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| Risultati sondaggio: CSX CON VELTRONI I CDX CON BERLUSCONI? | |||
| VELTRONI CSX |
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136 | 51.71% |
| BERLUSCONI CDX |
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62 | 23.57% |
| NESSUNO DEI DUE |
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57 | 21.67% |
| NON SO |
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8 | 3.04% |
| Votanti: 263. Non puoi votare in questo sondaggio | |||
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#421 |
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Le leggi ad personam sono vergognose ma ricordo a tutti che esiste una responsabilità proprio di B. Per questo. Ha introdotto la legge ad personam (ricordo quella su Caselli) e questa è una colpa. Diamo a Guglielminpietro quel che è di Guglielminpietro
La legge sul conflitto di interessi è sacrosanta. Come è scritta è un altro discorso. Dici che B. ha i voti. E' vero, li ha anche grazie al conflitto di interessi. Però ora basta, siamo fuori tema |
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#422 |
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L'Independent sfata il mito di Veltroni
La dolce vita revisited: Rome's new emperor di Peter Popham articolo in inglese: http://news.independent.co.uk/europe/article2717285.ece Il nuovo imperatore d'Italia sta per essere vestito con abiti del tutto nuovi. Nel corso degli ultimi cinque anni Veltroni è stato un sindaco di Roma dinamico e iperattivo. Ma ieri si è preparato per un salto in avanti verso i livelli più alti della politica in Italia, offrendosi come leader del nuovo Partito Democratico, che si prevede diventi uno degli attori più potenti del paese. Se tutto va per il verso giusto, poi,Veltroni potrebbe diventare il prossimo Primo Ministro italiano. Serve comunque uno sforzo non indifferente verso la sospensione dell'incredulità, una felice resa a questo fiume modaiolo per considerare gli anni di Veltroni alla guida di Roma come un successo. Nel corso di questa settimana, con alcune eccezioni, i mezzi di comunicazione italiani hanno ingoiato il rospo e fatto complimenti all'uomo che sarà presto il leader del nuovo partito centrista italiano. Critici d'alto profilo - compreso un avvocato di chiara fama che si è dato da fare per far pervenire le sue critiche a Veltroni sulla stampa straniera - improvvisamente non erano più disposti a criticare. Un professore de La Sapienza che ha recentemente pubblicato un libro nel quale si condannavano le sue politiche, ha rifiutato di farsi intervistare. Si è scusato parlando di “un momento molto delicato. È in atto una campagna denigratoria sotterranea contro chiunque abbia qualcosa di sgradevole da dire riguardo a Veltroni”. I romani comunque non hanno questo tipo di inibizioni: “Guardate in che stato sono le strade!” ha esclamato un tassista mentre la sua auto rimbalza sul selciato di via del Teatro Marcello, la strada meravigliosa che porta dall'ufficio di Veltroni nel Campidoglio di Michelangelo al Circo Massimo. Come in tutte le strade del centro di Roma, non c'è stata manutenzione durante i cinque anni in carica di Veltroni e i vecchi sanpietrini sono stati calpestati dal traffico fino a rendere le strade piene di buche e solchi. É storia recente il fatto che la Honda viene qui a Roma per testare le sospensioni delle sue moto, non c'è un posto più idoneo di Roma per quel lavoro. “Veltroni ha sempre le sue foto su tutti i giornali, inaugura festival e accoglie personaggi stranieri molto importanti”, ha continuato il tassista. “Ma che ha fatto per i bisogni basilari della città?”