Il calore della stampante 3D utilizzato per minare Bitcoin: merito di un progetto open source
Un creatore indipendente ha sviluppato un prototipo di stampante 3D capace di minare Bitcoin sfruttando il calore generato da ASIC dedicati. Il dispositivo integra chip BM1362 che riscaldano il piano di stampa e raggiungono 500 GH/s
di Vittorio Rienzo pubblicata il 10 Marzo 2026, alle 09:01 nel canale PerifericheBitcoin
Un progetto sperimentale combina la stampa 3D e il mining di Bitcoin nello stesso dispositivo. L'idea arriva dal maker conosciuto come PizzAndy, che ha presentato il prototipo durante un'intervista nel podcast Home Mining. Il sistema parte da una stampante 3D open source Voron, modificata con una struttura personalizzata che integra hardware dedicato al calcolo crittografico.
La caratteristica centrale del progetto riguarda il piano di stampa che funziona anche come dissipatore di calore. I chip ASIC utilizzati per il mining producono energia termica che viene sfruttata per mantenere la superficie di stampa alla temperatura necessaria per il processo produttivo. Il risultato è una macchina che stampa oggetti mentre esegue il calcolo degli hash per la rete Bitcoin.
This 3D printer mines Bitcoin while it prints.
— Bucefani (@BucefaniFkn) March 9, 2026
Enthusiast @Real_PizzAndy unveiled a prototype 3D printer that prints objects and mines Bitcoin at the same time.
The idea is simple and clever: ASIC mining chips generate a ton of heat when running, and 3D printers need a heated… pic.twitter.com/H8cZ29rZMp
Nel prototipo sono presenti quattro chip BM1362 AK, collegati a un dissipatore progettato su misura. Questo componente trasferisce direttamente il calore al piano della stampante 3D. L'intero sistema è regolato in modo da mantenere la superficie a 75 °C, valore necessario per garantire stabilità durante la stampa.
In questa configurazione la macchina raggiunge una potenza di calcolo pari a 500 GH/s, un valore contenuto rispetto ai sistemi di mining dedicati, ma sufficiente a dimostrare la fattibilità del concetto.
L'approccio si differenzia dal mining tradizionale perché i chip non lavorano per ottenere la massima efficienza energetica possibile. Il sistema regola invece la potenza degli ASIC per mantenere costante la temperatura del piano di stampa.
Il progetto utilizza una struttura Voron open source, ma introduce numerose modifiche. Il creatore ha riprogettato completamente l'asse Z, aggiungendo componenti elettronici supplementari nella parte posteriore della macchina.
Il piano di stampa svolge quindi un ruolo doppio: superficie di lavoro per il materiale e dissipatore per i chip dedicati al mining. Attualmente il calore prodotto dagli ASIC non alimenta l'estrusore della stampante. Il sistema utilizza esclusivamente l'energia termica per il riscaldamento del piatto di stampa.
Il progetto prevede già un'evoluzione con piani a struttura modulare. Ogni modulo dovrebbe integrare 16 chip di mining, con l'obiettivo di aumentare notevolmente la potenza di calcolo.
Le stime indicano un hash rate compreso tra 10 e 30 TH/s utilizzando ASIC Intel BZM2. Il sistema funzionerebbe come un mosaico di moduli indipendenti che possono espandere sia la superficie di stampa sia la capacità di mining.
Un altro vantaggio riguarda il controllo termico per zone. Ogni chip o modulo può essere indirizzato singolarmente, quindi diverse aree del piano di stampa possono mantenere temperature differenti. Questa caratteristica consente di lavorare con materiali diversi nello stesso processo di stampa.
Come sottolineato dal creatore, la soluzione si adatta soprattutto alle print farm, ambienti in cui sono presenti numerose stampanti che lavorano ininterrottamente. In questi contesti il dispositivo rappresenta un'ottimizzazione del ritorno economico. Per stampanti singole, l'hash rate rimarrebbe troppo basso e faticherebbe a coprire l'investimento nella piattaforma.
Il prototipo resta per ora un progetto sperimentale, ma il concetto di integrazione tra produzione additiva e calcolo crittografico potrebbe attirare l'interesse di aziende attive nel settore delle stampanti 3D.










