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Old 14-08-2006, 19:25   #121
Ewigen
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SRI LANKA 12/8/2006 15.50
ATTACCHI A JAFFNA, IL BILANCIO DELL’ESERCITO

(MISNA) Almeno 127 morti e 280 feriti è il bilancio complessivo degli scontri avvenuti oggi nel nord e nel nordest dello Sri Lanka, secondo un rapporto dell’esercito governativo. “Le Tigri per la liberazione della patria tamil hanno lanciato una violenta offensiva con 400-500 guerriglieri sulla linea del fronte. Riteniamo che almeno 100-150 ribelli siano morti e 200-250 siano rimasti feriti” ha detto il portavoce militare. Per quanto riguarda le perdite subite dall’esercito, il portavoce ha riferito dell’uccisione di 25 soldati e 2 marinai mentre i feriti sono 80. Il bilancio si riferisce ai combattimenti nel distretto di Trincomalee e soprattutto nella penisola di Jaffna, quest’ultimo un nuovo fronte aperto nella notte. Secondo analisti militari i ribelli tamil starebbero cercando di distogliere le forze governative dalle operazioni nell’est e nel contempo di tagliare la linea dei rifornimenti verso il nord. Fonti della missione internazionale di monitoraggio della tregua presenti nella penisola di Jaffna dicono che i ribelli hanno preso il controllo di cinque bunker dell’esercito oltre la linea di difesa governativa e ingaggiato un combattimento con la marina cingalese dopo aver fatto sbarcare alcuni loro uomini su un isola a ovest della città portuale di Jaffna. Gli osservatori sottolineano che il superamento delle linee di difesa, fissate con la sospensione delle ostilità nel 2002, costituisce una palese violazione della tregua. “L’accordo di cessate-il-fuoco non esiste in queste aree; entrambe le parti semplicemente non lo rispettano” ha detto il generale Ulf Henricsson, capo della missione internazionale. Nonostante la situazione sia ‘de facto’ una ripresa del conflitto iniziato nel 1983, sia governo sia ribelli affermano di essere ancora impegnati nella tregua e di non aver riaperto le ostilità.
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Old 14-08-2006, 23:25   #122
Gemma
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Il forum di discussione di Hardware Upgrade è nato nel mese di Luglio 1999 come centro di aggregazione, scambio e crescita tra i lettori di Hardware Upgrade
questo è un forum di discussione, non una pagina di giornale.
E questa è la mia forma di protesta contro i 3d che non permettono di sviluppare una discussione.
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Old 14-08-2006, 23:34   #123
Ewigen
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Originariamente inviato da Ewigen
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Originariamente inviato da Darkel83
A parlare da soli c'è il vantaggio di non essere mai smentiti.
Meglio e infinitamente più credibile il silenzio compassionevole interiore alle tragedie che inutili e infantili velati flames e trollagini per mandare a pu@@ne i thread scomodi le cui notizie danno fastidio proprio perchè...scomode.


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Originariamente inviato da Darkel83
Contento tu...
Al contrario,se le notizie dei thread aperti da Adric e dal sottoscritto fossero false e smentibili sarei il primo (o meglio uno dei primi) ad esserne felice.Ma la verità nuda e cruda purtroppo fa male,pure postarla!
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Old 14-08-2006, 23:40   #124
Gemma
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hai inserito l'allarme anti intrusione ai tuoi 3d?
Nessuno dice che l'argomento sia privo di interesse, il punto è che manca completamente la base per una qualsivoglia discussione.

E che ti piaccia o no questo è, appunto un forum di discussione, non una testata giornalistica.
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Old 15-08-2006, 09:13   #125
Ewigen
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'Attack a warning to Pakistan to refrain from defence deal'

Lahore (Gulfnews 08/15/2006) : The diplomatic circles in Islamabad strongly believe the mine attack on the Pakistani ambassador to Sri Lanka yesterday was masterminded by the Liberation Tigers of Tamil Eelam (LTTE).

Bashir Wali Mohammad narrowly escaped a claymore mine attack in Colombo yesterday but seven others were killed.

Sri Lankan security officials say the ambassador appears to have been the target of the attack because there was no other VIP in the area at the time.

The diplomatic circles said the attack on the ambassador was a clear warning to Pakistan to refrain from arming the Sri Lankan military against the LTTE.

They said that Sri Lankan President Mahinda Rajapakse, during his April visit to Islamabad, had expressed his desire to buy a significant quantity of air defence equipment from Pakistan, primarily to counter the military might of the LTTE guerrillas.

