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Old 18-08-2007, 16:21   #21
Ziosilvio
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Originariamente inviato da Fides Brasier Guarda i messaggi
Ci sono studi che dimostrano, grazie alle risonanze magnetiche, che gli effetti delle psicoterapie sul cervello sono gli stessi di quelli degli psicofarmaci.
Puoi sicuramente darci dei riferimenti a due di questi studi.
Quote:
l'ascolto, l'attenzione e la comprensione dei problemi servono a "guarire" il cervello
Cosa che nessuno ha mai messo in dubbio.
Quote:
ho utilizzato le virgolette apposta perche' il cervello non e' malato
Perché tu naturalmente sei dentro la testa di tutte le persone e puoi dire con certezza che i loro cervelli sono tutti sani
Quote:
tanto quanto le pillole: ma senza effetti collaterali, senza dipendenze, senza nessuno strascico negativo tipico degli psicofarmaci.
Mica tanto: non si diventa dipendenti dalla pillola, ma lo si diventa dall'analista... e non dirmi che questo non succede mai.
Quote:
Originariamente inviato da drakend Guarda i messaggi
Non è possibile che tale sindrome in realtà esista, solo che riguarda una frazione dei bambini abitualmente trattati con il Ritalin? Tutti gli altri vengono trattati con tale medicinale per superficialità dei genitori e la casa produttrice di certo non li scoraggia dal farlo...
Mi sembra sia più o meno quello che ho cercato di dire io prima.
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Ubuntu è un'antica parola africana che significa "non so configurare Debian" Chi scherza col fuoco si brucia.
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Old 18-08-2007, 16:27   #22
rgart
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Originariamente inviato da Black Dawn Guarda i messaggi
No.

La pischiatria è tutto tranne una scienza...
Scusa,ma stai dicendo una cazzata enorme....

Prova ad andare in un istituto psichiatrico e poi mi sai dire se le persone li dentro sono ammalate o fanno finta...

Ho visto una persona che si è TOLTA gli occhi con le sue mani... Ma anche lei faceva parte del complotto?

Semmai la psicologia può sembrare qualcosa fuori dalla scienza,ma anche questo non è vero...

Infine è vero che negli USA se ne abusa in un modo osceno,ma andate a parlare con delle madri (e io ho visto delle testimonianze) con bambini affetti da ADHD e ve ne renderete conto di cosa si parla...

Bisogna sempre leggere entrabe le facce di una medaglia prima di sparare giudizi sennò sono insensati
__________________
гла́вный корабе́льный старшина́ - - FacebookOtdelom - Vendo per XboX 360
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Old 18-08-2007, 17:38   #23
_TeRmInEt_
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Old 18-08-2007, 17:52   #24
Fides Brasier
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Originariamente inviato da rgart Guarda i messaggi
Infine è vero che negli USA se ne abusa in un modo osceno,ma andate a parlare con delle madri (e io ho visto delle testimonianze) con bambini affetti da ADHD e ve ne renderete conto di cosa si parla...