. Una lamentela che si sente anche in alcuni degli angoli più belli della città. Venti anni fa Trastevere, sotto il Vaticano, dall'altra parte del Tevere, e la pittoresca piazza conosciuta come Campo de’ Fiori erano aree più che altro residenziali, amate dai romani e da pochi stranieri per il loro fascino e la loro tranquillità. Oggi con la luce del giorno questo fascino è ancora distinguibile. A Campo de’ Fiori c'è ancora il mercato di frutta e verdura e i ventosi vicoli di Trastevere non sono stati ancora sfiorati dallo scorrere del tempo. Cinque anni di Veltroni, però, hanno sconvolto la loro anima. Allo scopo di pompare il turismo sono spuntati pub, shot-bar aperti fino a tardi, discoteche e night club. I vicoli di Trastevere sono pieni di borse griffate e contraffate di piazzisti africani, di cinesi che vendono improbabili gingilli mentre la piazza principale ospita artisti da circo. Frotte di turisti si riversano in trattorie sempre più mediocri per mangiare, mentre molto tempo dopo il loro ritorno, le strade sono ancora piene di giovani italiani e stranieri dediti a bere fino a che non crollano a terra. Qualsiasi tipo di restrizione alla vendita sia imposta ai bar viene sistematicamente ignorata e l'alcol scorre per tutta la notte. Campo de’ Fiori invece è il set per grandi baccanali notturne, con i poliziotti posti a un lato della piazza a osservare la scena. A volte centinaia di ubriachi improvvisano partite di calcio in stile medioevale, barcollanti dietro un pallone in folle pericolose e urlanti. I megafoni portatili sono diventati una alternativa trendy al cellulare per tutti i bevitori che vogliano comunicare con i loro compagni dall'altra parte della piazza. La vita per i residenti rinchiusi nei loro vecchi appartamenti, tra le cui mura rimbalzano le urla dei chiassosi frequentatori della piazza, è intollerabile a meno di non essere sordi come pietre. E non ci sono parole per descrivere lo squallore e il degrado cui questi residenti si trovano davanti il mattino seguente. “E’ incredibile” ha sbottato Flaminia Borghese, presidente dell'associazione di residenti di Campo de’ Fiori, in una intervista con il New York Times. “C'è una mancanza totale di controlli. Gli stranieri vengono qui perché sanno di poter fare quello che vogliono. Nessuno gli dice niente”. Quattro anni fa Veltroni ha aperto un ufficio per il Decoro Pubblico per contrastare la crescente minaccia dei graffiti nella città. Il risultato? Pare che Roma sia l'unica città del mondo in cui praticamente tutte le vetture metropolitane sono ricoperte di graffiti. Le rovine dell'antica Roma e i capolavori del Rinascimento sono stati tenuti in qualche modo relativamente puliti, ma avventuratevi appena qualche chilometro oltre e scoprirete che quasi tutti i palazzi portano le tracce degli scarabocchi fatte con le bombolette spray. Nessuno, e men che meno l'ufficio del Decoro Pubblico, muove un dito al riguardo. La città adesso è così. Dopo quattro anni di negligenza ufficiale tentare di affrontare il problema adesso comporterebbe uno sforzo sovrumano e una montagna di soldi, sempre che qualcuno riesca a far prevalere il desiderio politico di fare certi sforzi. Se l'epopea di Walter Vetroni a Roma consiste nel più radicato e drammatico degrado urbano, su quali basi è stato salutato ieri a Torino e dai media italiani di ogni parte politica durante tutta questa settimana, come il possibile redentore della nazione? Lo si potrebbe chiamare la versione italiana del blairismo. Loro lo chiamano “buonismo”, letteralmente, “good-ism”, e Veltroni è stato descritto dal giornale La Repubblica di ieri come il suo fondatore. Questo termine è definito da un aggiornato dizionario italiano così: “l'esibizione ostentata di buoni sentimenti, tolleranza e benevolenza nei riguardi degli avversari”, e Veltroni è un virtuoso indiscusso di quest'arte. Walter Veltroni è il simpaticone italiano, è stato carino con tutti e ora sta raccogliendo i frutti di questo suo atteggiamento. É stato educato e accomodante nei confronti della destra, e questa settimana uno dei più vecchi amici di Berlusconi, Fedele Confalonieri, ha lodato con eloquenza Veltroni “il grande comunicatore” come colui che dimostra una “attitudine al dialogo” ma anche “grande fermezza”. Ex-comunista, che ha scambiato parole di fuoco con Papa Giovanni Paolo II in merito ai preservativi e l'AIDS, Veltroni si è successivamente ingraziato il Vaticano grazie alla fredda efficienza con la quale ha preparato la città ad accogliere milioni di persone giunte per il funerale del precedente Pontefice. Ma a guardar bene ha semplicemente ordinato alla città di non funzionare fino alla fino della cerimonia. La sua mitezza e la sua abilità diplomatica gli sono valse il supporto del potente leader di Rifondazione