D.W.K. Sandagiri, Sri Lankan chief of defence staff, in a letter to Bashir Wali in May this year, requested Islamabad to send a technical team to Colombo for a survey of T-55 tanks and C-130 Hercules transport aircraft, as the country was in an urgent need of spare parts for its tanks and aircraft, they said.
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Old 15-08-2006, 23:07   #126
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Sri Lankan government clashes with Tamil rebels


[Guardian Tuesday August 15, 2006] Sri Lankan police officers investigate the three-wheeler taxi which was hit by a powerful Claymore mine in a bid to assassinate the Pakistan ambassador. Photograph: Sanka Vidanagama/AFP/Getty
Schools across northern Sri Lanka closed down today and government forces clashed with Tamil Tiger rebels as disputes grew around an attack yesterday in which Tiger leaders claim 61 school children were killed.
The violence follows an assassination attempt on the Pakistani ambassador in Sri Lanka's capital, Colombo, yesterday and the killing on Saturday of Kethesh Loganathan, a Tamil peace activist opposed to the Tiger rebels.
The TamilNet website reported that a Sri Lankan airforce attack on Monday on the Chencholai compound near the town of Mullaitivu had killed 61 schoolgirls and wounded 129.
It said the compound was a "well-known humanitarian site" which included five schools and orphanages.
But the Sri Lankan government said that the Tiger rebels were trying to use the incident for propaganda, and claimed that the site was a transit camp for the transport of Tamil Tiger cadres.
Defence spokesman Keheliya Rambukwella said that photographs of dead children produced by the Tamil Tigers did not prove that the site was civilian. Human rights groups have condemned the Tigers for recruiting child soldiers in the past.
"Even [if] it is a 17-year-old child in terms of age, they are soldiers who are prepared to kill whoever comes in front of them. Therefore the age or the gender is not what is important," Mr Rambukwella told reporters.
But a Unicef official told Agence France-Press that there was no evidence that the dead children were child soldiers.
"These were children from surrounding schools in the area who were brought there for a two-day training workshop on first aid, by whom we don't know yet," Unicef chief, Joanna van Gerten said.
UN secretary general Kofi Annan condemned the latest violence. "He is profoundly concerned at the rising death toll, including the seven people killed in a bomb attack in Colombo today, and reports of dozens of students killed in a school as a result of air strikes in the north-east," read a statement released by his office.
Last Tuesday 17 workers for the aid agency Action Against Hunger were murdered in execution-style killings in the town of Muttur, close to Sri Lanka's eastern port of Trincomalee where Tiger rebels and government forces have clashed for the past month over water supplies.
After a resolution to that dispute last week, the worst violence has now moved north to Mullaitivu and the city of Jaffna at the island state's northern tip. TamilNet reported that government officials were pulling back from field positions on the Jaffna peninsula, although the government said Tamil forces were falling back after around 250 of them were killed over the past 72 hours.
The past nine months have seen a renewed upsurge in Sri Lanka's two-decade ethnic civil war. The Tamil Tigers control large areas of the country's north and east and want an independent state for their Hindu and Muslim population, while the country's Sinhalese majority controls the rest of the country.
An estimated 100,000 people have been driven from their homes in the north and east of Sri Lanka by fighting over the past month, and hundreds have been killed.
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Old 16-08-2006, 13:34   #127
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SRI LANKA 16/8/2006 11.16
GOVERNO SU BOMBARDAMENTO ORFANOTROFIO, “ERA CAMPO ADDESTRAMENTO RIBELLI”

(PIME) Tutte le scuole nei distretti sotto il controllo governativo sono chiuse oggi in Sri Lanka per ordine delle autorità che temono una ritorsione dei ribelli per il bombardamento, lunedì scorso, di un orfanotrofio nei distretti tamil nel nord del paese, in cui hanno perso la vita 61 adolescenti (tutte ragazze) e 150 sono rimasti feriti. Il bilancio delle vittime e la dinamica dei fatti sono ancora difficili da accertare poiché il distretto di Mullaitivu, dove è accaduto il bombardamento, è isolato da settimane per il protrarsi dei combattimenti tra governativi e ribelli. Sulle prime pagine dei giornali locali continua oggi l’accesa polemica sul terribile fatto di sangue: mentre i ribelli delle ‘Tigri per la liberazione della patria tamil’ (Ltte) accusano l’aviazione cingalese di aver fatto intenzionalmente fuoco contro un bersaglio civile, il governo, che in un primo momento aveva negato l’accaduto, controbatte che quello colpito non era un orfanotrofio ma un centro di reclutamento e di addestramento di giovani guerriglieri. Il ministro Keheliya Rambukwella, portavoce del governo per la Difesa, ha respinto le conclusioni tratte dagli funzionari dell’Unicef e dai membri della missione internazionale di monitoraggio della tregua che si sono recati all’orfanotrofio ‘Chencholai’ di Vallipunam costatando la carneficina, e secondo i quali le vittime erano ragazze provenienti dalla scuole e dalle comunità vicine per frequentare lezioni di primo soccorso (sembra infatti che gli orfani fossero già stati evacuati). “Hanno mandato gente senza alcuna esperienza per studiare il posto” ha detto ieri Rambukwella, ribadendo che il centro colpito era un luogo di addestramento almeno da tre anni. “Anche se avevano 17 anni, erano soldati preparati per uccidere chiunque gli fosse davanti. Pertanto l’età e il sesso non è ciò che conta” ha aggiunto. Le principali testate cingalesi seguono l’interpretazione del governo descrivendo ‘Chencholai’ (giardino dei fiori rossi) come un associazione fondata dai ribelli per gli orfani di guerra ma con lo scopo di reclutare guerriglieri adolescenti. Gli osservatori della missione internazionale hanno detto invece che sul luogo dell’attacco aereo “non c’erano prove di istallazioni militari”; secondo gli accertamenti dell’Unicef - che negli anni ha più volte condannato il Ltte per l’impiego di bambini soldato - la struttura ospitava giovani venuti dalle scuole circostanti per un corso di due giorni e che le bombe dell’esercito hanno distrutto il dormitorio femminile. Sembra ormai provato che tutte le vittime e i feriti hanno un’età compresa tra i 15 e i 19 anni. Il ministro Rambukwella ha detto che l’esercito ha intensificato le operazioni per impedire infiltrazioni di ribelli nei territori sotto il controllo governativo temendo vendette contro i civili. Oggi continuano i bombardamenti sulle postazioni tamil nelle città nell’est e del nord del paese, in particolare nella penisola di Jaffna, territorio nell’estremo nord dell’isola, di cui i ribelli stanno cercando di prendere il controllo dalla scorsa settimana. Secondo l’esercito nelle ultime 72 ore sono stati uccisi 250 ribelli e più 300 sono stati feriti; fonti giornalistiche riferiscono di 150 soldati uccisi e 300 feriti.
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Old 16-08-2006, 15:24   #128
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SRI LANKA 16/8/2006 13.00
ORFANOTROFIO BOMBARDATO, LO SGOMENTO DEI CIVILI