Bisogna sempre leggere entrabe le facce di una medaglia prima di sparare giudizi sennò sono insensati
Verissimo che negli usa se ne abusa (e scusate il gioco di parole ) ma li' ci sono in gioco interessi economici enormi delle industrie farmaceutiche che spingono ad (ab)usare dei farmaci.
Personalmente non sono affatto contrario all'utilizzo dei farmaci: ma senza che si deleghi ad esso la totale soluzione del problema.
Bambino attivo che faccio fatica a tenere a bada (e magari non mi permette di andare a fare shopping o di vedere la telenovela in pace)? PAF!, farmaco per tenerlo a bada. E' questo che si deve evitare.
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E' il tuo sguardo che mi fa capire cosa mi puoi fare E le tue labbra accese e accattivanti mi fanno barcollare e l'adrenalina sale! Vorrei un altro pianeta disperso per noi due è solo un modo per dirti cosa ti farei!! E' il tuo odore che mi fa impazzire ho questa strana voglia di renderti il mio cibo Ma non temere sono solo un tipo strano che vuole la tua carne in preda all'essere animale Vorrei un altro pianeta disperso per noi due e come un tuono nel cielo sparire come Dei..
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Old 18-08-2007, 17:59   #25
Fides Brasier
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Originariamente inviato da Ziosilvio Guarda i messaggi
Mica tanto: non si diventa dipendenti dalla pillola, ma lo si diventa dall'analista... e non dirmi che questo non succede mai.
Si diventa eccome dipendenti dalla pillola: perche' quando smetti di assumerla il problema torna.
Dall'analista il discorso e' differente: la terapia cognitivo comportamentale permette di acquisire consapevolezze che risolvono il problema, e dall'analista non ci vai piu'. Poi ci sono analisti e analisti: quelli il cui metodo e' funzionale alla risoluzione del problema del paziente specifico, e quelli che no. Ma questo vale per tutto, anche per il meccanico dell'auto, bisogna avere anche un po' di culo
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Old 18-08-2007, 17:59   #26
stbarlet
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Voglio proprio vedere in quanti casi sia corretto prescriverlo. Il cervello è un organo, e in quanto tale , se malato va curato. ma chi stabilisce quali siano i canoni per definire "malato" un bambino? Vengono applicati correttamente? Chi fornisce le informazioni riguardo al bambino, lo fa in modo oggettivo, o forse lo fa in modo distorto , per qualsivoglia motivo?
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Old 18-08-2007, 18:02   #27
stbarlet
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Quote:
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Mica tanto: non si diventa dipendenti dalla pillola, ma lo si diventa dall'analista... e non dirmi che questo non succede mai.


O non capisco oppure non hai mai letto il foglio informativo di un qualsiasi psicofarmaco. dal più blando al più potente.
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Old 18-08-2007, 18:12   #28
Fides Brasier
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Originariamente inviato da Ziosilvio Guarda i messaggi
Puoi sicuramente darci dei riferimenti a due di questi studi.
Tempo fa in questo stesso forum avevo postato un articolo tratto da tuttoscienze (settimanale di divulgazione scientifica della stampa) dove se ne parlava, purtroppo non riesco a ritrovarlo ma poiche' mi interessa lo cerco, ho solo bisogno di tempo.
Nel frattempo invece ho trovato questo:
http://www.zambellorenzo.it/news/faq...egory_id=3#326
Quote:
Curare la depressione. Inizio con oggi una serie di post sul
tema 'depressione'; con particolare riferimento all'efficacia
terapeutica ed al confronto tra farmaci antidepressivi e
psicoterapia...

Francesco Giubbolini, psichiatra, Siena


Come è noto, da 15 anni circa esiste una nuova classe di
antidepressivi, inibitori della ricaptazione della serotoniina
(SSRI), che hanno efficacia simile o comunque non superiore
ai precedenti farmaci antidepressivi i quali però avevano più
frequenti ed intensi effetti collaterali. Il PROZAC, capostipite
della categoria e definito al tempo ' la pillola della felicità ', è
stato il farmaco più venduto in tutta la storia della medicina.
Nonostante questo, e nonostante in questi anni i farmaci
antidepressivi si siano moltiplicati come pani e pesci,
l'incidenza della depressione è in aumento: quanto sono
efficaci questi farmaci? E' preferibile, qualora venga
diagnosticata una condizione depressiva, rivolgersi alla
terapia farmacologica o alla psicoterapia?

Per oggi, riporto alcune considerazioni e due riferimenti
bibliografici che mi sembrano particolarmente interessanti.

