Intel vola in borsa dopo le indiscrezioni di una partecipazione pubblica da parte dell'amministrazione Trump
Il titolo Intel è salito del 7% in Borsa dopo che è emerso che l’amministrazione Trump sta discutendo l’ipotesi di un ingresso del governo nel capitale del gruppo per sostenere la produzione nazionale di semiconduttori e, in particolare, i nuovi impianti in Ohio, mentre prosegue il confronto tra la Casa Bianca e il CEO Lip‑Bu Tan
di Andrea Bai pubblicata il 15 Agosto 2025, alle 08:35 nel canale ProcessoriIntel
Le azioni Intel hanno chiuso in forte rialzo nella serata di giovedì, con un guadagno di circa il 7%, sulla scia delle indiscrezioni secondo cui l’amministrazione Trump è in trattative con l'azienda di Santa Clara per una potenziale partecipazione pubblica nel capitale dell’azienda, nel tentativo di rafforzare la capacità produttiva domestica dei semiconduttori negli Stati Uniti. L’indiscrezione è stata diffusa da Bloomberg.
Secondo quanto riferito, l’ipotesi di ingresso del governo avrebbe come obiettivo quello di sostenere gli investimenti negli impianti che Intel sta costruendo in Ohio, un tassello considerato strategico per riportare sul suolo americano la produzione dei chip più avanzati.

Intel è attualmente l’unica società statunitense con la capacità di produrre sul territorio nazionale processori avanzati. Ci sono poi i concorrenti come Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC) e Samsung che dispongono di stabilimenti negli Stati Uniti. La spinta a rafforzare l’autonomia tecnologica interna arriva in un momento delicato per il gruppo, alle prese con il rilancio della propria strategia industriale e con il tentativo di recuperare terreno nei segmenti a maggiore crescita.
Le trattative per una partecipazione pubblica avvengono a ridosso dell’incontro tra il CEO di Intel, Lip‑Bu Tan, e il presidente Trump alla Casa Bianca, un faccia a faccia che ha segnato anche un cambio di tono nei confronti dell'alto dirigente Intel da parte del presidente, che nei giorni precedenti ne aveva chiesto le dimissioni per presunti legami con la Cina. Trump avesa successivamente espresso stima nei confronti di Tan dopo la riunione, un segnale percepito dai mercati come distensivo e potenzialmente favorevole a collaborazioni tra Intel e governo.
Intel non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito all'indiscrezione. Come dicevamo, il mercato ha reagito con favore alla prospettiva di un sostegno governativo, interpretandolo come un potenziale acceleratore per i progetti produttivi interni e per il riposizionamento competitivo del gruppo nell’ecosistema dei chip avanzati.










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28 Commenti
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Poteva crearsi la sua farmina in USA e avrebbe avuto anche lei le "Soviet-Zioni Statali"
In realtà una parte delle cpu AMD sono fuse da TSMC, che ha delle sedi in USA. Quindi è un casino :-P
Ma gli USA non erano la patria del liberismo?
Intel è fra i più grandi produttori di transistors e in gran parte lo fa da sempre in USA ed sarebbe l'ideale per loro se tornasse ad essere leader in questo come una volta.
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