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Old 13-05-2008, 12:10   #361
alarico75
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Ci vorrebbe secondo l'esame mentale per votare,magari fatto dai tuoi amici.
Non ti rendi neanche conto di quanto antidemocratica possa essere questa idea di selezionare la gente a seconda di come pensa.
E' il germe delle dittature.
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Old 13-05-2008, 12:11   #362
EarendilSI
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Ecco perché Travaglio è un pessimo giornalista (e un ottimo giustizialista della peggior specie):

Quote:
Bugie e dimenticanze
E ora Schifani querela



Roma - «Calunniate, calunniate: qualcosa, resterà» predicava Beaumarchais. Passano gli anni, ma non la tentazione. Una volta lo si faceva con discrezione, per non farsi scoprire. Usi e costumi di oggi portano invece dritti sui teleschermi come accade a Marco Travaglio. Che l’altra sera, se n’è uscito da Fabio Fazio con sfumate ma assassine accuse sulle conoscenze mafiose del neo-presidente del Senato.

A Palermo, casualmente davanti alla tv con moglie (già funzionaria della procura generale di Palermo) e figlio, dopo la torta di un compleanno andato a male - ne ha compiuti 58 - Renato Schifani, è rimasto basito dalle allusioni. A chi lo chiamava, offriva spiegazioni politiche dell’agguato: è noto il legame tra Travaglio e Di Pietro che sta sgomitando di brutto per evitare il dialogo tra Pdl e Pd, che Schifani non si stanca di apparecchiare ovunque. Ma agli intimi confessava «una grande amarezza». Un po’ perché il suo è tra i nomi più specchiati nella lotta alla mafia - tant’è che gli si riconosce appieno l’aver trasformato il 41bis (il carcere duro per i mammasantissima) in una normativa stabilizzata, mentre prima si rinnovava di biennio in biennio - ma soprattutto per il «non detto» da Travaglio che, si sa, è uomo d’onore. E che ha deciso di querelare.

Già: perché render noto che nella società di brokeraggio di cui fece parte, c’erano anche Nino Mandalà e Benny D’Agostino che anni dopo sono stati riconosciuti come mafiosi, poteva anche starci. Ma a patto che si rendesse noto pure che nella società, messa su grazie ad accordi con autorevoli broker assicurativi del Nord, Schifani era entrato nel ’79 su richiesta dell’avvocato ed onorevole dc, La Loggia, uno che con la mafia non aveva assolutamente nulla a che fare. Aveva anzi cercato di tirarsi indietro dall’invito a partecipare, accampando scuse economiche da giovane di studio qual era. Ma poi fu convinto a farvi ingresso, versando i 3 decimi di quel 3 per cento di cui risultò proprietario: 1 milione e mezzo o poco più. Non solo: appena un anno e mezzo dopo, liquidò la sua quota (dicembre ’80). E all’epoca Mandalà era rispettato e noto concessionario delle benzine Fina, mentre D’Agostino faceva parte di una famiglia ben conosciuta che costruiva porti e banchine in tutta la Sicilia. Entrambi incensurati e senza macchia alcuna.

«Potevo sapere io, che 18 anni dopo, i due sarebbero risultati collusi? Avevo forse una sfera di cristallo?» s’è lamentato ieri Schifani con chi - come la Finocchiaro o il suo predecessore Marini - ha voluto fargli pervenire un chiaro segnale di solidarietà.

