PC ASUS e Acer vietati in Germania: il tribunale dà ragione a Nokia
Un tribunale tedesco ha imposto ad Acer e ASUS di sospendere la vendita di desktop e notebook in Germania per violazione di brevetti standard essenziali legati al codec HEVC di Nokia. I rivenditori possono ancora vendere le scorte, ma ai distributori è vietato effettuare nuovi ordini
di Vittorio Rienzo pubblicata il 16 Febbraio 2026, alle 16:42 nel canale SistemiASUSAcerNokiagaming hardware
In un periodo in cui il mercato PC affronta uno stallo dovuto alla carenza di DRAM (e non solo) gli utenti tedeschi alla ricerca di un laptop o un desktop dovranno fronteggiare un'ulteriore difficoltà: il tribunale regionale di Monaco, il Landgericht München, ha imposto ad Acer e ASUS di interrompere la commercializzazione delle proprie soluzioni consumer a causa di una controversia brevettuale con Nokia. Il pomo della discordia sarebbero alcuni brevetti relativi al codec video HEVC/H.265, una tecnologia integrata praticamente in qualsiasi piattaforma moderna già da qualche anno.
Come riportato da HardwareLuxx, la settima sezione civile del tribunale ha stabilito che i due produttori hanno violato diversi brevetti europei di Nokia relativi a tecniche di compressione video, tra cui EP 2 375 749 ed EP 2 661 892. Secondo i giudici, Acer e ASUS non hanno dimostrato una volontà sufficiente a ottenere una licenza a condizioni FRAND (Fair, Reasonable and Non-Discriminatory). Di conseguenza, è scattata un'ingiunzione che vieta di offrire, immettere sul mercato, utilizzare o importare i dispositivi interessati sul territorio tedesco.

La rimozione del supporto HEVC su un PC inciderebbe in modo diretto sull'esperienza utente, con limitazioni nella riproduzione di contenuti ad alta efficienza di compressione e nella gestione di flussi video ad alta risoluzione. Alternative come AV1 o VP9 esistono, ma l'assenza di H.265 su larga scala ridurrebbe compatibilità e prestazioni in diversi scenari, oltre ad essere un potenziale disincentivo all'acquisto per gli utenti prosumer.
L'ingiunzione colpisce in modo diretto i produttori, non la distribuzione. Le grandi piattaforme e catene retail possono continuare a vendere le scorte già presenti nei magazzini, per cui l'impatto per i consumatori a breve termine resta limitato. Tuttavia, ai distributori è stato vietato di effettuare nuovi ordini.
ASUS e Acer rappresentano due punti di riferimento per i consumatori europei quando si parla di desktop preassemblati o laptop. È inevitabile che sul medio e lungo periodo, l'offerta in Germania sarà limitata e le vendite potrebbero risentirne, così come i prezzi dal momento che il mercato risulterà ridimensionato.

Al momento Acer ha già sospeso le vendite di notebook e PC desktop attraverso lo shop tedesco ufficiale, mantenendo attivi solo monitor e accessori. Dal canto suo, ASUS sembra aver rimosso direttamente le pagine prodotto dal proprio sito che attualmente risultano inaccessibili o "in manutenzione".
Nel medesimo contenzioso era coinvolta anche Hisense, che ha scelto di sottoscrivere un accordo di licenza globale con Nokia, chiudendo la disputa. Acer e ASUS hanno invece deciso di proseguire il confronto legale e valutano il ricorso in appello.
La Germania applica un'interpretazione rigorosa delle regole FRAND, in linea con la giurisprudenza europea derivante dal caso Huawei vs ZTE e con l'orientamento consolidato della Corte federale tedesca. Il tribunale di Monaco rappresenta da anni un riferimento centrale nel panorama europeo delle controversie su brevetti standard essenziali.

Il caso evidenzia un elemento tecnico e contrattuale rilevante per gli OEM: l'integrazione di tecnologie standardizzate all'interno di GPU, chipset e sistemi operativi non elimina il rischio legale a valle della catena produttiva. In passato i fornitori di componenti coprivano spesso le licenze necessarie; in questo scenario la copertura non risulta sufficiente secondo il tribunale.
Per il mercato tedesco, uno dei più rilevanti in Europa per il settore PC, la sospensione rappresenta un passaggio critico. Salvo un accordo tra i due OEM e Nokia, la vendita dei loro PC potrebbe essere bloccata a tempo indeterminato in attesa dei successivi gradi di giudizio.










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