Western Digital avverte: anche gli hard disk scarseggiano, l'intera produzione del 2026 è già venduta
La domanda legata all'intelligenza artificiale e ai data center hyperscale assorbe l'intera capacità produttiva di Western Digital per l'anno in corso. Secondo l'azienda, al tasso di crescita attuale, anche l'offerta di HDD non potrà confrontarsi con la domanda
di Vittorio Rienzo pubblicata il 16 Febbraio 2026, alle 13:07 nel canale StorageWestern Digital
Non solo SSD e RAM, anche il settore dei buoni e vecchi hard disk magnetici sembra aver avuto un'impennata tale da aver già saturato l'intera produzione per il 2026, almeno nel caso di Western Digital. Parliamo di uno dei principali produttori di dischi che, durante la consueta trimestrale sul secondo trimestre dell'anno fiscale, ha annunciato di aver già venduto tutta la produzione di quest'anno.
Secondo quanto dichiarato, tutta la capacità produttiva prevista risulta già assegnata attraverso accordi di lungo termine (LTA). E per chi se lo stesse chiedendo: sì, ancora una volta alla radice c'è l'intelligenza artificiale che ha innescato un ciclo di costruzione (o aggiornamento) delle infrastrutture a livello globale.

Certo, in questo caso la preoccupazione per gli utenti consumer è sicuramente limitata. Il mercato è ormai passato agli SSD, per cui difficilmente l'utente medio si ritrova nella condizione di dover acquistare un disco rigido. Peraltro, anche gran parte delle applicazioni ormai suggeriscono un'unità allo stato solido, mentre per alcuni videogiochi è addirittura imprescindibile.
I numeri parlano chiaro: l'89% dei ricavi deriva dal settore enterprise, per cui la maggior parte della produzione finisce in server, data center, cloud storage e hyperscaler. Tuttavia, c'è ancora un 5% proveniente dagli utenti consumer, fatto probabilmente di professionisti che necessitano di grandi spazi di archiviazione.
Inutile dire che un divario così marcato ha indirizzato chiaramente le scelte industriali di Western Digital: la produzione privilegia unità ad alta capacità, mentre le proposte client assumono un ruolo sempre più marginale.

Nel caso vi steste chiedendo cosa c'entri l'intelligenza artificiale con tutto ciò, beh, l'IA non è solo elaborazione. Dataset (dati per l'addestramento), output, log di inferenza e dati raccolti dal web rappresentano informazioni essenziali che vanno archiviate. L'esigenza non risiede quindi nelle prestazioni dell'unità, ma nella capacità di immagazzinare la maggior quantità di dati possibile.
Con questi presupposti, gli HDD rappresentano ancora la soluzione più efficace in termini di costo per gigabyte, motivo per cui si tende ancora a preferire i supporti magnetici alle memorie flash, soprattutto in un periodo come questo in cui la NAND inizia a costare cifre considerevoli.
Secondo Western Digital, è proprio quest'ultimo punto che porterà la domanda di HDD a crescere sensibilmente. Già adesso, infatti, l'azienda sostiene che vi sia uno squilibrio tra domanda e offerta. In sintesi, al tasso di crescita attuale degli hyperscaler, la crisi che ha già colpito DRAM e NAND potrebbe estendersi anche agli HDD.










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51 Commenti
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Ho investito e rimesso su le linee per la produzione di microcomputer (così si chiamavano una volta) sia a 8 bit per la massa,sia a 16 bit per i ricconi,KB per i primi e megabyte per i secondi di RAM.
Cassette e floppy a tutti!
Niente internet e niente chat gpt ,se volete informazioni,ho mandato in ristampa le riviste cartacee.
Ho già scelto il nome di una delle riviste di punta: Hwdowngrade!
Ogni scusa è buona per lucrare.
Tutti in imodium li dovete spendere sti soldi..
Ogni scusa è buona per lucrare.
Tutti in imodium li dovete spendere sti soldi..
Ah bè tanti anni fa, quando ci fu la famosa inondazione che inondo le fabbriche di hd, poche ore dopo la notizia i prezzi erano già raddoppiati !
E la cosa si ripete, non c'è più l'inondazione ma l'IA !
gli alimentatori?
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