Google punirà le app che consumano troppa batteria su Android: nuove regole dal 2026
Dal 1° marzo 2026, Google penalizzerà sul Play Store le app che consumano eccessivamente la batteria, introducendo avvisi pubblici e minore visibilità. Il nuovo sistema, sviluppato con Samsung, controllerà l'uso dei wake lock e premierà le app più efficienti, migliorando trasparenza e sostenibilità dell'ecosistema Android
di Francesco Messina pubblicata il 11 Novembre 2025, alle 12:11 nel canale TelefoniaGoogleAndroid
Google ha annunciato una nuova politica del Play Store volta a contrastare le applicazioni che consumano eccessivamente la batteria dei dispositivi Android. A partire dal 1° marzo 2026, le app che dreneranno in modo anomalo l'energia dei telefoni saranno penalizzate, sia in termini di visibilità che di reputazione.
Secondo le nuove linee guida sulla qualità tecnica, le app verranno sottoposte a controlli più rigorosi incentrati sui cosiddetti "wake lock", ovvero quei processi che mantengono il telefono attivo anche quando lo schermo è spento. I wake lock sono utili per funzioni come la riproduzione musicale o il download di file, ma se usati senza criterio possono causare un notevole consumo energetico.
Google intende quindi scoraggiare gli sviluppatori dal mantenere inutilmente i dispositivi "svegli". Se un'app verrà trovata colpevole di trattenere wake lock per periodi prolungati, sarà etichettata sul Play Store con un avviso pubblico: un messaggio indicherà agli utenti che l'app potrebbe ridurre più rapidamente la durata della batteria. Inoltre, tali app perderanno visibilità nelle sezioni di raccomandazione e scoperta del Play Store.

Ulteriori dettagli sulle nuove normative di Google sul consumo di batteria su Android
La nuova direttiva amplia l'attuale sistema di "core technical quality metrics" di Google, che già valuta aspetti come crash, errori e lentezze. Ora, la efficienza energetica diventa un parametro chiave per misurare la qualità complessiva delle applicazioni Android.
Per i dispositivi indossabili, Google ha definito soglie specifiche: un'app verrà segnalata se consuma oltre il 4,44% della batteria allora durante sessioni attive. Questa misura è frutto di una collaborazione con Samsung, con cui Google ha lavorato per definire i nuovi standard di monitoraggio del consumo energetico.
L'obiettivo è duplice: promuovere lo sviluppo di app più intelligenti ed efficienti e garantire maggiore trasparenza agli utenti, che potranno sapere in anticipo quali applicazioni incidono maggiormente sulla durata della batteria. Secondo l'azienda, questa politica rappresenta un passo importante verso un ecosistema Android più sostenibile e performante.










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4 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoPer fortuna non ho né Google e né Apple e quindi carico di tutto ma quanto sono messi male questi utenti che magari sono anche esperti?
spero di no, per il momeno tutto uguale, in futuro il sideloading non sarà proibito ma dovrai farlo via adb oppure utilizzare un os basato su Linux come credo intendi tu stia già facendo. Ma le app bancarie funzionano così?
Io ho un Huawei e la mia app bancaria funziona ma a dire la verità uso poche app finanziarie via mobile e tendo ad accedere alla mia banca solo via web con token fisico (cosa che un po' tutte le banche permettono, basta chiedere). Non è sicuro avere il proprio conto corrente su un telefonino che è alla mercé di chiunque.
Comunque la mia banca (e molte altre) ha l'app su AppGallery con l'ultimo aggiornamento fatto un mesetto fa, se dovessi averne bisogno l'app c'è. Quello che mi manca non sono le app finanziari o lo SPID ma IO che non credo sarà mai fatto per Huawei. Ma per adesso IO non mi serve.
Se hai un telefono moddato temo che le app bancarie non funzionino ma il mio non è moddato ma ha il pieno sideloading, molte app che uso le installo tramite famosi store alternativi.
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