Nel 2018 Samsung snobbò NVIDIA: un errore da decine di miliardi di dollari
Nel 2018 Samsung rifiutò una proposta di collaborazione strategica da parte di NVIDIA, perdendo l'occasione di rafforzarsi nel settore delle memorie HBM. La decisione ha favorito SK hynix, ora main partner di NVIDIA in crescita e principale concorrente di Samsung
di Vittorio Rienzo pubblicata il 24 Luglio 2025, alle 16:52 nel canale MemorieNVIDIASamsungSK hynix
Una decisione aziendale può cambiare il destino di un'intera industria. È il caso di Samsung, che alcuni anni fa declinò una proposta di collaborazione strategica avanzata dal CEO di NVIDIA, Jensen Huang. L'offerta includeva una partnership a lungo termine sullo sviluppo congiunto delle memorie HBM (High Bandwidth Memory), attività condivise nel settore delle fonderie e un'integrazione più profonda nell'ecosistema CUDA.
All'epoca, Samsung era leader riconosciuto nella produzione di chip DRAM e NAND, e appariva come il partner ideale per un'alleanza tecnologica di tale portata. Tuttavia, la dirigenza coreana espresse scetticismo sulle prospettive delle memorie HBM, ritenendole un investimento a rischio. Una valutazione prudente che, con il senno di poi, si è rivelata estremamente costosa: oggi NVIDIA è un'azienda valutata circa 4.000 miliardi di dollari e le memorie HBM sono diventate centrali nello sviluppo di soluzioni AI avanzate.

Respinto da Samsung, Jensen Huang si rivolse quindi a SK hynix, altro produttore sudcoreano, con cui diede il via a una collaborazione che continua ancora oggi. SK hynix è diventata il principale fornitore di memorie HBM3, HBM3E e potenzialmente HBM4 per NVIDIA, con risultati finanziari in forte crescita. Al contrario, Samsung si trova ora in una fase critica, con perdite operative nei segmenti semiconduttori e HBM, e con una quota di mercato erosa proprio dal suo concorrente diretto.
Come sottolinea Wccftech, se Samsung avesse colto l'opportunità, la configurazione attuale del mercato dei chip sarebbe diversa. L'egemonia di TSMC nel settore delle fonderie sarebbe stata messa in discussione e Samsung avrebbe mantenuto un ruolo di primo piano nell'innovazione tecnologica.
Il caso evidenzia quanto possa essere difficile anticipare le traiettorie dell'innovazione. Oltre a Samsung, anche il CEO di SoftBank, Masayoshi Son, ha compiuto un errore simile vendendo in anticipo una grossa partecipazione in NVIDIA, perdendo potenzialmente centinaia di miliardi in valore azionario.










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