[PIME] “Quello che è accaduto è un fatto scioccante; ancora non riusciamo a credere di aver raggiunto un tale livello di violenza e di follia”: così padre Sritharan Sylvester, direttore della Caritas di Batticaloa, esprime alla MISNA il suo sconcerto per l’uccisione e il ferimento di oltre 200 adolescenti sotto le bombe lanciate lunedì dall’aviazione cingalese contro un orfanotrofio a Vallipunam, nei territori del nord sotto il controllo delle ‘Tigri per la liberazione della patria tamil’ (Ltte). Il governo oggi difende l’operazione affermando che il presunto orfanotrofio fosse un centro di addestramento di bambini-soldato. “Questa azione terribile sconvolgerà ancora di più gli animi dei giovani. Quale fiducia possono ora avere nel governo e nell’esercito?” continua il sacerdote, contattato a Colombo ma che vive e opera in uno dei distretti del nordest diviso tra aree governative e dello Ltte e dove negli ultimi giorni si sono estesi i combattimenti tra soldati e ribelli. “L’effetto di questa strage, io temo, è che molti ragazzi ora penseranno di unirsi allo Ltte” aggiunge. Le linee telefoniche per Jaffna e per i distretti a nord di Trincomalee sono interrotte da giorni, riferisce padre Sylvester, esprimendo preoccupazione per le decine di migliaia di profughi causati dal conflitto che si protrae dal 27 luglio scorso. Per quando riguarda i rifugiati nel distretto di Batticaloa “ci sono almeno 50.000 profughi fuggiti da Muttur e dalla zone a sud di Trincomalee. Più precisamente si trovano nella parte settentrionale del distretto in aree sotto il controllo del Ltte. Sono musulmani ma anche tamil, cingalesi e cristiani. Tutte le comunità indifferentemente sono state colpite” sottolinea padre Sylvester che conferma un netto aumento dei profughi; la scorsa settimana erano stimati in 60-70.000 in tutte le aree coinvolte dagli scontri, ma ora - secondo l’Onu - potrebbero avere superato i 100.000. “Chi non ha trovato assistenza dai parenti è accampato ovunque : sotto gli alberi, nei templi, nelle scuole. La Caritas di Batticaloa partecipa ai soccorsi con le autorità governative e con le organizzazioni internazionali occupandosi di preparare i pasti per 500 famiglie, cioè 2500-3000 persone. Ma ora cominciano a scarseggiare le riserve di cibo e abbiamo chiesto aiuto al Programma alimentare mondiale” continua l’interlocutore che si trova nella capitale per una riunione con i funzionari dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati. Interrogato sulle denunce di organizzazioni non governative su un insufficiente aiuto da parte del governo verso le popolazioni tamil, padre Sylvester riferisce di una “strana mentalità” per cui i soccorsi non sono negati ma “nelle aree sotto il controllo dello Ltte arrivano molto più lentamente”. Nonostante né lo Ltte né Colombo si siano presi la responsabilità di dichiarare ufficialmente la ripresa delle ostilità (facendo lettera morta della tregua siglata nel 2002) ci sono pochi dubbi che lo Sri Lanka sia nuovamente in guerra.
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Old 16-08-2006, 16:28   #129
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16 Agosto 2006
SRI LANKA
Le 61 ragazze uccise a Mullativu non erano “ribelli”, ma solo scolarette

Un gruppo di ong smonta la difesa del governo, secondo cui l’orfanotrofio era “una base delle Tigri Tamil”.

Colombo (AsiaNews) – Le 61 ragazze uccise in un raid aereo il 14 agosto scorso, non erano ribelli : lo affermano l’Unicef e alcuni rappresentanti internazionali per il monitoraggio del cessate-il-fuoco che smontano così la difesa costruita dall’esercito cingalese.

Due giorni fa, l’aviazione militare ha bombardato un orfanotrofio a Mullativu, mentre gruppi di ragazze delle scuole dell’aera tenevano un incontro di training sull’attuazione dei primi soccorsi. Le Tigri Tamil (Ltte) hanno subito accusato il governo del massacro. Il governo, a sua volta, si è difeso dicendo che il luogo era in realtà una base dei ribelli e ogni ragazzo o ragazza delle scuole collegate sono in realtà dei “bambini-soldato” e perciò “terroristi”.