Ma questo Travaglio non l’ha raccontato. E si sa che lui è uomo d’onore. Come non ha specificato, il grimaldello dipietrista (come sempre di più si sostiene a Montecitorio e a Palazzo Madama) che lasciato lo studio La Loggia, Schifani era divenuto un brillante urbanista. Tanto da essere nominato dagli avvocati palermitani (e non dai politici) come loro rappresentante nella speciale commissione urbanistica del capoluogo siciliano. Cominciarono a chiamarlo un po’ ovunque, Schifani, per collaborare alla stesura dei piani regolatori di comuni piccoli e grandi, di centrodestra e centrosinistra. Il sindaco di Lercara Friddi, Biagio Favaro, esponente della Rete di Orlando, se ne servì spesso. Ma Travaglio questo non l’ha ricordato, lui è uomo d’onore. Si è soffermato invece, l’ospite di Fazio, su presunte rivelazioni del pentito Francesco Campanella (già Udeur) secondo il quale Schifani avrebbe avuto una consulenza urbanistica dal comune di Villabate il cui consiglio sarebbe stato sciolto d’autorità più tardi. Corretto, come no! Peccato Travaglio non abbia però fatto notare come non solo esistano relazioni scritte e firmate da Schifani nel corso della sua consulenza di 12 mesi. E che non abbia ricordato come lo stesso Schifani, eletto in Senato nel ’96, lasciò l’incarico. E non è ancora tutto: nel piccolo comune si rivotò nel ’98, ma solo nel ’99 il ministero dell’Interno decise di intervenire e di sciogliere il consiglio comunale in odore di mafia.
Insomma, raccontando un pezzettino di verità, mischiando le date e ignorando (ed è il caso di cominciare a chiedersi se volutamente...) fatti che erano rintracciabili ovunque come è il caso della Sicilia Brokers i cui soci con rispettive quote si possono chiedere alla Camera di Commercio di Palermo, ecco che si crea il nuovo spazio talebano, in cui il mullah Tra-vahglio esplode pallettoni in nome e per conto di Osama Di Pietroh. Schifani non ci sta. Annuncia querele per «l’azione altamente diffamatoria per il presidente del Senato». Si morde la lingua per non poter strillare la sua, visto l’incarico super-partes. E ci soffre non poco. Anche perché tra le sue carte restano assieme alle minacce mafiose («Ti faremo saltare in aria» gli scrissero, condannandolo a un paio d’anni di scorta rigida) dichiarazioni di stima di molti presidenti dell’Antimafia, di parenti di vittime di Cosa Nostra. E persino di Giancarlo Caselli che ricordò come, in presenza del rischio di scarcerazione di pericolosi criminali, si attivò con il mondo politico segnalando la cosa anche al senatore Schifani «che subito si attivò efficacemente». Ma anche questo Travaglio, che è uomo d’onore, non l’ha detto.
di Alessandro M. Caprettini
Specialmente la frase in grassetto, sottolineata e in grande sono cose che per Travaglio sono normali e che le fa abitualmente, l'importante per lui è descrivere la SUA verità...
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Old 13-05-2008, 12:15   #363
rip82
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Vedremo a me lascia perplesso la forma con la quale Travaglio ha comunicato in TV il tutto, la sua semplificazione da' adito a degli equivoci che potevano essere colmati facendo un discorso piu' complesso.
Grazie per la discussione.
Il fatto che Travaglio ai berluscones va bene solo quando non parla, perche' se fosse sceso nel dettaglio minuto (come accadde da Luttazzi) avrebbe scatenato polemiche ancora piu' furibonde, anche perche' sarebbe stato ancora piu' difficile rispondere a fatti accertati, peggio ancora se ben documentati.
Penso che tu non avresti voluto davvero che facesse "un discorso piu' complesso" per colmare gli equivoci

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Ecco perché Travaglio è un pessimo giornalista (e un ottimo giustizialista della peggior specie):



Specialmente la frase in grassetto, sottolineata e in grande sono cose che per Travaglio sono normali e che le fa abitualmente, l'importante per lui è descrivere la SUA verità...
Manca la fonte, ossia il giornale, ma perche' non citare direttamente il sito di forza italia, no?
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"E' un lodo che potrebbe essere chiamato lodo Orwell; lodo “Fattoria degli animali”. Ricordate forse che nella “Fattoria degli animali” c’era una specie di animali più uguali degli altri. Erano i maiali." cit.:Marco Travaglio
Questa non è la destra, questo è il manganello. Gli italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello - Montanelli

Ultima modifica di rip82 : 13-05-2008 alle 12:20.
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Old 13-05-2008, 12:24   #364
luxorl
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Manca la fonte, ossia il giornale, ma perche' non citare direttamente il sito di forza italia, no?
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Old 13-05-2008, 12:25   #365
Matuhw
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Ecco perché Travaglio è un pessimo giornalista (e un ottimo giustizialista della peggior specie):



Specialmente la frase in grassetto, sottolineata e in grande sono cose che per Travaglio sono normali e che le fa abitualmente, l'importante per lui è descrivere la SUA verità...
Il primo articolo su Schifani, di due giornalisti dell'Espresso è del 2002.

Quote:
Capigruppo d'assalto: Una vita da Schifani,
società con presunti uomini d'onore e usurai. Consulenze ricevute dai Comuni in odore di mafia. E poi l'ascesa ai vertici di Forza Italia. Berlusconi? «Per me è come Cavour»

di Franco Giustolisi e Marco Lillo

Quando, dopo una settimana di nottate, blitz e tranelli ha portato a casa l'approvazione della legge sul legittimo sospetto, Renato Schifani ha sottolineato con il consueto senso delle istituzioni la sua vittoria sull'Ulivo: «Li abbiamo fregati». Il capo dei senatori forzisti è fatto così. «È la mia chiarezza che dà fastidio alla sinistra», ha detto a un settimanale che gli ha dedicato un editoriale lodando «lo stile Schifani». Questo avvocato di 52 anni, nonostante il riporto e gli occhiali da archivista, è l'uomo prescelto da Silvio Berlusconi come volto ufficiale di Forza Italia. E lui lo ripaga come può. In un articolo sul "Giornale di Sicilia" dal titolo "Cavour e il conflitto di interessi" afferma che anche lo statista piemontese era «in potenziale macroscopico conflitto di interessi perché aveva il giornale "Il Risorgimento", partecipazioni bancarie, grandi proprietà terriere e un'intensa attività affaristica». Proprio come Berlusconi, insomma, eppure nessuno gli disse nulla. Peccato che, come scrive Rosario Romeo a pagina 451 della sua biografia, Cavour appena diventò ministro «decise in primo luogo di liquidare gli affari nei quali era stato attivo fino ad allora». Ma Schifani per amore del capo è disposto a sfidare anche il ridicolo. Come quando si fa riprendere in tv accanto al santino del leader neanche fosse Padre Pio. Avvocato civilista e amministrativista, 52 anni, sposato e padre di due figli, amante delle isole Egadi, è stato eletto nel collegio di Corleone, cuore di quella Sicilia che ha dato il cento per cento degli eletti a Forza Italia. Per descrivere l'eroe del legittimo sospetto, l'uomo che ha scavato nottetempo la via di fuga dal processo milanese per Berlusconi e Previti, si potrebbe partire dalle sue radici democristiane. Ma applicando alla lettera il suo credo, «non bisogna usare il politichese ma parlare con serenità il linguaggio dell'uomo comune», sarà meglio partire da una constatazione: il capo dei senatori di Forza Italia è stato socio di affari (leciti) con presunti usurai e mafiosi.