"...A proposito della terapia psicologica della depressione,
vorrei ricordare che una recente review meta-analitica della
terapia ambulatoriale della Depressione Maggiore (Wexler &
Nelson, 1993) ha dimostrato che la psicoterapia risulta essere
nettamente superiore ai farmaci: il 58% dei pazienti trattati
solo con psicoterapia mostra un risultato positivo, contro il
46% di quelli trattati solo con farmaci, e la percentuale dei
successi sale al 64% se la psicoterapia è combinata a
farmaci
; non solo, ma la superiorità della psicoterapia
aumenta ulteriormente se si considera il numero dei drop-
outs, che nei pazienti trattati solo con farmaci è più alto, e
precisamente il 26%, mentre per i pazienti in psicoterapia i
drop-outs sono il 14% e per quelli in terapia combinata il
28%. La maggiore efficacia della psicoterapia della
depressione rispetto agli psicofarmaci è sottolineata anche
dalla autorevole review di Lambert & Bergin (1994, p. 145), i
quali ammettono una superiorità degli psicofarmaci solo nella
depressione endogena e nel breve periodo, ma non certo nel
medio-lungo periodo; vi è inoltre chi ha avanzato l'ipotesi che
i farmaci possano predisporre ad un aumento di recidive e
alla cronicità (Fava, 1994, 1995).
Inutile ricordare che questi
dati vengono attentamente ignorati da molti autorevoli
esponenti della disciplina in un'epoca, come quella
contemporanea, nella quale viene attribuito molto rilievo alla
terapia farmacologica, e in cui vi sono potenti interessi a
questo riguardo. "


Tratto da: Fava, G. A., "La ricerca in psicoterapia: storia,
principali gruppi di lavoro, stato attuale degli studi sul risultato
e sul processo". Rivista Sperimentale di Freniatria, 1996,
CXX, 2: 182-238)

Vedi anche: Fava G.A. (1994). Do antidepressant and
antianxiety drugs increase chronicity in affective disorders?
Psychotherapy and Psychosomatics, 61: 125.
Fava G.A. (1995). Suscettibilità alle ricadute e cronicità nei
disturbi affettivi. Siamo sicuri che i farmaci antidepressivi ed
ansiolitici abbiano solo un affetto protettivo? Rivista
Sperimentale di Freniatria, CXIX, 2: 203-209.
e questo:
http://www.zambellorenzo.it/news/faq...egory_id=3#142
Quote:
Depressione, non solo pillole
di Chiara Palmerini

Non basta uno psicofarmaco contro la malattia. Anzi, si è
visto che funziona solo in sei persone su dieci. E una su due ci
ricade. Puntare di più sulle psicoterapie, secondo gli ultimi
studi, può essere invece l'arma vincente.

C'era un tempo in cui nessuno conosceva la parola
depressione. C'era semmai la melancholia, umore di
romantici ed elevati intelletti. O, in un tempo assai più vicino,
l'esaurimento nervoso. Poi è venuta la consapevolezza che la
depressione è una malattia seria, a volte cronica, che si può
presentare in varia gravità e forme, e che deriva da uno
squilibrio di «chimica» nel cervello. Sono arrivati gli
psicofarmaci, di prima, seconda, ultima generazione, e con
essi l'idea che il male oscuro possa essere guarito in poche e
semplici mosse.
Nessuno l'ha mai detto così, ma è stato il paradigma
dominante degli ultimi due decenni. Poi qualche crepa ha
intaccato questo edificio di ottimismo. Gli studi clinici hanno
iniziato a mostrare che l'effetto degli psicofarmaci, anche i più
moderni, è di poco superiore a quello di una pillola finta, un
placebo. Che non su tutti funzionano e che la depressione,
anche una volta superata, spesso ritorna.

Come una sorta di fotografia su possibilità e limiti degli
psicofarmaci è arrivata anche l'ultima ricerca, i cui risultati
sono stati pubblicati a novembre sull'American Journal of
Psychiatry. Lo studio Star*D, uno dei più ampi mai svolti sul
trattamento della depressione, ha seguito per sei anni oltre 4
mila pazienti che si erano rivolti per un aiuto a centri
americani.
Queste persone del mondo reale, che cioè spesso avevano
altri disturbi oltre alla depressione e potevano scegliere tra i
vari trattamenti (al contrario di quanto avviene nei normali
studi clinici), sono stati all'inizio curati con un farmaco classico
per la depressione, un inibitore del riassorbimento della
serotonina (Ssri).

