L'audio lossless di Spotify e Tidal può essere una grande fregatura su Android: ecco perché
Test recenti condotti da esperti audio dimostrano che il sistema operativo Android applica un ricampionamento forzato a 48 kHz su tutti i flussi musicali, compresi quelli lossless di Spotify, Tidal e Qobuz, compromettendo la fedeltà audio promessa dagli abbonamenti premium
di Nino Grasso pubblicata il 10 Ottobre 2025, alle 12:11 nel canale TelefoniaSpotifyAndroid
Chi sottoscrive abbonamenti premium ai servizi di streaming musicale come Spotify, Tidal o Qobuz, che promettono fedeltà bit-perfect per un audio lossless, si aspetta di ascoltare la musica esattamente come è stata masterizzata senza perdita di qualità. Analisi tecniche approfondite rivelano però che su dispositivi Android tale obiettivo rimane lontano dalla realtà. L'architettura audio dell'OS di Google impone un ricampionamento automatico che altera i flussi lossless prima che raggiungano il convertitore digitale-analogico, vanificando la qualità superiore per cui gli utenti pagano un sovrapprezzo mensile.

Chi sceglie l'audio lossless cerca una riproduzione che preservi integralmente le caratteristiche sonore della registrazione originale, senza alcuna alterazione o sottrazione di informazioni. Particolarmente quando si utilizzano apparecchiature di qualità elevata come DAC dedicati, amplificatori e cuffie o diffusori di fascia alta, la fedeltà bit-perfect diventa fondamentale per apprezzare pienamente il lavoro artistico e tecnico. Artisti e tecnici del suono dedicano ore di lavoro meticoloso a bilanciare frequenze, dinamiche e immagine stereo durante le fasi di registrazione e mastering: qualsiasi intervento successivo, anche quando progettato con l'intento di migliorare la qualità percepita, introduce inevitabilmente modifiche che allontanano il risultato dalla visione creativa originale. La compressione lossy elimina permanentemente dettagli considerati "meno rilevanti" dagli algoritmi, mentre il ricampionamento altera inevitabilmente la struttura originale del segnale. Per gli appassionati che investono in catene audio di pregio, l'obiettivo è ascoltare esattamente ciò che è stato creato in studio, senza filtri o mediazioni tecnologiche che, per quanto tecnicamente sofisticate, rappresentano comunque un compromesso rispetto all'autenticità della registrazione masterizzata.
L'audio lossless su Android non è così semplice da ottenere
La radice del problema su Android risiede nella gestione centralizzata dell'audio. Il sistema operativo della Grande G instrada quasi tutto l'audio attraverso un mixer di sistema che opera tipicamente a 48 kHz sulla maggior parte dei dispositivi. La musica digitale viene però solitamente masterizzata a 44,1 kHz, lo standard ereditato dall'epoca dei compact disc. Quando una traccia a 44,1 kHz passa attraverso il mixer configurato a 48 kHz, il sistema operativo forza un ricampionamento automatico, introducendo differenze misurabili rispetto al file originale e impedendo una riproduzione bit-perfect, ossia una trasposizione esatta dal dominio digitale a quello analogico.
GoldenSound, noto revisore audio di The Headphone Show, ha condotto test approfonditi utilizzando strumentazione professionale di analisi audio, rivelando che Spotify Lossless su Android raggiunge solo una correlazione media tra i segnali audio originali e quelli in riproduzione di 50 dB, un valore inferiore persino alla modalità compressa "Molto alta" dello stesso Spotify su Windows, che misura 55 dB. Il valore indicato rappresenta una metrica fondamentale per valutare quanto una riproduzione audio corrisponda alla sorgente originale: quanto più alto è il valore in decibel, tanto più la riproduzione è fedele all'originale. Valori inferiori indicano distorsione o perdita di informazioni durante il processo di elaborazione.
L'analista ha attribuito il degrado al ricampionamento forzato a 48 kHz di Android combinato con l'assenza di meccanismi per bypassare il mixer di sistema. La documentazione ufficiale di Android per sviluppatori conferma che la conversione della frequenza di campionamento non è un processo neutro: può introdurre ripple nella banda passante, aliasing e attenuazione delle frequenze alte. Il documento tecnico avverte inoltre che l'elaborazione a frequenze superiori a 48 kHz spesso richiede conversioni aggiuntive che possono degradare ulteriormente la qualità percepita.
Il ricampionamento forzato di Android non rappresenta una scoperta recente. Comunità di appassionati audio discutono da anni della questione, documentando le limitazioni del sistema operativo attraverso test di loopback e analisi varie. Alcuni utenti hanno inoltre rilevato che processori di segnale proprietari, come l'UHQ Upscaler dei dispositivi Samsung Galaxy, aggiungono un ulteriore livello di elaborazione oltre al mixer standard di Android, alterando ulteriormente l'output indipendentemente dal contenuto riprodotto.

