Gli aggiornamenti delle stampanti HP che bloccano le cartucce compatibili finiscono sotto accusa
L'International Imaging Technology Council ha criticato HP per gli aggiornamenti firmware che bloccano l'uso di cartucce di terze parti sulle stampanti tramite la tecnologia Dynamic Security. Il caso si intreccia con il nuovo standard ambientale EPEAT 2.0, che incoraggia l'uso di consumabili rigenerati.
di Manolo De Agostini pubblicata il 16 Marzo 2026, alle 09:11 nel canale PerifericheHP Inc.HP
L'uso di aggiornamenti firmware per limitare il funzionamento di cartucce d'inchiostro e toner di terze parti torna al centro del dibattito nel settore delle stampanti. L'International Imaging Technology Council (Int'l ITC) ha criticato HP per aver rilasciato aggiornamenti che impediscono l'utilizzo di consumabili non originali, una pratica che l'organizzazione ritiene incompatibile con i nuovi criteri ambientali previsti dal programma EPEAT 2.0.
Il nodo riguarda la tecnologia Dynamic Security, introdotta da tempo da HP nelle proprie stampanti e progettata per identificare e bloccare cartucce dotate di chip non autorizzati. L'azienda ha spesso giustificato questa strategia come una misura di sicurezza, sostenendo che possa proteggere gli utenti da prodotti contraffatti o potenzialmente vulnerabili. Tuttavia, critici e produttori di consumabili aftermarket la considerano una forma di controllo digitale che limita la scelta dei consumatori.

Il dibattito si inserisce nel contesto dell'aggiornamento dello standard Electronic Product Environmental Assessment Tool (EPEAT), sviluppato dal Global Electronics Council. La nuova versione, EPEAT 2.0, introdotta nel dicembre 2025, amplia i criteri di certificazione ambientale per diverse categorie di elettronica: apparecchiature di imaging, computer e display, smartphone, server e televisori.
L'obiettivo del nuovo schema è promuovere dispositivi progettati secondo principi di sostenibilità lungo l'intero ciclo di vita, includendo la riduzione dell'impatto climatico, una maggiore attenzione alla gestione delle sostanze chimiche e un uso più efficiente delle risorse attraverso modelli di economia circolare.
HP e il blocco delle cartucce non originali sulle stampanti: denunciata da un'associazione francese
Tra le novità più rilevanti per il settore delle stampanti vi è una disposizione che riguarda direttamente le cartucce rigenerate o di terze parti. Per ottenere la certificazione EPEAT 2.0, i produttori devono evitare aggiornamenti firmware che disabilitino cartucce rigenerate già compatibili con il dispositivo, fornire soluzioni approvate che consentano l'uso continuo di cartucce rigenerate senza perdita di funzionalità e offrire direttamente ai clienti cartucce rigenerate, proprie o di terzi, attraverso i canali ufficiali del produttore.
Secondo il Global Electronics Council, l'obiettivo è favorire la riutilizzazione dei consumabili e ridurre i rifiuti generati dai dispositivi di stampa.
Le critiche dell'Int'l ITC si concentrano in particolare su un aggiornamento firmware identificato come versione 2602A/B, distribuito a partire dal 29 gennaio 2026. L'aggiornamento ha interessato almeno undici modelli di stampanti, tra cui dispositivi relativamente datati come la OfficeJet Pro 7720, introdotta sul mercato quasi nove anni fa.

Secondo l'organizzazione, il firmware estenderebbe le funzionalità di Dynamic Security, impedendo il funzionamento di cartucce dotate di chip non prodotti da HP. L'Int'l ITC sostiene che l'update sia stato pubblicato dopo l'entrata in vigore di EPEAT 2.0 e potrebbe quindi rappresentare un primo banco di prova per il nuovo quadro normativo.