Un gruppo formato da membri dell’Unicef e dallo Sri Lankan Monitoring Mission (Slmm) ha visitato il luogo e ha dato un’altra versione. JoAnna VanGerpen, dell’Unicef ha dichiarato che “questi erano bambini venuti dale scuole circostanti per due giorni di esercitazioni sui primi soccorsi. Non sappiamo ancora chi ha promosso l’incontro”. I visitatori sono rimasti “orripilanti” da ciò che hanno trovato. Oltre all’alto numero di morti, vi sono anche 150 bambine ferite.

Keheliya Rambukwella, portavoce del governo, ha rifiutato le conclusioni delle due organizzazioni, dicendo che esse non hanno utilizzato per le loro ricerche degli esperti militari. “Noi abbiamo studiato tutto questo per anni” ha detto. “Essi usavano quel luogo per trovare combattenti per le Tigri. Se i bambini sono terroristi, che possiamo farci?”. “Il sesso o l’età – ha precisato - non possono essere una preoccupazione perchè [i bambini] sono educati ad essere soldati, a portare le armi e ad uccidere i nemici”.

Il raid aereo è avvenuto in un momento in cui il conflitto fra esercito e guerriglia – che dura da decenni - sembra riprendere con forza, tanto da far temere un ritorno alla guerra civile.

La gente dello Sri Lanka non è nuova a questo genere di cose. Le accuse reciproche sul massacro di Mullativu mette in luce un’agghiacciante caratteristica del conflitto. Fin dai primi anni ’80 le Tigri Tamil hanno reclutato Tamil per farli partecipare alla “lotta di liberazione”. Fra essi, secondo l’Unicef, l’Ltte ha reclutato almeno 3500 bambini-soldato. Molti Tamil che si rifiutano sono costretti anche con la forza a contribuire al reclutamento almeno con un membro della propria famiglia. La risposta del governo a questo tipo di minaccia terrorista è stata spesso altrettanto violenta, con punizioni collettive verso famiglie e villaggi Tamil.


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Old 16-08-2006, 16:35   #130
Sehelaquiel
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Fin dai primi anni ’80 le Tigri Tamil hanno reclutato Tamil per farli partecipare alla “lotta di liberazione”. Fra essi, secondo l’Unicef, l’Ltte ha reclutato almeno 3500 bambini-soldato. Molti Tamil che si rifiutano sono costretti anche con la forza a contribuire al reclutamento almeno con un membro della propria famiglia. La risposta del governo a questo tipo di minaccia terrorista è stata spesso altrettanto violenta, con punizioni collettive verso famiglie e villaggi Tamil.


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ngi e phobosphobosphobos
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Old 17-08-2006, 12:36   #131
Ewigen
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SRI LANKA 17/8/2006 10.28
COMBATTIMENTI NELLA PENISOLA SETTENTRIONALE DI JAFFNA

[ MISNA] Nella notte sono proseguiti gli scontri tra l’esercito cingalese e le Tigri per la liberazione della patria tamil (Ltte) iniziati lo scorso venerdì nella penisola settentrionale di Jaffna, luogo natale di molti dei capi ribelli e uno degli obiettivi strategici dei separatisti tamil che da oltre vent’anni lottano per uno stato indipendente nei territori a nord-est dell’isola dove sono maggioritari. Secondo il portavoce dell’esercito, i soldati governativi avrebbero respinto un attacco delle Tigri con navi d’assalto e fanteria e ucciso 50 guerriglieri. Il sito filo-ribelle Tamilnet.com riporta i combattimenti notturni e un attacco dell’artiglieria dei ribelli contro la base dell’aeronautica di Palali senza commentare le asserzioni dell’esercito. Da quando lo scorso venerdì le Tigri hanno tentato di assediare le basi militari di Jaffna, 150 soldati sarebbero stati uccisi e oltre 300 feriti secondo l’esercito, mentre nei primi due giorni sarebbero morti solo 22 ribelli secondo le Ltte. Nessuno dei due resoconti è tuttavia verificabile: contattare telefonicamente l’area è quasi impossibile, mentre gli osservatori internazionali del cessate-il-fuoco siglato nel 2002 e compromesso dalla recente escalation di violenze non hanno accesso alla zona. Scontri si sono verificati anche nel porto nordorientale di Trincomalee, poco più a nord dell’area di Maavilaru dove lo scorso 20 luglio sono iniziati i combattimenti più accesi dal 2002 a causa di una contesa su un corso d’acqua. Ciononostante – ha detto ieri il presidente Mahinda Rajapakse – “la porta è sempre aperta” per i colloqui di pace con le Tigri. “Non vi è una guerra in corso” ha poi aggiunto, precisando: “Quel che abbiamo fatto è prendere azioni difensive quando siamo stati attaccati. Se fossimo stati in guerra, saremmo stati all’attacco”. Durante il passato conflitto sono morte circa 65.000 persone, mentre da dicembre a oggi sono oltre 1400 le vittime e 135.000 i civili sfollati a causa delle ripetute violazioni del cessate-il-fuoco del febbraio 2002 che – secondo gli osservatori della Missione di monitoraggio della tregua (Slmm) – oramai “esiste solo sulla carta”.
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Old 17-08-2006, 16:54   #132
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Curfew lifted for 4 hours, no stocks of rice, wheat flour, in Jaffna

