Una potente tempesta solare colpisce la Terra: la più intensa degli ultimi 20 anni
Una tempesta solare di livello G4, la più intensa degli ultimi anni, sta colpendo la Terra. Innescata da un brillamento di classe X, può causare disturbi a satelliti e comunicazioni, ma anche spettacolari aurore boreali visibili a latitudini insolite
di Francesco Messina pubblicata il 20 Gennaio 2026, alle 11:51 nel canale Scienza e tecnologiaUna forte tempesta solare sta colpendo la Terra in queste ore, attirando l'attenzione della comunità scientifica e degli enti di monitoraggio spaziale. Il fenomeno è stato classificato come tempesta geomagnetica di livello G4 su una scala che arriva fino a G5, rendendola una delle più intense osservate negli ultimi decenni.
Secondo lo U.S. Space Weather Prediction Center (SWPC), l'evento proseguirà nelle prossime ore per poi attenuarsi gradualmente nel corso della giornata. La tempesta è stata innescata da una potente eruzione solare avvenuta il 19 gennaio, come spiegato dal meteorologo spaziale Shawn Dahl.

In parallelo, è in corso anche una tempesta di radiazioni solari di grado S4, definita dallo SWPC come la più grande degli ultimi 20 anni. L'ultima volta che si registrarono livelli simili risale all'ottobre 2003, durante la celebre "tempesta solare di Halloween", che provocò blackout in Svezia e danni alle infrastrutture elettriche in Sudafrica.
Dettagli ed effetti dell'attuale tempesta solare
Gli effetti principali di eventi di questa intensità riguardano satelliti, comunicazioni radio, aviazione e reti elettriche. L'aumento delle radiazioni rappresenta un rischio anche per gli astronauti in orbita terrestre bassa, come quelli a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, e per i passeggeri dei voli che attraversano rotte polari. Per questo motivo, lo SWPC ha diramato avvisi a enti come NASA, FAA, FEMA e agli operatori delle reti elettriche e satellitari.
Dal punto di vista astronomico, però, la tempesta porterà anche uno spettacolo affascinante. L'interazione tra le particelle cariche provenienti dal Sole e il campo magnetico terrestre potrebbe generare aurore boreali e australi visibili a latitudini insolitamente basse. Secondo le autorità statunitensi, negli USA il fenomeno potrebbe essere osservabile fino all'Alabama, mentre non è escluso che le aurore possano apparire anche in alcune regioni d'Europa, come già avvenuto in passato.
Il meccanismo alla base dell'evento è una espulsione di massa coronale, ossia una gigantesca nube di plasma e campi magnetici scagliata nello spazio a seguito di un brillamento solare di classe X, il più potente in assoluto. Sebbene non siano previsti impatti tecnologici gravi per il grande pubblico, come sottolineato dal fisico solare Ryan French dell'Università del Colorado, interferenze temporanee su GPS e comunicazioni restano possibili.










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