L'associazione afferma inoltre che HP sia l'unico produttore a utilizzare in modo sistematico aggiornamenti firmware per attivare meccanismi di blocco delle cartucce compatibili, mentre altri produttori avrebbero adottato approcci diversi per differenziarsi nel mercato.
In passato l'Int'l ITC aveva già tentato di far revocare la certificazione EPEAT a oltre 100 modelli di stampanti HP nel 2023, sostenendo che i blocchi delle cartucce fossero incompatibili con i requisiti del programma. La richiesta fu respinta perché i criteri della precedente versione dello standard, EPEAT 1.0, risultavano meno stringenti.
Con EPEAT 2.0 il quadro normativo appare più definito, anche se resta da vedere come il Global Electronics Council interpreterà i nuovi criteri e se eventuali aggiornamenti firmware come quelli citati possano essere considerati non conformi.
Un elemento interessante è che, al momento, nessuna stampante risulta ancora registrata nel nuovo schema EPEAT 2.0. Sebbene oltre 38.000 dispositivi siano presenti nel registro della versione precedente, soltanto 163 prodotti complessivi hanno già aderito alla nuova certificazione, e nessuno appartiene alla categoria delle stampanti.










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14 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infonon mi sembra infatti corretto lasciare che sia il consumatore finale quello che deve sperimentare vari consumabili compatibili fino a scoprire quali funzionano e quali no ( e i tentativi si concludono con stampanti buttate via ben prima del loro normale ciclo di vita )
alla fin fine, che siano ricambi per stampanti, auto o aerei, ben venga la concorrenza sui ricambi, purchè qualcuno vigili che la qualità sia garantita.
Link ad immagine (click per visualizzarla)
Se non ricordo male molti di questi "programmini" ti rendono la cartuccia inutilizzabile se si supera una certa quantità di stampe (se ricordo bene, e forse vale per qualche marca).
Come al solito è l'utente finale a rimetterci.
Io ho rimediato qualche anno fa , una vecchia Canon, e con le compatibili, mi ha dato problemi solo 1 volta.
E' una stortura di mercato, e infatti alcuni produttori per uscirne cercano di proporti un canone mensile per "stampe illimitate", peccato che ovviamente non è competitivo, almeno in ambito SOHO.
Esempio Brother laser: stampante pagata 140 euro, toner non originale da 3000 copie: 15 euro, originale 80. Pacchetto Brother da 300 copie/mese: EUR 10,99 mese.
Se anche butto la stampante senza mai cambiare toner dopo solo un anno, ho guadagnato, stampando 300 pp/mese.
non mi sembra infatti corretto lasciare che sia il consumatore finale quello che deve sperimentare vari consumabili compatibili fino a scoprire quali funzionano e quali no ( e i tentativi si concludono con stampanti buttate via ben prima del loro normale ciclo di vita )
alla fin fine, che siano ricambi per stampanti, auto o aerei, ben venga la concorrenza sui ricambi, purchè qualcuno vigili che la qualità sia garantita.
Vai di marche affidabili e ben recensite, è l'unica maniera.
Meglio ancora, cartucce vuote ricaricabili e ti scegli l'inchiostro di buona qualità...
Se anche butto la stampante senza mai cambiare toner dopo solo un anno, ho guadagnato, stampando 300 pp/mese.
Ho un amico che anni fa (forse anche di più di 10 anni) si comprò 2 stampanti proprio perché le cartucce costavano troppo ma la stampante costava una miseria.
La Lexmark che presi io, costava poco, ma come detto dopo l'update (a saperlo non l'avrei fatto) mi cominciò a dar problemi.
Prima il funzionamento WI-Fi funzionava , poi non più.