[TamilNet, August 17, 2006 12:03 GMT] Stocks of rice, wheat flour and sugar have gone empty in private shops in Vadamaradchi and Valikamam sectors of Jaffna where curfew was lifted for 4 hours Thursday, when family members separated since last Friday due to the curfew were able to re-join. 300 meter long queues were seen in front of medical shops. No fuel was available. Curfew was lifted between 11:00 a.m. and 3:00 p.m. in Valikamam and from noon till 4:00 p.m. in Vadamaradchi and Thenmaradchi, according to the announcement from Palaly military base. Curfew was not lifted in Jaffna Islets where residents were forced to bury more than 30 bodies as the region remains under Sri Lankan curfew continuously for 7 days.

The price of a coconut has gone up from 50 Sri Lankan Rupees to 250 rupees and the price of one kilogram green chilli pepper has risen from SLR 10 to 50.

No fuel is available. Electricity remains cut. Telephone lines are not working.

Scarcity of rice, flour, meat, fish and fruits has made the life of daily wage workers difficult although the Multi-Purpose Co-operative Society (MPCS) shops are struggling to distribute rations.

The Government Agent of Jaffna, K. Ganesh, has urged the authorities in Colombo to arrange for immediate transport of 5000 MT basic supplies to Jaffna district.
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VESCOVO DI TRINCOMALEE: “COSA ASPETTA LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE PER INTERVENIRE?

[MISNA]“Anche in questo momento l’esercito sta sparando colpi di artiglieria dal centro della città verso i distretti a sud; da settimane non passa ora in cui non si sentano questi colpi e le raffiche di proiettili. I ribelli rispondono con gli stessi mezzi, lanciando colpi verso la città e il porto”: il vescovo di Trincomalee-Batticaloa, monsignor Joseph Kingsley Swampillai, contattato telefonicamente a Trincomalee dalla MISNA, racconta quello che sta succedendo nella città portuale del nordest. “Questi combattimenti sono diversi da quelli che ho vissuto in passato” dice monsignor Swampillai, il quale è divenuto capo delle diocesi di Trincomalee-Batticaloa (che comprende i territori nordorientali rivendicati dai ribelli tamil) nel 1983, lo stesso anno in cui ebbe inizio il conflitto etnico. “Le armi usate sono molto più potenti e di tipo più micidiale. Anche i ribelli sembrano averne in grande quantità. Ovviamente l’esercito ha il vantaggio dell’aviazione, che non fa che bombardare e bombardare come se stavolta volessero spazzare via tutto” dice l’interlocutore parlando con la MISNA e sottolineando che in queste settimane sia ribelli sia governativi hanno violato tutte le leggi del diritto umanitario. “Scuole, ospedali, luoghi di culto, convogli di civili: tutto è stato preso a bersaglio da entrambi gli schieramenti. E la comunità internazionale cosa aspetta ancora per intervenire?” si chiede l’anziano vescovo. Monsignor Swampillai teme però ci vorranno ancora settimane prima che la comunità internazionale “si svegli e guardi anche da questo lato del mondo” e faccia pressione sia su governo e ribelli per cessare le ostilità. L’ultimo aggiornamento ufficiale fornito dall’esercito sui combattimenti di oggi nella penisola di Jaffna, nell’estremo nord del paese, riferisce di almeno 98 morti e un centinaio di feriti, di cui 6 militari uccisi e 60 feriti. Intanto Trincomalee affronta la sua emergenza profughi; monsignor Swampillai è appena rientrato da una visita ad alcune scuole e chiese dove la Caritas sta assistendo 2500 persone di etnia tamil, fuggite due settimane fa da Muttur, cittadina nei pressi di Trincomalee, nei giorni scorsi al centro di intensi . I ‘centri di accoglienza’ si trovano tutti nel centro della città, nelle stesse aree delle postazioni militari. “È l’unica zona dove ci si può rifornire di cibo e medicine; trasferirli in aree più isolate li taglierebbe fuori e non è affatto detto che siano più sicure” spiega il vescovo contattato dalla MISNA. “Non posso dare cifre esatte, ma penso che a Trincomalee ci siano almeno 10.000 rifugiati, accuditi da organizzazioni non governative, inclusa la Caritas”. Il prelato spiega che il governo ha dato la ‘luce verde’ per inviare aiuti ai profughi ma fintanto che vengono liberate le risorse dal ministero sono le ong a occuparsi dei rifugiati, anticipando spese e risorse con i prestiti delle banche.
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SRI LANKA 19/8/2006 9.07
ONU CHIEDE ‘CORRIDOI UMANITARI’ NELLE ZONE DI CONFLITTO