Sua eccellenza Filippo Mancuso, solitamente bene informato, ha definito così il suo ex compagno di partito: «Un avvocato del foro di Palermo specializzato in recupero crediti». Schifani gli ha risposto con una lettera in cui difende la sua «onesta e onorata carriera» e nega di avere mai svolto una simile attività. Negli archivi della Camera di commercio di Palermo risulta però una società, oggi inattiva, costituita nel 1992 da Schifani con Antonio Mengano e Antonino Garofalo: la Gms. L'avvocato Antonino Garofalo (socio accomandante come Schifani) è stato arrestato nel 1997 e poi rinviato a giudizio per usura ed estorsione nell'ambito di indagini condotte dal sostituto Gaetano Paci della Procura di Palermo. L'ex socio di Schifani è ritenuto il capo di un'organizzazione che prestava denaro nella zona di Caccamo chiedendo interessi del 240 per cento. Schifani non è stato coinvolto nelle indagini ma certo non deve essere piacevole scoprire di essere stato socio con un presunto usuraio in un'impresa che come oggetto sociale non disdegnava: «L'attività esattoriale per conto terzi di recupero crediti e l'attività di assistenza nell'istruttoria delle pratiche di finanziamento...».

Schifani è stato sempre sfortunato nella scelta dei compagni delle sue imprese. In un rapporto dei carabinieri del nucleo di Palermo, di cui "L'Espresso" è in grado di rivelare i contenuti, si ricostruisce la storia di un'altra strana società di cui il capogruppo di Forza Italia è stato socio e amministratore per poco più di un anno. Si chiama Sicula Brokers, fu istituita nel 1979 e oggi ha cambiato compagine azionaria. Tra i soci fondatori, accanto a un'assicurazione del nord, c'erano Renato Schifani e il ministro degli Affari regionali Enrico La Loggia, nonché soggetti come Benny D'Agostino, Giuseppe Lombardo e Nino Mandalà. Nomi che a Palermo indicano quella zona grigia in cui impresa, politica e mafia si confondono. Benny D'agostino è un imprenditore condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e, negli anni in cui era socio di Schifani e La Loggia, frequentava il gotha di Cosa Nostra. Lo ha ammesso lui stesso al processo Andreotti quando ha raccontato un viaggio memorabile sulla sua Ferrari da Napoli a Roma assieme a Michele Greco, il papa della mafia.

Giuseppe Lombardo invece è stato amministratore delle società dei cugini Ignazio e Nino Salvo, i famosi esattori di Cosa Nostra arrestati da Falcone nel lontano 1984 e condannati in qualità di capimafia della famiglia di Salemi. Nino Mandalà, infine, è stato arrestato nel 1998 ed è attualmente sotto processo per mafia a Palermo. Questo ex socio di Schifani e La Loggia era il presidente del circolo di Forza Italia di Villabate, un paese vicino a Palermo e proprio di politica parlava nel 1998 con il suo amico Simone Castello, colonnello del boss Bernardo Provenzano mentre a sua insaputa i carabinieri lo intercettavano. Mandalà riferiva a Castello l'esito di un burrascoso incontro con il ministro Enrico La Loggia, allora capo dei senatori di Forza Italia. Mandalà era infuriato per non avere ricevuto una telefonata di solidarietà dopo l'arresto del figlio (poi scagionato per un omicidio di mafia). E così raccontava di avere chiuso il suo colloquio con La Loggia: «Siccome io sono mafioso ed è mafioso anche tuo padre che io me lo ricordo quando con lui andavo a cercargli i voti da Turiddu Malta che era il capomafia di Vallelunga. Lo posso sempre dire che tuo padre era mafioso. A quel punto lui si è messo a piangere». La Loggia ha ammesso l'incontro ma ne ha raccontato una versione ben diversa. E anche Mandalà al processo ha parlato di millanteria. Nella stessa conversazione intercettata Mandalà parlava di Schifani in questi termini: «Era esperto a 54 milioni all'anno, qua al comune di Villabate, che me lo ha mandato il senatore La Loggia».