Comunista, Fausto Bertinotti e quello del Primo Ministro, Romano Prodi. Egli ha sistematicamente fallito nel fare le cose per cui il sindaco di una grande città dovrebbe essere ricordato ma questo leader romano ha fatto meraviglie con lo spettacolo. Ha preso un'idea già esistente, quella di usare gli impareggiabili scenari antichi della città per animare gli eventi pubblici e ha sviluppato questo modo di fare in modo da riposizionare Roma sul palcoscenico europeo come una rivale culturale di Parigi, Londra, Berlino e Barcellona. Il Colosseo si è animato con i concerti di Paul McCartney, Simon & Garfunkel e Elton John. E così il Circo Massimo, con il concerto del suo amico Bob Geldof per il Live 8. Veltroni ha liberalizzato le ore di apertura e la gestione di molti dei musei, quelli meno conosciuti della città, ha incoraggiato festival di ogni tipo, inclusi quello della matematica e della filosofia. Ha decretato che Roma debba rimanere sveglia per la “Notte Bianca”, per la gioia dei commercianti, i quali non potevano credere al fatto che un ex-comunista potesse essere così amichevole verso di loro. Ha monitorato la delega per nuovi palazzi in città con progetti di Zaha Hadid, Santiago Calatrava e Rem Koolhaas. L'ex-giornalista ha anche dimostrato di possedere un istinto per l'auto-promozione in ogni occasione, acuta almeno quanto quella di Tony Blair. Se c'è un orfano africano in città. Walter Veltroni gli dà una mano. Se c'è una causa commovente da appoggiare o una strada da nominare, Veltroni troverà il tempo di farlo. Se Woody Allen, Robert De Niro o George Clooney arrivano a Roma, un raggiante Veltroni sarà fotografato al loro fianco. La conquista suprema del sindaco dei festival è stato il Roma Film Festival dello scorso anno, che ha portato Sean Connery e Nicole Kidman in città, tra gli altri brillantinati. I registi locali erano su tutte le furie per quello che hanno visto, lo snobbare completamente i grandi del cinema locale in favore della folla hollywoodiana ma l'ambizione di Veltroni era quella di ravvivare la memoria degli anni della Dolce Vita romana, quando i Cary Grant e i Charlton Heston giravano film negli studi di Cinecittà. Le conquiste di Veltroni a Roma - analoghe a quelle di Blair in Gran Bretagna - si sono concretizzate nell’assecondare gli interessi affaristici della città attraverso l’esplosione dei prezzi delle proprietà immobiliari e del numero di turisti in costante crescita, mentre la stampa veniva tenuta a bada con una dieta ferrea, a base di allegre storielle, conquiste culturali e buone intenzioni. Veltroni possiede un senso affilato per i capricci del pubblico, essendo sufficientemente filo-americano per catturare l'attenzione delle masse, senza mai strabordare nel lecchinismo o nell'adulazione incondizionata. Veltroni ha un istinto giornalistico per le storie che sarebbe meglio comodamente ignorare. Ma a dispetto degli sforzi di Veltroni, Roma non è propriamente al pari delle altre grandi capitali europee. Quando all'inizio di questo mese lo stilista Valentino, che ha iniziato in questa città negli anni '50, ha annunciato che avrebbe mostrato la sua nuova collezione di alta sartoria in città per celebrare i suoi cinquant'anni di attività nel settore, si trattava di una grande concessione; era la prima volta che faceva una cosa del genere in diciassette anni. La stessa industria del cinema è solo un’ombra di ciò che era un tempo. Roma possiede un ambiente vibrante di gallerie d'arte ma nessuno si spingerebbe a definire quest’ambiente artistico come uno dei più importanti al mondo. Le conquiste di Veltroni, per farla breve, si possono elencare in quella specialità tutta italiana conosciuta come il “fare bella figura”. Ha fatto in modo che Roma sembrasse bellissima in televisione. Ma non fate domande imbarazzanti riguardo alla sostanza. E state attenti alle buche. (traduzione dall'inglese di Andrea Holzer) ---------------------------------- Da Verdone a Fuksas, la galassia di Veltroni Massimo Ghini, amico da sempre: «Un difetto? A volte ragiona troppo» Da Verdone a Fuksas, la galassia di Veltroni Il sindaco di Roma conta una vasta schiera di amici e sostenitori in tutti i campi della società: dalla grande impresa