[MISNA] Forte preoccupazione per il destino di decine di migliaia di profughi isolati per settimane dai combattimenti nel nord e dell’est del paese è stata espressa dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), che ha lanciato un appello al governo di Colombo e ai ribelli delle ‘Tigri per la liberazione della patria tamil’ (Ltte) affinché permettano agli operatori umanitari di raggiungere le località colpite. Il blocco delle vie di comunicazione verso le aree controllate dai ribelli impedisce anche ai convogli umanitari di raggiungere i civili in difficoltà; la situazione era stata già denunciata nei giorni scorsi dalle organizzazioni non governative locali e straniere presenti in Sri Lanka alle quali ora si aggiunge l’appello ufficiale dell’agenzia delle Nazioni Unite. Si ignora cosa stia precisamente accadendo nel distretto di Kilinochchi, roccaforte dei ribelli, e nella penisola di Jaffna, territorio controllato dall’esercito ma circondato dai guerriglieri dove da una settimana si sono concentrati i combattimenti, sebbene si continui a combattere anche nell’est. Si stima che negli ultimi giorni i bombardamenti dell’aviazione nel distretto di Kilinochchi abbiano costretto alla fuga 15-20.000 civili, che vanno ad aggiungersi a un bilancio complessivo - diffuso dall’Unhcr - di oltre 162.000 sfollati nel nord e nell’est del paese da quando, nel dicembre scorso, sono iniziati i primi gravi episodi di violazione della tregua, poi sfociati in guerra aperta (seppure non dichiarata) alla fine di luglio. L’agenzia dell’Onu segnala anche lo spostamento di almeno 500 famiglie a Mannar, sulla costa nord occidentale del paese, luogo dove negli anni più intensi del conflitto (iniziato nel 1983 e sospeso da una tregua nel 2002) convogliavano migliaia di persone, il cui obiettivo era imbarcarsi con ogni mezzo per attraversare lo stretto di Palk e raggiungere le vicine coste del Tamil Nadu in India; un percorso che negli ultimi mesi - dice l’Unhcr- è stato già fatto da quasi 7.000 fuggitivi.
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Old 20-08-2006, 00:11   #135
Ewigen
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SRI LANKA 19/8/2006 16.23
PROSEGUONO COMBATTIMENTI DI BASSA INTENSITÀ NEL NORD-EST

(MISNA) Nella notte tra venerdì e sabato e questa mattina si sono verificati scontri “di bassa intensità” lungo la linea che ‘de facto’ divide l’enclave governativa della penisola di Jaffna dal resto del nord controllato dai ribelli delle Tigri per la liberazione della patria tamil (Ltte). Lo riferiscono fonti militari di Colombo, aggiungendo che non si hanno notizie di vittime né tra i soldati cingalesi né tra le file dei ribelli. Gli scontri, tutti con armi leggere, interessano anche la zona intorno al porto strategico di Trincomalee, e secondo le stesse fonti avrebbero permesso ai soldati di Colombo di consolidare le loro linee difensive in vista di un possibile attacco ribelle per riconquistare questi territori, reclamati dalle Tigri. Ieri aerei governativi avevano bombardato presunte posizioni delle Tigri, nelle quali invece secondo queste ultime si trovavano solo civili (due dei quali sarebbero rimasti feriti); le forze armate ritengono invece di aver distrutto, con questo attacco, alcuni decine di battelli di diversa stazza usati presumibilmente dai ribelli per le loro azioni. E intanto due navi da guerra di Colombo si starebbero avvicinando alla zona. Gli attuali scontri a Jaffna sono stati provocati dall’esplosione di una disputa armata per il controllo di un corso d’acqua strategico vicino al porto di Trincomalee, più a sud, che in circa tre settimane hanno provocato 200-300 morti e oltre 100.000 sfollati. Le parti non hanno accolto l’ennesimo appello al cessate il fuoco lanciato ieri dall’Unione europea (Ue), mentre il bilancio aggiornato degli scontri iniziati nella penisola di Jaffna venerdì scorso parlano di 350 ribelli e circa 160 soldati uccisi. Durante la guerra civile esplosa nel 1972, e fino allo scorso dicembre, nello Sri Lanka sono morte circa 65.000 persone; da dicembre a oggi le vittime sono oltre 1.400 e 135.000 i civili sfollati a causa delle ripetute violazioni del cessate il fuoco del febbraio 2002 che – secondo gli osservatori della Missione di monitoraggio della tregua (Slmm) – ormai “esiste solo sulla carta”.
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Old 20-08-2006, 13:24   #136
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19 Agosto 2006
SRI LANKA

L’appello per fermare il conflitto, è rivolta in particolare a UE, Stati Uniti, Norvegia, Giappone. In una settimana il bilancio è di 90 uccisi, 150 feriti, 25 mila sfollati.

Jaffna (AsiaNews) – “Andiamo verso la morte nel silenzio e nell’isolamento più totale”: è l’appello inviato ad AsiaNews da un gruppo di sacerdoti cattolici della penisola di Jaffna (nord Sri Lanka), con cui supplicano la comunità internazionale di venire in soccorso agli abitanti della penisola, intrappolati da oltre una settimana dal coprifuoco e dal fuoco incrociato di esercito e ribelli tamil.

I sacerdoti desiderano l’anonimato per ragioni di sicurezza. Nel loro appello essi ricordano che dall’11 agosto nei raid aerei e negli scontri a fuoco almeno 90 civili sono stati uccisi e feriti oltre 150. Circa 25 mila persone sono sfollate dall’aerea in cerca di rifugio.

L’urgente appello è indirizzato “alla coscienza mondiale, da Jaffna, prostrata nella guerra”.

