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Old 23-02-2006, 18:28   #41
[xMRKx]
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Originariamente inviato da Korn
quello che hai citato te
forse edito così è più chiaro ...
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Mirkz#2833
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Old 23-02-2006, 18:35   #42
Korn
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Originariamente inviato da [xMRKx]
Quello non è un trucchetto,è impossibile che la nike sia proprietaria di stabilimenti interi e a che pro?
lperchè impossibile? se fosse economicamente conveniente lo farebbe al volo, così invece a vantaggi di ogni tipo, può usare indirettamente manodopera schivizzata e poter dire, noi non lo facciamo noi non lo sapevamo, a me non piace
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Old 23-02-2006, 19:04   #43
[xMRKx]
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Originariamente inviato da Korn
lperchè impossibile? se fosse economicamente conveniente lo farebbe al volo, così invece a vantaggi di ogni tipo, può usare indirettamente manodopera schivizzata e poter dire, noi non lo facciamo noi non lo sapevamo, a me non piace
appunto se fosse conveniente ... apposta non è possibile... cmq guarda che in generale sono gli imprenditori locali a "schiavizzare" la manodopera. Io lavoro nel campo dell' assemblistica elettromeccanica e collaboriamo con stabilimenti cinesi.Ma loro sono contenti dell'afflusso di lavoro dall'estero, i lavoratori in primis nonostante vivono da cani.... La maggior parte degli industriali cinesi se ne fotte ampiamente della sua manodopera...la paga una fame e gli offre tre stanze 4x4 per vivere , a fianco alla ditta. Lavorano 6 giorni su 7 per non so quante ore e sono contenti così. Molti vengono dalle campagne e preferiscono fare quella vita piuttosdto che vivere in povertà... alla nike si può additare al massimo una certa trascuratezza alle condizioni di lavoro ma cosa potrebbe fare.... scegliere aziende che propongano condizioni di lavoro dignitose ai propri dipendenti ? e quali lo fanno ? e a che ritorno poi ?? magari lo sta già facendo e tutti continuano a parlarne male ..in quella logica meglio spendere dieci milioni di dollari per sponsorizzare uno sportivo piuttosto che "buttarli" in opere di beneficienza per un popolo che è gia contento cosi.... è brutto da dire ma penso che sia la realtà
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Mirkz#2833
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Old 23-02-2006, 19:12   #44
alimatteo86
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Originariamente inviato da [xMRKx]
... ricordo il periodo in cui tutti parlavano male della nike per i presunti sfruttamenti , quando poi era uscito fuori che era colpa dei terzisti locali e di connivenza da parte della nike ce n'era ben poca ...

veramente si è sempre saputo

il problema è che una multinazionale fa sempre questo gioco

1- cerca il terzista che costa meno (quindi che sfrutta di più)
2- proteste
3- carca un altro terzista che costa poco dicendo: "guardate, io non sapevo che sfruttavano, ma adesso ho risolto tutto"

in realtà non è cambiato proprio nulla

appure il giochetto della nike è sottoscrivere accordi, far nascere sindacati, balle varie......e alla fine i palloni farli produrre dai bambini a casa loro....

sempre parlando di attivissimo...
perchè reputa il boicottaggio alla nestlè una stron*ata (in sostanza dice così) mentre di questa ( http://www.attivissimo.net/antibufal...greenpeace.htm ) ne tesse le lodi definendola "efficace" quando nella prima il problema è la morte di migliaia di persone mentre nella seconda un semplice essersi "intrufolata" nella politica americana?
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Arcangelo volante dell'Ordine "GLI ADORATORI DELLA PIGNA" pignasite/forum - vespa 50r 1970 -> vespa ts 1975 -> vespa 125(@132) et3 1978
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Old 23-02-2006, 21:27   #45
[A+R]MaVro
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Mi fanno sorridere questi "boicottaggi". Premetto che è tutto il diritto del barista scegliere cosa vendere, se un bar non vuole fare caffè è (deve) liberissimo di farlo; ma il fatto di non vendere IN ITALIA prodotti Coca-cola sperando di influenzare le politiche di tale multinazionale in sudamerica è quantomeno infantile. L'unico danno che potrà fare sarà a quelli che la Coca-cola la imbottigliano a Ravenna (mi pare sia da quelle parti uno degli stabilimenti italiani). Sembra il classico metodo per avere la "coscienza a posto".