Schifani è stato sentito dalla Procura e, senza falsa modestia ha spiegato con la sua bravura la consulenza e lo stipendio: «Il mio studio è uno dei più accreditati in campo urbanistico in Sicilia». Ma per La Loggia sotto sotto c'era una raccomandazione: «Parlai di Schifani con Gianfranco Micciché (coordinatore di Forza Italia in Sicilia) e dissi: sta sprecando un sacco di tempo e quindi avrà dei mancati guadagni facendo politica. Vivendo lui della professione di avvocato dico se fosse possibile fargli trovare una consulenza. È un modo per dirgli grazie. E allora parlammo con il sindaco Navetta». Il sindaco Navetta è il nipote di Mandalà e il suo comune è stato sciolto per mafia nel 1998.

Il capogruppo di Forza Italia è stato sfortunato anche nella scelta dei suoi assistiti. Proprio un suo ex cliente recentemente ne ha fatto il nome in tribunale. La scena è questa: Innocenzo Lo Sicco, un mafioso pentito, il 26 gennaio del 2000 entra in manette in aula a Palermo e viene interrogato sulla vicenda di un palazzo molto noto in città, quello di Piazza Leoni. Le sue parole fanno balenare pesanti sospetti: «L'avvocato Schifani ebbe a dire a me, suo cliente, che aveva fatto tantissimo ed era riuscito a salvare il palazzo di Piazza Leoni facendolo entrare in sanatoria durante il governo Berlusconi perché, così mi disse, fecero una sanatoria e lui era riuscito a farla pennellare sull'esigenza di quegli edifici. Era soddisfattissimo. Perché lo diceva a me? Ma perché io lo avevo messo a conoscenza di qual era la situazione, l'iter, le modalità del rilascio della concessione...».

La Procura dopo aver analizzato le parole del pentito non ha aperto alcun fascicolo per la genericità del racconto. Comunque la storia di questo palazzo, scoperta dal giornalista de "la Repubblica" Enrico Bellavia, è tutta da raccontare. Comincia alla fine degli anni Ottanta quando Pietro Lo Sicco, imprenditore finanziato dalla mafia e zio di Innocenzo, mette gli occhi su un terreno a due passi dal parco della Favorita, una delle zone più pregiate di Palermo. Lo Sicco vuole costruirci un palazzo di undici piani ma prima bisogna eliminare due casette basse che appartengono a due sorelle sarde, Savina e Maria Rosa Pilliu, che non vogliono svendere. Pietro Lo Sicco le minaccia e le sorelle si rivolgono alla polizia. Ma la mafia è più lesta della legge: Lo Sicco ottiene la concessione edilizia grazie a una mazzetta di 25 milioni di lire e comincia ad abbattere l'appartamento a fianco. Quando le sorelle vedono avvicinarsi il bulldozer cominciano ad arrivare nel loro negozio i fusti di cemento. Il messaggio è chiaro: finirete lì dentro. Lo Sicco smentisce di essere il mandante ma la Procura offre alle Pilliu il programma di protezione. Oggi le sorelle sono un simbolo dell'antimafia: vivono proprio nel palazzo costruito da Lo Sicco e confiscato dallo Stato. Il costruttore è stato condannato a 2 anni e otto mesi per truffa e corruzione a cui si sono aggiunti sette anni per mafia.

All'inaugurazione del nuovo negozio costruito grazie al fondo antiracket, il senatore Schifani non c'era. Era dall'altra parte in questa vicenda. Il suo studio ha difeso l'impresa Lo Sicco davanti al Tar. Il pentito Innocenzo Lo Sicco, ha raccontato che lui stesso accompagnava l'avvocato Schifani negli uffici per seguire la pratica. Certo all'epoca l'imprenditore non era stato inquisito e il senatore non poteva sapere con chi aveva a che fare anche se il genero di Lo Sicco era sparito nel 1991 per lupara bianca. In quegli stessi anni Schifani assisteva anche altri imprenditori che sono incappati nelle confische per mafia, come Domenico Federico, prestanome di Giovanni Bontate, fratello del vecchio capo della cupola Stefano. Un settore quello delle confische che il senatore non ha dimenticato in Parlamento. Quando ha presentato un progetto di legge (il numero 600) per modificare la legge sulle confische e sui sequestri.

ha collaborato Giuseppe Lo Bianco

13.08.2002
Matuhw è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 13-05-2008, 12:26   #366
lukeskywalker
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Originariamente inviato da claudioborghi Guarda i messaggi
Passo velocemente e poi chiudo...

Ma scusa, tu e altri che scrivete questa cosa dei fatti... ma l'avete vista la puntata incriminata? Travaglio dice e ripete una cosa molto semplice.

Testuale (andate a rivedere il video).

"Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi" (2 volte)

Tutto qui.

L'affermazione e' non provata e basta... non ha citato nessun fatto, non ha specificato condannati in primo grado, concorsi esterni, societa' periodi verbali.
Era amico di mafiosi e stop.

