Z-P140, Solid State Disk secondo Intel
Intel ha presentato un nuovo Solid State Disk di ridottissime dimensioni, che potrà essere integrato all'interno di apparecchi portatili di diverso tipo
di Alessandro Bordin pubblicata il 17 Dicembre 2007, alle 16:02 nel canale PortatiliIntel
Abbiamo già avuto modo di far notare come sotto il nome di Solid State Disk, di seguito SSD, ricadano diverse tipologie di prodotto, non per forza di forma e caratteristiche inquadrabili in un preciso standard. Sebbene nell'immaginario comune SSD significhi quasi esclusivamente una periferica di archiviazione dalle forme tipiche dei dischi rigidi tradizionali, ma equipaggiati con chip memoria, in termini strettamente tecnici sarebbe riduttivo ricondurre tutto a questo semplice schema.
Nell'accezione del termine, un Solid State Disk può essere anche un singolo chip di memoria, cui spetta il compito di archiviare dei dati ma soprattutto di ospitare il sistema operativo del dispositivo in cui verrà equipaggiato. Si sta dunque arrivando a chiamare SSD tutti quei sistemi di archiviazione che, indipendentemente dalla forma, siano costituiti da chip memoria nel quale installare il sistema operativo. Buona o cattiva che sia, questa nuova tendenza è quella che sta venendo avanti negli ultimi tempi.
Dopo questa premessa, si può capire come Intel presenti il proprio nuovo chip Z-P140 come SSD. Un chip davvero interessante sotto molti aspetti, come è possibile vedere nell'immagine seguente:

La capacità del chip è di 2 o 4GB, che potrà arrivare fino a 16GB con ulteriori sviluppi. Il transfer rate dichiarato ammonta a 40MB al secondo il lettura, mentre le prestazioni in scruttura dovrebbero assestarsi sui 30MB al secondo. Particolarmente interessate il Mean-Time Between Failure, valore empirico per l'affidabilità, dichiarato in ben 2,5 milioni di ore. Il chip dunque supera i limiti dei normali chip NAND Flash che, se sfruttati in modo non razionale, possono godere di una vita media enormemente più breve.
I nuovi chip infatti utilizzano la tecnologia Wear Levelling, che permette di sfruttare alcuni algoritmi che garantiscono di utilizzare tutte le celle memoria lo stesso numero di volte. Non vi saranno più quindi celle memoria ultra-utilizzate e altre praticamente inutilizzate, massimizzando così la vita media dell'intero chip. Impressionano le dimensioni davvero ridotte, ovvero 12x18x1,8mm.

Dove vedremo questi chip/SSD? Telefoni cellulari, apparecchi mobile per la fruizione di contenuti web et similia. Intel quindi spinge sull'acceleratore in questo particolare settore, convinta che il futuro si giocherà proprio sull'archiviazione basata su chip memoria, molto più resistenti agli urti, molto meno esosi in termini energetici e, stando a quanto dichiarato, anche più affidabili. Maggiori informazioni in questo documento in formato PDF messo a disposizione da Intel.










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20 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infocomunque questi SSD piccoli sono ottimi per i piccoli dispositivi portatili: per altri dispositivi (PC portatili) forse hanno più senso gli SSD "tradizionali"
l'assenza di punteggiatura mi ha tratto in inganno
Bhe! In un server che deve tenere in piedi solo la struttura di Active Directory un paio di dischi da 4/8GB in raid 1 sono + del necessario nella quasi totalità dei casi!
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