Ninja Micros FreeSpeed PRO
Scheda per l'overclock delle cpu AMD Athlon Slot A; permette di impostare manualmente, previa rimozione della cartuccia plastica del processore, il voltaggio di alimentazione Core e il moltiplicatore di frequenza, così da overcloccare la cpu senza dover intervenire direttamente sulla frequenza di bus.
di Paolo Corsini pubblicato il 09 Febbraio 2000 nel canale ProcessoriAMD
Montaggio della scheda
Come già accennato il montaggio della scheda è operazione molto semplice; l'univco vero ostacolo è rappresentato dalla necessità di rimuovere l'involucro plastico che avvolge la parte posteriore della cpu Athlon, in modo del tutto simile a quanto accadeva con le cpu Intel Pentium 2 SECC I.
Come si vede chiaramente nelle immagini sottostanti, il guscio plastico che avvolge posteriormente la cpu è a quest'ultima attaccato per mezzo di 4 perni metallici, perni che si vanno ad incastrare nei 4 fori evidenziati nell'immagine a lato. Muovendo sistematicamente il guscio plastico, cercando di alzarlo dalla parte posteriore della cpu a partire da uno dei quattro lati, non è difficile iniziare a staccare uno dei 4 perni dal corrispondente foro nella plastica; il segreto è nel cercare di togliere tutti e 4 i perni dai fori di serraggio facendo attenzione a non danneggiare in alcun modo il PCB del processore (perché si corre il rischio di tagliarne qualche componente). Sconsiglio vivamente di utilizzare cacciaviti e altri accessori per questo tipo di operazioni; la tecnica migliore, a mio avviso, è quella di utilizzare le dita per prendere dall'interno il guscio plastico e tirare il più possibile; per evitare che chiunque "mettesse le mani" all'interno della cartuccia del processore in AMD sono stati molto previdenti, facendo si che i perni fossero saldamente incastrati nei fori: dovrete, per questo motivo, faticare non poco per riuscire a sfilarli tutti e quattro.
![]() |
Qui di lato è fotografata la cartuccia di plastica della cpu AMD Athlon dall'interno: sono cerchiati in rosso i 4 fori nei quali si incastrano i perni della cpu. |
Qui a destra è fotografata la parte posteriore di una cpu Athlon; si notino i 4 perni metallici, cerchiati di rosso, che si vanno ad incastrare nei 4 fori dell'immagine soprastante, così da far aderire il guscio plastico alla cpu. |
![]() |
E la cache L2?
Le schedine per l'overlclock possono essere
utilizzate per variare i moltiplicatori di frequenze e il voltaggio di alimentazione Core;
la selezione della frequenza di bus è ancora appannaggio della scheda madre anche perché
quest'ultima frequenza non dipende direttamente dal processore, casomai dal chipset.
La cpu AMD Athlon è dotata di cache L2, in quantitativo di 512 Kbytes, montata
direttamente sul PCB (ma non integrata nel Core del processore) e operante a metà della
frequenza di clock del processore. Aumentando la frequenza di funzionamento di
quest'ultimo è possibile che il Core regga una frequenza di funzionamento elevata ma che
la cache L2 non regga la sua frequenza di funzionamento, cresciuta proporzionalmente a
quella di clock. Per ovviare a questo inconveniente è possibile variare il rapporto di
funzionamento tra frequenza di clock del processore e frequenza di lavoro della cache L2;
dal valore di default di 1/2 è possibile passare a quelli di 2/5 oppure di 1/3, ottenendo
frequenze di lavoro della cache L2 illustrate nella tabella sottostante:
| Frequenza processore | Divisore 1/2 | Divisore 2/5 | Divisore 1/3 |
| 500 Mhz | 250 Mhz | 200 Mhz | 175 Mhz |
| 550 Mhz | 275 Mhz | 220 Mhz | 183.3 Mhz |
| 600 Mhz | 300 Mhz | 240 Mhz | 200 Mhz |
| 650 Mhz | 325 Mhz | 260 Mhz | 216.3 Mhz |
| 700 Mhz | 350 Mhz | 280 Mhz | 233.3 Mhz |
Utilizzando un apposito software, chiamato WcpuA2, è possibile variare direttamente da sistema operativo il rapporto di funzionamento tra frequenza di bus e frequenza di lavoro della cache L2:

Purtroppo questo software funziona solo quando si è completato il caricamento del sistema operativo, pertanto è necessario che il sistema non sia instabile con il rapporto frequenza di clock/frequenza cache L2 di default durante il caricamento del sistema operativo, altrimenti sarebbe impossibile poter caricare WcpuA2 e variare manualmente la frequenza di funzionamento della cache L2. E' sempre possibile variare tale frequenza intervenendo su alcuni contatti presenti sul PCB del processore ma, ancora una volta, questa è una operazione "per pochi" e rischiosa in quanto si rischia di danneggiare irrimediabilmente il processore, soprattutto se non si è più che pratici con le micro saldature.
E' possibile scaricare l'utility WcpuA2 direttamente da questo indirizzo.









AORUS GeForce RTX 5080 INFINITY WOOD 16G: una scheda video diversa dalle altre
Hyundai Ioniq 9: dopo due settimane di test non avremmo voluto restituirla
LG UltraGear evo GM9: 27 pollici, 5K, Mini LED e Dual Mode
Grande affare: Smart TV TCL da 75" a 599€ ed è una 144Hz QLED, perfetta anche per giocare
Cancellato l'iPhone tutto in vetro per il 20° anniversario? Il redesign radicale di iPhone rischia di saltare
Insta360 porta l'assistente vocale IA sulla cam tascabile GO Ultra per traduzioni in tempo reale e ricerche
Fujifilm: 88 milioni di dollari in più per la memoria, e i prezzi salgono
Serie A con TIMVISION: DAZN Full a 19,99EUR per 3 mesi e Amazon Prime è incluso
La gamma Apple Watch si prepara a una rivoluzione: i prodotti futuri potrebbero essere molto diversi
Blackmagic Cinema Camera 6K: l'autofocus a rilevamento di fase arriva dopo tre anni, gratis
Mercato Cina, a luglio la piccola Geely domina, ma c'è il ritorno di Tesla Model Y
Il ritorno di Myspace contro la stanchezza da social network: un rilancio è possibile
Valve avverte: il corriere europeo di Steam finisce nel mirino degli hacker, dati dei clienti a rischio
Sony e TSMC, 6,3 miliardi per i sensori fotografici: la fabbrica di Kumamoto parte nel 2029
I gadget tech da spiaggia che possono salvarti l'estate: SUP, smartwatch, action cam, cuffie e scooter acquatici elettrici in offerta su Amazon
Tesla mostra il primo Cybercab con Starlink integrato, ma a cosa serve?
GPT-5.6-Cyber risponde a tutto, ma non è per tutti: OpenAI blinda il modello anti-hacker riservato a pochi eletti