Dato che l'affermazione non e' provata e se anche ci si riferisce alla ben nota vicenda passata al setaccio in questo thread e' inesatta in quanto non risultano al momento passati rapporti (e amicizie e' un passo ulteriore!) con mafiosi, dove con mafioso si intende uno che ha incassato una condanna definitiva per associazione mafiosa. Altrimenti devi (almeno!) premettere la parola "presunto".
Se qualcuno pensa di replicare su cio' suggerisco di postare nome cognome di persona condannata in via definitiva per mafia (il concorso esterno non vale in quanto qualifica un delinquente ma non un "mafioso" e il primo grado nemmeno vale in quanto vale la presunzione di non colpevolezza) provatamente "amica" di Schifani.

Dato che questo nome e cognome non esiste...

la frase di Travaglio, in punta di diritto (come piace a lui) non puo' essere in alcun modo considerata vera e secondo me verra' condannato dritto come un fuso. Vedremo il processo.


buonanotte
ah ok non hai letto il libro.
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Originariamente inviato da Matuhw Guarda i messaggi
3 anni prima di saltare in aria in via Amelio per una bomba messa dalla mafia, Paolo Borsellino, che di mafiosi e amici dei mafiosi se ne intendeva, diceva:

Quote:
Originariamente inviato da luxorl Guarda i messaggi
Quindi secondo la tua logica anche se ci mettessero un vero e proprio mafioso bisognerebbe rispettarlo?
Non capisco questo rispetto divino che dobbiamo portare a questi politicanti che si sono mangiati l'Italia, nemmeno fossero i nostri imperatori.
Sono nostri dipendenti e lavorano una merda da 30 anni e non possiamo licenziarli.. pure rispetto divino gli dobbiamo portare?
Come mai negli USA i giornalisti possono dire quel che vogliono sui politici senza rischiare di essere linciati? Perché in Italia dobbiamo sempre chinarci a 90 e accettare ad occhi chiusi che le cariche dello stato sono intoccabili?

SONO NOSTRI DIPENDENTI.

LI PAGHIAMO NOI.

NON SONO NOSTRI SUPERIORI DA RISPETTARE ASSOLUTAMENTE.

Per educazione se lavorano bene si meritano rispetto e elogi, ma qui si parla di uno che se la faceva con i mafiosi.
Fin quando li vedremo con questa ottica dal basso verso l'alto non cambierà mai niente in questo paese.
quotone
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lukeskywalker è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 13-05-2008, 12:33   #367
kintaro oe
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Originariamente inviato da rip82 Guarda i messaggi
Manca la fonte, ossia il giornale, ma perche' non citare direttamente il sito di forza italia, no?
Comodo attaccare la fonte, invece di entrare nel merito di quello che si e' scritto.......vero ?
kintaro oe è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 13-05-2008, 12:35   #368
alarico75
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Il fatto che Travaglio ai berluscones va bene solo quando non parla, perche' se fosse sceso nel dettaglio minuto (come accadde da Luttazzi) avrebbe scatenato polemiche ancora piu' furibonde, anche perche' sarebbe stato ancora piu' difficile rispondere a fatti accertati, peggio ancora se ben documentati.
Penso che tu non avresti voluto davvero che facesse "un discorso piu' complesso" per colmare gli equivoci
Meglio un discorso piu' puntuale ma corretto che peccare di omissione e finire nel torto.

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Originariamente inviato da rip82 Guarda i messaggi
Manca la fonte, ossia il giornale, ma perche' non citare direttamente il sito di forza italia, no?
Potresti anche leggerlo l'articolo prima di dichiarare la tua fede in Marco
Poi ogni giornale ha una sua dignita', anche se molti vorrebbero bearsi solo della triade Manifesto-Repubblica-Unita'.
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Old 13-05-2008, 12:36   #369
Matuhw
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Originariamente inviato da kintaro oe Guarda i messaggi
Comodo attaccare la fonte, invece di entrare nel merito di quello che si e' scritto.......vero ?
Aspettiamo la querela pure per Abbate e i due giornalisti dell'Espresso.
Matuhw è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 13-05-2008, 12:40   #370
^TiGeRShArK^
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Originariamente inviato da alarico75 Guarda i messaggi
Semplicemente affermo che dare le colpe a qualcuno per qualcosa che accadra' in futuro non e' manco nei sogni del piu' feroce dei giustizialisti.
Pensateci bene a dove porta questo discorso.
Mandiamo in galera preventiva qualcuno perche' in futuro potrebbe commettere dei reati o associarsi con poco di buono?
Secondo me state attaccando il Presidente del Senato sul nulla.
Auguri.

ma secondo te si diventa boss mafiosi così da un giorno all'altro???
ma mi chiedo come diamine possiate parlare così tranquillamente di cose di cui non avete la benchè minima cognizione.
Visto che ci siamo potremmo anche fare un discorsetto sulla meccanica quantistica e sulle implicazioni della programmazione funzionale sul Test Driven Development...
Tanto le tue nozioni in merito sono esattamente uguali a quelle che hai dell'ambiente mafioso.
Meno di zero.
E visto che parli con tanta convinzione della mafia sarei curioso di sapere cosa ne pensi degli altri due argomenti
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^TiGeRShArK^ è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 13-05-2008, 12:44   #371
alarico75
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Banalmente non credo che tu sia l'unica autorita' in materia.

