SuSE Linux al Senato.
SuSE Linux presenta al senato italiano una memoria relativa al movimento Open Source ed all'atteggiamento di SuSe Linux nei confronti del fenomeno.
di Fabio Boneschi pubblicata il 04 Luglio 2002, alle 11:59 nel canale Sicurezza
SuSe Linux, in risposta alle affermazioni di altre aziende leader di mercato, ha presentato una propria relazione sul tema: "Open Source in Italia".
Il documento di SuSe colpisce per la chiarezza del messaggio da cui traspare
il desiderio di "puntualizzare" e chiarire alcuni dogmi su cui il
fenomeno Linux è basato. E' una lettura interessante, che permette di
ampliare le proprie conoscente in merito al movimento culturale che supporta
l'espansione di Linux, alle origini del fenomeno ed agli atteggiamenti di chi
produce e rivende le distribuzioni commerciali.
In una prima parte della relazione vengono date le definizioni precise di alcuni
termini, brevi passaggi estremamente utili per inquadrare in modo puntuale i
messaggi seguenti:
L'espressione "software libero" si riferisce alla libertà dell'utente di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software. Più precisamente, esso si riferisce a quattro tipi di libertà per gli utenti del software:
- Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo (libertà 0).
- Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità (libertà 1).
- L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito. Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo (libertà 2).
- Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio (libertà 3).
- L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
Segue una chiarificazione sul concetto "Software libero" e distribuzioni commerciali:
"Software libero" non vuol dire "non-commerciale". Un programma libero deve essere disponibile per uso commerciale, sviluppo commerciale e distribuzione commerciale.La SuSE Linux ne è l'esempio lampante, in quanto oltre a finanziare personalmente lo sviluppo di Linux, crea una propria linea di prodotti dove però sono sempre presenti i codici sorgenti di ogni programma. Questo tuttavia non penallizza il business delle aziende in quanto, rispettando i vincoli posti dalle "licenze", è possibile sviluppare prodotti commerciali sprovvisti della pubblicazione del codice sorgente. Esemppi diffusi di questi prodotti sono ad esempio, VMware, Kylix della Borland, o il famoso StarOffice della Sun, i cui codici non sono disponibili
Sono poi presentate alcune argomentazioni che spiegano i vantaggi di avere a disposizione il codice sorgente:
L'accesso al codice sorgente rende più facile il loro miglioramento e li rende più sicuri da attacchi di ?crackers? ,in quanto se sussiste un baco esso viene visionato e risolto da un numero sempre crescente di persone desiderose di apportare il loro contributo, es. caso di Apache risolto in quarantotto ore a differenza di bachi di aziende proprietarie nelle quali il problema è stato notificato e corretto solo dopo sei mesi circa. Non a caso la grande caratteristica dei sistemi Linux è la grande affidabilità congiunta alla sua indiscussa superiorità in fatto di sicurezza.
La relazione termina presentando le origini da cui nasce SuSe, origini comuni al fenomeno Linux:
Nascendo dal mondo universitario linux e SuSE in particolar modo, ha sempre posto attenzione alle richieste di un mondo che vuole conoscere e creare, quindi sono innumerevoli le azioni rivolte verso le scuole e le università che non si possono definire in pochi incontri o progetti, sia localmente grazie all'incommensurabile lavoro dei lug che ad ampio raggio, come la distribuzione gratuita da parte di SuSE del proprio prodotto commerciale alle scuole italiane.
La lettura di questo comunicato è sicuramente spunto per non poche riflessioni, che per forza di cose devono riguardare anche il recentissimo progetto United Linux, che trova al suo seguito le più imporatnti distribuzioni del settore, ma ultimamente incontra non pochi ostacoli all'interno dello stesso movimento Linux.
Una recensione relativa all' ultima distribuzione di SuSe, caratterizzata da un nuovo ambiente grafico (KDE3) e da nuove funzionalità di installazione e gestione, è disponibile a questo indirizzo.










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3 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoLa Suse ha recentemente cominciato la distribuzione della versione 8.0 di linux.
Tale versione, a differenza delle precedenti (fino alla 7.3) ed anche delle altre distribuzioni (redHat, mandrake, etc...), non e' scaricabile gratuitamente ed e' a pagamento.
Eppure loro dicono che dentro ci sono comunque i sorgenti di tutto ed e' free (quasi tutto... vmWare staroffice etc esclusi), cioe' (in base all'articolo) si puo' copiare, modificare e commercializzare tutto quanto sia free.
Cio' significa che posso duplicarla da un amico che l'ha comprata senza infrangere nulla? E allora perche' comperarla (discordi di aggiornamenti e supporto esclusi)?
E perche' non consentono di scaricarla se rimane free? Solo per motivi di lucro?
Boh... sono cose che non conosco e quindi resto perplesso...
ciao
Linux non ha una versione 8.0 o 7.0, semplicemente quello l'avanzamento di una specifica distribuzione. Questo significa che una RedHat7.0 non è necessariamente + vekkia di un SuSe Linux 8.0. Si può benissimamente scaricare una distro di linux free, ma in questo caso, non c'è il supporto, la garanzia, e quei privilegi che solo che compra una licenza ha!
In ogni caso i codici sorgenti sono disponibili e modificabili a piacimento.
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