“Negli ultimi 6 giorni – si dice - la situazione si è deteriorata in modo drastico. Andiamo verso la morte nel silenzio e nell’isolamento più totale. Forse che il mondo vuole tacere, dimenticarsi, non prendersi cura di noi? Come può la comunità internazionale – soprattutto l’Unione Europea, la Conferenza dei donatori per lo Sri Lanka, gli inviati di pace da Norvegia e Giappone – rimanere indifferente mentre persone innocenti e disarmate vengono uccise? Vi preghiamo: agite in tempo e salvateci”.

La Conferenza dei donatori – capeggiata da Stati Uniti, Unione Europea, Giappone, Norvegia – ha chiesto un cessate-il-fuoco e un ritorno ai negoziati il 16 agosto scorso. Ma il cessate-il-fuoco e le speranze di pace sembrano sempre più lontane. Il bilancio dei morti cresce anche fra i militari: l’ultimo bollettino dell’esercito riporta che nella scorsa settimana sono stati uccisi 100 soldati e 700 ribelli, compresi 75 membri delle Tigri.

La popolazione di Jaffna è isolata e senza comunicazioni col resto della nazione. I sacerdoti cercano di distribuire aiuti nonostante il coprifuoco. Essi descrivono la città scossa dalle bombe, senza acqua, telefono, con pochissima elettricità, mentre “la gente è sempre più presa dal panico e dalla tensione”.

Secondo i sacerdoti, gli sfollati hanno trovato rifugio nelle chiese, nelle scuole, negli edifici pubblici e perfino sotto gli alberi delle strade: “Non hanno la forza di andare in luoghi più sicuri perché vi è il coprifuoco imposto dall’esercito, con pause troppo brevi, che non permettono alcun movimento”.

I sacerdoti accusano l’esercito di frenare i movimenti delle persone per “usarle come scudi umani contro gli attacchi delle Tigri tamil”. Circa mille persone sull’isoletta di Mandaithevu hanno rifiutato gli aiuti delle organizzazioni umanitarie, chiedendo piuttosto di essere portati in un luogo sicuro.

Anche le organizzazioni internazionali umanitarie sono costrette dal coprifuoco a distribuire gli aiuti in fretta. Gli ospedali mancano di personale e medicine e non hanno possibilità di curare i molti feriti che vengono portati loro.

Per l’etnia tamil dello Sri Lanka, Jaffna rappresenta il cuore della loro cultura. Essa è stata spesso l’epicentro del conflitto, strappata ai ribelli a metà degli anni ’90. Vari analisti pensano che questi ultimi scontri siano un tentativo delle Tigri di impossessarsene di nuovo.

Gli scontri sono segno che una vera e propria guerra è iniziata di nuovo. Il conflitto fra esercito cingalese e le Tigri Tamil (Liberation Tigers of Tamil Eelam, Ltte), che dura da quasi 20 anni, ha fatto finora almeno 65 mila morti. Sebbene sia stato dichiarato un cessate-il-fuoco nel 2002, non si vede ancora alcuna soluzione al problema della coesistenza fra le due etnie.
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Old 21-08-2006, 19:39   #137
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SRI LANKA 21/8/2006 18.32
SCONTRI NEL NORD E NELL’EST, OSSERVATORI STRANIERI SI RITIRANO A COLOMBO

[MISNA] Nonostante gli appelli della comunità internazionale, continuano gli scontri tra esercito e guerriglieri separatisti delle Tigri per la liberazione della patria Tamil (Ltte) nella penisola settentrionale di Jaffna e nei distretti orientali: Sinnathamby Sivamaharajah, ex-parlamentare tamil e editore, è stato assassinato ieri sera a Jaffna, mentre i ribelli stamani avrebbero attaccato militari a Muhalamai nell’angolo meridionale dell’enclave governativa settentrionale. “Operazioni militari intense – si legge in un comunicato diffuso oggi dal ministero degli Esteri della Norvegia, principale paese mediatore – stanno avendo luogo in varie località nel nord e nell’est. Le parti hanno ristretto l’accesso alle aree di combattimento alla Missione di monitoraggio della tregua in Sri Lanka (Slmm)” perciò si è deciso “di raggruppare temporaneamente gli osservatori internazionali a Colombo”. Inoltre, in vista dell’ultimatum lanciato dalle Tigri ai funzionari di paesi dell'Unione europea presenti nella Slmm di lasciare il paese entro il 1° settembre, gli osservatori dello Slmm hanno deciso che a sostituire entro la fine del mese il brigadiere svedese Ulf Henricsson attualmente a capo della missione sarà il generale maggiore norvegese Lars Solvberg. Delegati di Norvegia, Unione Europea, Stati Uniti e Giappone – co-presidenti della conferenza dei donatori per lo Sri Lanka – hanno poi incontrato il presidente cingalese Mahinda Rajapakse invitando il paese a porre fine alle violenze che da dicembre a oggi hanno causato oltre 1400 morti e 135.000 sfollati e a riprendere al più presto i negoziati boicottati dalle Ltte dall’aprile 2003. Intanto cresce la preoccupazione per la carenza di scorte alimentari nelle zone settentrionali e orientali isolate dal resto del paese. Oggi sarebbe dovuta partire una nave recante la bandiera della Croce rossa carica di 2.600 tonnellate di cibo e medicine per rifornire 350.000 civili e 40.000 soldati nell’enclave di Jaffna, ma è stata trattenuta dal cattivo tempo nel porto della capitale Colombo e la sua traversata di oltre due giorni è stata rinviata a domani.
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Old 22-08-2006, 15:33   #138
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SRI LANKA 22/8/2006 13.53
CIVILI IN FUGA VERSO L’INDIA

