Crisi della RAM: Intel rassicura sul mercato notebook, prezzi stabili almeno nel breve periodo
Intel afferma che i produttori di notebook dispongono di scorte di RAM sufficienti per 9-12 mesi, cosa che può limitare l'impatto della crisi della memoria causata dall'AI. Tra cache più ampie, ottimizzazioni software e prezzi stabili, il mercato laptop potrebbe risultare meno toccato dalla situazione, almeno nel breve periodo.
di Manolo De Agostini pubblicata il 17 Gennaio 2026, alle 10:01 nel canale PortatiliIntel
La domanda esercitata dall'intelligenza artificiale sul mercato dei chip di memoria continua a destare preoccupazioni, ma secondo Intel il settore notebook dispone ancora di un importante margine di sicurezza. In un contesto in cui la richiesta di DRAM per i datacenter AI sta assorbendo una quota crescente della produzione globale, il rischio di rincari o di compromessi sulle specifiche hardware dei portatili sembra, almeno per ora, contenuto.
A fornire un quadro più rassicurante è Nish Neelalojanan, senior director of product management di Intel, secondo cui i principali produttori di notebook possono contare su scorte di memoria sufficienti per coprire un periodo compreso tra i nove e i dodici mesi. Una strategia che consente agli OEM di mantenere i lanci pianificati e limitare l'impatto delle tensioni sulla supply chain, offrendo una certa stabilità anche ai consumatori finali.

La disponibilità di magazzino è il risultato di una pianificazione pluriennale tipica del settore PC: le forniture di DRAM vengono infatti negoziate e bloccate con largo anticipo rispetto all'arrivo dei prodotti sul mercato. Questo spiega perché, nonostante gli allarmi lanciati da alcuni analisti e da produttori come ASUS in vista del CES 2026, i prezzi medi dei notebook non abbiano ancora subito variazioni significative.
Il caso del nuovo Dell XPS, inizialmente percepito come più costoso rispetto alla generazione precedente, rientra in questo contesto. L'azienda ha chiarito che i primi modelli presentati puntano alle configurazioni di fascia alta, mentre versioni più accessibili, allineate ai prezzi precedenti, sono previste prossimamente.
Parallelamente, Intel sta intervenendo anche sul piano architetturale. I prossimi Core Ultra Series 3 introdurranno una cache L3 condivisa più ampia, fino a 18 MB accessibili sia dai core ad alte prestazioni sia da quelli ad alta efficienza. L'obiettivo è ridurre la dipendenza dalla memoria di sistema, migliorando prestazioni ed efficienza energetica soprattutto nei carichi leggeri o bilanciati.
Sul fronte software, anche Microsoft sta riconsiderando l'efficienza dell'ecosistema Windows. L'azienda sta lavorando a nuovi strumenti destinati agli sviluppatori, in grado di offrire un controllo più preciso sull'allocazione della RAM da parte delle applicazioni. Un cambio di rotta che arriva dopo anni in cui l'abbondanza di memoria a basso costo aveva reso secondario il tema dell'ottimizzazione.
Il tutto avviene mentre la spinta commerciale sugli "AI PC" appare ancora poco incisiva per il mercato consumer. Secondo quanto ammesso dagli stessi produttori, la maggior parte degli utenti continua a privilegiare parametri concreti come prestazioni complessive, autonomia e prezzo, mentre le funzionalità AI dedicate risultano spesso poco chiare o percepite come marginali. Per questo motivo i produttori di notebook faranno di tutto per mantenere i prezzi quanto più allineati a quelli degli anni passati, in attesa che passi la buriana.










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21 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoNon parliamo poi di come vengano ancora proposti laptop e pc con quantita di ram patetiche pur di metterci sopra un processore potente.
Non parliamo poi di come vengano ancora proposti laptop e pc con quantita di ram patetiche pur di metterci sopra un processore potente.
Certo che lo faranno, fanno i loro interessi in maniera spregiudicata. Per questo non capisco perche cianciano tanto quando gli utenti fanno altrettanto piratando il software o sbloccando il loro hardware da blocchi imposti dai costruttori.
Intel afferma che i produttori di notebook dispongono di scorte di RAM sufficienti per 9-12 mesi, cosa che può limitare l'impatto della crisi della memoria causata dall'AI. Tra cache più ampie, ottimizzazioni software e prezzi stabili, il mercato laptop potrebbe risultare meno toccato dalla situazione, almeno nel breve periodo.
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Ottimizzazioni software è un parolone: basta vedere l'impatto dei servizi AI integrati in Windows o macOS! Riguardo a quest'ultimo quella schifezza di Apple Intelligence arriva a pesare ben 10GB come spazio di archiviazione e può arrivare a consumare fino a 4 GB di ram quando viene utilizzata ( macOS 26 Tahoe ).
Ora quello che conta è sfornare programmi (pieni di bug) nel minor tempo possibile, altro che ottimizzazione
Naturalmente il discorso si complica quando abbiamo a che fare con la grafica perché vale sempre: grafica più realistica -> maggiore richieste di memoria.
che fortuna!
affare!!
beato te che fortuna!
Questi si che è
La fortuna piu grande è stato perchè le ho prese col ritiro a mano ,pagamento in contanti.
E' un venditore professionale su ebay che abita a 50 Km da dove abito
Si pero' non è fortuna. Fortuna sarebbe stata se le avessi prese la scorsa estate ,anche senza far su il computer.
Assurdo, pensare che a fine settembre ho preso 32gb di corsair ddr5 rgb 7000mhz a 160 euro...
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