Il discorso potrebbe essere diverso con aziende come la citata Nike, visto che producono tutto nel far east o in paesi economicamente (e sopratutto civilmente) arretrati ma le multinazionali come la Nestlè. Coca-cola, Unilever, Procter & Gamble e via dicendo nella maggior parte dei casi hanno stabilimenti produttivi siti nelle stesse nazioni dove vendono. Una azione di boicottaggio danneggia solo gli stabilimenti locali senza avere nessun effetto su quelli nei paesi "incriminati"; non solo è inutile ma è persino dannoso.
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Old 23-02-2006, 21:39   #46
majin mixxi
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Originariamente inviato da Gremo
oggi vado al bar - decido di fare colazione con la coca-cola. il bar ha la bandiera della pace esposta.
chiedo la coca ma mi viene detto che loro non vendono prodotti coca-cola, ovviamente per scelta.

ma cosa vi viene a tutti?datemi una motivazione - diversa dal fatto che fa male
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Old 23-02-2006, 23:40   #47
alimatteo86
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Originariamente inviato da [A+R]MaVro
...
cambia poco se produce in italia o all'estero

per boicottaggi non si è mai visto un'azienda chiudere stablimenti...visto che una cosa simile non se la auspica nessuno

il boicottaggio ha successo, più che per il calo di fatturato (ho sempre sentito di un 2% di media), sulla cattiva fama che si fa un'azienda
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Old 24-02-2006, 09:05   #48
[xMRKx]
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Originariamente inviato da alimatteo86
il boicottaggio ha successo, più che per il calo di fatturato (ho sempre sentito di un 2% di media), sulla cattiva fama che si fa un'azienda
beh ma chi decide che la coca cola debba avere cattiva fama e la pepsi no ? Tu?in base a quali canoni ? hai lavorato come amministratore delegato in entrambe e conosci tutte le magagne ? oppure ti basi sulle paginette internet copia/incolla qua e là ?

capisci cosa voglio dire ? è troppo "infantile" e discriminatorio boicottare una azienda a discapito di un altra basandosi sulle voci di corridoio attendibli quanto pinocchio! Mi sembrano le azioni del "popolino" .

Giusto il concetto , piena libertà di farlo ma chi se ne frega di questa cosa per me fa bene
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Mirkz#2833

Ultima modifica di [xMRKx] : 24-02-2006 alle 09:08.
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Old 24-02-2006, 11:00   #49
Kars
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Io invece vi do' una motivazione per non boicottarla

Il dato rinchiuso nella formula della Coca Cola

Evo Morales ha detto molte cose che volevamo ascoltare più di cinquecento anni fa dalla bocca da un presidente boliviano. Ha detto anche cose che si ascoltarono in sordina per secoli in America Latina e ha detto finalmente cose che rivelano, e davanti al mondo, una delle cause dell'ostinata presenza degli yankee in territorio andino e specialmente boliviano: il controllo della Coca attraverso la loro impresa della Coca Cola. Che derivato, o derivati, della foglia di coca è quello che utilizzano per elaborare la base della Coca Cola e che relazione hanno con la Cocaina ?
Con la sua parsimonia ancestrale, Evo reclamò davanti alla stampa internazionale il trattamento speciale che danno non solo i governi andini alla commercializzazione della foglia di coca che compra la Coca Cola Internazionale, impresa emblematica dell'Imperialismo yankee, bensì di qualcosa di più profondo ed efficace nella dominazione culturale che esercita su gran parte del mondo: il modo di vita degli Stati Uniti(E´vero o no che non c'è migliore combinazione che un hamburger o un hot dog con dentro di tutto ed una Coca Coda ben fredda?)

