ESA: rilevati 40 mila asteroidi vicino alla Terra, si studia come proteggersi dai possibili impatti
Secondo le ultime analisi dell'ESA sono stati rilevati 40 mila asteroidi che orbitano vicino alla Terra. L'agenzia spaziale europea, insieme ai partner internazionali sta studiando come rilevarli e come proteggersi dai possibili impatti.
di Mattia Speroni pubblicata il 21 Novembre 2025, alle 17:44 nel canale Scienza e tecnologiaESANASA
L'ESA ha annunciato di aver raggiunto i 40 mila asteroidi che orbitano vicino alla Terra rilevati (conosciuti come NEAs o Near Earth Asteroids). Un numero importante perché rappresenta solo una parte dei potenziali oggetti spaziali che potrebbero minacciare il nostro Pianeta con impatti catastrofici e che devono quindi essere rilevati e monitorati.

Le dimensioni di questi asteroidi sono variabili, da alcuni metri fino a pochi chilometri con un potenziale distruttivo differente (in base anche ad altre condizioni e caratteristiche). Mentre la maggior parte degli asteroidi si trovano nella fascia compresa tra Marte e Giove, esistono anche oggetti che possono arrivare più vicino al nostro Pianeta, in orbite entro i 45 milioni di chilometri.
La loro scoperta iniziale non è recente (Eros è stato rilevato nel 1898) ma chiaramente con il progredire della tecnologia le osservazioni sono aumentate arrivando ad avere un grande archivio di questi oggetti. L'ESA ricorda infatti che dei 40 mila asteroidi che orbitano vicino alla Terra, circa 10 mila sono stati scoperti negli ultimi 3 anni (nel 2016 erano 15 mila e nel 2022 erano 30 mila).

Una volta rilevati, gli astronomi iniziano a calcolare la traiettoria nel futuro (da pochi mesi fino a secoli) per capire se rappresentano un problema. Questo serve a capire se sarà necessario prevedere missioni per cercare di deviare un oggetto potenzialmente pericoloso ma anche a prevedere le possibili zone d'impatto se questo non dovesse essere possibile.
Secondo le stime, ci sono poco meno di 2000 NEA con una probabilità diversa da 0 di impattare contro la Terra. Nonostante tutto, la buona notizia è che questi oggetti sono per lo più piccoli e non rappresenterebbero un reale problema. Inoltre più grande è l'asteroide, più facile è da rilevare (anche se il suo potenziale distruttivo potrebbe essere superiore).

Per questo l'ESA si sta concentrando su asteroidi di dimensioni medie, da circa 100 metri fino a 300 metri, che potrebbero causare danni regionali ma sono anche difficili da rilevare. Secondo le stime attuali, solo il 30% di questi oggetti sarebbe noto.
Le agenzia spaziali stanno lavorando su diversi fronti. Da un lato incrementare le capacità di individuarli e caratterizzarli, dall'altro studiarli per capirne composizione e possibilità di deviarli in caso fosse necessario. Per questo l'ESA ha collaborato con la NASA per la missione DART e ha lanciato HERA per studiarne gli effetti. Inoltre è allo studio la missione Ramses per studiare da vicino l'asteroide Apophis (da 375 metri) che si avvicinerà alla Terra nel 2029.









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