alla cultura ROMA — Adesso che l'ora «x» si avvicina e, dopo anni di tergiversamenti, Walter Veltroni è davvero pronto a scendere in campo, lassù in Campidoglio i suoi fedelissimi si adoperano per limare l'immagine del personaggio con affermazioni assai impegnative, generosamente offerte alla stampa per alimentare il mito. «Consiglieri? Walter non ha consiglieri». «King maker? Se Veltroni sarà re, lo dovrà solo a se stesso ». Eppure basta scorrere le cronache recentissime dei primi sei anni da sindaco di Roma per capire come la forza dell'aspirante segretario del Partito Democratico sia cresciuta, nel tempo, grazie a una impressionante ragnatela di rapporti umani prima che politici, scintille spesso scoccate negli anni dell'adolescenza. «Gli amici di Walter? — sintetizza un giornalista che lo conosce bene indicando gli elenchi del telefono della Capitale — Eccoli qua». La galassia veltroniana, dunque, nell'immaginario dei suoi promoters non ha confini. Alla lettera «A», dopo gli architetti Gae Aulenti, Renzo Piano e Massimiliano Fuksas, ecco gli artisti, area geografica del veltronismo dove la qualità e quantità delle frequentazioni del sindaco è così imponente che bisogna sfrondare, scorrere velocemente il catalogo della reciproca stima, che annovera Stefania Sandrelli, Laura Morante, Claudio Amendola, Francesca Neri, Giobbe Covatta, Carlo Verdone e molti, moltissimi altri, per fermarsi agli amici veramente amici. Bernardo Bertolucci lo è da una vita. Da quando Walter, col deus ex machina dei sette colli Goffredo Bettini, si fiondò a Venezia per difendere Novecento, capolavoro trafitto dai pregiudizi dei critici e dallo snobismo del Pci. E tanto lo colpì la «sincerità delle sue emozioni» che da allora il grande regista non ha più «perso d'occhio» l'ex giovane Walter. Lo stesso si può dire di tanti nel mondo della letteratura, in cui Veltroni si muove agilmente da lettore e da scrittore, grande frequentatore di premi Strega come Sandro Veronesi e Ugo Riccarelli, il quale lavora con lui in Campidoglio. Il poeta Valerio Magrelli, uno che sa leggere (e scrivere) ben oltre le righe, è convinto di averne carpito il segreto più profondo, «pragmatismo e idealismo », «capacità di contagio e di mettere a frutto le sue passioni». Il che però non gli impedisce di vederne i limiti: «I problemi del traffico e della raccolta rifiuti non si possono nascondere, ma Veltroni è riuscito a contenerli... Il cinema? Grande volano turistico, ma forse gli è stato dato un peso eccessivo». È la sua droga, il cinema. Da sempre. Si sognava regista e ha fatto il politico, mentre il suo amico di adolescenza Massimo Ghini, tra coloro che da tempo lo spingono «a scendere in campo e giocarsi la partita», ha compiuto il percorso inverso. «Ho qualche difficoltà a parlare di Walter — confida l'attore — ci conosciamo da ragazzini, avevamo 15 anni nella Fgci romana con Antonello Falomi, Gianni Borgna, Giuliano Ferrara... Non mi va di fare la majorette del sindaco, noi artisti non siamo i suoi protetti, non ci raccomanda. Ma devo ammettere che è un'amicizia gagliarda ». Difetti, nemmeno l'ombra. Anzi, uno: «Spesso le scelte di Walter sono un po' troppo ragionate». Quell'attendismo che per i detrattori è mancanza di coraggio, per Andrea Mondello è l'esatto contrario. «Veltroni ragiona, sente tutti, ma poi trova il coraggio di decidere» sfata un luogo comune il presidente di Unioncamere e della Camera di Commercio di Roma. Lui e il sindaco si conoscono dal 2001 e anche qui, galeotto fu il cinema. «Era ospite a casa mia, anno 2001, vide che avevo in dvd tutti i film di Kubrick, grande passione di entrambi. Mi colpì il suo spessore umano, la grande capacità di metabolizzare la cultura». Molti a Roma ritengono che il già vicepresidente di Confindustria si spartisca con l'assessore al Bilancio Marco Causi l'onore e l'onore di essere la «mente economica » di Veltroni, ma lui stesso si schermisce («non esageriamo ») e giura che, se pure il sindaco diverrà un giorno premier, davvero non si aspetta incarichi: «Da chi fa il salto di qualità mi attendo solo una cosa, che mantenga inalterato il rapporto umano». Con l'ingegnere Carlo De Benedetti, che da anni porta in tasca la tessera numero uno del