Il male è passato a tre persone su dieci. Chi non è migliorato
ha ricevuto una dose più alta, oppure un altro medicinale
della stessa classe del primo, o uno di un'altra classe. Chi di
nuovo non migliorava ha ricevuto un altro trattamento
ancora. E avanti così per quattro volte. Alla fine, sei pazienti
su dieci sono usciti dall'episodio di depressione, quattro no.
Ma, nel corso del tempo, uno su due ci è ricaduto.

Come interpretare questi dati? È il fallimento dei farmaci nella
cura della depressione? Pochi sono disposti ad
ammetterlo. «Lo Star*D e altri studi ci mostrano che la
depressione è una malattia seria e difficile da trattare»
avverte Andrew Nierenberg, psichiatra a Harvard, uno dei
coordinatori.

Volendola vedere dal lato meno negativo «la ricerca indica
tuttavia che la remissione dell'episodio di depressione si può
avere anche se uno, due o tre precedenti interventi
farmacologici hanno fallito» dice Mario Maj, direttore del
dipartimento di psichiatria dell'Università di Napoli e
presidente della Società mondiale di psichiatria.
Lo studio ha riservato anche alcune sorprese. Per esempio
che, se un farmaco non è servito, un altro dello stesso tipo
può ancora funzionare quanto uno di una classe diversa, al
contrario di quanto gli psichiatri si aspettavano. Ma lo Star*D
conferma pure, dice Maj, «che il rischio di recidiva è elevato e
aumenta se sono stati necessari diversi trattamenti per
ottenere la remissione».

«Più se ne aggiungono, peggiore è la prognosi nel follow-up»
dichiara Guy Chouinard, psicofarmacologo della McGill
University in Canada, esperto di trattamenti farmacologici a
lungo termine. Per dirla in sintesi, secondo Giovanni Fava,
docente di psicologia clinica all'Università di Bologna e di
psichiatria alla State University di New York a Buffalo, «si è
visto che la risposta ai farmaci è molto più scarsa di quello
che si pensava e le ricadute più numerose».

Che la depressione sia una malattia complessa, di cui non
sono ancora state ben comprese le radici biologiche e le
cause precipitanti, e per cui non ci sono ancora trattamenti
pienamente efficaci, è qualcosa di cui gli esperti sono
consapevoli. Tanto che sta riguadagnando terreno
un'alternativa o un complemento alle medicine nella
vecchia «terapia della parola».

La ricerca clinica sull'efficacia delle psicoterapie è stata finora
scarsa, perché è più difficile da condurre di quella sui farmaci
e perché non ha industrie disposte a sponsorizzarla. Ma quelle
che fino a poco tempo fa venivano guardate con scetticismo e
sospetto, ora che stanno cominciando ad arrivare le prime
prove di una loro efficacia, sono rivalutate anche dai guru
della psichiatria farmacologica.

A insidiare il monopolio dei farmaci nel trattamento della
depressione non è tanto la psicoanalisi freudiana, che nel
tempo ha mantenuto le sue schiere di sostenitori, ma che
pochi si direbbero pronti a suggerire come terapia di massa,
vista la durata e i costi, bensì alcune forme di psicoterapia
breve.

CHI E PERCHÉ
Le caratteristiche della malattia

Dal 5 al 15 per cento delle persone può andare incontro a
depressione almeno una volta nella vita. Esistono varie
forme, nella cui genesi fattori biologici, psicologici e sociali
influiscono in diversa misura.

Oltre che dalla tristezza, fisiologica in tutte le situazioni di
lutto, perdita, insuccesso, a caratterizzare la depressione
patologica sono anche altri sintomi come il rallentamento
psichico e motorio, l’insonnia, la perdita di appetito, la
difficoltà di concentrazione, le idee di colpa
e di rovina, presenti per un periodo di almeno due settimane.

