WhatsApp, in Italia restano i chatbot di terze parti dopo l'intervento Antitrust

WhatsApp, in Italia restano i chatbot di terze parti dopo l'intervento Antitrust

Meta consentirà agli utenti italiani di WhatsApp di continuare a usare chatbot IA di terze parti come ChatGPT e Copilot. La scelta segue un ordine cautelare dell'Antitrust, che ha bloccato le nuove regole giudicate anticoncorrenziali

di pubblicata il , alle 11:21 nel canale Web
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In Italia, su WhatsApp continuerà a essere possibile utilizzare chatbot di intelligenza artificiale di terze parti come ChatGPT, Copilot e Perplexity. La decisione arriva in seguito a un provvedimento cautelare emesso dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) il 24 dicembre 2025, che ha imposto a Meta di sospendere l'applicazione dei nuovi termini d'uso ritenuti restrittivi per la concorrenza.

Secondo quanto riportato da Reuters, Meta ha inviato una comunicazione a fornitori e sviluppatori di servizi di intelligenza artificiale, annunciando che gli utenti italiani saranno esclusi dall'applicazione delle nuove regole previste a partire da domani, 15 gennaio 2026. In base a tali regole, nel resto del mondo WhatsApp avrebbe limitato l'uso dei chatbot esterni, consentendo l'accesso esclusivamente a Meta AI. In Italia, invece, questa restrizione non verrà applicata.

Il nodo centrale della vicenda riguarda WhatsApp Business e l'integrazione dei chatbot IA di terze parti attraverso le Business API. L'Antitrust ha ritenuto che le nuove condizioni imposte da Meta ostacolassero la concorrenza, favorendo indebitamente Meta AI a discapito di altri operatori e riducendo le possibilità di scelta per consumatori e aziende. Per questo motivo, l'Autorità ha ordinato la sospensione immediata delle regole contestate, in attesa della conclusione dell'istruttoria.

I dettagli sul procedimento avviato per WhatsApp

Il procedimento era stato avviato a luglio 2025 per un presunto abuso di posizione dominante. Le norme contestate erano state introdotte il 15 ottobre 2025 e avrebbero dovuto entrare pienamente in vigore il 15 gennaio 2026. In risposta al provvedimento, Meta ha annunciato l'intenzione di presentare ricorso, ma ha confermato che nel frattempo rispetterà l'ordine dell'Antitrust.

Dal punto di vista tecnico, l'esenzione degli utenti italiani avverrà tramite il prefisso telefonico internazionale: chi utilizza un numero con prefisso +39 potrà continuare ad accedere a chatbot di terze parti direttamente su WhatsApp. Questo crea una situazione unica nel panorama europeo, con l'Italia che si distingue per una maggiore apertura all'integrazione di servizi IA concorrenti.

Meta ha contestato la decisione dell'Autorità, sostenendo che WhatsApp non può essere considerato un app store e che l'utilizzo intensivo dei chatbot sulle Business API ha messo sotto pressione sistemi non progettati per questo tipo di impiego. Secondo l'azienda, i principali canali di accesso al mercato per le imprese di intelligenza artificiale restano gli app store, i siti web e le partnership di settore.

1 Commenti
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The FoX14 Gennaio 2026, 11:59 #1

Vittoria di Pirro...

ChatGPT ad esempio ora è quasi inutile tramite WA...
ha perso diverse funzioni per le quali ti rimanda o all'app o al sito.

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