partito democratico, il rapporto umano non si è mai incrinato e così con Fabiano Fabiani o Giovanni Malagò. Poi ci sarebbero i musicisti, il jazz di Danilo Rea e le strofe di Francesco De Gregori, le nuove e vecchie stelle dello sport come Adriano Panatta, Yuri Chechi e Francesco Totti, le risate con Serena Dandini, veltronismo puro applicato alla seconda serata tv, gli «amici americani» alla Woody Allen, George Clooney e Robert De Niro... Monica Guerzoni 22 giugno 2007 (Corriere della Sera) ---------------- Veltronia: tra Matrix e Second Life Il guaio di Roma è che tutto il peggio è già stato detto e scritto ma questo non ha alcuna influenza sulla credibilità del sindaco. E’ il capolavoro mediatico di Walter Veltroni: separare la sua propria immagine da quella devastata e sofferente della città. Per una sorte di miracolo comunicativo romani percepiscono con esattezza tutti i difetti della capitale ma non li collegano al sindaco, che viene invece avvertito come un’entità benevola e superiore, privo di colpe per quello che non funziona e colmo di meriti per le sue promesse e i suoi sogni. In misura minore ma comunque sostanziosa questo accade anche rispetto al suo partito e in genere alla sinistra. A Veltroni, nonostante militi nel Pci-Ds da decenni, ne sia stato ai vertici con continuità e abbia fatto il segretario per alcuni anni, viene riconosciuta una sorta di verginità, una alterità di fondo rispetto all’immagine usurata e polverosa dell’apparato e della sinistra in genere. Ma il fenomeno a Roma è ancora più incredibile. Forse i non romani non se ne rendono conto appieno. Leggono sulla stampa le prodezze del sindaco, i suoi successi, le sue realizzazioni e, non disponendo di versioni alternative – poiché l’intera comunità giornalistica è più o meno consapevolmente al suo servizio – e soprattutto non vivendo a Roma, tendono a credere che ci sia qualcosa di vero. I romani sanno che non è così ma sono vittime di un incantesimo mediatico, di una fascinazione che li rende incapaci di attribuire a Veltroni il disastro sotto i loro occhi. Sono come i cittadini di Matrix prima di pretendere la pillola rossa che gli mostra la realtà del loro mondo. E’ solo in virtù di questo fenomeno che, in una città dove le centraline anti-smog vanno in tilt quasi ogni giorno, le strade sono invase dalla spazzatura e il verde pubblico è ai minimi in Europa, Veltroni può mettere al centro del suo programma il tema dell’ambiente ed essere creduto. Allo stesso modo il sindaco può promettere sicurezza in una città dove non esistono controlli e regna l’impunità. O può sembrare affidabile quando parla di crescita economica per il paese mentre a Roma si arricchiscono solo i costruttori (ma le statistiche non lo svelano). I sondaggi prontamente rilasciati dopo il discorso di Torino già danno il gradimento del sindaco sopra il 70 per cento e senza aver detto o fatto nulla. E’ un tipico fenomeno del veltronismo: tutto si concentra nell’annuncio, nella scenografia dell’evento, nella tempistica. In questo Walter è maestro: senza una notizia si è guadagnato le prime 9 pagine su tutti i principali quotidiani italiani. Prodi suda sette camice per conquistarne una e spesso è pure controproducente. Veltroni è riuscito nel tempo a costruire attorno a se una sorta di “second life” parallela dove egli può cambiare i connotati al mondo come più gli piace. E’ il signore assoluto del suo altrove virtuale : può volare, passare attraverso i muri, essere ubiquo, dar da bere all’Africa e fare il presidente del Consiglio. Lì dentro tiene in trappola il 70 per cento degli italiani. Forse è a questo che pensa quando dice che serve “una nuova Italia”. 29 Giugno 2007 (www.loccidentale.it)
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Guida CDR - SACD/DVD-A links - Pal,Secam, Ntsc - Fonts - Radio online - Jazz -Soul&Funky - siti traduzioni lingue non rispondo a msg privati sui monitor Ultima modifica di Adric : 29-06-2007 alle 22:02. |
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#423 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Terrone è bello... ......Nord-BARESE è meglio; Occupazione: Esportatore di Canosinità nella CAPITALE; Trattative concluse: ___25___ Status: ZIO!!!!