Secondo il rapporto Osmed, nel 2005 si sono spesi in Italia
539 milioni di euro per gli antidepressivi.
La prescrizione dei farmaci di ultima generazione
(antiserotoninergici o Ssri) è aumentata del 7,2 per cento
rispetto al 2004. I farmaci per il sistema nervoso centrale
occupano il quarto posto in ordine di spesa per il Servizio
sanitario nazionale

da http://www.panorama.it
Inserito il 16 dicembre 06
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Fides Brasier è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 18-08-2007, 18:19   #29
Fides Brasier
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Quote:
Originariamente inviato da Ziosilvio Guarda i messaggi
Puoi sicuramente darci dei riferimenti a due di questi studi.
E soprattutto questo:
http://www.zambellorenzo.it/news/faq...egory_id=3#226
(una spiegazione piu' esauriente la trovi su Mente e Cervello di febbraio 2007, articolo dal titolo L'interruttore della depressione)

Quote:
Attacco diretto alla depressione
ROSALBA MICELI

Ricordate la nuvola grigia, foriera di cattivi presagi, che
seguiva Fantozzi alias Paolo Villaggio, come un’ombra? La
depressione, al pari di una nuvola interiore, spesso invisibile
agli altri, rallenta o cortocircuita i pensieri, le emozioni, la
volontà, rosicchiando giorno dopo giorno la voglia di vivere. Il
primo problema da affrontare è una corretta diagnosi,
complicata dai pregiudizi che ancora circondano chi soffre di
depressione e dal fatto che i disturbi dell’umore possono
manifestarsi in forme più o meno gravi o associarsi a malattie
di altra natura, mentali e non. Ad ogni modo, la disforia deve
essere riconosciuta e trattata subito, prima che diventi
cronica o peggio, evolva in comportamenti autodistruttivi.

Negli ultimi anni il dibattito su quale strategia terapeutica sia
più efficace ha portato prove a sostegno dell’uso di
antidepressivi e della psicoterapia, avvallate da risultati clinici
e dal riscontro, mediante tecniche di brain imaging, di
modificazioni nel cervello di pazienti dopo l’intervento
terapeutico. Immagini simili sono state presentate al recente
congresso della Società Italiana di Psichiatria.
Ma c’è qualcosa
che può rivoluzionare completamente l’approccio alla cura
della depressione o far comprendere dove, come e perché
funzionano le cure tradizionali. L’anno scorso un gruppo di
ricerca guidato dal Helen Mayberg, docente di psichiatria e
neurologia alla Emory University di Atlanta, ha descritto gli
straordinari risultati di un esperimento: la “stimolazione
cerebrale profonda” mediante l’inserimento di elettrodi,
nell’”area 25”(BA25) situata sopra il palato superiore, aveva
risolto dei casi di depressione resistente a qualsiasi
trattamento. Studi precedenti avevano dimostrato che l’area
25 - via di comunicazione tra la corteccia frontale (sede delle
funzioni cognitive superiori) - e il sistema limbico (coinvolto
nella risposta emozionale e nella memoria) - è iperattiva nei
soggetti depressi, agisce “come un cancello lasciato aperto”,
dice Helen Mayberg nell’intervista pubblicata sull’ultimo
numero della rivista “Mente & Cervello”.

La metafora del cancello è efficace e ricorda il “filtro
cognitivo” degli psicologi cognitivi. Se il cancello non riesce a
chiudersi, gli stimoli negativi interni (pensieri, immagini,
sentimenti) ed esterni, possono disturbare o sopraffare il
pensiero e alterare l’umore.
Ricalibrare l’attività dell’area 25
interrompe il circuito depressivo e i pazienti riferiscono di non
percepire più il “rumore”. Anche in questo caso i riferimenti
con la terapia cognitivo-comportamentale (TCC) per la
depressione sono forti. La TCC agisce sui “pensieri
automatici” (del tipo: non riuscirò mai a farcela, non valgo
nulla, non merito di essere amato) che si presentano
spontaneamente alla mente del depresso, a detta dei
pazienti, come un “rumore” di fondo.
Prima dell’esperimento
decisivo, la ricercatrice ha studiato con le tecniche di
neuroimmagine le dinamiche cerebrali di soggetti normali e di
depressi prima e dopo la cura con antidepressivi o con la
TCC. I pazienti che si erano ristabiliti dopo un trattamento
con antidepressivi mostravano una riduzione dell’attività
dell’area 25 e un incremento di quella della corteccia frontale.
Diversamente, in coloro che avevano imparato a controllare i
pensieri negativi mediante una TCC, all’iniziale aumento
dell’attività frontale seguiva una diminuzione dell’attività
frontale, che la Mayberg si spiega come una sorta di
rilassamento mentale, dopo gli sforzi richiesti dalla terapia.

