Sistema di sblocco alla iPhone anche su Pixel e Chromebook: le tracce nel codice
Stando a recenti scoperte effettuate all'interno del codice di Android, Google starebbe sviluppando un sistema di autenticazione facciale basato su hardware dedicato, simile al Face ID di Apple, destinato a migliorare la sicurezza e la funzionalità dei futuri dispositivi Pixel e dei Chromebook
di Nino Grasso pubblicata il 18 Febbraio 2026, alle 11:51 nel canale AppleGooglePixelChromebook
Secondo quanto emerso dall'analisi di alcune righe di codice presenti nel sistema operativo, l'azienda di Mountain View sta lavorando attivamente a una soluzione proprietaria per il riconoscimento del volto che non si limiti al solo software, ma che sfrutti componenti hardware specifici. Si tratta di un'evoluzione necessaria per garantire standard di sicurezza elevati e una maggiore affidabilità in ogni condizione di luce.
I riferimenti individuati puntano chiaramente verso l'adozione di fotocamere a infrarossi (IR) e sensori dedicati, capaci di mappare il volto dell'utente in tre dimensioni. Attualmente, la maggior parte dei dispositivi Pixel utilizza la fotocamera frontale standard abbinata ad algoritmi di apprendimento automatico per consentire l'accesso, oltre al consueto e più sicuro sensore di impronte. Sebbene il riconoscimento del volto "2D" sia migliorato nel tempo, tanto da essere accettato per alcune app bancarie sui modelli più recenti, presenta ancora dei limiti fisici insormontabili, primo fra tutti l'incapacità di funzionare correttamente in ambienti completamente bui. L'introduzione di emettitori e ricevitori IR risolverebbe definitivamente tale problematica, permettendo lo sblocco immediato anche in assenza di luce ambientale.
Il nuovo approccio ricorda quello di Apple con il suo iPhone e altri prodotti, che utilizzano un array di sensori dedicati per garantire piena affidabile in un numero elevato di scenari. Il codice scoperto sui dispositivi della Grande G suggerisce che il flusso di dati proveniente dalle nuove fotocamere IR sarà elaborato direttamente dall'Image Signal Processor (ISP) integrato nei chip Tensor di Google, un design che permetterebbe una gestione più efficiente e sicura delle informazioni biometriche, riducendo il consumo energetico e migliorando la velocità di risposta. Non è ancora chiaro se tale funzionalità debutterà con la prossima generazione di smartphone, come i Pixel 11, ma l'infrastruttura software sembra essere in fase di preparazione avanzata per supportare i futuri processori, potenzialmente a partire dal Tensor G6.
Le indiscrezioni segnalano infatti l'intenzione di portare lo sblocco facciale avanzato anche sui Chromebook. I laptop basati su ChromeOS, che attualmente si affidano prevalentemente a password o sensori di impronte digitali, beneficerebbero enormemente di un sistema di autenticazione rapido e senza contatto. L'integrazione di sensori IR nella cornice dello schermo di un portatile risulterebbe naturale e offrirebbe un'esperienza utente molto più fluida, allineando l'offerta Google a quella dei concorrenti che offrono già sistemi simili su piattaforme Windows.
Si tratta di un ritorno di fiamma per l'azienda californiana, che aveva già sperimentato lo sblocco facciale hardware con generazioni passate di Pixel, salvo poi abbandonarlo nei modelli più moderni in favore dei lettori d'impronte sotto al display. La nuova strategia sembra però più strutturata e mirata a creare un ecosistema coeso, dove la sicurezza biometrica non è più un'opzione accessoria ma una caratteristica fondante dell'esperienza d'uso.










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