Il pianeta nano Cerere avrebbe potuto sostenere la vita molto tempo fa
Utilizzando i dati della missione NASA Dawn (ora conclusa) e nuovi modelli termici e chimici, i ricercatori hanno ipotizzato che il pianeta nano Cerere avrebbe potuto sostenere la vita circa 2,5 miliardi di anni fa.
di Mattia Speroni pubblicata il 26 Agosto 2025, alle 15:18 nel canale Scienza e tecnologiaNASA
Negli scorsi giorni abbiamo scritto dello stato di ibernazione nel quale è entrata la sonda spaziale New Horizons in attesa di trovare i fondi per proseguire la missione. In passato però c'è stata un'altra missione che ha riguardato i pianeti nani come Plutone, si chiamava NASA Dawn, terminata nel 2018 a causa della fine del carburante restando così in orbita intorno a Cerere. Quest'ultimo è uno dei pianeti nani noti nel Sistema Solare insieme al ben noto Plutone, Eris, Haumea e Makemake mentre potrebbe essersi aggiunto recentemente 2017 OF201.


Proprio in merito al pianeta nano Cerere (il più grande corpo nella fascia principale degli asteroidi tra Marte e Giove), gli scienziati hanno cercato di ricostruire il suo passato. Attualmente si tratta di un oggetto freddo ma un tempo avrebbe potuto essere molto diverso, tanto da supportare (potenzialmente) la vita. Secondo quanto scoperto grazie ai dati della missione NASA Dawn, in passato ci potrebbero essere state le condizioni per lo sviluppo di microorganismi, anche se non è stata trovata prova diretta.

Questa ipotesi permette comunque di immaginare sistemi planetari dove la vita potrebbe essere maggiormente diffusa ma anche luoghi all'interno del Sistema Solare dove la vita microbica potrebbe essersi sviluppata, così da indirizzare al meglio le future missioni spaziali in cerca della prova definitiva.
I dati di NASA Dawn hanno mostrato che zone più chiare sulla superficie del pianeta nano siano per lo più costituite da sali cristallizzati dopo essere stati disciolti in un liquido che percolava dal sottosuolo. Ulteriori analisi hanno indicato che il liquido era in realtà acqua fortemente salata che si trova sotto la superficie di Cerere. Inoltre sono state trovate tracce di molecole organiche (a base di carbonio).

Un quadro molto interessante e che ha meritato ulteriori approfondimenti. Sempre i dati di Dawn hanno fatto pensare a una fonte di energia chimica di lunga durata nel passato remoto di Cerere che avrebbe potuto sostenere la vita microbica. I dati sono stati inseriti nello studio dal titolo Core metamorphism controls the dynamic habitability of mid-sized ocean worlds—The case of Ceres.
I ricercatori hanno creato modelli termici e chimici per cercare di ricostruire come sarebbe potuto essere Cerere un tempo. Ben 2,5 miliardi di anni fa sotto la crosta del pianeta nano ci sarebbe potuto effettivamente essere un oceano di acqua calda e salata contenente anche gas disciolti che attraversavano le rocce metamorfiche del nucleo roccioso.
Si tratterebbe di un ambiente che conosciamo anche sulla Terra ed effettivamente presenta vita microbica. Ovviamente una conferma è molto difficile da ottenere perché sarebbe necessario provare a effettuare perforazioni su Cerere per cercare tracce di questa vita passata. Attualmente il pianeta nano è freddo e non presenta più le stesse quantità di acqua di un tempo. Il calore dovuto al decadimento radioattivo non è più sufficiente a far restare l'acqua allo stato solido e la concentrazione dei sali potrebbe essere cresciuta di molto uccidendo i microorganismi.










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