Adesso che un interruttore nel circuito della depressione è
stato scoperto, si può cominciare a delineare un modello che
tenga anche conto di studi paralleli sugli effetti dello stress
cronico, di eventi traumatici o dei disturbi della sfera affettiva.
E comporre il puzzle.

da:http://www.lastampa.it
Inserito il 10 febbraio 07
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Old 18-08-2007, 18:23   #30
Black Dawn
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Città: Non riesco a trovare il giusto aggettivo dispregiativo per descriverla... STATUS: In stand-by, aspettando il peggio. AUTO: Fiat Grande Punto 1.4 T-Jet. MOTO: Honda cbr600rr 2003. MUSICA PREFERITA: In Trance I Trust!
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Mica tanto: non si diventa dipendenti dalla pillola, ma lo si diventa dall'analista... e non dirmi che questo non succede mai.

Falso!

Mio padre a forza di prendersi la pasticchetta di TAVOR ogni sera...adesso è tossico-dipendente e non ne può fare a meno.
L'unica volta che ha provato a stare in astinenza, ha avuto attacchi di panico con atteggiamenti suicidi.
Dopo quel giorno, il dottore gli ha cambiato il tavor con un farmaco più leggero.

Ribadisco il concetto, la psichiatria non è una scienza...e se la vogliamo proprio chiamare così, sicuramente non è una scienza affidabile.
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Old 18-08-2007, 18:24   #31
Black Dawn
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Voglio proprio vedere in quanti casi sia corretto prescriverlo. Il cervello è un organo, e in quanto tale , se malato va curato. ma chi stabilisce quali siano i canoni per definire "malato" un bambino? Vengono applicati correttamente? Chi fornisce le informazioni riguardo al bambino, lo fa in modo oggettivo, o forse lo fa in modo distorto , per qualsivoglia motivo?

*
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Old 18-08-2007, 19:47   #32
rgart
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Voglio proprio vedere in quanti casi sia corretto prescriverlo. Il cervello è un organo, e in quanto tale , se malato va curato. ma chi stabilisce quali siano i canoni per definire "malato" un bambino? Vengono applicati correttamente? Chi fornisce le informazioni riguardo al bambino, lo fa in modo oggettivo, o forse lo fa in modo distorto , per qualsivoglia motivo?
é semplice,quando questo va contro le normali abitudini socio-economiche...

Se ti molla la ragazza e sei "depresso" ma la sera esci con i tuoi amici, ti fai una doccia,mangi ecc. ma sei mogio ecc. bene non sei nel campo patologico

Se ti molla la ragazze e tu ti chiudi in casa,interrompi relazioni sociali,non curi + il tuo corpo ecc.ecc. bene, sei depresso...

Il DSM[/url] è il manuale di riferimento è spiega scientificamente come riconoscere una patologia da uno stato non patologico...

Non credo si trovino,ma i video con bambini affetti da ADHD sono sconvolgenti... non si parla di "pesti" ma di veri e propri bambini che dopo 2 minuti distolgono l'attenzione da qualsiasi cosa gli si proponga, secondo voi bambini così che istruzione possono recepire?
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Old 18-08-2007, 20:14   #33
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é semplice,quando questo va contro le normali abitudini socio-economiche...