Buona fortuna a convincere la gente delle tue opinioni con gli argomenti che gli altri non sanno nulla!

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Old 13-05-2008, 12:44   #372
rip82
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Comodo attaccare la fonte, invece di entrare nel merito di quello che si e' scritto.......vero ?
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Meglio un discorso piu' puntuale ma corretto che peccare di omissione e finire nel torto.



Potresti anche leggerlo l'articolo prima di dichiarare la tua fede in Marco
Poi ogni giornale ha una sua dignita', anche se molti vorrebbero bearsi solo della triade Manifesto-Repubblica-Unita'.
L'articolo e' un bell'esercizio di chiacchiera, racconta tante belle cose che ha fatto san renato, ma non smentisce, perche' non puo', le due cose fondamentali della vicenda: fu socio di questa gente, e questa gente era mafiosa gia' all'epoca. E non e' neanche tanto lusinghiero nei confronti di schifani, che per parargli le terga lo fa passare per un po' sprovveduto nell'essersi messo in societa' con persone sulle quali era poco informato.
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"E' un lodo che potrebbe essere chiamato lodo Orwell; lodo “Fattoria degli animali”. Ricordate forse che nella “Fattoria degli animali” c’era una specie di animali più uguali degli altri. Erano i maiali." cit.:Marco Travaglio
Questa non è la destra, questo è il manganello. Gli italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello - Montanelli
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Old 13-05-2008, 12:46   #373
^TiGeRShArK^
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Originariamente inviato da alarico75 Guarda i messaggi
Secondo me sapeva che queste persone erano brillanti, ma era all'oscuro della loro mafiosita'.
Opinione lecita tanto quanto la tua visto che la magistratura su questo non ha ne sentenze ne istituito un processo, come avrebbe fatto di sicuro se avesse prove dei rapporti fra queste persone.
Poi hai letto che io contesto il legame diretto che porta ad equivoci specificato da Travaglio e secondo me sara' quello che lo portera' a perdere la causa.
Tutto qui.
No, la tua opinione in merito vale esattamente quanto quella sull'opportunità di eliminare gli IF nella programmazione ad oggetti per diminuire la complessità ciclomatica.
E immagino che su questo argomento non oseresti proferrire parola.
Perchè, mi chiedo, dai le tue opinioni, spacciandole per autorevoli, su cose che non hai la MINIMA idea di come funzionino?
Stai solo dicendo falsità.
E chiunque conosce davvero la mafia, la 'ndrangheta &co. lo capirebbe.
Come ho detto un pò di tempo fa, ti auguro vivamente, nel caso esista la reincarnazione, di rinascere in una città con centinaia di morti l'anno per le guerre di mafia.
Forse, e dico forse, in quel caso capiresti come funzionano le cose.
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Old 13-05-2008, 12:47   #374
Stigmata
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Originariamente inviato da Matuhw Guarda i messaggi
Aspettiamo la querela pure per Abbate e i due giornalisti dell'Espresso.
Questo effettivamente non lo capisco.
Se Travaglio ha semplicemente riportato ciò che altri avevano già scritto, come mai questi altri signori non sono stati a loro volta querelati? O la querela c'è stata, ma non si è saputo mai nulla?
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Old 13-05-2008, 12:49   #375
rip82
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Originariamente inviato da Stigmata Guarda i messaggi
Questo effettivamente non lo capisco.
Se Travaglio ha semplicemente riportato ciò che altri avevano già scritto, come mai questi altri signori non sono stati a loro volta querelati? O la querela c'è stata, ma non si è saputo mai nulla?
Lo dice Travaglio stesso a Fazio, chi querela non legge, ma guarda la tv
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Old 13-05-2008, 12:49   #376
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Originariamente inviato da alarico75 Guarda i messaggi
Banalmente non credo che tu sia l'unica autorita' in materia.

Buona fortuna a convincere la gente delle tue opinioni con gli argomenti che gli altri non sanno nulla!

chiunque dica che un boss mafioso non è stato mafioso praticamente da sempre non sa assolutamente nulla di mafia.
E questa è una semplice constatazione.
Avrei constatato la stessa cosa se mi avessi detto che in natura esiste il monopolo magnetico
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Old 13-05-2008, 12:50   #377
alarico75
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Ti ringrazio per gli auguri cosi' fervidi che mi rivolgi ogni giorno.

Detto questo augurare del male a qualcuno perche' la pensa diversamente da te non ti fa' onore davvero.

E sugli argomenti tecnici sui quali non ho esperienza ovviamente non parto con la discussione.
Sulle mie opinioni, ahime' continuo a parlare quanto mi pare,vedremo se i tribunali ci daranno ragione o torto.