Poi mi dava anche cartucce vuote, anche se erano a metà, o stampavano male.
non mi sembra infatti corretto lasciare che sia il consumatore finale quello che deve sperimentare vari consumabili compatibili fino a scoprire quali funzionano e quali no ( e i tentativi si concludono con stampanti buttate via ben prima del loro normale ciclo di vita )
alla fin fine, che siano ricambi per stampanti, auto o aerei, ben venga la concorrenza sui ricambi, purchè qualcuno vigili che la qualità sia garantita.
la certificazione esiste ed è la ISO/IEC 24711/12, ne esistono pure per i toner delle laser, b/n e colori, ma non ricordo. alcuni produttori di cartucce di terze parti ce l'hanno, per altri invece si va di reputazione ed, in ultima istanza, fiducia. non è obbligatoria
ad ogni modo, non conosco la normativa specifica italiana, ma in francia la cosa è stata abbastanza ben inquadrata nella legge contro l'obsolescenza programmata. già il reato si configura, ma soprattutto c'è una sezione che vieta qualsiasi tecnica, anche software, con cui un responsabile dell'immissione sul mercato miri a rendere impossibile la riparazione o il ricondizionamento di un apparecchio, o a limitare il ripristino dell'insieme delle funzionalità di tale apparecchio al di fuori dei propri circuiti autorizzati
è una delle tante leggi pro-ricondizionamento fatte in ottica ambientale
la questione cartucce compatibili non è presa frontalmente ma non per questo la legge è meno efficace
proprio HP un procedimento penale in corso per queste pratiche, almeno un altro fasciolo alle indagini preliminari e altre già in fase istruttoria
Il problema è che la gente va al centro commerciale,da Unieuro, Mediaworld,vede la stampante HP e,sotto suggerimento del commesso,se la porta a casa ignaro di questa cosa,anche del costo delle cartucce.
Io per non sbagliare ho preso una Epson A3+ solo stampante,ho messo le non originali Prink e stampo senza problemi,anche dopo gli aggiornamenti
Meglio ancora, cartucce vuote ricaricabili e ti scegli l'inchiostro di buona qualità...
personalmente non ho problemi ad usare i ricambi originali, anche se più cari evito di buttare le stampanti in discarica prima del tempo.
Per le stampe a colori senza troppe pretese uso una Canon con le taniche, l'ink originale costa decisamente poco e dura fin troppo (in effetti ho il problema di riuscire a consumarlo)
Per le stampe in BN ho sempre usato Brother serie mfc 2xxx , fanno i toner twin e in effetti mi durano oltre le 3000 pagine dichiarate (tranquillamente una risma in più
Per le stampe a colori dove mi serve un po' di resistenza all' umidità uso una Epson Workforce, e qui i costi di gestione sono un po' peggiori, però tiene botta da tanti anni (pensare che nei primi due anni è finita 9 volte in assistenza in garanzia, l'ultimo intervento è stato fatto presso un centro Epson diverso, risolvendo in modo definitivo)
ad ogni modo, non conosco la normativa specifica italiana, ma in francia la cosa è stata abbastanza ben inquadrata nella legge contro l'obsolescenza programmata. già il reato si configura, ma soprattutto c'è una sezione che vieta qualsiasi tecnica, anche software, con cui un responsabile dell'immissione sul mercato miri a rendere impossibile la riparazione o il ricondizionamento di un apparecchio, o a limitare il ripristino dell'insieme delle funzionalità di tale apparecchio al di fuori dei propri circuiti autorizzati
è una delle tante leggi pro-ricondizionamento fatte in ottica ambientale
la questione cartucce compatibili non è presa frontalmente ma non per questo la legge è meno efficace
proprio HP un procedimento penale in corso per queste pratiche, almeno un altro fasciolo alle indagini preliminari e altre già in fase istruttoria
secondo me andare di fiducia o reputazione, sebbene sia meglio di nulla, non è il sistema giusto.
E' vero che se un ricambio della stamante fa' schifo non muore nessuno, mentre se un ricambio di un auto o di un aereo è un bidone si rischia la pelle.
ma far finire tanta roba tra i rifiuti elettronici perchè sul mercato restano prodotti indegni ...beh alla fine è anche quello indirettamente un crimine
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