Altro che 'scandalo De Martino', in Corea del Sud violate 120.000 telecamere IP: arrestate 4 persone
La polizia sudcoreana ha arrestato quattro persone accusate di aver violato oltre 120.000 telecamere IP in abitazioni e luoghi pubblici, sottraendo video privati poi venduti a un sito illegale. L'indagine ha portato anche al fermo di tre spettatori del materiale e all'avvio di misure per assistere le vittime.
di Manolo De Agostini pubblicata il 02 Dicembre 2025, alle 14:11 nel canale WebMentre da noi questa estate ha fatto scalpore il video rubato di Stefano De Martino e Caroline Tronelli in atteggiamenti intimi dal sistema di sicurezza della giovane, le autorità sudcoreane hanno arrestato quattro individui accusati di aver compromesso oltre 120.000 telecamere IP installate in abitazioni e luoghi di lavoro, con l'obiettivo di sottrarre filmati privati e rivenderli a un sito che ne diffondeva illegalmente i contenuti.
L'operazione, resa nota dalla National Police Agency e riportata dalla BBC, porta alla luce una vulnerabilità diffusa nei sistemi di videosorveglianza domestici e professionali, spesso configurati con password banali o mai modificate dopo l'installazione.

Le telecamere prese di mira erano utilizzate per funzioni di sicurezza o monitoraggio, ad esempio per controllare bambini e animali domestici. I dispositivi erano posizionati in abitazioni private, sale karaoke - molto frequenti nel Paese - e perfino in un centro di pilates e in una clinica ginecologica, evidenziando la gravità delle potenziali violazioni della privacy.
Secondo gli investigatori, i quattro sospettati hanno agito indipendentemente e non come parte di un'unica organizzazione. Uno di loro avrebbe ottenuto accesso a circa 63.000 telecamere, producendo oltre 500 video sfruttati poi a fini economici tramite asset digitali. Un altro avrebbe violato più di 70.000 dispositivi, vendendo centinaia di filmati per cifre equivalenti a migliaia di euro. Insieme, i due sarebbero responsabili di oltre il 60% dei contenuti pubblicati nell'ultimo anno sul sito che distribuiva illegalmente i video.
Parallelamente alle attività investigative, la polizia ha identificato e fermato tre persone sospettate di aver acquistato o visualizzato i contenuti diffusi sul portale, su cui ora sono in corso operazioni di blocco e rimozione. L'autorità sudcoreana ha inoltre avviato un'azione informativa diretta: sono già state contattate vittime in 58 località, alle quali è stato chiesto di modificare immediatamente le password dei propri dispositivi e sono state fornite indicazioni su come limitare ulteriormente i rischi.
Il capo delle indagini informatiche, Park Woo-hyun, ha sottolineato la gravità del fenomeno, ricordando che la visione o il possesso di materiale ottenuto tramite riprese illegali costituisce reato a tutti gli effetti. L'agenzia ha ribadito la necessità di porre maggiore attenzione alla gestione delle credenziali di accesso e all'aggiornamento periodico delle configurazioni dei dispositivi di sorveglianza, ritenute misure essenziali per ridurre l'esposizione a violazioni di questo tipo.










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1 Commenti
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