Buon proseguimento.
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Old 13-05-2008, 12:53   #378
^TiGeRShArK^
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Originariamente inviato da alarico75 Guarda i messaggi
Ti ringrazio per gli auguri cosi' fervidi che mi rivolgi ogni giorno.

Detto questo augurare del male a qualcuno perche' la pensa diversamente da te non ti fa' onore davvero.

E sugli argomenti tecnici sui quali non ho esperienza ovviamente non parto con la discussione.
Sulle mie opinioni, ahime' continuo a parlare quanto mi pare,vedremo se i tribunali ci daranno ragione o torto.

Buon proseguimento.
Non è un augurio malvagio.
E' un augurio che forse ti potrebbe aprire gli occhi.
Io CI VIVO in una città del genere, quindi spero che un'esperienza simile ti possa aprire gli occhi
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Old 13-05-2008, 13:01   #379
fracarro
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Originariamente inviato da EarendilSI Guarda i messaggi
Ecco perché Travaglio è un pessimo giornalista (e un ottimo giustizialista della peggior specie):
Visto il pulpito dal quale arrivano le critiche ci si può scompisciare dalle risate. Credo che neanche i dirigenti di quel giornale si reputano giornalisti visto che quando il padrone schiocca le dita loro devono scrivere quello che lui vuole. Se domani Berlusconi dichiarerà che gli asini volano state pur certi che sul giornale ci sarà la dimostrazione scientifica che la cosa è possibile.

Quote:
Originariamente inviato da kintaro oe Guarda i messaggi
Comodo attaccare la fonte, invece di entrare nel merito di quello che si e' scritto.......vero ?
Il discorso di attaccare la fonte a prescindere, IMHO è sbagliato perchè è quello che ultimamente si fa per evitare di rispondere a quello che c'è scritto. Detto questo citare il giornale come fonte fa perdere molto alla notizia in se visto che in passata ci ha regalato perle di articoli da far cadere le braccia in quanto a realtà dei fatti e credibilità. Detto questo per commentare l'accaduto ne cito un'altra fonte sicuramente migliore del giornale (ma da quello che ho capito comunque di parte): ( http://www.repubblica.it/2008/05/sez...-schifani.html )


Quote:
La lezione del caso Schifani
di GIUSEPPE D'AVANZO

E' utile ragionare sul "caso Schifani". E - ancora una volta - sul giornalismo d'informazione, sulle "agenzie del risentimento", sull'antipolitica.

Marco Travaglio sostiene, per dirne una, che fin "dagli anni Novanta, Renato Schifani ha intrattenuto rapporti con Nino Mandalà il futuro boss di Villabate" e protesta: "I fascistelli di destra, di sinistra e di centro che mi attaccano, ancora non hanno detto che cosa c'era di falso in quello che ho detto". Gli appare sufficiente quel rapporto lontano nel tempo - non si sa quanto consapevole (il legame tra i due risale al 1979; soltanto nel 1998, più o meno venti anni dopo, quel Mandalà viene accusato di mafia) - per persuadere un ascoltatore innocente che il presidente del Senato sia in odore di mafia. Che il nostro Paese, anche nelle sue istituzioni più prestigiose, sia destinato a essere governato (sia governato) da uomini collusi con Cosa Nostra. Se si ricordano queste circostanze (emergono da atti giudiziari) è per dimostrare quanto possono essere sfuggenti e sdrucciolevoli "i fatti" quando sono proposti a un lettore inconsapevole senza contesto, senza approfondimento e un autonomo lavoro di ricerca. E' un metodo di lavoro che soltanto abusivamente si definisce "giornalismo d'informazione".

Le lontane "amicizie pericolose" di Schifani furono raccontate per la prima volta, e ripetutamente, da Repubblica nel 2002 (da Enrico Bellavia). In quell'anno furono riprese dall'Espresso (da Franco Giustolisi e Marco Lillo). Nel 2004 le si potevano leggere in Voglia di mafia (di Enrico Bellavia e Salvo Palazzolo, Carocci). Tre anni dopo in I complici (di Lirio Abbate e Peter Gomez, Fazi). Se dei legami dubbi di Schifani non si è più parlato non è per ottusità, opportunismo o codardia né, come dice spensieratamente Travaglio a un sempre sorridente Fabio Fazio, perché l'agenda delle notizie è dettata dalla politica ai giornali (a tutti i giornali?).

Non se n'è più parlato perché un lavoro di ricerca indipendente non ha offerto alcun - ulteriore e decisivo - elemento di verità. Siamo fermi al punto di partenza. Quasi trent'anni fa Schifani è stato in società con un tipo che, nel 1994, fonda un circolo di Forza Italia a Villabate e, quattro anni dopo, viene processato come mafioso.