La limitazione si applica praticamente a tutti i percorsi applicativi su Android, interessando non solo i servizi di streaming come Spotify, Tidal, Qobuz e Apple Music, ma anche lettori di file locali. Tutte queste applicazioni devono passare attraverso il mixer di sistema che impone il ricampionamento, con l'obiettivo di garantire che notifiche, applicazioni multiple e suoni di sistema funzionino simultaneamente senza conflitti. Windows presenta una problematica simile nella sua "Modalità condivisa" predefinita, ma offre anche modalità come WASAPI Exclusive che permettono alle applicazioni di bypassare completamente il mixer di sistema e ottenere una riproduzione bit-perfect. Analogamente, macOS fornisce Core Audio con modalità esclusiva.
Alcune implementazioni limitate come AAudio/MMAP direct o gli attributi opzionali per DAC USB introdotti con Android 14 possono abilitare la riproduzione bit-perfect in casi specifici, ma il supporto risulta inconsistente e dipende fortemente dal dispositivo e dall'applicazione utilizzata. Tidal aveva introdotto una funzionalità che permetteva di concedere accesso diretto ai DAC USB collegati via dongle, ma circa un anno fa ha rimosso tale opzione senza fornire spiegazioni pubbliche.
L'opzione più efficace disponibile attualmente, secondo la fonte, sembra quella di acquistare USB Audio Player Pro, un'app di terze parti che utilizza driver USB personalizzati per bypassare completamente il mixer di Android. L'app riesce a offrire riproduzione bit-perfect per servizi come Tidal, Qobuz e file musicali locali, ma richiede l'acquisto tramite Google Play Store e non può integrarsi con Spotify a causa di restrizioni imposte dalle API del servizio. Gli utenti più esperti possono sperimentare soluzioni che richiedono permessi di root o kernel custom per modificare la frequenza di campionamento predefinita di Android, ma tali approcci risultano fragili, specifici per determinati dispositivi e spesso non funzionano più dopo aggiornamenti dell'OS. Per l'ascolto occasionale in mobilità stiamo parlando chiaramente di differenze impercettibili, ma per chi sottoscrive abbonamenti premium e investe in DAC dedicati e cuffie di qualità, il ricampionamento forzato rappresenta una perdita misurabile e documentata di fedeltà audio.










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15 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoVuol dire che è una fissazione e basta
Vuol dire che è una fissazione e basta
allora lo devono vendere come "audio di qualità massima udibile ed apprezzabile mediamente dall'orecchio umano", non come un'audio di qualitá massima senza alcuna perdita o ricampionamento rispetto all'originale. E se la colpa é del sistema operativo, devono fare indagini preventive e capire che cercano di vendere una qualitá impossibile da fruire in quel determinato scenario, quindi adeguare di conseguenza l'offerta del prodotto che vogliono vendere. Quando si tratta di rapporti commerciali, le regole devono essere chiare, lo dice giustamente la legge.
https://shorturl.at/Uctqo
Vuol dire che è una fissazione e basta
Credo che la strumentazione l'abbiano usata solo per quantificare e confermare il problema.
il problema non è il campionamento in se ma il ricampionamento
vedila così hai 44 mele e le devi mettere in 48 scatole
concordo sul fatto che se vuoi musica di qualità non usi servizi di streaming
Stai contraddicendo te stesso
vedila così hai 44 mele e le devi mettere in 48 scatole
concordo sul fatto che se vuoi musica di qualità non usi servizi di streaming
Vero il problema del ricampionamento, ma esistono servizi in streaming che passando FLAC offrono il lossless. Poi vattelapesca da dove hanno preso i flussi per farci i FLAC
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