Se ti molla la ragazza e sei "depresso" ma la sera esci con i tuoi amici, ti fai una doccia,mangi ecc. ma sei mogio ecc. bene non sei nel campo patologico

Se ti molla la ragazze e tu ti chiudi in casa,interrompi relazioni sociali,non curi + il tuo corpo ecc.ecc. bene, sei depresso...

Il DSM[/url] è il manuale di riferimento è spiega scientificamente come riconoscere una patologia da uno stato non patologico...

Non credo si trovino,ma i video con bambini affetti da ADHD sono sconvolgenti... non si parla di "pesti" ma di veri e propri bambini che dopo 2 minuti distolgono l'attenzione da qualsiasi cosa gli si proponga, secondo voi bambini così che istruzione possono recepire?

e fin qui siamo d'accordo. Non metto nemmeno in dubbio i canoni per i quali uno è giudicato affetto da adhd. Ma non di mentichiamoci che non sono macchine a decidere, ma persone.. I medici potrebbero essere unti per bene.. le madri essere troppo occupate..
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Old 18-08-2007, 20:18   #34
Fides Brasier
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Originariamente inviato da rgart Guarda i messaggi
Non credo si trovino,ma i video con bambini affetti da ADHD sono sconvolgenti... non si parla di "pesti" ma di veri e propri bambini che dopo 2 minuti distolgono l'attenzione da qualsiasi cosa gli si proponga, secondo voi bambini così che istruzione possono recepire?
Per quello che ricordo io, un buon terzo della mia classe alle elementari era cosi'... me compreso ovviamente
Solo che un tempo gli adulti non davano le anfetamine ai bambini: davano la pazienza di seguirli...
__________________
E' il tuo sguardo che mi fa capire cosa mi puoi fare E le tue labbra accese e accattivanti mi fanno barcollare e l'adrenalina sale! Vorrei un altro pianeta disperso per noi due è solo un modo per dirti cosa ti farei!! E' il tuo odore che mi fa impazzire ho questa strana voglia di renderti il mio cibo Ma non temere sono solo un tipo strano che vuole la tua carne in preda all'essere animale Vorrei un altro pianeta disperso per noi due e come un tuono nel cielo sparire come Dei..
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Old 18-08-2007, 20:37   #35
Black Dawn
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Città: Non riesco a trovare il giusto aggettivo dispregiativo per descriverla... STATUS: In stand-by, aspettando il peggio. AUTO: Fiat Grande Punto 1.4 T-Jet. MOTO: Honda cbr600rr 2003. MUSICA PREFERITA: In Trance I Trust!
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Solo che un tempo gli adulti non davano le anfetamine ai bambini: davano la pazienza di seguirli...
Bravissimo...
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Old 18-08-2007, 21:56   #36
kagerou
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E' un farmaco che si somministra ai bambini affetti da disturbo dell'attenzione...
se utilizzato in modo ragionevole e solo quando necessario funziona molto bene!
Altrimenti... si finisce come in una puntata di south park (tutti fatti di Ritalin)
in realtà si somministra farmaci ai bambini che presentano disturbi perchè è più facile "narcotizzarli" piuttosto che adoperarsi al fine di migliorare la situazione ed inserire il bambino attivamente all'interno del contesto-classe. Troppo facile ricorrere ai farmaci, equivale a girare attorno al problema invece di risolverlo.
__________________
Sappi che ti odierò per il resto della mia vita, perché di persone cattive ne ho conosciute davvero tante, ma così schifosamente MARCE dentro come sei tu, mai. Effettivamente quando dicevi di fare schifo avevi ragione, ma invece che guardarti allo specchio dovevi guardarti dentro.
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Old 19-08-2007, 00:35   #37
rgart
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e fin qui siamo d'accordo. Non metto nemmeno in dubbio i canoni per i quali uno è giudicato affetto da adhd. Ma non di mentichiamoci che non sono macchine a decidere, ma persone.. I medici potrebbero essere unti per bene.. le madri essere troppo occupate..
Infatti il problema è qui... stà tutto nello schifo di persone che siamo diventati...