I filosofi ( Bernard Williams, ad esempio) spiegano che la verità offre due differenti virtù: la sincerità e la precisione. La sincerità implica semplicemente che le persone dicano ciò che credono sia vero. Vale a dire, ciò che credono. La precisione implica cura, affidabilità, ricerca nello scovare la verità, nel credere a essa. Il "giornalismo dei fatti" ha un metodo condiviso per acquisire la verità possibile. Contesti, nessi rigorosi, fonti plurime e verificate e anche così, più che la verità, spesso, si riesce a capire soltanto dov'è la menzogna e, quando va bene, si può ripetere con Camus: "Non abbiamo mentito" (lo ha ricordato recentemente Claudio Magris).

Si può allora dire che Travaglio è sincero con quel dice e insincero con chi lo ascolta. Dice quel che crede e bluffa sulla completezza dei "fatti" che dovrebbero sostenere le sue convinzioni. Non è giornalismo d'informazione, come si autocertifica. E', nella peggiore tradizione italiana, giornalismo d'opinione che mai si dichiara correttamente tale al lettore/ascoltatore. Nella radicalità dei conflitti politici, questo tipo di scaltra informazione veste i panni dell'asettico, neutrale watchdog - di "cane da guardia" dei poteri ("Io racconto solo fatti") - per nascondere, senza mai svelarla al lettore, la sua partigianeria anche quando consapevolmente presenta come "fatti" ciò che "fatti", nella loro ambiguità, non possono ragionevolmente essere considerati (a meno di non considerare "fatti" quel che potrebbero accusare più di d'un malcapitato).

L'operazione è ancora più insidiosa quando si eleva a routine. Diventata abitudine e criterio, avvelena costantemente il metabolismo sociale nutrendolo con un risentimento che frantuma ogni legame pubblico e civismo come se non ci fosse più alcuna possibilità di tenere insieme interessi, destini, futuro ("Se anche la seconda carica dello Stato è oggi un mafioso..."). E' un metodo di lavoro che non informa il lettore, lo manipola, lo confonde. E' un sistema che indebolisce le istituzioni. Che attribuisce abitualmente all'avversario di turno (sono a destra come a sinistra, li si sceglie a mano libera) un'abusiva occupazione del potere e un'opacità morale. Che propone ai suoi innocenti ascoltatori di condividere impotenza, frustrazione, rancore. Lascia le cose come stanno perché non rimuove alcun problema e pregiudica ogni soluzione. Queste "agenzie del risentimento" lavorano a un cattivo giornalismo. Ne fanno una malattia della democrazia e non una risorsa. Si fanno pratica scandalistica e proficuamente commerciale alle spalle di una energica aspettativa sociale che chiede ai poteri di recuperare in élite integrity, in competenza, in decisione. Trasformano in qualunquismo antipolitico una sana, urgente, necessaria critica alla classe politico-istituzionale.

Nel "caso Schifani" non si può stare dalla parte di nessuno degli antagonisti. Non con Travaglio che confonde le carte ed è insincero con i tanti che, in buona fede, gli concedono fiducia. Non con Schifani che, dalle inchieste del 2002, ha sempre preferito tacere sul quel suo passato sconsiderato. Non con chi - nell'opposizione - ha espresso al presidente del Senato solidarietà a scatola chiusa. Non con la Rai, incapace di definire e di far rispettare un metodo di lavoro che, nel rispetto dei doveri del servizio pubblico, incroci libertà e responsabilità. In questa storia, si può stare soltanto con i lettori/spettatori che meritano, a fronte delle miopie, opacità, errori, inadeguatezze della classe politica, un'informazione almeno esplicita nel metodo e trasparente nelle intenzioni.

(13 maggio 2008)
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fracarro è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 13-05-2008, 13:05   #380
Edo4444
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L'articolo e' un bell'esercizio di chiacchiera, racconta tante belle cose che ha fatto san renato, ma non smentisce, perche' non puo', le due cose fondamentali della vicenda: fu socio di questa gente, e questa gente era mafiosa gia' all'epoca. E non e' neanche tanto lusinghiero nei confronti di schifani, che per parargli le terga lo fa passare per un po' sprovveduto nell'essersi messo in societa' con persone sulle quali era poco informato.
Scusa ma che sia stato socio in affari è vero non lo nega, ma che la gente era mafiosa gia al tempo mi pare propio il contrario..
"Potevo sapere io, che 18 anni dopo, i due sarebbero risultati collusi?"

Quote:
Originariamente inviato da ^TiGeRShArK^ Guarda i messaggi

ma secondo te si diventa boss mafiosi così da un giorno all'altro???
ma mi chiedo come diamine possiate parlare così tranquillamente di cose di cui non avete la benchè minima cognizione.
Visto che ci siamo potremmo anche fare un discorsetto sulla meccanica quantistica e sulle implicazioni della programmazione funzionale sul Test Driven Development...
Tanto le tue nozioni in merito sono esattamente uguali a quelle che hai dell'ambiente mafioso.
Meno di zero.
E visto che parli con tanta convinzione della mafia sarei curioso di sapere cosa ne pensi degli altri due argomenti
Ma per capire, uno o ci nasce mafioso o non lo potrà mai diventare?
Edo4444 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
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