Messaggi: 5271
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Gian Marco Chiocci e Omar Sherif H. Rida
Roma - Checché ne dica il sindaco Veltroni, la tanto osannata metropolitana di Roma è una pena. Lo è per numero di chilometri, avendone tra linea «A» e «B» appena 36 quando Londra ne conta 408, Madrid 227, Parigi 213, Berlino 146. Lo è per scomodità di fruizione, chiudendo la linea A alle ore 21 rispetto all’una e mezzo di Madrid e Berlino. Lo è per frequenza delle corse, dai 5 agli 8 minuti, una media altissima rispetto alle altre capitali europee. Lo è soprattutto per la sicurezza, visto lo scontro ad ottobre dove ci scappò il morto e 200 furono i feriti. All’epoca l’amministrazione cittadina criticò chi la criticava ma poi svicolò quando i macchinisti denunciarono che la subwaycapitolina non era sicura, che «i freni funzionano male», che i «convogli attraversavano i cantieri» e che «spesso la sala operativa ci dice di andare a vista e di passare col rosso per snellire il traffico». Nella pancia di Rom acrescono gli incidenti poiché cedono i binari, per le avarie agli impianti elettrici, per i sovraccarichi di tensione sul pantografo. Sarà perché la ferita del frontale fra treni brucia ancora, sarà per la storia della ragazza uccisa con l’ombrello, il Campidoglio ha recentemente segretato un rapporto «sulla qualità dei servizi di trasporto pubblico locale » redatto dall’apposita Authority comunale. Contrariamente alle abitudini, il dossier non è stato pubblicizzato dal sindaco poiché tutti gli indicatori di primo livello sulla sicurezza alle fermate della metropolitana sono ampiamente sotto gli standard previsti dal contratto di servizio. Disastroso è definito lo stato di ascensori, tapis roulant e scale mobili, come il livello di disponibilità delle biglietterie, i servizi igienici, la qualità del viaggio e via discorrendo. Se il presente non è roseo, il futuro è ancora più tetro. AttualmenteRomaha due linee, ma Veltroni parla come se ne avesse quattro. Sull’affascinante progetto della terza «archeo-metro», linea «C», il primo cittadino ha surclassato Rutelli, che quell’idea aveva lanciato garantendo il fine-lavori entro il Giubileo del 2000. Il progetto era quello di una subway che attraversasse il centro storico più antico del mondo infischiandosene dei mille tesori, sottoposti a vincoli d’ogni genere, nascosti sotto l’asfalto. Dopo anni di chiacchiere e annunci roboanti, finalmente nel 2005 il sindaco convoca la stampa all’Auditorium e annuncia urbi et orbi l’ambizioso progetto. Fatto il bando di gara, assegnato l’appalto da tre miliardi di euro a un consorzio d’imprese (tra cui spiccano le coop rosse Cmb e Ccc), per la giunta Veltroni iniziano i problemi. I sondaggi archeologici preliminari evidenziano la presenza di numerosi reperti che mettono a rischio il tratto centrale: salta così la stazione Argentina che avrebbe dovuto consentire l’interscambio con il tram «8» proveniente da Casaletto (altra perla del trasporto comunale per sprechi, disservizi, continui incidenti tragicomici). Alla fermata successiva, piazza Venezia, spunta presto un’altra impasse: a forza di scavare a due passi dai Fori è emersa un’imponente vetreria del ’400, ostacolo insormontabile per le ambizioni di Walter di collegare in quel punto la linea «C» con la ancor più futuribile linea «D». Dopo mesi di ambasce e di sondaggi alternativi perfino sotto il Campidoglio, il sindaco ha chiesto aiuto alla Soprintendenza Archeologica, s’è inventato un trasloco temporaneo dello specchio con riposizionamento della stesso a metro conclusa, finendo per strappare un «sì» con riserva per una nuova ricollocazione delle uscite. Poiché nei giorni a venire non sono da escludere centinaia di rinvenimenti di opere d’arte, le assicurazioni del sindaco sulla conclusione della metro «C» entro il 2015 sono da considerare una boutade. Senza dire dei costi, che lieviteranno non osiamo azzardare quanto. Altro capolavoro d’immagine è quello dell’annunciato prolungamento della linea «B»in «B1»: anche qui la prima delle quattro stazioni (Nomentana) è già saltata perché, dopo averla sponsorizzata, Veltroni s’è accorto che i lavori sarebbero durati due anni più del previsto, troppi rispetto all’incrocio con la linea «D» ancora da pensare e realizzare nonostante il faraonico project financing che il Re di Roma presentò all’Auditorium l’anno scorso, in piena campagna elettorale, dando l’idea di una cosa già fatta. Questo è il sindaco del domani quotidiano. E ora, in carrozza.