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Per quello che ricordo io, un buon terzo della mia classe alle elementari era cosi'... me compreso ovviamente
Solo che un tempo gli adulti non davano le anfetamine ai bambini: davano la pazienza di seguirli...
Non credo proprio che 1/3 fosse così... proprio non capite,sono bambini che OGNI 2 minuti perdono l'attenzione e combinano di tutto,sia che stiano guardando i cartoni animati che stiano mangiando e poi non parliamo di studiare... i genitori sono messi in croce perchè NULLA riesce a fermarli... e in questi casi un farmaco mi dispiace ma è d'obbligo...
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Old 19-08-2007, 11:42   #38
Ziosilvio
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Originariamente inviato da Fides Brasier Guarda i messaggi
Si diventa eccome dipendenti dalla pillola: perche' quando smetti di assumerla il problema torna.
Dall'analista il discorso e' differente: la terapia cognitivo comportamentale permette di acquisire consapevolezze che risolvono il problema, e dall'analista non ci vai piu'. Poi ci sono analisti e analisti: quelli il cui metodo e' funzionale alla risoluzione del problema del paziente specifico, e quelli che no. Ma questo vale per tutto, anche per il meccanico dell'auto, bisogna avere anche un po' di culo
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Originariamente inviato da stbarlet Guarda i messaggi
O non capisco oppure non hai mai letto il foglio informativo di un qualsiasi psicofarmaco. dal più blando al più potente.
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Originariamente inviato da Black Dawn Guarda i messaggi
Falso!

Mio padre a forza di prendersi la pasticchetta di TAVOR ogni sera...adesso è tossico-dipendente e non ne può fare a meno.
L'unica volta che ha provato a stare in astinenza, ha avuto attacchi di panico con atteggiamenti suicidi.
Dopo quel giorno, il dottore gli ha cambiato il tavor con un farmaco più leggero.

Ribadisco il concetto, la psichiatria non è una scienza...e se la vogliamo proprio chiamare così, sicuramente non è una scienza affidabile.
Dal post numero 21 nella sua interezza dovrebbe essere chiaro che sono coloro i quali vengono curati per mezzo della sola psicoterapia a non correre il rischio di diventare dipendenti dalla pillola.

Tra le possibili cause di un così clamoroso fraintendimento, riesco a pensare solo alla fatica dovuta al caldo, oppure a un livello molto elevato di malafede.

Voglio sperare che non sia la seconda che ho detto.
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Ubuntu è un'antica parola africana che significa "non so configurare Debian" Chi scherza col fuoco si brucia.
Scienza e tecnica: Matematica - Fisica - Chimica - Informatica - Software scientifico - Consulti medici
REGOLAMENTO DarthMaul = Asus FX505 Ryzen 7 3700U 8GB GeForce GTX 1650 Win10 + Ubuntu
Ziosilvio è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 19-08-2007, 11:43   #39
Ziosilvio
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Originariamente inviato da Fides Brasier Guarda i messaggi
Tempo fa in questo stesso forum avevo postato un articolo tratto da tuttoscienze (settimanale di divulgazione scientifica della stampa) dove se ne parlava, purtroppo non riesco a ritrovarlo ma poiche' mi interessa lo cerco, ho solo bisogno di tempo.
Nel frattempo invece ho trovato questo:
http://www.zambellorenzo.it/news/faq...egory_id=3#326
e questo:
http://www.zambellorenzo.it/news/faq...egory_id=3#142
Quote:
Originariamente inviato da Fides Brasier Guarda i messaggi
E soprattutto questo:
http://www.zambellorenzo.it/news/faq...egory_id=3#226
(una spiegazione piu' esauriente la trovi su Mente e Cervello di febbraio 2007, articolo dal titolo L'interruttore della depressione)
Grazie.
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Ziosilvio è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 19-08-2007, 14:15   #40
lowenz
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Ennesimo thread complottista?
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