[MISNA] Tra sabato e domenica 785 civili di etnia tamil hanno affrontato il breve ma rischioso viaggio in mare che separa le coste nordoccidentali dello Sri Lanka per arrivare sulle spiagge dello Stato del Tamil Nadu, in India, e unirsi agli 8000 profughi che dall’inizio dell’anno hanno percorso lo stesso viaggio. Per un costo che varia tra le 5000 e 8000 rupie (30-50 euro) i fuggitivi con il loro carico di poche masserizie e bambini piccoli salgono su piccole imbarcazioni in fibra di vetro per percorre 29 chilometri attraverso il golfo di Mannar e giungere nella terra da cui si sostiene siano originari i tamil dello Sri Lanka, terra di cui condividono ancora la lingua e la religione. “Eravamo in 14 sulla barca e le onde erano alte. Eravamo zuppi d’acqua e i bambini piangevano. Ci siamo lasciati alle spalle i nostri familiari e gran parte dei nostri averi” ha detto alla ‘Reuters’ uno dei sopravvissuti alla traversata, stringendo la figlioletta di 15 mesi, sulla spiaggia indiana di Arichal Munai, nel distretto di Ramanathapuram. Molto spesso le onde spazzano fuori dalle imbarcazioni i più piccoli e i più deboli, aggiungendo altro lutto e dolore a chi già fugge dalle violenze dei combattimenti tra ribelli tamil e governativi nel nord e dell’est del paese. L’esercito oggi riferisce di aver distrutto un deposito di armi dei ribelli a Pallai, appena oltre il confine de facto che separa la penisola settentrionale di Jaffna dai territori a sud sotto il controllo delle ‘Tigri per la liberazione della patria tamil’ (Ltte); sembrano invece contenuti gli scontri nell’est, nei distretti di Batticaloa e Trincomalee. Nella capitale, Colombo, le forze di sicurezza riferiscono di aver sventato un attentato nel locale mercato di Borella, dove è stato scoperto e disinnescato dagli artificieri un ordigno composto da 15 chilogrammi di esplosivo intorno a una mina a frammentazione; la polizia ritiene che la bomba sia stata collocata dal Ltte che circa due settimana fa ha portato a segno un altro attentato nella capitale uccidendo otto persone, compreso un diplomatico pachistano, e ferendone decine. Il conflitto etnico, iniziato nel 1983 ha causato oltre 65.000 vittime e centinaia di migliaia di sfollati, di cui 160.000 solo nelle ultime quattro settimane, da quando cioè, facendo lettera morta della tregua firmata nel 2002, sono ripresi i combattimenti nei territorio abitati dai tamil.
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Old 22-08-2006, 15:46   #139
Ewigen
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ri Lanka, bombardamenti nel Nord
Obiettivo dei raid un deposito munizioni dei ribelli tamil

(ANSA) - COLOMBO, 22 AGO - Bombardamenti aerei in Sri Lanka contro postazioni dei ribelli tamil. L'aviazione ha preso di mira un deposito munizioni nel Nord. Ieri l'esercito aveva accusato le Tigri tamil di aver bersagliato con colpi di mortaio e di artiglieria le loro linee difensive. La penisola di Jaffna resta sempre tagliata fuori dal resto dell'isola e le strade rimangono chiuse a causa dei combattimenti che dopo 11 giorni, iniziano a farsi meno violenti.
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Old 22-08-2006, 21:53   #140
majin mixxi
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Originariamente inviato da Ewigen
Curfew lifted for 4 hours, no stocks of rice, wheat flour, in Jaffna

[TamilNet, August 17, 2006 12:03 GMT] Stocks of rice, wheat flour and sugar have gone empty in private shops in Vadamaradchi and Valikamam sectors of Jaffna where curfew was lifted for 4 hours Thursday, when family members separated since last Friday due to the curfew were able to re-join. 300 meter long queues were seen in front of medical shops. No fuel was available. Curfew was lifted between 11:00 a.m. and 3:00 p.m. in Valikamam and from noon till 4:00 p.m. in Vadamaradchi and Thenmaradchi, according to the announcement from Palaly military base. Curfew was not lifted in Jaffna Islets where residents were forced to bury more than 30 bodies as the region remains under Sri Lankan curfew continuously for 7 days.

The price of a coconut has gone up from 50 Sri Lankan Rupees to 250 rupees and the price of one kilogram green chilli pepper has risen from SLR 10 to 50.

No fuel is available. Electricity remains cut. Telephone lines are not working.

Scarcity of rice, flour, meat, fish and fruits has made the life of daily wage workers difficult although the Multi-Purpose Co-operative Society (MPCS) shops are struggling to distribute rations.

The Government Agent of Jaffna, K. Ganesh, has urged the authorities in Colombo to arrange for immediate transport of 5000 MT basic supplies to Jaffna district.
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Kotoshi mo yoroshiku onegai-itashimasu
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