Disse Evo che il commercio di detta foglia è illegale tra i paesi andini ma non per l'impresa straniera, cioè che tra i cittadini e le imprese andine non può commercializzarsi liberamente la foglia di coca, ma la Coca Cola sì può comprare la quantità che voglia in qualunque paese andino che la produca.
Oltre il dato freddo e della conclusione immediata che deriva dalla sua prima analisi, possiamo anticipare alcuna altra ipotesi che ci portano a disegnare un altro schema nella comprensione della tossicodipendenza ed il narcotraffico internazionale. Con solamente introdurre nello schema vigente il dato che era nascosto e che ci rivelò Evo Morales si aprono nuovi punti interrogativi, sorgono nuovi sospetti e riscuotono maggiore rilevanza alcuni fatti passati sotto silenzio dagli specialisti internazionali in narcotraffico.



Primo punto interrogativo: In realtà si usa foglia di coca nella fabbricazione della Coca Cola? Questa non è una domanda retorica o disinformata ma costituisce un punto di riflessione obbligatoria nello studio del caso, perché nell'anno 2002 la stessa impresa negò l'uso della foglia di coca nella fabbricazione del prodotto, come comproviamo leggendo l'articolo di Luís A. Gómez edito in www.Rebelión.org, il 27 novembre di quell'anno. In questo articolo leggiamo:
«Alcuni giorni fa, il Viceministro di Difesa Sociale della Bolivia, Ernesto Justiniano, informò che il suo ufficio aveva autorizzato l'esportazione di 350 mila libbre (approssimativamente 150 tonnellate) di foglia di coca agli Stati Uniti per la fabbricazione del prodotto gassoso Coca Cola [.....]»
Il fatto fu negato da un portavoce dell'impresa statunitense, consultato dal periodico messicano L'Universale martedì scorso: Karyn Dest, portavoce della Coca Cola, disse via telefonica da Atlanta che l'impresa non utilizza cocaina e che non è stata mai parte degli ingredienti della bibita (Questa risposta fu ripetuta nel dicembre del 2002 dalla rappresentante della multinazionale in Messico, Adriana Valladares).

Sorprendente questa risposta che colpisce un mito moderno: la Coca Cola non contiene coca e molto meno cocaina. Chi parlò di cocaina nella Coca Cola? Nessuno. Era una credenza, un mito o una trovata pubblicitaria? Ma di quello che sì si parlò fu delle foglie di coca che compra a mucchi la multinazionale ed il portavoce fu evasivo o fu un Lapsus linguae? Buon portavoce.
Interessante verità? Ma più interessante si fa il tema quando continuiamo a leggere nell'articolo di Gómez e troviamo che:
«È diventato anche pubblico che il lavoro di Albo Export, un'impresa proprietà del boliviano Fernando Alborta, ha esportato coca da Perù e Bolivia negli ultimi anni, e che tra il 1997 e il 1999 mandò negli Stati Uniti un equivalente di 340 tonnellate di foglia di coca». Queste operazioni di acquisto e procedimento sono severamente vigilate, in Bolivia dalla Direzione Generale di Controllo e Fiscalizzazione della Foglia di Coca (DIGECO) e negli Stati Uniti, certo, per la DEA , che perfino fornisce i magazzini con sofisticati sistemi di allarme ed i bauli speciali per conservare in New Yersey il curioso tesoro naturale.

Ma questo non è tutto nelle contraddizioni tra i tabaccai naturali ed i suoi migliori clienti, perché nell'anno 2004, lo zar antidroga del Perù, Nils Ericsson, in un scritto edito il 26 gennaio, affermò che: La Coca Cola , la mondialmente conosciuta fabbrica di bibite gassose, compra al Perù 115 tonnellate di foglia di coca all'anno e a Bolivia 105 tonnellate con le quali produce, senza alcaloidi, 500 milioni di bottiglie di bibite gassose al giorno" (Luís Gómez, The Narco Bulletin, 28 gennaio 2005, in www.narconews.com).
Questa cosa fa pensare all'articolista Gómez che la pressione per sradicare la coca in Perù (e completiamo noi: in tutti i paesi andini produttori) è una strategia per assicurare alla Coca Cola il monopolio della foglia di coca, non solo con l'intenzione di controllare questo mercato ma anche per monopolizzare il mercato di bibite che utilizzano foglia di coca senza alcaloidi, la cui fabbricazione sta fiorendo in Perù sotto le marche Vortex Coca Energy e K-Drink?

