San Marino multa TikTok: non controllano l'età dei minori
Il Tribunale di San Marino ha confermato la multa da 3,5 milioni di euro inflitta a TikTok per violazioni della privacy dei minori. L'Autorità locale ha accusato la piattaforma di non verificare l'età degli utenti. La sentenza rappresenta un precedente significativo contro le Big Tech anche a livello internazionale.
di Manolo De Agostini pubblicata il 27 Luglio 2025, alle 08:01 nel canale WebTikTok
Il Tribunale della Repubblica di San Marino ha respinto in primo grado il ricorso presentato da TikTok contro la multa da 3,5 milioni di euro inflitta all'inizio del 2025 per la violazione delle normative locali sulla protezione dei dati personali. La decisione conferma in toto il provvedimento adottato dall'Autorità garante per la protezione dei dati personali sammarinese, che ha contestato alla piattaforma cinese la mancanza di un sistema adeguato per verificare l'età degli utenti al momento dell'iscrizione.
Secondo la legge di San Marino, che ricalca da vicino il Regolamento europeo GDPR, l'iscrizione ai social network è riservata ai maggiori di 16 anni, salvo consenso esplicito da parte dei genitori o tutori legali. L'Autorità ha rilevato che TikTok si affida a una semplice autocertificazione da parte dell'utente, senza alcun meccanismo effettivo di controllo in grado di garantire l'autenticità delle dichiarazioni fornite. Il provvedimento parla chiaramente di "assenza di qualsiasi azione riconducibile al concetto di verifica", sottolineando come l'attuale sistema adottato dal social non risponda nemmeno ai requisiti minimi richiesti.

TikTok, nonostante avesse già versato la somma contestata, aveva successivamente presentato ricorso chiedendone l'annullamento. La risposta del tribunale è stata netta: ricorso improcedibile e conferma della sanzione. Il caso, secondo il Garante, assume un valore simbolico che va oltre i confini sammarinesi: "Un piccolo Stato che riesce a far valere i propri diritti contro un colosso globale rappresenta un precedente importante anche per altri Paesi".
Non si tratta del primo scontro tra l'Autorità sammarinese e una Big Tech. Nel 2019, infatti, era stata inflitta una multa da 4 milioni di euro a Meta, all'epoca ancora Facebook Inc., per la diffusione non autorizzata di dati personali appartenenti a oltre 12mila cittadini. Anche in quel caso, l'azienda aveva tentato di impugnare il provvedimento, ma il tribunale diede nuovamente ragione all'Autorità locale.
La vicenda evidenzia ancora una volta le difficoltà strutturali nella verifica dell'età sui social network. Le soluzioni attualmente adottate, basate su dichiarazioni spontanee da parte degli utenti, si sono dimostrate facilmente aggirabili.
Da tempo si discute in Europa e anche in Italia sull'adozione di strumenti più efficaci, tra cui sistemi basati su documenti di identità o l'utilizzo del futuro Portafoglio europeo dell'identità digitale (EUDI Wallet), previsto per il 2026. Tuttavia, i nodi legati alla privacy, all'usabilità e alla portabilità dei dati personali rendono ancora incerta l'adozione di soluzioni concrete e universali.










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