Amazon, l'Antitrust italiano taglia la multa di 250 milioni ma conferma la violazione
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di rideterminare l'importo della sanzione inflitta al gigante dell'e-commerce per abuso di posizione dominante, abbassando la cifra totale a 878,2 milioni di euro rispetto alla cifra originaria di oltre 1 miliardo
di Nino Grasso pubblicata il 13 Gennaio 2026, alle 12:01 nel canale WebAmazon
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha emesso un provvedimento che ha rideterminato l'ammontare della sanzione pecuniaria a carico di Amazon.

La decisione riguarda il procedimento avviato per abuso di posizione dominante, specificamente legato alle modalità con cui la piattaforma ha gestito i servizi di logistica e la visibilità dei venditori terzi. La cifra finale è stata fissata a 878,2 milioni di euro, segnando una diminuzione rilevante rispetto alla penalità originale di fine 2021 che superava il miliardo e 128 milioni di euro.
La revisione dell'importo non cancella l'illecito accertato ma adegua la penalità a seguito di rivalutazioni amministrative e legali. Come riportato dall'agenzia Reuters, il taglio alla sanzione interviene su una delle multe più elevate mai imposte in Europa a un singolo operatore digitale. La conclusione ridefinisce l'impatto economico della vicenda, pur mantenendo intatto il principio sanzionatorio applicato all'azienda di Seattle per le sue pratiche commerciali nel mercato italiano.
Le contestazioni originali si concentravano sul servizio Fulfillment by Amazon (FBA). L'istruttoria aveva evidenziato come l'utilizzo della logistica proprietaria di Amazon fosse, di fatto, un prerequisito per ottenere vantaggi cruciali sulla piattaforma, tra cui l'accesso all'etichetta Prime. Tale meccanismo penalizzava i venditori che sceglievano di gestire autonomamente le spedizioni, limitando la loro possibilità di raggiungere i consumatori più attivi e fedeli.
Nonostante la riduzione odierna, l'ammontare rimane significativo e ribadisce l'attenzione delle autorità di controllo verso gli ecosistemi chiusi delle grandi piattaforme tecnologiche.










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