Il Vietnam punta sui semiconduttori: via libera alla prima fabbrica di chip
Il Vietnam si prepara a costruire la sua prima fabbrica di wafer con un investimento di 500 milioni di dollari. L'obiettivo è diventare un hub globale dei semiconduttori entro il 2050 attraverso investimenti, collaborazioni e sviluppo tecnologico.
di Manolo De Agostini pubblicata il 19 Marzo 2025, alle 07:52 nel canale MercatoIl governo vietnamita ha ufficialmente approvato la costruzione della prima fabbrica di wafer del Paese, un progetto ambizioso che segna un passo significativo nella strategia nazionale per i semiconduttori. L'impianto, che prevede un investimento totale di 12,8 trilioni di VND (circa 500 milioni di dollari), dovrebbe essere completato entro il 2030 e si concentrerà sulla produzione di chip specializzati per applicazioni avanzate, tra cui intelligenza artificiale e difesa.
La struttura riceverà un significativo supporto governativo, con copertura fino al 30% dei costi tramite finanziamenti diretti e incentivi fiscali. Un comitato speciale, guidato direttamente dal Primo Ministro vietnamita, supervisionerà l'esecuzione del progetto e la gestione delle risorse. Sebbene il budget stanziato sia modesto rispetto ai 50 miliardi di dollari necessari per un impianto di produzione avanzato, questo primo passo rappresenta un tassello fondamentale nella creazione di un ecosistema domestico per la progettazione, produzione e test dei semiconduttori.

Il Vietnam ha già attirato l'attenzione di importanti aziende del settore e ha avviato trattative con colossi internazionali come GlobalFoundries e Powerchip Semiconductor. Attualmente, il Paese ospita già 174 progetti legati ai semiconduttori, con una forte presenza nei segmenti di packaging e testing grazie ad aziende come Intel e Amkor.
La strategia vietnamita si articola in tre fasi: entro il 2030 il piano prevede la creazione di almeno 100 aziende di progettazione di chip, una fabbrica di produzione e 10 impianti di packaging e testing. Successivamente, nel periodo 2030-2040, l'obiettivo è espandere la capacità con 200 aziende di progettazione, due fabbriche di semiconduttori e 15 strutture per il packaging e il testing. Infine, entro il 2050, il Vietnam mira a consolidarsi come hub globale dei semiconduttori, con 300 aziende di design, tre impianti di produzione e 20 siti di packaging/testing, puntando a un fatturato superiore ai 100 miliardi di dollari annui.
Nonostante le sfide infrastrutturali e la dipendenza dalla tecnologia estera, il Vietnam è determinato ad accelerare il processo di crescita del settore. Grazie a investimenti stranieri e collaborazioni strategiche con aziende nazionali come Viettel, il Paese punta a scalare rapidamente la catena del valore dei semiconduttori, con l'obiettivo finale di ridurre la dipendenza dalle importazioni e affermarsi come uno dei principali attori globali dell'industria tecnologica.










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7 Commenti
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Non sarei così sicuro, alla fine sono processi altamente automatizzati, forse l'unica cosa che costa di più è l'energia, evidentemente sono altri fattori che fanno preferire investire in quei paesi.
Se ci pensate, ad oggi, in estremo oriente già si fabbricano la maggior parte degli oggetti più usati al mondo come i chip (Taiwan, Cina), automobili (Giappone, Corea, Cina), smartphone, computer etc..
L'estremo oriente si sta trasformando nella fabrica del mondo credo per via di un misto di mano d'opera a basso costo, materie prime ed una cultura subordinata al lavoro ed all'obbedienza.
Se a questo ci aggiungiamo gli investimenti ed il know-how occidentali che hanno dato una bella spinta a far partire il tutto questo credco che il quadro si completo.
Fatemi sapere se mi sono perso qualcosa.
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