una situazione di opacità assoluta, si va a colpire con tutti i mezzi chi sta cercando di fare un po' di chiarezza sul fiume di finanziamenti pubblici che sono arrivati... ".

(21 ottobre 2007)
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Ultima modifica di DonaldDuck : 21-06-2008 alle 22:36.
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Old 21-06-2008, 23:13   #60
Cfranco
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Originariamente inviato da drakend Guarda i messaggi
Uhm certo che una magistratura che chiede l'abolizione di alcune leggi arrivando perfino a giudicarle è un'oggettiva invasione di campo. Valutazioni di quel tipo sono proprie dell'opposizione parlamentare, che sembra essere diventata praticamente trasparente e smidollata, non certo della magistratura. Penso che in questo eterno conflitto Berlusconi vs Magistratura il torto stia in entrambe le parti.

PS Questo non significa che condivido quelle leggi fatte da Berlusconi, che ritengo anzi essere delle porcate. Ma è un altro discorso.
Visto che le leggi devono applicarle loro e visto che di delinquenti se ne intendono forse sono anche qualificati a dire quali leggi siano utili e quali no .
Se devi legiferare sulla coltivazione delle barbabietole non consulti forse qualche contadino per capire cosa scrivere ?
E il fatto che alcune leggi siano state scritte da avvocati impegnati in processi il cui esito dipende da quello che scrivono non è una stranezza ?

Quote:
Originariamente inviato da EarendilSI Guarda i messaggi
Mi piacerebbe sapere dove lo leggi...
Oltre a questo quello che successe nel '92 con Mani Pulite fu utile sicuramente ma ci fu quasi un colpo di stato giudiziario con molti innocenti messi in carcere e messi alla gogna da parte della magistratura...
Mi dai qualche nome tra quelli degli "innumerevoli" innocenti messi in carcere ?
__________________
Certe persone non le digerisco
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