Dopo aver letto tutti gli argomenti che circondano il nostro primo punto interrogativo, una possibile risposta è la seguente: Se la Coca Cola Internazionale è la prima impresa multinazionale (di monopolio) nella commercializzazione della foglia di coca, materia prima essenziale della Cocaina, dal momento che si è avvalsa del suo status legale privilegiato nei paesi andini, ed i suoi portavoci si rifiutano di riconoscere l'utilizzo di foglia di coca nella fabbricazione della bibita, allora questa impresa deve essere la prima sospettata nell'investigazione delle reti mondiali del narcotraffico perché «Che cosa fanno con tutte quelle tonnellate di foglie di coca che comprano annualmente?»
Più in là o più in qua delle domande e risposte che possono moltiplicarsi per cento, andiamo per un istante alla realtà immediata: prendiamo nella nostra mano una bottiglia di Coca Coda di 600 ml fatta in Venezuela e leggiamo quello che è scritto nell'etichetta dopo dell'identificazione dell'impresa produttrice:

Ingredienti: acqua carbonata, zucchero, caramello, acido fosforico, estratti vegetali e caffeina

Trovi lei, amico lettore, alcuna informazione che ci renda noto l'utilizzo di qualche derivato della foglia di coca? Quando possono volerci convincere con l'enigmatica espressione Estratti Vegetali, ma di quali vegetali si tratta e che cosa è estratto da questi vegetali? Perché se si tratta della foglia di coca che contiene vari alcaloidi, quali rifiutano e quali lasciano nella gazzosa? E se l'impresa riconoscesse che utilizza la foglia di coca e dice che elimina tutti gli alcaloidi che cosa rimane?
La verità è che in considerazione della contraddizione evidente tra l'azione dell'impresa che compra tonnellate di foglia di coca in Bolivia, in Colombia e Perù e l'impegno dei suoi portavoci nel negare l'utilizzo di foglia di coca nella fabbricazione della bibita, il meno che possiamo fare è citarla per offerta ingannevole. Sarà possibile che i cittadini dei paesi andini dove si vende la Coca Cola , introducano una querela (gli specialisti direbbero in quale organismo ed a che livello) per la via degli interessi diffusi?

Fallita o di successo sarebbe questa un'esperienza straordinaria di pedagogia politica e di integrazione popolare.
Altri punti interrogativi sono nella nostra mente da molti anni come misteri che nessuno ha osato sviscerare perché sono protetti da norme internazionali di industria e commercio, ma oggi, grazie ai cocaleri andini come Evo Morales ed ad investigatori come Luís Gómez, sappiamo già che la gazzosa più venduta nel mondo trattiene nella sua formula qualche derivato dalla foglia di coca e se l'impresa non lo riconosce allora deve spiegare al mondo che fa con tanta foglia di coca nei suoi depositi di Atlanta. Alcuni degli altri punti
interrogativi sono:
«Che derivato, o derivati, della foglia di coca è quello che utilizzano per elaborare la base della Coca Cola e che relazione hanno con la Cocaina ?»
«Questo derivato genera assuefazione nei consumatori o crea in essi le condizioni fisiologiche per propiziare qualche tipo di assuefazione?». E se la foglia di coca diluita nella Coca Cola non genera assuefazione, allora perché tanto fracasso (legga Lei repressione, persecuzione e morte) con la sua coltivazione, procedimento e commercializzazione nei paesi andini?

Nuestra América/Aporrea

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