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5 Commenti
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scusa ma il titolo è sbagliato..
non è il calore della stampante usato per minare ma l'opposto.. il calore degli ASIC usato per surriscaldare il piatto di stampa..
che poi il piatto a 75° per che cavolo di stampa ???
troppo caldo per PLA e troppo freddo per il resto.. al limite proprio PETG se vuoi .. ma 75 sono tanti lo stesso.. di norma si sta a meno..
con 75° poteva fare l'impianto di climatizzazione invernale di casa
non è il calore della stampante usato per minare ma l'opposto.. il calore degli ASIC usato per surriscaldare il piatto di stampa..
che poi il piatto a 75° per che cavolo di stampa ???
troppo caldo per PLA e troppo freddo per il resto.. al limite proprio PETG se vuoi .. ma 75 sono tanti lo stesso.. di norma si sta a meno..
con 75° poteva fare l'impianto di climatizzazione invernale di casa
E' il titolo da clickbait, come quasi la totalità di articoli e cose sponsorizzate.
Comunque, io per il PLA+ uso 70°, dipende che piatto hai, quanto velocemente stai stampando, se la hai chiusa o aperta e sopratutto il materiale. Per l'ASA 90° e per il Petg 75°
Comunque, io per il PLA+ uso 70°, dipende che piatto hai, quanto velocemente stai stampando, se la hai chiusa o aperta e sopratutto il materiale. Per l'ASA 90° e per il Petg 75°
io per il PLA sto a 50° quando ho fretta con Pla+ pla 2.0 e scendo a 40-45 gradi con il piatto "freddo" se non ho fretta, ultimamente stampo lasciando il piatto grigio ma tenendo i 50° per aumentare l'adesione ma senza correre
a 70° con il pla non hai problemi ? sei a temperature prossime al punto di ammorbidimento.. non ti crea deformazioni o ritiri elevati a fine stampa ?
per il PETG effettivamente anche io sto sui 70-80° ma ASA e affini anche a 100°.. ma me lo vedo stampare ASA e scaldare i dissipatori :-D sai che fico le Asic che friggono scaldate dalla stampante ?
per il PLA porta aperta sulle vecchie o ventilazione attiva sulle nuove per tutti gli altri sempre porta chiusa.. adesso poi sto pensando di aggiungere un estrattore d'aria con filtro al carbone per migliorare l'ambiente.. il filtro della philips fa un buon lavoro ma non fa i miracoli quando si stampa certa roba..
a 70° con il pla non hai problemi ? sei a temperature prossime al punto di ammorbidimento.. non ti crea deformazioni o ritiri elevati a fine stampa ?
per il PETG effettivamente anche io sto sui 70-80° ma ASA e affini anche a 100°.. ma me lo vedo stampare ASA e scaldare i dissipatori :-D sai che fico le Asic che friggono scaldate dalla stampante ?
per il PLA porta aperta sulle vecchie o ventilazione attiva sulle nuove per tutti gli altri sempre porta chiusa.. adesso poi sto pensando di aggiungere un estrattore d'aria con filtro al carbone per migliorare l'ambiente.. il filtro della philips fa un buon lavoro ma non fa i miracoli quando si stampa certa roba..
No, infatti sono proprio al limite, ma tieni conto che generalmente con il pla+ stampo a 80-100mm/s e spostamenti a 180mm/s, ventola a manetta al 3 strato, accelerazione a 600 per X e Y, 120 per Z e 1100 per estrusore.
Io ho una stampante aperta, quindi con ABS e ASA...porta chiusa e finestra a ribalta durante la stampa. Anch'io pensavo di prendermi un filtro decente da mettere indicativamente vicino l'estrusore (in stile aspirapolvere) così da limintarne l'esposizione se si decide di stare nella stessa stanza.
Io ho una stampante aperta, quindi con ABS e ASA...porta chiusa e finestra a ribalta durante la stampa. Anch'io pensavo di prendermi un filtro decente da mettere indicativamente vicino l'estrusore (in stile aspirapolvere) così da limintarne l'esposizione se si decide di stare nella stessa stanza.
io ho solo BL chiuse e il filtro nella stanza non fa miracoli.. quando gli estrusori partono per lo spurgo iniziale senti anche il PLA .. senti il filtro che parte a lavorare (60 m3 di stanza - Philips serie 4000i per ambienti da 350 m3) ma l'odore lo senti lo stesso.. ti lascio immaginare con ABS o Nylon..
per cui sto pensando di implementare un tiraggio forzato con filtro al carbone in modo da immettere esternamente meno odore possibile lo stesso.. odore = sostanze tossiche alla fin fine
se però stampo di notte e finisce la stampa prima della mattina quando rientro la mattina il filtro ha pulito bene l'aria e non si sente niente..
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