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#424 |
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UP! :-)
Già non se ne parla più??? Povero Walter!
Ieri sera ho visto lo speciale di TV7 dedicato a lui... Ho notato una forte contraddizione che si avverte anche tra i partecipanti di questo thread... Non so se l'avete già rilevato, non l'ho letto tutto... Come si può sostenere e promuovere il "nuovo" (cioè Walter) in contrapposizione all'attuale "marcio" decadentismo politico e non mettersi in diretto contrasto col Governo? Mi sembra un notevole "artificio" criticare la situazione attuale di litigiosità, estremismi, non governo, sprechi, numero eccessivo di parlamentari, e tante altre belle cose e garantire - allo stesso tempo - pieno appoggio all'attuale Governo "correo" (se non principale imputato) di tutte le porcate appena elencate... Direttamente ai tanti che l'hanno votato in questo thread chiedo: non vi pare che s'è abbondantemente "demolita" la figura di Prodi? Fino a poco tempo fa il premier era - secondo gli stessi che oggi sostengono a gran voce Veltroni - il leader incontrastato, quello forte dei "12 punti" che avrebbe governato alla faccia di tutti, quello che sta risanando i conti e migliorando la vita del paese, ecc... Mbè? Che fine ha fatto? Cos'è questa gran voglia di rinnovamento dopo solo un anno di governo? Non trovate che sia una situazione "strana" all'interno del CSX? Ciao! P.P: potrei anche aver frainteso, eh? Non sto seguendo bene la vicenda... Questa è solo la mia impressione...
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#425 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Palermo
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Quote:
E' stato usato come uno specchietto per le allodole per non esporre direttamente i partiti a livello elettorale se le cose fossero (come sono) andate male. L'unico a non averlo capito (o che finge) è proprio il Professore. Ovviamente veltroni non può sconfessare subito prodi, deve prima farsi una immagine da futuro Premier.
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Utente gran figlio di Jobs ed in via di ubuntizzazione Lippi, perchè non hai convocato loro ? |
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#426 |
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Senior Member
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#427 |
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Bannato
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#428 |
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#429 |
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#430 |
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Non sono consentiti nomignoli ai politici, quindi sei ammonito
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#431 |
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Senior Member
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Beh, visto che ci siamo e che io e nomeutente ne abbiamo già parlato...
Questa storia di ammonire / sospendere per un "nano" o un "mortadella" inizia ad essere vagamente eccessiva. E' stato un provvedimento preso in campagna elettorale, ma ora non sembra più necessario. Dunque, se l'uso di un nomignolo provocherà un flame o - cosa ancora più stupida e fastidiosa - un botta e risposta a chi usa il nomignolo più storpiato, oppure se sarà eccessivo interverremo, altrimenti no. Mi spiace per l'ultima "vittima".
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DX
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#433 |
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#434 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Messaggi: 1364
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#435 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: palermo
Messaggi: 717
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Quote:
pensa che tu credi di votare la destra ma invece allo stato attuale continueresti a dare il voto alla DC. io mi vergognerei. |
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#436 |
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Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Udine
Messaggi: 147
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Ma io ho visto sempre la DC come una forza spostata piu' veso la DESTRA.Forse mi sbaglio.Ma sicuramente nn mi sbaglio.
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#437 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: palermo
Messaggi: 717
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Quote:
![]() la DC non stava nè a destra nè a sinistra...stava al centro, in vaticano e possibilmente sui suoi interessi. e spesso anche al sud insieme alla mafia
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#438 |
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Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Udine
Messaggi: 147
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Le sue idee si avvicinano alla idee della dx.
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#439 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Palermo
Messaggi: 2579
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Quote:
__________________
Utente gran figlio di Jobs ed in via di ubuntizzazione Lippi, perchè non hai convocato loro ? |
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#440 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: palermo
Messaggi: 717
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e cioè quali sarebbero le idee della destra?
posso dirti che in ottica europea le vere idee della destra le ha espresse veltroni nel discorso al lingotto.
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