Il robot umanoide G1 di Unitree cammina nel gelo estremo e segna un record storico
Unitree ha testato il robot umanoide G1 in condizioni di freddo estremo, dove ha camminato autonomamente per oltre 130 mila passi resistendo a temperature fino a -47 °C. L'esperimento dimostra importanti progressi nella resilienza ambientale e apre nuove possibilità di utilizzo in scenari difficili
di Francesco Messina pubblicata il 04 Febbraio 2026, alle 11:21 nel canale Scienza e tecnologiaLa robotica umanoide ha raggiunto un nuovo traguardo grazie a Unitree, che ha dimostrato come un robot bipede possa operare in autonomia anche in uno degli ambienti più ostili del pianeta. Il protagonista è il modello G1, capace di affrontare una lunga camminata in condizioni di gelo estremo nella regione di Altay, nello Xinjiang, resistendo a temperature che hanno toccato i -47 gradi Celsius.
Durante il test, il robot ha percorso oltre 130 mila passi senza assistenza umana, mantenendo stabilità e controllo su superfici ghiacciate e irregolari. Un risultato che non ha precedenti documentati nel settore: mai prima d'ora un robot umanoide aveva dimostrato di poter camminare in modo continuo e affidabile in un contesto climatico così severo.
A rendere l'esperimento ancora più simbolico è stata la traiettoria seguita dal G1, che ha disegnato sul terreno un grande emblema olimpico esteso su un'area di circa 186 per 100 metri.
Le protezioni di cui è dotato il robot umanoide G1
Per affrontare il freddo estremo, il robot è stato dotato di soluzioni protettive mirate. Una giacca termica e rivestimenti in plastica sulle gambe hanno preservato componenti critici come giunti, attuatori e batterie, riducendo il rischio di malfunzionamenti dovuti alle basse temperature.
Tuttavia, l'abbigliamento non sarebbe bastato senza una solida base tecnologica: il G1 ha sfruttato il sistema di navigazione satellitare cinese Beidou e avanzati algoritmi di pianificazione adattiva, che gli hanno consentito di mantenere equilibrio, precisione e orientamento anche su terreni scivolosi. Il G1 è già considerato uno dei robot umanoidi più interessanti della sua categoria, pur non essendo ancora destinato al mercato domestico.
Il costo relativamente contenuto, intorno ai 20.000 euro, e l'impiego di un modello proprietario di apprendimento automatico, chiamato UnifoLM, lo rendono particolarmente attraente per università, centri di ricerca e laboratori che lavorano sull'intelligenza artificiale applicata alla robotica. Al di là del singolo prodotto, l'esperimento condotto ad Altay rappresenta un passo avanti cruciale per l'intero settore.










Recensione HONOR Magic 8 Lite: lo smartphone indistruttibile e instancabile
Sony WF-1000X M6: le cuffie in-ear di riferimento migliorano ancora
Snowflake porta l'IA dove sono i dati, anche grazie a un accordo con OpenAI
Hyundai: spunta un'elettrica estremamente compatta, è lei IONIQ 1 da meno di 20.000€?
Una connessione diretta con AWS European Sovereign Cloud da Colt
La Toyota Yaris avrà una versione 100% elettrica: "è la direzione ovvia"
Minori sessualizzati da Grok: l'UE mette sotto esame X, l'Irlanda apre un'indagine formale
NIO stabilisce il nuovo record di scambi batteria grazie al capodanno cinese
Dell Private Cloud sempre più aperto: arriva il supporto a Nutanix
Ennesimo incidente per la guida autonoma di Tesla: il sistema finisce sotto indagine negli USA
Dopo le maniglie, è il turno dei display: la Cina impone i tasti fisici?
Addio incendi incontrollati? Svolt dice di aver 'separato' fuoco ed elettricità nelle batterie
WINDTRE si mette in proprio: venderà direttamente luce e gas ai suoi clienti
The Mandalorian & Grogu: il trailer svela la caccia agli Imperiali, Embo e l'ombra del Primo Ordine
OpenClaw sotto attacco: i malware infostealer puntano sugli agenti IA locali
Resident Evil Requiem: pre-load dal 25 febbraio e installazione PS5 in GB più grande della serie
Vaticano, la Messa si traduce in 60 lingue: debutta il servizio con intelligenza artificiale









2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoal contrario non so di test fatti in climi caldi oltre 40 gradi (dove in ambienti non climatizzati si superano i 50) dove invece ci vive una buona percentuale di popolazione mondiale.
forse perché i chip dei robot friggerebbero.
Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".