Sony Bank vuole emettere una stablecoin: chiesta licenza bancaria negli USA
La divisione finanziaria del colosso giapponese ha presentato domanda agli Stati Uniti per ottenere una licenza bancaria nazionale, puntando alla creazione di una stablecoin ancorata al dollaro e a servizi di custodia per asset digitali
di Andrea Bai pubblicata il 20 Ottobre 2025, alle 15:21 nel canale WebSony
Sony Bank, la divisione finanziaria del gruppo giapponese Sony, ha ufficialmente presentato domanda all’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) statunitense per ottenere una licenza bancaria nazionale, compiendo così il primo passo concreto verso l’ingresso nel settore delle valute digitali regolamentate e della finanza basata su blockchain.
L’iniziativa è gestita tramite la controllata Connectia Trust, la quale si occuperà di emettere una stablecoin ancorata al dollaro USA, gestire le relative riserve di liquidità e offrire servizi di custodia e gestione fiduciaria di asset digitali per clienti selezionati. Le attività proposte si inseriscono pienamente nelle categorie già approvate dall’OCC per altri istituti con licenza bancaria nazionale.
Il tutto, ovviamente, solo nel caso in cui la licenza dovesse effettivamente essere assegnata al gruppo, il che renderebbe Sony una delle prime grandi multinazionali del settore tecnologico a ottenere una carta bancaria federale statunitense destinata specificamente all’emissione di stablecoin. Un simile riconoscimento segnalerebbe l’evoluzione di questo tipo di asset da strumenti di nicchia a elementi strutturali del sistema finanziario, soprattutto dopo l’entrata in vigore del GENIUS Act firmato dal Presidente Donald Trump, che ha stabilito il quadro normativo federale per l’emissione di stablecoin completamente garantite da contanti o titoli del Tesoro.

Il mercato delle stablecoin supera oggi i 312 miliardi di dollari di capitalizzazione, con la potenzialità di spingersi oltre i 360 miliardi entro l’inizio del 2026. L’iniziativa di Sony Bank si inserisce proprio in questo contesto, unendo la solidità del sistema finanziario tradizionale con l’innovazione tecnologica di nuova generazione.
Il progetto rientra nella più ampia strategia di espansione del gruppo Sony nel campo del Web3 e della blockchain. All’inizio del 2025, infatti, l’azienda aveva collaborato con Startale Labs per la creazione di Soneiun, una rete Ethereum Layer-2 progettata per migliorare l’efficienza delle applicazioni decentralizzate. Grazie a Connectia Trust, Sony mira ora a consolidare ulteriormente la propria posizione nel settore delle infrastrutture digitali globali.
Tra le aziende che hanno intrapreso percorsi simili figurano anche Stripe, Coinbase, Circle e Paxos, tutte in attesa di approvazione da parte dell’OCC. Attualmente, soltanto Anchorage Digital Bank dispone di un’autorizzazione completa, anche se il recente alleggerimento delle restrizioni normative ha riacceso l’interesse di numerosi player del settore.
L’ eventuale ingresso di Sony nel mercato bancario statunitense digitale rappresenta un passo epocale: la mossa potrebbe infatti segnare l’inizio di una nuova fase di competizione tra giganti tecnologici globali per il controllo di un settore sempre più strategico, dove la fiducia, la trasparenza e la regolamentazione federale diventano elementi chiave per l’adozione su larga scala delle valute digitali.










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4 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoIl valore è ancorato al dollaro con gli asset sottostanti come titoli americani e liquidità, a noi va male perché andiamo a finanziare il debito americano coi nostri soldi (nostri degli europei che trafficano con le cripto)
Il problema e' che non e' il dollaro, ma un'altra cosa.
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